ROMA, FALSE DICHIARAZIONI DELLE ASSISTENTI SOCIALI : IL “BAMBINO RIFIUTA DI VEDERE LA MADRE, ISPEZIONE DI UNA SENATRICE E DI UNA CONSIGLIERA PRESSO LA CASA FAMIGLIA, IL BAMBINO SUPPLICA DI POTER TORNARE A CASA E RIVEDERE LA MADRE”.

ROMA, FALSE DICHIARAZIONI DELLE ASSISTENTI SOCIALI : IL “BAMBINO RIFIUTA DI VEDERE LA MADRE, ISPEZIONE DI UNA SENATRICE E DI UNA CONSIGLIERA PRESSO LA CASA FAMIGLIA, IL BAMBINO SUPPLICA DI POTER TORNARE A CASA E RIVEDERE LA MADRE”.
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Roma 21 Dicembre 2021, un’altra tristissima vicenda dove a farne le spese sono sempre poveri innocenti, i bambini, costretti a vivere lontano dai genitori.

Inquietante ed illegittimo, il comportamento dei Servizi referenti territoriali, e degli operatori di una casa famiglia di Roma, ai danni di un bambino, e della sua mamma.

Il 26 Luglio scorso, il bambino veniva prelevato coattivamente da poliziotti, in assenza di assistenti sociali, tutore, curatore, eppure di neuropsichiatra infantile che si potesse accertare delle condizioni di salute del bambino, affetto peraltro da epilessia, una patologia sviluppatasi 3 anni fa, a cui la madre adempiva egregiamente mettendo in campo professionisti e cure adeguate.

Dopo aver fatto irruzione nella casa di campagna dei nonni materni, utilizzando addirittura la fiamma ossidrica per sfondare la porta, hanno prelevato Luca (nome di fantasia), forzatamente per portarlo dentro una casa famiglia.

Eppure la madre non risulta essere una madre né maltrattante né una criminale, tanto da doversi vedere strappare il proprio figlio, nel più brutale dei modi.

Tutto questo è accaduto senza che sia mai stata disposta una valutazione sul rischio all’integrità psicologica o fisica del minore, l’unica ipotesi che fa scaturire tale ingiustificato modus operandi, è la bigenitorialità.

Nel frattempo il bambino non è mai stato ascoltato e né conosciuto dall’assistente sociale incaricata del Municipio VII di Roma, dal Tutore delegato, e dal Sindaco di Roma.

Intanto emergono dei particolari sconcertanti sul calvario che sta vivendo Luca, ci sono delle relazioni mendaci, ampiamente smentite da un ispezione presso la casa famiglia, dove si trova il bambino, ad opera della Senatrice Cinzia Leone, e la Consigliera Francesca De Vito.

Giovedì 16 Dicembre 2021 la Senatrice Leone insieme con la Consigliera regionale De vito, recandosi presso la struttura in cui il bambino è costretto a vivere, in orario scolastico, hanno potuto appurare l’inattendibilità delle relazioni dei servizi referenti, che con provvedimento arbitrario, corredato da dichiarazioni mendaci, hanno sospeso gli incontri madre-figlio, mettendo nero su bianco false dichiarazioni del bambino, che a loro dire rifiuterebbe improvvisamente senza alcun motivo plausibile, di vedere la sua mamma.

Ebbene lo scenario a cui hanno assistito durante l’ispezione presso la casa famiglia, questa Senatrice e la Consigliera regionale, è tutt’altro che confortante, il bambino era solo, mentre tutti gli altri minori della struttura erano assenti per la normale frequenza scolastica.

Luca lì dentro tutto solo e malato, per la prima volta è stato ascoltato, ed ha avuto il coraggio di supplicare sia la Senatrice che la Consigliera, di poter riabbracciare la madre, di poter tornare a casa, e di poterla rivedere.

L’Avvocato Francesco Morcavallo che difende la madre del bambino in sede di reclamo si è espresso in tal senso : “Se il mendacio degli operatori diventa la base di provvedimenti, la vittima è il bambino e i maggiori responsabili sono i giudici, il tutore e il curatore che omettono l’attività di istruzione e di verifica delle informazioni ricevute”.

Gravissimo l’accaduto, avulso da qualsiasi legalità, che abbia quantomeno una qualche corrispondenza scientifica riabilitativa per il bambino.

Altrettanto grave è il comportamento dei servizi referenti, con le false dichiarazioni, e degli operatori della struttura che con questo comportamento sembrano intenzionati a “segregare” il bambino.

Non esistono protocolli né scientifici né legali che possano giustificare tale scempio, le relazioni false fornite al Tribunale dei Minorenni di Roma, dai servizi referenti sono un illecito gravissimo, che stanno cagionando ulteriore sofferenza al minore, già peraltro cagionevole di salute, costretto a vivere in “segregazione”, senza affetti familiari, e nemmeno cure mediche adeguate, che prima del prelievo coatto del minore, venivano garantite dalla madre, tanto che i successi medici raggiunti dai professionisti che seguivano il bambino, si stanno vanificando.

Ora capiamo il comportamento reiterato, che non è di certo giustificabile, ad opera dei servizi sociali e operatori della struttura, che hanno sempre impedito alla madre, alle forze dell’ordine, ed agli operatori sanitari, di constatare le reali condizioni di salute di Luca.

Luca sta male, è malato non va a scuola, eppure affetto da una patologia, perché negargli le cure adeguate, continuare a tenerlo lontano dalla sua mamma e dai suoi nonni, perché il Tribunale non controlla la veridicità delle relazioni dei servizi sociali, ed il loro operato ?

Cosa aspettate che accada la tragedia ?

Attendiamo che il Tribunale per i Minorenni di Roma intervenga sollecitamente, questo bambino è in grave pericolo, segregato e malato, il tutto corredato da relazioni false, dei servizi sociali che per eliminare ogni contatto con la figura materna, si sono fatte portavoce di una volontà che non risulta essere una reale prerogativa del bambino, ma piuttosto un modo per dare continuità allo stato di “segregazione”, a cui il minore, è a tutt’oggi sottoposto.

E’ indispensabile che il Tribunale dei Minori di Roma e la Corte d’Appello di Roma, prendano atto della reale volontà di Luca e delle sue reali esigenze, prendendo i dovuti provvedimenti, circa la costrizione scaturita dalle false dichiarazioni dei servizi referenti territoriali.

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