E' morto poco fa il piccolo Domenico, il bimbo di appena 2 anni, che si trovava ricoverato in terapia intensiva all’ospedale Monaldi di Napoli, attaccato da oltre 50 giorni, ad una macchina, che fungeva da suo secondo cuore.
Natale 2025, l'inizio del calvario
A Natale del 2025 proprio l'antivigilia, era cominciato il calvario per il piccolino e la sua famiglia.
Il 23 Dicembre 2025, il bimbo era stato sottoposto a trapianto di cuore, ma dopo un improvviso e irreversibile peggioramento delle condizioni cliniche, oggi è morto.
Domenico era nato con un cuore gravemente malato, organo che fu rimosso e sostituito.
Il trapianto è andato male
Ma Domenico a seguito del trapianto, non si era mai più risvegliato, restando attaccato ad un macchinario, l'Ecmo.
Il cuore trapiantato era stato trasportato da Bolzano a Napoli conservato a bassissime temperature, inadatte a mantenere "l'integrità" del nuovo cuore.
Le testimonianze al vaglio della magistratura, con 6 indagati.
"Era un blocco di ghiaccio" - emergerebbe da alcune testimonianze, che fanno parte dell'inchiesta che ad oggi annovera 6 indagati, gestita dalla Procura di Napoli, sotto il pm Giuseppe Tittaferrante.
Sarebbe in corso inoltre, anche una doppia inchiesta sull'ospedale Monaldi, afferente all'azienda ospedaliera "Dei Colli di Napoli", da parte del servizio ispettivo della Regione, e che di quello del ministero della Salute.
Come si apprende da "Fanpage", la madre di Domenico, difesa dall'Avvocato Francesco Petruzzi, avrebbe appreso settimane dopo, soltanto dai giornali, che il cuore trapiantato al suo bambino, sarebbe stato conservato in contenitore termico riempito con ghiaccio secco, invece del ghiaccio tradizionale, portando l'organo da trapiantare, ad un congelamento estremo, come un "ghiacciolo".
