Caso Mose, gli eredi di Giovanni Mazzacurati rinunciano alla successione: lo scenario sulle proprietà

VENEZIA – Si delinea un quadro di forte incertezza legale e patrimoniale attorno alla complessa successione di Giovanni Mazzacurati, lo storico ex presidente del Consorzio Venezia Nuova – concessionario per la realizzazione del sistema Mose – deceduto in California. Secondo quanto confermato da fonti legali e documentali, i componenti del nucleo familiare del dirigente d'azienda hanno formalmente esercitato il diritto di rinuncia all'eredità dinnanzi alla Cancelleria del Tribunale. [1, 2, 3]La decisione giunge in concomitanza con le imponenti azioni di recupero crediti promosse dallo Stato e dalla Procura della Corte dei Conti per il risarcimento dei presunti danni erariali legati allo scandalo delle tangenti. [1, 2]Le motivazioni civilistiche dietro il rifiutoL'istituto della rinuncia (regolato dall'art. 519 del Codice Civile) produce un effetto retroattivo: chi lo esercita viene considerato come mai chiamato alla successione e non risponde patrimonialmente dei debiti, anche di natura tributaria, lasciati dal defunto. Nel caso specifico, le stime patrimoniali dell'asse ereditario – un tempo valutato nell'ordine di milioni di euro – risulterebbero contratte, a fronte di potenziali passività e pignoramenti promossi dall'autorità giudiziaria contabile. [1, 2, 3, 4, 5]Il destino dei beni pignorati e della villa a CortinaLa rinuncia in blocco da parte dei discendenti diretti sposta l'asse della contesa legale sulle sorti dei prestigiosi asset immobiliari accumulati negli anni dal manager. [1, 2]

  • I pignoramenti erariali: La Procura contabile aveva già disposto decreti di sequestro conservativo fino alla concorrenza di 1,2 milioni di euro. [1, 2]
  • La proprietà a Cortina: L'immobile di pregio situato a Cortina d'Ampezzo – formalmente valutato circa 2,5 milioni di euro e oggetto di un lungo contenzioso in ordine all'effettiva titolarità patrimoniale delle intestazioni – è stato escluso dalla diretta disponibilità statale immediata a causa del subentro di terzi acquirenti e dell'attivazione di procedure di vendita forzata da parte di investitori privati del comparto vicentino prima della definizione del giudizio erariale. [1, 2]

La rinuncia della famiglia impone ora l'avvio delle tutele civilistiche per la nomina di un curatore dell'eredità giacente, incaricato di liquidare le restanti attività residue a beneficio dei creditori istituzionali.