TRIBUNALE DEI MINORENNI DI TORINO ACCANIMENTO CONTRO UNA MADRE ED I SUOI BAMBINI.

TRIBUNALE DEI MINORENNI DI TORINO ACCANIMENTO CONTRO UNA MADRE ED I SUOI BAMBINI.
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Torino 25 Marzo 2022, ennesima anomala vicenda al Tribunale dei Minorenni di Torino, dove questa volta a farne le spese è un’altra mamma, ed i suoi due figli, che stanno vivendo una situazione devastante, e a dir poco grottesca.

Il loro calvario è comincia nell’anno 2019, quando la donna, dopo essersi separata, trovatasi improvvisamente senza lavoro, in condizioni economiche disagiate, non potendo contare nemmeno sull’assegno mensile di mantenimento da parte dell’ex marito, si rivolse ai Servizi Sociali, ottenendo un collocamento presso una casa famiglia, per lei ed i suoi due bambini.

Sappiamo benissimo che certe strutture non sono luoghi confacenti al genere umano, e forse nemmeno adatte agli animali, dove al loro interno si sviluppano degli ambienti sociale molto nocivi, che di certo non possono aiutare una persona in difficoltà.

Troppi i fatti di cronaca in cui sono emersi molti casi, che evidenziano il degrado di certe case famiglia, e le dinamiche contorte messe in atto da alcune ospiti di lunga data, che sembrano arrogarsi il diritto di poter dettare legge, sulle altre ospiti nuove arrivate, tanto da minacciarle o diffamarle.

Ebbene questa mamma, per sentito dire da una delle ospiti arrabbiate, con la quale guarda caso, aveva avuto un diverbio, viene a conoscenza di un ipotetico abuso sessuale che suo figlio 12enne, avrebbe fatto alla sorella 11enne, (a detta di queste persone), solo perché la loro mamma gli faceva la doccia insieme.

Un’accusa talmente grave, e assurda che avrebbe fatto perdere la pazienza a chiunque, figuriamoci ad una mamma sana e attenta, che aveva sempre i figli con sé durante tutta la permanenza all’interno della casa famiglia, costretta a difendersi da un’accusa così infamante ed ingiusta, rivolta contro i suoi figli.

Ciò nonostante il Tribunale dei Minorenni, ha aperto un procedimento nei confronti del bambino, ed inoltre la tutrice del bambino, ed il giudice, mantengono un anomalo riserbo in merito, con il legale della madre l’Avvocato Bruna Puglisi, senza dare l’opportunità alla madre di poter dire la verità, dal momento che all’epoca dei fatti, i suoi figli erano sempre con lei, presso questa struttura d’accoglienza.

Ma l’improprio non finisce qui, come a voler punire la madre, il Tribunale dei Minori decide di affidare entrambi i bambini al padre, istituendo incontri protetti con la mamma.

Sono 3 anni circa che questa donna ed i suoi bambini subiscono questa situazione, nel frattempo i due bambini affidati al padre, dividono la stessa cameretta, presso la casa paterna, dormendo nella stessa stanza, senza alcun tipo di problema, destando ancora più perplessità sul reale intento istituzionale, di tale affido.

Intanto i bambini già più volte sentiti, non hanno mai perso occasione di segnalare la loro insofferenza nel proseguo di questa incresciosa situazione, che non permette loro di poter vedere liberamente la loro madre, e di poterci trascorrerci del tempo insieme liberamente, vacanze comprese, tutte esigenze indispensabili alla crescita di un bambino, di cui questi bambini ne lamentano la mancanza.

Una costrizione nel volere a tutti costi confinare la figura di questa madre, ad un ruolo marginale, che non solo i bambini, ma chiunque definirebbe come vera e propria crudeltà, dimostrata anche dalla veemenza più volte espressa dai bambini, ormai arrivati al limite della sopportazione che non hanno mai cambiato idea in proposito, e che stanno cercando di rivendicare i loro diritti a frequentare liberamente la loro mamma, in tutti i modi, anche rifiutandosi di sostenere ancora incontri in luogo neutro.

Come può tale sofferenza passare in secondo piano, alle istituzioni, perché alimentare altra sofferenza nella vita di questi poveri bambini, calpestati da chi invece dovrebbe adoperarsi ed agire per il bene supremo del minore ?

A tal proposito abbiamo intervista l’Avvocato Bruna Puglisi, legale di questa signora : “questa mamma non ha precedenti penali, non è un soggetto pericoloso, è una donna sana e integerrima, si è reintegrata nel mondo del lavoro, tanto da avere un contratto a tempo indeterminato, una casa, più precisamente una villetta più che idonea, con spazi più che adeguati, e provvedendo sempre e prontamente anche al mantenimento dei figli, a differenza del padre che attualmente si trova ancora disoccupato, una madre che si è sempre adoperata per insegnare ai suoi figli il valore delle cose, che vanno meritate, senza che passi il concetto che tutto gli sia dovuto”.

“Questo è un dispregio nei confronti del superiore interesse del minore – dichiara l’avvocato Bruna Puglisi, - questi bambini hanno espresso in tutte le sedi a loro consentite, la volontà di vedere la madre fuori dai luoghi neutri”.

Continua l’Avvocato Puglisi : “a questi bambini sono state imposte pure che le vacanze estive, avvenissero esclusivamente sul suolo italiano, impedendo alla madre non solo di trascorrere le vacanze con i propri figli, ma agevolando gli incontri con i parenti paterni italiani, escludendo quelli materni, che vivono all’estero, a cosa si può attribuire tale illegittimità”.

Aggiunge l’Avvocato Puglisi : “nonostante ci sia la tangibile dimostrazione che questa madre non sia affetta da problematiche psichiatriche, possedendo solo una forte personalità, attestata anche da una relazione stilata dall’NPI territorialmente competente, continuano a calpestare la signora, accentuando la sofferenza della stessa e dei suoi figli, che ormai hanno già più volte ribadito la loro insofferenza, instillata dalla privazione di poter incontrare liberamente la propria mamma, senza poterci trascorrere liberamente del tempo assieme”.

“Nessuna CTU che attesti la pericolosità di questa madre, per i figli, eppure continuano a trattarla peggio di una criminale, defraudandola da anni ormai del suo ruolo genitoriale, creando una voragine immane di sofferenza nei minori, che rasenta la crudeltà”.

“Perché questo accanimento nei confronti di questa signora, perché i bambini non possono avvalersi di un loro diritto, quello di poter vedere la madre come tutti gli altri bambini ?”.

“I minori continuano a manifestare anche ai servizio sociale, con veemenza la loro volontà, di non volere più svolgere incontri in luogo neutro con la madre, ma di volerla incontrare in autonomia, la bambina addirittura non ha mai smesso di evidenziare il suo desiderio di voler vedere la madre ogni qualvolta ne avesse voglia, al di fuori del luogo neutro”.

“Si apre un procedimento per presunti abusi sessuali del bambino nei confronti della sorella, sulla base di segnalazioni emerse guarda caso, dopo un disaccordo tra alcune ospiti di vecchia data della struttura, contro questa donna, e poi si affidano entrambi i bambini al padre, che poi dividono la stessa camera, senza che ciò desti problemi di nessuna natura”.

“Una bambina dall’aspetto curato, intelligente e brillante, piacevole nella relazione, che manifesta un vissuto nostalgico nei confronti della madre, ed una sofferenza derivante dalla loro separazione, manifestando patimento per la mancanza della sua mamma, alternando momenti di tristezza e nostalgia derivati da questa privazione ”.

“Una situazione che si è trasformata in un vero e proprio disagio, tanto da indurre la bambina a comunicare il netto rifiuto di continuare tali incontri nei luoghi neutri”.

“Si fa presente inoltre che il procedimento penale aperto nei confronti del bambino, che vede come parte offesa la sorella, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, ha un proseguo con richiesta di archiviazione al GIP, di cui si attende ancora formulazione definitiva”.

“Una madre che si era rivolta ai servizi sociali per una situazione caratterizzata da precarietà economica, dovuta alla perdita del lavoro ed al mancato pagamento degli assegni di mantenimento da parte del marito, che invece si è vista portare via i figli”.

“Inoltre entrambi i genitori hanno sempre asserito che nulla poteva essere successo tra i fratelli, e che la segnalazione da parte delle anziane signore residenti nell’appartamento, messo a disposizione della madre e dei ragazzi, avevano dichiarato il falso”.

“Due ex coniugi assolutamente d’accordo sul poter permettere ai loro figli, di trascorre del tempo in entrambe le abitazioni, materna e paterna, come regolamentato per qualsiasi altra coppia separata”.

“Cosa deve fare una bambina che continua a esprimere la sua sofferenza perché non può vedere liberamente la propria madre, e del bambino che in occasione di un incontro vedendo la stanchezza della madre dopo un turno di lavoro impegnativo, vi si siede accanto e si lascia abbracciare e coccolare, perché questa privazione affettiva, a che scopo, visto che ai minori men che meno per la madre, questo stato di cose rappresenta un aiuto tangibile o una qualche utilità”.

Ci chiediamo che avvallo scientifico e terapeutico considerato come ipotetico successo, ci può essere in una situazione così coercitiva ed aberrante ?

Riportiamo alcuni stralci della relazione stilata dal DSM territorialmente competente a dimostrazione che queste decisioni non si fondano su alcuna competenza scientifica nel precludere gli incontri liberi tra madre e figli - incalza l’Avvocato Puglisi : “la madre alla luce di quanto emerso dai test, dai colloqui e dalla visita psichiatrica, non si rilevano psicopatologie di rilievo, l’esame di realtà è conservato, il pensiero è lineare e gli aspetti della realtà vengono colti principalmente in modo conformistico, dal punto di vista psichiatrico nell’attualità non emerge uno stato psicopatologico degno di nota anche dal punto di vista anamnestico non emerge storia di disturbo psichiatrico”.

Questi bambini non possono trascorrere nemmeno le vacanze in Albania con la madre, e i nonni materni sembrano non avere alcun diritto di poter vedere i bambini, a discapito dei parenti italiani che invece vengono agevolati negli incontri, eppure i parenti materni non sono né mostri né criminali, che forse è una sorta di discriminazione o bisogna pensare ad un qualche retaggio razzista ?

Eppure i bambini riferiscono aggiunge l’Avvocato Puglisi : “io e A. vorremmo andare in Albania con mamma, io ci vorrei andare, mamma ci va ogni tanto, anche questa primavera c’è stata, ci sono i nonni, gli zii e i cugini, io sono già stata quando stavamo insieme io vorrei andare ancora – il bambino - vorrei vedere la mamma liberamento senza l’educatrice, per potere parlare liberamente con la mamma ed introdurre argomenti che con l’educatrice non riesce a tirare fuori”.

“Ai bambini manca la quotidianità che condividevano con la loro madre”  – aggiunge l’Avvocato Puglisi – ecco alcune delle affermazioni dei minori” : “mi piacerebbe iniziare a fare delle cose insieme alla mamma, quando eravamo insieme facevamo tante cose, facevamo la spesa insieme, compravamo abiti insieme, sono cose che mi piacerebbe tornare a fare con lei”.

“Certo è che i bambini hanno riferito al giudice che la zia paterna ha sempre avuto la tendenza a interferire sul ménage familiare dei bambini e degli ex coniugi, tanto da causare litigi, che alla lunga hanno determinato anche la decisione della signora di affrancarsi dall’ex marito, continue ingerenze anche dalla nonna paterna oltre che dalla zia che il padre non sarebbe in grado di contenere “ - continua l'Avvocato Bruna Puglisi - "a questo proposito i bambini riferiscono : ogni tanto nonna e zia parlano male della mamma, ma io non le ascolto, insomma una spiccata propensione a sostituirsi alla madre, un’ inclinazione delle donne a criticare questa mamma e screditarla in presenza dei figli”.

Non possiamo che considerare senza alcun dubbio giustificatissime le rimostranze della signora, che già più volte ha espresso il suo disappunto, comprendendo anche il grado di esasperazione alla quale è sottoposta, eppure l’ingiusta marginalizzata dalla vita dei propri figli.

Noi riusciamo a comprendere ampiamenti le problematiche emotive che emergono ogni qualvolta la signora fa presente agli operatori l’ingiusto provvedimento che sta subendo lei e i bambini, le ingiustizie non possono e non devono essere taciute, soprattutto se a metterle in atto sono persone preposte e pagate per fare l’esatto contrario.

"Gli ex coniugi di comune accordo, esausti da una situazione così anomala, hanno cercato di garantire comunque la continuità degli incontri tra madre e figli, anche durante le vacanze estive, e questo invece di essere visto come il raggiungimento tangibile di un accordo significativo e costruttivo per tutti minori compresi, viene visto come ulteriore deterrente per continuare a instillare problemi e disaccordi lì dove non ci sono, una vera idiozia, che non si può giudicare come cosa normale".

"Fu proprio in occasione di una vacanza preclusa ai bambini ed alla madre, che dopo aver appreso la positività al Covid dei bambini, la signora si metteva a disposizione recandosi in Francia, dove si trovavano i bambini, presso l’abitazione della nonna paterna".

"Si è messa a disposizione la signora in ogni modo, cercando di aiutare, mostrandosi collaborativa ed ampiamente accudente, partendo per la Francia, per assistere i suoi bambini, grazie anche alle sue competenze professionali, infermiera specializzata, ciò nonostante, per l'ennesima volta, ha dovuto subire un trattamento alla stregua di una criminale, tanto da essere ancora una volta emarginata, senza poter vedere i suoi figli affetti da Covid, accudirli e potergli prestare le dovute cure fisiche eppure il conforto che solo una madre amorevole ed adeguata può riservare ai propri figli".

"Francamente non capiamo i motivi di tale grande crudeltà, ci sembra latente un atteggiamento punitivo nei confronti della signora che ci desta molto turbamento".

"Nel frattempo apprendiamo che l’Autorità garante per l’infanzia e dell’adolescenza ha stabilito un incontro tra le parti, servizi sociali compresi, augurandoci che ciò determini tangibilmente la liberazione di tale crudele coercizione, di cui sono vittime da troppo tempo questi bambini e la loro madre, insieme alla famiglia materna, che ci sembra stiano subendo un vero e proprio attentato sociale e psicologico, che non solo non rappresenta alcun aiuto tangibile, ma che non gioverebbe a nessun essere vivente".

I bambini non vanno calpestati, e nemmeno la loro mamma, non possiamo che vergognarci ed esprimere tutto il nostro dissenso, quando vengono messi in atto comportamenti tanto riprovevoli quanto avulsi da qualsiasi avvallo scientifico che rasentano l’illegalità, e forse pure razzismo !

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