Omicidio della missionaria Nadia De Munari in Perù: arrestati quattro sospettati dalle autorità locali
LIMA (PERÙ) / ROMA – Importanti sviluppi investigativi giungono dal Perù in merito alla tragica scomparsa di Nadia De Munari, la missionaria laica di 50 anni originaria di Schio (Vicenza), aggredita mortalmente nel sonno all'interno della casa d'accoglienza "Mamma Mia" nella città costiera di Nuevo Chimbote. La Polizia Nazionale peruviana (PNP), in coordinamento con la Procura locale, ha tratto in arresto quattro persone ritenute gravemente indiziate di aver pianificato ed eseguito l'aggressione.Il provvedimento restrittivo giunge al termine di una complessa attività d'indagine tecnica e scientifica incentrata sui rilievi all'interno della struttura della fondazione Operazione Mato Grosso, dove la donna operava come volontaria.L'impianto accusatorio e l'ipotesi di reatoSecondo la ricostruzione preliminare formulata dagli inquirenti della divisione omicidi di Lima, l'azione criminosa non sarebbe legata a moventi di natura ideologica o religiosa, bensì a un tentativo di rapina degenerato in violenza. I quattro indagati – tra cui figurerebbero alcuni soggetti di nazionalità locale noti alle forze dell'ordine per reati predatori – si sarebbero introdotti nella struttura forzando una delle vie d'accesso secondarie con l'obiettivo di sottrarre apparecchiature elettroniche e il denaro contante custodito nella cassaforte dell'oratorio.La vittima, svegliata dai rumori sospetti, è stata colpita ripetutamente con un oggetto contundente (identificato in uno strumento da cantiere), riportando traumi cranici e lesioni cerebrali rivelatesi fatali nonostante il successivo e disperato trasferimento d'urgenza presso la clinica specialistica della capitale.Le verifiche tecniche e il quadro processualeLa cattura dei presunti responsabili è stata resa possibile dall'incrocio di diversi elementi probatori raccolti dal reparto scientifico:
- Tracciamento telematico: Il monitoraggio delle celle telefoniche e dei codici IMEI degli smartphone sottratti all'interno della casa d'accoglienza ha permesso di localizzare i sospettati nelle ore immediatamente successive al delitto.
- Rilievi biometrici: La Procura ha disposto esami comparativi sulle impronte digitali e sulle tracce biologiche repertate all'interno della stanza della missionaria.
I quattro soggetti fermati sono stati associati al regime di custodia cautelare preventiva disposto dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chimbote, al fine di scongiurare il pericolo di fuga. La Farnesina e le rappresentanze diplomatiche italiane in Perù continuano a seguire da vicino l'evoluzione dei panel giudiziari per garantire la piena tutela e il supporto legale alla memoria della connazionale.In aderenza alle normative internazionali in materia di diritto processuale e presunzione di innocenza, i quattro indagati restano da considerarsi non colpevoli sino all'emissione di una sentenza definitiva da parte dell'autorità giudiziaria competente.