VINITALY DESIGN AWARD

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Michelangelo Pistoletto Presidente di Giuria della 30ª edizione

Il Vinitaly Design Award raggiunge nel 2026 un traguardo simbolico e sostanziale: la trentesima edizione si apre con una scelta che non è solo celebrativa, ma dichiaratamente programmatica. La nomina di Michelangelo Pistoletto quale Presidente Onorario della Giuria introduce infatti un elemento di forte discontinuità culturale, portando il concorso oltre la dimensione tecnica del packaging e collocandolo in un orizzonte più ampio, dove progetto, estetica e responsabilità si intrecciano.

L’iniziativa, promossa da Veronafiere, conferma la progressiva trasformazione del design applicato al vino, agli spirits, alla birra e all’olio in un linguaggio capace di esprimere valori complessi. Non si tratta più soltanto di contenere e presentare un prodotto, ma di costruire una narrazione visiva e materiale che dialoghi con il contesto sociale, ambientale e culturale contemporaneo. In questo senso, la presenza di Pistoletto appare coerente: la sua ricerca artistica, sviluppata lungo oltre mezzo secolo, ha sempre posto al centro la relazione tra opera e società, tra estetica e responsabilità collettiva.

Già a partire dai celebri “Quadri specchianti”, l’artista ha introdotto un dispositivo che coinvolge direttamente l’osservatore, trasformandolo in parte integrante dell’opera. Questa logica relazionale trova oggi una declinazione ulteriore nei progetti di Cittadellarte e nella teoria del “Terzo Paradiso”, dove arte e sostenibilità convergono in una visione rigenerativa. È proprio questa prospettiva che viene ora traslata nel campo del packaging: non più semplice involucro, ma spazio di riflessione e strumento di consapevolezza.

Il legame tra Pistoletto e il mondo del vino non è episodico. La sua partecipazione alla “Vendemmia d’Artista” di Ornellaia nel 2010, culminata in un’asta benefica di rilievo internazionale, testimonia una sensibilità che riconosce nel vino una forma antica e complessa di espressione culturale. Un prodotto che nasce dalla terra e dal lavoro umano, e che oggi è chiamato a confrontarsi con le sfide della sostenibilità e dell’innovazione. In questo contesto, il design diventa il punto di incontro tra tradizione e futuro.

L’edizione 2026 del premio si inserisce dunque in una traiettoria evolutiva chiara. Accanto alla dimensione celebrativa, emergono nuove categorie e riconoscimenti, tra cui un premio dedicato alla sostenibilità, uno focalizzato sul settore oleario e un’attenzione specifica ai giovani designer. Si tratta di segnali concreti di un ampliamento del campo, che riflette le trasformazioni in atto nella filiera e nel mercato.

Anche sul piano operativo, il concorso si presenta strutturato per favorire una partecipazione ampia e qualificata, con finestre temporali differenziate e condizioni agevolate per le iscrizioni anticipate. Tuttavia, l’aspetto più rilevante resta la ridefinizione del significato stesso del packaging: da elemento funzionale a dispositivo culturale, capace di rappresentare il tempo presente e di interrogare le responsabilità della produzione.

In questa prospettiva, il Vinitaly Design Award non si limita a premiare l’eccellenza formale, ma si propone come osservatorio privilegiato sulle tendenze emergenti e come piattaforma di dialogo tra imprese, designer e mondo della cultura. La scelta di affidare a una figura come Pistoletto un ruolo simbolico di guida rafforza questa ambizione, indicando chiaramente la direzione: un design che non si esaurisce nella forma, ma che assume una funzione etica, comunicativa e trasformativa.

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