Sulla morte di Giovanni Iannelli, la mamma di un giovane ciclista: "io continuo a vedere una sola immagine: un ragazzo di 22 anni steso sull’asfalto che non tornerà più a casa".

La mamma di un giovane ciclista scrive a papà Carlo Iannelli : "leggo questo articolo e sento un gelo dentro".

"Perché in mezzo a tutti questi nomi, questi ruoli, queste cariche e queste istituzioni, io continuo a vedere una sola immagine: un ragazzo di 22 anni steso sull’asfalto che non tornerà più a casa".
"E allora mi chiedo come sia possibile che davanti alla morte di un figlio si riesca ancora a parlare più di procedure che di coscienza".
"Prima delle difese, delle archiviazioni e dei silenzi, dovrebbe esistere qualcosa di più grande: il senso umano della responsabilità".
"Il papà di Giovanni sta continuando a lottare con un coraggio immenso".

"Non chiede vendetta. Chiede verità. Chiede rispetto per suo figlio".

"Perché Giovanni non può essere ridotto a una pratica da chiudere".
"Era un ragazzo di 22 anni. Un figlio. Una vita vera spezzata sull’asfalto".
"Io sono la madre di uno Juniores di neanche 17 anni".
"Un ragazzo che ogni settimana mette un casco, abbassa la testa sul manubrio e parte inseguendo il suo obiettivo".

"E forse chi non vive questo sport non può capire davvero cosa sia il ciclismo per questi ragazzi. Il ciclismo è sacrificio, disciplina, identità".

"È svegliarsi all’alba mentre gli altri dormono".
"È allenarsi sotto la pioggia, col freddo e col vento".
"È imparare a soffrire senza smettere di credere nei propri sogni".
"Per loro la bicicletta è libertà".
"Sono compagni che diventano fratelli".
"Sono chilometri, fatica, cadute, paure nascoste dietro un casco e obiettivi costruiti giorno dopo giorno".
"Ed è proprio per questo che leggere certe cose fa così male".
"Perché noi genitori affidiamo i nostri figli a questo sport credendo che la loro vita venga protetta sopra ogni cosa".
"E allora oggi da madre mi faccio una domanda che pesa come un macigno: La legge è davvero uguale per tutti ?"
"Perché davanti alla morte di un ragazzo non dovrebbero esistere nomi importanti o ruoli da difendere".
"Dovrebbe esistere soltanto il bisogno assoluto di arrivare alla verità".

"Questi ragazzi devono tornare vivi. Devono tornare dalle loro famiglie. Dai loro amici. Dai loro sogni. Dai loro obiettivi".

"Devono poter scendere da quella bici vivi".

"Non importa se in volata, da vincitori o ultimi".

"Non importa il risultato".

"La vera vittoria è tornare a casa vivi. Per Giovanni. Per la verità". R. Bianca
Sabato 6 Dicembre 2025, il tratto della Ciclovia Prato-Firenze intitolato al giovane Giovanni Iannelli, papà Carlo ringrazia tutti coloro che si sono adoperati, in particolare il Prefetto Sammartino, e Stanasel (Lega).
A Prato, Sabato 6 Dicembre 2025, con inizio alle ore 11:00, presso Via Enrico Berlinguer, (angolo Piazzale del Museo), si terrà la cerimonia per intitolare a Giovanni Iannelli, Azzurro del Ciclismo, il tratto Pratese della Ciclovia Prato-Firenze. Giovanni scomparso prematuramente durante una gara c…