Roma, settimana di Sit-in per il piccolo M. genitori riuniti anche sul litorale Romano.

Roma, settimana di Sit-in per il piccolo M. genitori riuniti anche sul litorale Romano.
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Genitori alienati dalle istituzioni, bambini orfani di genitori in vita, nonni con diritti calpestati. Monta la protesta verso il business delle case famiglia sulla pelle dei bambini e gli affidi illeciti.

Roma 25 Giugno 2022, "60.000 bambini infoibati nelle case famiglia sottratti ai genitori biologici per eccesso di affetto, per essere alienanti e per evitare il confitto di lealtà in quanto tra i genitori sorgono contenziosi dopo la fine dell’unione amorosa.20.000 affidamenti senza alcuna ragione plausibile per vendere i figli degli altri agli amici degli amici e conoscenti.600.000 figli e genitori affidati ai servizi sociali e posti agli arresti domiciliari, in attesa di funeste decisioni delle assistenti sociali, che hanno sospeso la decisione di collocare i figli nella case famiglia, una attesa angosciosa che rende la vita un inferno. 1.250.000 tra genitori, parenti, amici espropriati. 2.000.000 se si contabilizzano le famiglie di parenti e amici".

Questi i numeri che si leggono sulla pagina social dell'avvocato romano Carlo Priolo.

Tra questi numeri vi sono anche Laura R.  e suo figlio Marco, rinchiuso da 11 mesi presso la struttura comunitaria “Chiara e Francesco” a Torvaianica per ricostruire il rapporto con il padre da cui la donna si era separata per violenza ben 8 anni fa.  

Al piccolo, che desiderava tornare nella casa materna e che  alla madre, durante gli incontri protetti e le videochiamate, esprimeva tutto il suo disagio e malessere, sono stati inibiti tutti i contatti con la sua amatissima mamma per volontà dell'assistente sociale poco più che ventenne in servizio presso la struttura, rivelatasi ex-tirocinante del Servizio sociale del Municipio VII che ha  poi avallato la sua volontà, calpestando tutti i diritti del bambino e tutti i diritti umani di madre e figlio prima ancora che il Tribunale minorile avallasse tale scelta in spregio alla Bigenitorialità ed alle normative nazionali e sovranazionali esistenti.  

La sospensione degli incontri è avvenuta lo scorso ottobre, dopo che la donna aveva trovato il bambino con dei lividi sospetti di cui chiese spiegazioni senza, ancora oggi, riceverne.

E questa settimana ben due sono stati i sit-in di protesta promossi da Laura per ottenere GIUSTIZIA per il suo bambino, diventato persino cieco durante i mesi di collocamento in struttura lontano dalla madre.

Il 22 giugno 2022, nei pressi della sede del Municipio VII in Piazza di Cinecittà, si è svolto il sit-in di protesta per gridare ancora una volta  Stop agli abusi di potere ed alle false relazioni dei Servizi sociali.

Laura  continua a chiedere incessantemente  al Presidente del Municipio VII Francesco Laddaga di intervenire nella vicenda, di verificare l'operato delle assistenti sociali municipali, di organizzare un tavolo di confronto insieme alle assistenti sociali ed in presenza del Direttore della Direzione socio-educativa e dell'Assessora alle Politiche sociali municipale.

Decine di pec rimaste inevase nel corso dei mesi che sono sfociate in una denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma.

E' stato allora che a Laura si sono unite tante altre persone del quartiere che hanno sottoscritto un'interrogazione d'iniziativa popolare indirizzata al Presidente Francesco Laddaga in cui viene richiesto se si intendesse provvedere alla sostituzione di quegli operatori sociali responsabili dell'allontanamento di Marco dalla casa materna oltre che della redazione di relazioni false: era il 30 marzo 2022.

Ma anche questa interrogazione popolare, nonostante i due solleciti inviati da Laura quale prima firmataria agli uffici di Presidenza, rimane ancora ad oggi senza una risposta.

Dal Municipio VII silenzio assoluto anche nei confronti dei nonni del piccolo Marco, privati ormai da 11 mesi di tutti i contatti con il nipotino e ciò senza statuizioni giudiziarie di divieto ma solo per abuso di potere del Servizio sociale del Municipio VII che nulla ha fatto per tutelare e garantire quel "diritto di rimanere in contatto con la sua famiglia per mezzo di corrispondenza e di visite" previsto dalla Convenzione dei diritti dell'Infanzia oltre che dall'art. 317 bis del Codice Civile e dalla legge 219/2012 sui nonni.

A conclusione della protesta, Laura ha fatto protocollare il Protocollo d’Intesa “Aiutiamoli a casa loro” siglato ed applicato con successo nel Municipio 2 d’intesa con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare presieduto dalla prof.ssa Vincenza Palmieri.  

Il Protocollo, secondo le parole di Vincenza Palmieri nel Manuale di Pedagogia Familiare, “segna il punto di demarcazione tra quanto sostenuto da coloro che continuano ad utilizzare lo strumento dell’allontanamento e quanto di buono, invece, si può fare.

Con la brava gente (Operatori, Educatori, Servizi Territoriali) che - al di là della Filiera Psichiatrica – non vede l’ora di abbracciare un modello nuovo che Aiuti le famiglie a casa loro” .

In unione al Protocollo d’Intesa vi è la richiesta di Laura rivolta al Presidente del Municipio VII Francesco Laddaga affinchè questo Protocollo venga siglato con immediatezza anche nel Municipio VII ed applicato alla vicenda di Laura e suo figlio come caso pilota  del Municipio VII.

Venerdì 24 giugno 2022, la protesta è continuata a Torvaianica (RM), dove nei pressi della Casa famiglia “Chiara e Francesco” si è svolto il sit-in  per gridare ancora una volta  GIU’ LE MANI DAI BAMBINI.

Il sit-in  ha visto la partecipazione di altri genitori e nonni con i bambini rinchiusi nella struttura del litorale romano. Insieme a Laura  vi era  Davide, papà di Massimiliano, ed anche i nonni di questi bambini: tutti uniti nel grido all’unisono “GIU LE MANI DAI BAMBINI”.  

Genitori  alienati per mano degli educatori e dell’assistente sociale della struttura comunitaria del litorale romano, responsabili  di aver redatto relazioni false con cui è stato richiesto al Tribunale di sospendere ogni contatto tra genitori e figli.

Nel caso di Laura ciò è avvenuto dopo che la donna aveva trovato suo figlio con dei lividi sospetti e dopo che la stessa, lo scorso ottobre,  chiese l’intervento del 118 in struttura che non potè però constatare le condizioni di salute del piccolo Marco su espresso diniego di accesso ricevuto dal vicepresidente Alessandro Orsini.

Bambini sottoposti al RESET psicologico per manipolare la loro fragile psiche al fine di dimenticare la loro vita precedente e le loro famiglie, una vera e propria tortura psicologica che ricalca il ben noto “Sistema Bibbiano” e su cui stanno attualmente indagando la Procura di Roma e Velletri.

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