Lo strano caso della modella Natacha Jaitt, trovata morta dopo aver accusato Bergoglio di aiutare i pedofili

Lo strano caso della modella Natacha Jaitt, trovata morta dopo aver accusato Bergoglio di aiutare i pedofili
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10 Novembre 2023, “Non ho intenzione di suicidarmi, nè di imbottirmi di farmaci e annegare in una vasca da bagno, non mi sparerò un colpo in testa, quindi se ciò accade, non sono stata io“ - così aveva scritto il 5 Aprile 2018, la modella e show girl di origini argentine Natacha Jaitt, in un post pubblicato su Twitter, prima di essere trovata morta il 23 Febbraio del 2018, in un resort vicino a Buenos Aires.

Aveva 41 anni Natacha, ed aveva raggiunto il successo grazie anche alla sua partecipazione alla sesta edizione spagnola, del programma televisivo Grande Fratello.

Natacha ha lasciato 2 figli rispettivamente di 12 e 20 anni, (all'epoca dei fatti), il suo corpo fu trovato completamente nudo, riverso sul letto, senza nessun segno di violenza.

L'autopsia attribuì la morte della modella, ad un ictus sopraggiunto a causa di un mix di cocaina e alcol.

L'avvocato di Natacha e i familiari non erano assolutamente convinti sulla morte di Natacha, sospettando che fosse stata uccisa perché scomoda.

Le telecamere di sicurezza che registrarono le ultime immagini in cui compariva Natacha ancora viva, risalgono alla sera prima della morte, quando aveva incontrato un 44enne americano, un argentino di 45 anni, ed un giovane di 19 anni.

I tre uomini, all'epoca dei fatti, furono identificati e sopposti agli arresti domiciliari, in quando trovati in possesso si un marsupio, contenente diverse dosi di cocaina.

Aveva accusato pubblicamente Bergoglio

Resta il fatto che Natacha aveva accusato Bergoglio di agevolare la pedofilia, tanto che la 41enne sosteneva di essere in possesso d'informazioni che avrebbero dimostrato la scelta della massoneria, ricaduta su Bergoglio, per "occupare" il soglio pontificio, e gli intrighi legati al traffico di bambini, e alla pedofilia coperti dallo stesso.

Come si deduce dall'ultimo post pubblicato dalla Jaitt, la donna temeva di essere uccisa.

La figlia maggiore di Natacha Jaitt scrisse su Instagram un post dedicato alla sua mamma, morta :

Non mi darò tregua finchè non avrò scoperto tutta la verità".
"Te lo giuro, riposerai in pace".
"Ti amo infinitamente“.

Nel 2018 la Jaitt scrisse in un post in cui accusava Bergoglio di avere aiutato un ecclesiastico, denunciato per pedofilia, quando non era ancora pontefice, tanto da aiutarlo a farla franca, affidandogli addirittura un centro per ragazzi svantaggiati, che non avrebbero potuto difendersi per le violenze subite.

Non solo...

Natacha aveva parlato anche di un club calcistico del Sud America, invischiato nel traffico sessuale di bambini, secondo la donna questi ragazzi poveri, erano costretti a compiere atti sessuali, con funzionari del club, per poter ottenere le scarpe con i tacchetti, e le uniformi.

Natacha aggiunse anche che in questo traffico, era invischiato Gustavo Vera, ex politico, molto amico di Bergoglio, che guarda caso gestisce ‘La Alameda’, un’organizzazione no-profit, per i diritti umani.

Bergoglio insieme all'amico Vera

Secondo l’attrice, Vera trafficava esseri umano, guadagnando da questi poveri bambini, con l'aiuto di Bergoglio.

Tanti i tentativi da parte della stampa, di fare apparire Natacha come una mera prostituta, ma la Jaitt aveva già denunciato pubblicamente questi fatti, accusando Bergoglio, in un documentario pubblicato nel 2017, andato in onda nel programma di notizie francese Cash Investigation, in cui emergeva che :

  • Bergoglio sarebbe un predatore, che ha attaccato e ucciso le vittime di abuso sessuale, prima di diventare papa.
  • Lo stesso Bergoglio sarebbe stato al corrente delle deviate abitudini sessuali del vescovo argentino.
  • Sarebbe stato Bergoglio a donare "consapevolmente" l’appartamento di proprietà del Vaticano, al prete sorpreso in un’orgia a base di cocaina.

Intanto Natacha è morta ...

Se si riflette sulle dichiarazioni di Bergoglio dopo i vari scandali legati alla pedofilia che travolsero la Chiesa (e che ancora oggi continuano ad emergere) “Satana cerca di scoprire il peccato dei vescovi per scandalizzare il popolo“.

Anche i Gesuiti ebbero non poche resistenze negli anni '90, quando ai vertici dell'ordine c'era l’olandese Peter Hans Kolvenbach, Superiore Generale della Compagnia di Gesù, lo stesso Kolvenbach infatti, riteneva inadeguato Bergoglio come pontefice, per la sua spregiudicatezza, e per le sue capacità manipolatorie, tanto da ritenerlo più adatto agli intrighi politici, piuttosto che all’evangelizzazione delle anime.

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