Sabato 6 Dicembre 2025, il tratto della Ciclovia Prato-Firenze intitolato al giovane Giovanni Iannelli, papà Carlo ringrazia tutti coloro che si sono adoperati, in particolare il Prefetto Sammartino, e Stanasel (Lega).

Sabato 6 Dicembre 2025, il tratto della Ciclovia Prato-Firenze intitolato al giovane Giovanni Iannelli, papà Carlo ringrazia tutti coloro che si sono adoperati, in particolare il Prefetto  Sammartino, e Stanasel (Lega).
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A Prato, Sabato 6 Dicembre 2025, con inizio alle ore 11:00, presso Via Enrico Berlinguer, (angolo Piazzale del Museo), si terrà la cerimonia per intitolare a Giovanni Iannelli, Azzurro del Ciclismo, il tratto Pratese della Ciclovia Prato-Firenze.

Giovanni scomparso prematuramente durante una gara ciclistica, ovvero l'87° Circuito Molinese, disputata in Piemonte, precisamente a Molino dei Torti (AL), per negligenza nell'adozione delle necessarie misure di sicurezza, morì dopo circa un giorno e mezzo di agonia, a soli 22 anni.

Il Papà di Giovanni l'Avvocato Carlo Iannelli, ringrazia tutti coloro che si sono adoperati affinché questa lodevole iniziativa si avverasse, in particolare il Prefetto Commissario del Comune di Prato, Dottore Claudio Sammartino, e l'Assessore Claudiu Stanasel capolista della Lega per il collegio di Prato alle elezioni regionali.

Il Dottore Claudio Sammartino insediatosi il 30 Luglio 2025, è il commissario prefettizio che guiderà il Comune di Prato fino alle prossime elezioni, (dopo le dimissioni del sindaco Ilaria Bugetti, a seguito dell'avviso di garanzia per corruzione), Claudiu Stanasel (Lega) infatti, fino a pochi mesi fa, era il vicepresidente del Consiglio comunale di Prato, in rappresentanza dell'opposizione.

Il lungo calvario legale, subito dalla famiglia.

Seppur il Tribunale di Alessandria, con sentenza civile, abbia condannato gli organizzatori della corsa ciclistica, per negligenza nell'adottare le necessarie misure di sicurezza, con una quasi totale mancanza di dispositivi per la tutela dei ciclisti, si legge nella sentenza : "avrebbe dovuto essere considerato dagli organizzatori alla stregua di un potenziale punto di caduta, altrettanto vulnerabile come le curve strette e i restringimenti richiamati dalla norma regolamentare" - ad oggi nessun processo penale è stato celebrato.

Papà Iannelli da anni attende che venga celebrato un processo penale, affinché ciò che è successo a suo figlio Giovanni non accada a nessun'altro, e poter così scongiurare la pericolosità dettata dalle omissioni altrui, in merito alle misure di sicurezza, che invece vanno adottate per Legge, nell'ambito delle competizioni sportive.

"Sono certo che una sentenza penale, scongiurerebbe il verificarsi di altre morti" - così chiosa Iannelli.

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