Il candidato sindaco della Lega ricostruisce l’intera vicenda dal 2014 e chiosa : «Due mandati pieni, Regione e Comune dello stesso colore politico, e il parco esiste solo nei rendering»
Dodici anni di annunci, rendering, concorsi internazionali e celebrazioni istituzionali. Ma del parco urbano nell’area dell’ex ospedale Misericordia e Dolce, promesso dal 2014 come il più grande parco dentro le mura in Italia, a oggi non c’è ancora traccia. Una vicenda che riaccende lo scontro politico in città, con il candidato sindaco della Lega Claudiu Stanasel che punta il dito contro il Partito Democratico, definendo l’intero percorso «il simbolo più evidente dell’immobilismo che da undici anni paralizza Prato».
Ricostruendo gli atti, si scopre che nel 2014 Regione, Comune, Provincia e USL sottoscrivono un Accordo di Programma per la riqualificazione di circa 39.000 metri quadrati dentro le mura: l'accordo viene formalmente pubblicato sul BURT della Regione Toscana il 22 Ottobre 2014.
Il Comune si impegna ad acquistare dall’ASL oltre 30.000 mq di area di risulta, per un valore complessivo di quasi 12 milioni di euro, mentre la Regione finanzia demolizione e bonifica fino a 23 milioni. In cambio, la USL mantiene una quota importante di edifici – inizialmente indicata in 9.000 mq di superficie utile lorda, poi salita a 12.000 mq nella scheda urbanistica.
Ed è proprio su quest’ultimo punto che emergono le criticità maggiori.
La scheda di trasformazione A3T_09, che disciplina gli interventi sugli edifici residui di proprietà dell’USL, ha riportato negli anni tre versioni diverse dello stesso dato:
– 9.000 mq di SUL nell’Accordo di Programma del 2014;
– 12.000 mq nella versione successiva del Piano Operativo;
– nessun valore nella versione attuale, dove il dato è assente.
Una variazione significativa, e mai spiegata pubblicamente, che incide direttamente su quanti metri quadrati potranno essere recuperati e con quali funzioni, tra residenziale, commerciale, terziario e turistico-ricettivo.
«Il PD governa Prato da undici anni, con Comune e Regione dello stesso colore politico – afferma Stanasel – non esiste un solo alibi possibile.
Se dopo due mandati pieni il parco non è ancora in cantiere, ma solo in rendering patinati, significa che qualcuno non ha detto la verità ai cittadini».
Secondo il leader del Carroccio, la contraddizione politica è evidente:
«Hanno avuto tutto il tempo e tutta la filiera istituzionale dalla loro parte. Eppure, dopo dodici anni, l’unica cosa certa sono i soldi pagati dai pratesi per riacquistare terreni che erano già pubblici.
Quello che manca è il parco».
La critica si concentra anche sull’impatto per i cittadini.
«Da dodici anni – osserva Stanasel – famiglie, studenti, bambini e anziani si trovano davanti a un enorme vuoto urbano.
Nulla degli spazi verdi, delle aree gioco, dei percorsi, delle piazze e degli eventi promessi è mai arrivato.
Una città moderna non aspetta dodici anni per un parco: è un fallimento totale della classe dirigente che ha amministrato finora».
Il candidato della Lega solleva poi una serie di interrogativi destinati a infiammare il dibattito politico:
«Quanto è costata realmente la demolizione e la bonifica dell’area?
Quanti oneri di urbanizzazione il Comune ha già rinunciato o rinuncerà a incassare?
Quanti metri quadrati saranno effettivamente destinati a verde pubblico, e quanti invece alla valorizzazione immobiliare?
Per quale motivo la superficie edificabile è passata da 9.000 a 12.000 mq per poi sparire dai documenti urbanistici?
E soprattutto: perché, dopo undici anni, l’area è ancora allo stadio di progettazione?».
«Il progetto del parco urbano – conclude Stanasel – è stato venduto come un simbolo di futuro.
Oggi è solo il monumento all’immobilismo del PD.
Il conto l’hanno già pagato i pratesi.
Il parco, invece, non l’hanno ancora visto».
Un attacco frontale che riapre una delle questioni più delicate dell’urbanistica cittadina, a pochi mesi dalle elezioni amministrative.
