SCANDALO SERINPER: PROCESSO DA RIFARE PER UN PADRE ACCUSATO DI ABUSI, CHIARAMENTE MANIPOLATE LE PAROLE DELLA FIGLIA, RECLUSA IN UNA DELLE STRUTTURE DELLA "COOP DEGLI ORRORI"

SCANDALO SERINPER: PROCESSO DA RIFARE PER UN PADRE ACCUSATO DI ABUSI, CHIARAMENTE MANIPOLATE LE PAROLE DELLA FIGLIA, RECLUSA IN UNA DELLE STRUTTURE DELLA "COOP DEGLI ORRORI"
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Massa Carrara 4 Aprile 2022, mentre si è in attesa del processo per lo scandalo della “coop degli orrori” Serinper, arriva dalla Corte di Cassazione un’ottima notizia per un padre genovese, accusato di violenza sessuale nei confronti della propria figlioletta, ospite di una delle strutture gestite dalla cooperativa Serinper.

L’uomo, attraverso lo Studio legale Miraglia aveva presentato ricorso in cassazione contro la sentenza della Corte di Appello di Genova che lo aveva condannato per abusi sessuali nei confronti della figlioletta, sentenza che è stata annullata in quanto "il drammatico quadro storico in cui i fatti sono maturati avrebbe richiesto una valutazione giudiziale improntata a maggiore criticità con riferimento sia all’attendibilità della persona offesa, sia alle modalità di audizione dei minori sia alle richieste di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale".

I figli dell’uomo, che abita a Genova, nel 2014 erano stati allontanati da casa e insieme alla madre erano stati ospitati in una struttura situata in provincia di Lucca, gestita dalla Serinper : un gestione che nulla aveva di assistenzialistico, bensì svolta unicamente per mero arricchimento personale, tant’è che attualmente è in corso un processo per corruzione, traffico di influenze illecite e maltrattamenti avvenuto all’interno delle case di accoglienza e che vede coinvolti anche i titolari della cooperativa, un sindaco e alcuni dipendenti pubblici.

La cooperativa, con la complicità degli assistenti sociali, presentava denunce manipolate nelle quali i minori riferivano di abusi commessi da parte dei loro genitori, con l’unico intento di tenerli ospitati all’interno delle proprie strutture di accoglienza e di conseguenza arricchirsi grazie ai contributi pubblici.

"In tutto questo  sistema era rimasto invischiato, suo malgrado, anche il mio assistito – prosegue l’avvocato Miraglia, – accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia, le cui dichiarazioni, però, erano risultate manipolate, mal interpretate e frutto di suggestioni indotte".

"Tutto per mantenere la ragazzina all’interno della struttura, dalla quale la madre era stata allontanata, guarda caso, nel momento in cui aveva iniziato a lamentarsi delle condizioni di privazioni, restrizioni e condizioni di forte disagio in cui si viveva".

"La Suprema Corte ha annullato la condanna e di questi siamo contenti, ma mi chiedo al mio assistito chi ridarà la vita che ha perduto in tutti questi anni ?".

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