Il Punto: La guarnizione di Conte e la stasi del Diavolo.

Il Punto: La guarnizione di Conte e la stasi del Diavolo.
}}

"A Milano le stelle ogni sera si accendono di parole." così recitava un vecchio verso di una poesia di Umberto Saba e le stelle a San Siro in una domenica pomeriggio d'altri tempi sono tutte di colore nerazzurro: Il derby è dell'Inter che travolge il Milan con un netto 0-3.

Tutto nel nome della LuLa ossia Lautaro e Lukaku. Le stelle sono loro. Ibra? Poco da dire, l'unico che ci ha provato in un Diavolo stasi.

‌‌I nerazzurri vanno a +4 sul Milan, e va in mini-fuga, che reputo un termine più appropriato anche perché mancano ancora 15 partite e ci sono altri 45 punti in palio: Un'eternità. È ancora presto per dire fuga scudetto o vittoria che vale uno scudetto, ma un piccolo pezzo si, perché di certo la squadra di Conte ha dato una spallata decisa con una vittoria di potenza e veemenza.

Erano 10 anni che non si vedeva un Derby da vertice sulla Madonnina.

Stessi "11" di contro la Lazio per Conte confermando Eriksen e Perisic, mentre Pioli ne cambia 7 da Belgrado, scegliendo Saelemakers e non Leao e Tonali al posto dell'infortunato Bennacer.

‌‌Conte in conferenza stampa aveva detto: "Non m'importa dei dubbi, m'importa che la mia squadra giochi per vincere questo derby". Messaggio trasmesso alla perfezione, perché l'Inter parte forte e dopo 5 minuti va in vantaggio grazie ad una azione a campo aperto di Lukaku che al primo cross viene ribattuto, ma il secondo cross è preciso per la testa di Lautaro. Difesa rossonera immobile.

L'Inter poi fa una partita di pragmatismo, alla copia perfetta della gara contro la Lazio, lascia il campo al Milan e riparte di contropiede con i suoi uomini veloci. Ma i rossoneri combinano davvero molto poco. I nerazzurri creano e sprecano almeno 2 occasioni per raddoppiare.

Nel secondo tempo, invece, il Milan ha una reazione, anche forte e nel giro di 52 secondi, il secondo minuto del secondo tempo, prima Ibra due volte di testa e poi Tonali trovano un muro chiamato Samir Handanovic (già il portiere più criticato) che compie la bellezza di 3 miracoli. Poi ai rossoneri si spegne di nuovo l'ardore e l'Inter riprende campo e in 9 minuti tra il 57' e il 68' prima una grande azione targata Hakimi, Eriksen e Perisic con la finalizzazione di Lautaro per lo 0-2, poi Lukaku che a campo aperto brucia Romagnoli e con un sinistro potente da colpo di biliardo all'angolino di Donnarumma per lo 0-3. Il Milan si estenua, l'Inter contiene e la gara finisce così.

Il Milan deve leccarsi le ferite di un derby perso in modo sproporzionato. La verità è un'altra: Di testa i rossoneri c'erano, hanno palleggiato spesso nella metà campo interista ed hanno reagito ad inizio secondo tempo con quelle 3 grandissime occasioni. La testa c'era, le gambe no. Ai rossoneri sta venendo sempre meno la brillantezza. La squadra è stanca e poco lucida, più che Belgrado, pesa il non essersi mai fermati da 10 mesi a questa parte e chi ha giocato tanto, oggi è stremato. Vedere i vari Romagnoli, Calabria, e Calhanoglu, tre che raramente hanno sbagliato prestazioni, ma nell'ultima settimana soprattutto nel derby sono stati disastrosi.

Ibrahimovic è solo, troppo solo là davanti, nonostante riusciva comunque ad essere sempre in anticipo sugli avversari, facendo a sportellate ovunque ed tirato in porta 4 volte; ma contro quest'Inter non è bastato.

A Pioli e al Milan però va dato atto che lo scorso settembre nessuno aveva previsto che i rossoneri si andassero a giocare il derby di ritorno da squadra di vertice e sanno che stavano andando anche oltre. Continuare ad andare avanti, con le forze e la gioventù, affinché la testa sia più forte della stasi.

‌‌L'apoteosi di Conte in una partita quasi perfetta della sua squadra. E quei due lì davanti che quando sono in forma, sono semplicemente devastanti. D'accordo Lukaku, ma voglio sottolineare la partita del "Toro" Lautaro, che oltre alla doppietta, ha recuperato la bellezza di 47 palle: Una partita ai limiti della perfezione.

Un'altra vittoria di Conte, quella di aver "ricostruito" a livello tattico due uomini che fino a 3 mesi fa erano messi ai margini: Eriksen e Perisic. Nel derby soprattutto il croato ha fatto una partita sontuosa e di grande applicazione, così come il danese che ormai ha tolto il posto a Vidal e con un anno di ritardo si sta prendendo le rivincite. Loro, che si adattano al mister e alla squadra, ora si, lo possiamo dire: È la vera Inter di Conte. Si sa, Antonio Conte da Lecce è un amante della "settimana-tipo" ed oltre la testa ha dato lustro alla sua applicazione e guarnizione, inoltre ha la freschezza fisica dalla sua parte. Quest'Inter, ha preso autorevolezza e consapevolezza. La corsa al titolo è ancora lunga, ma i nerazzurri hanno quel passo in più. E andando a +4 dal Milan, a +8 dalla Juve (con una gara in meno) e +9 sulla Roma, nulla è ancora deciso, c'è un'eternità da giocare, ma il segnale è forte e chiaro.

‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌

PAGELLE MILAN - INTER:

‌‌

MILAN: Donnarumma: 5.5; Calabria: 4.5, Romagnoli: 4.5, Kjaer: 5, Hernandez: 5.5; Tonali: 6 (67' Meite: 5), Kessie: 5.5; Saelemakers: 5 (67' Leao: 6), Calhanoglu: 4.5, Rebic: 5; Ibrahimovic: 6 (75' Castillejo: 5).

All: S. Pioli: 5.

‌‌

INTER: Handanovic: 8; Skriniar: 6.5, De Vrij: 7, Bastoni: 6; Hakimi: 6.5 (83' Young: sv), Barella: 7 (86' Vidal: sv), Brozovic: 6.5, Eriksen: 7 (78' Gargliardini: 6), Perisic: 7.5 (78' Darmian: 6); Lautaro: 9 (78' Sanchez: 6), Lukaku: 8.

‌‌

All: A. Conte: 8

‌‌

Il Milan tenterà di riprendersi, dovrà continuare a guardare avanti, ma una mezza occhiataccia dietro la dovrà dare e rischia di essere risucchiata in una lotta Champions senza precedenti e domenica c'è appunto Roma-Milan.

Al terzo posto risale una Juve che torna a respirare, battendo 3-0 il Crotone nel monday-night, con una doppietta di Ronaldo e gol di McKennie.

Dopo le due sconfitte contro Napoli e Porto in Champions, a Pirlo erano tornati i grattacapi, considerando anche i tanti infortuni ma questa vittoria seppur senza affanni contro un Crotone fin troppo mediocre da comunque ossigeno.

Ronaldo raggiunge Lukaku in vetta alla classifica cannonieri a 17 reti. La Juve ad oggi sarebbe a - 8 dall'Inter con una gara in meno, chiaro segno, se non d'obbligo, ma di pressione a non fare altri passi falsi. E certamente non è contro il Crotone che la Juve deve fare la Juve. Così come Ronaldo più che le prossime, si aspetta il ritorno col Porto in Champions.

La Signora torna terza scavalcando la Roma che si è fermata sullo 0-0 a Benevento.

I giallorossi non sono riusciti ad abbattere il muro dei Sanniti di F. Inzaghi che hanno giocato una gara stoica restando in 10 per tutto il secondo tempo ma gli assalti della squadra di Fonseca sono stati invani. La Roma rallenta e dietro si riavvicinano di un solo punto Atalanta e Lazio. La Dea travolge 4-2 un Napoli sempre più in crisi di identità e di uomini (visti gli innumerevoli infortuni). Vittoria netta arrivata nel nome di Muriel autore di 2 assist e un gol da fuoriclasse puro; prestazione convincente per i Gasp-boys che sono pronti all'esame Real in Champions. Sul Napoli ci sarebbe da fare un capitolo a parte, una squadra letteralmente allo sbando psicofisico, la zona-Champions è sempre lì a 3 punti con una gara in meno, ma non riesce a svoltare e dispiace pensare che la vittoria della Juve sia stato solo un caso isolato. Il Napoli  rischia seriamente di andare in netta caduta libera. E con o senza Europa, ADL deve fare una rivoluzione.

La Lazio invece batte 1-0 una Samp mai doma grazie al mago Luis Alberto, dimenticata la sconfitta con l'Inter, i biancocelesti hanno un ruolino di 7 vittorie nelle ultime 8 gare e di nuovo quarto posto. S. Inzaghi resta sempre lì, nel suo limbo, con merito. Adesso arriva il Bayern Monaco, dura come scalare un Everest, ma questa Lazio ha l'obbligo di provarci.

Dalla stessa Categoria