Ernesto Campanelli: VITA E IMPRESE DI UN TRASVOLATORE

Autore del libro Ernesto Campanelli Vita e imprese di un trasvolatore è Alberto Cauli  nato ad Oristano nel 1982.

È uno storico specializzato nel periodo fra le due guerre. Si occupa di fascismo, storia aeronautica ed esplorazioni geografiche. Ha conseguito la laurea in Storia e la specializzazione in Storia e Società, presso l’Università di Cagliari. Ha, inoltre, un Dottorato di Ricerca in Italian Studies conseguito presso l’University of Auckland. È autore di diverse pubblicazioni a tema aeronautico e sulle esplorazioni geografiche italiane durante il ventennio fascista.

Lavora per un gruppo editoriale accademico e ha collaborato come articolista per la rivista Storica National Geographic.

Fra i suoi libri vi è la biografia di uno dei pionieri del volo della Regia Aeronautica, il celebre motorista sardo Ernesto Campanelli. Il libro, è uscito nel 2008 per Carlo Delfino Editore.

Con prefazione curata da Giorgio Pellegrini,  già storico Università di Cagliari.

In breve, ha definito …Campanelli come un figlio dell’’antica Sardegna, modernissimo Icaro imbullonato, motorista e pilota, gregario modernissimo del grande De'Pinedo, trasvolatore egli stesso. Sbuca fuori con tutta la grinta di un cavaliere dell’arma azzurra.Anche questo eroe dell’aria, come tanti altri, si era infilato nella caligine oscura di una storia nana e avara, specie verso il passato recente

Il Vate Gabriele D’Annunzio scriveva… MIRABILE CAMPANELLI ESEMPLARE SARDO

Dal libro di Cauli è stato tratto recentemente un documentario dal titolo Il Grande Volo, prodotto dalla Siri Video per RaiDocumentari, andato in onda lo scorso    28 giugno su Rai3.

Gli autori del documentario sono lo stesso Cauli e la regista Claudia Giammatteo: oltre ad essere co-autrice ne ha anche curato tutta la regia.

Finalmente, dopo l’uscita del documentario, siamo riusciti a braccare Alberto Cauli.

Ora lasciamo la parola all’autore ALBERTO CAULI

Come nasce questa storica e dettagliata analisi?

Nasce dal bisogno di riscoprire una delle figure, direi chiave, della Regia Aeronautica. Come spesso accade nella nostra storia nazionale, per diverse vicissitudini, spesso alcuni personaggi e le loro imprese vengono dimenticate o relegate ai margini. Invece, la figura di Ernesto Campanelli meritava di essere riscoperta. Scrivere la sua biografia è frutto di ricerche rese possibili soprattutto grazie ai suoi familiari: hanno messo a disposizione gli archivi privati e di famiglia. Questo è stato un primo passo, per iniziare a far conoscere la sua figura e comprendere meglio l’epoca in cui l’Italia, attraverso importanti primati aeronautici stupiva il mondo. Ricostruire la vita di questo personaggio ha richiesto quasi vent’anni di ricerche sia in archivi italiani che australiani. Direi quindi che il risultato finale di realizzare assieme alla regista Claudia Giammatteo, con un lavoro incredibile, un documentario che raccontasse la sua impresa più grande, volare  dall’Italia all’Australia, al Giappone e ritorno assieme al comandante Francesco De Pinedo, sia stato il necessario riconoscimento a questo pioniere del volo. Cent'anni dopo gli avvenimenti, siamo riusciti a raccontare un’incredibile impresa italiana al grande pubblico. L’intento era soltanto uno: divulgare bene per conoscere bene.

Negli anni Venti. Ernesto Campanelli, motorista della Regia Aereonautica, assieme al grande Francesco de' Pinedo, fu protagonista nel 1925, di un epico volo in idrovolante, lungo ben 55000 chilometri Queste gincane aviatorie e tante altre videro l’aviatore sardo.Cinquantacinquemila chilometri non sono pochi, ci sono stati imprevisti???

Certamente. Ne cito soltanto due brevissimi: uno durante il volo verso l'Australia e un altro durante il volo verso il Giappone, da dove poi faranno ritorno verso Roma. Nel tragitto d’andata sorvolano quella che all'epoca è ancora chiamata Persia, ovvero l'attuale Iran. Qui accade che si dissalda un piccolo manicotto della coppa dell'olio del motore  dell’idrovolante. Sono quindi costretti ad un ammaraggio di fortuna in una località, all’epoca, sperduta: Chabahar, dove l'unico segno di civiltà è una stazione telegrafica. Al suo interno è anche presente una piccola cucina, utilizzata dal personale della stazione telegrafica.  Avviene che Campanelli si rende subito conto che per riparare il danno gli occorra una lastra di rame, ma in quel posto rame non ce n’è. Decide quindi di fare un giro intorno alla stazione per vedere se possa esserci qualcosa che faccia al caso suo. Entrato nella cucinina mette gli occhi appunto sulla padella che è proprio di rame. Prova a sottrarla al cuoco ma ne nasce un feroce alterco, una colluttazione, con Campanelli che tira la padella da una parte e il cuoco inviperito che tenta di strapparla a sé. Interviene poi l’ufficiale inglese di stanza nella stazione telegrafica e risolve la questione a favore del motorista italiano, che si becca gli improperi del cuoco che urla: quella è una padella che serve per fare da mangiare non per riparare delle macchine del diavolo!

Campanelli subito si adopera a piegarla e limarla. Praticamente riesce a ricavarne un nuovo manicotto per l’olio! Il volo può proseguire grazie a questo colpo di genio di Campanelli.

Il secondo episodio, invece è quello durante il sorvolo della Nuova Guinea, dove il loro ammaraggio è previsto in un piccolo villaggio sperduto abitato da una tribù chiamata dei Kaia-Kaia. Questi hanno da poco, come dire, smesso di praticare il cannibalismo. L'unica persona  presente  laggiù è un missionario olandese, il quale ha cercato di preparare gli indigeni a questa venuta. Bisogna tenere presente che molte popolazioni dei villaggi remoti visitati dal volo di Campanelli-de’ Pinerolo, non hanno mai visto un aeroplano. Anzi, probabilmente neanche un’automobile. Così, quando il piccolo idrovolante comincia ad abbassarsi per ammarrare nel fiume del villaggio, ovviamente il motore fa un frastuono tremendo, le donne di questa tribù intente a raccogliere conchiglie dal fiume scappano verso il villaggio urlanti: La macchina che vola! La macchina che vola! La macchina vola come un demonio. Sono convinti appunto che sia un demone.

Ci vuole tutta la pazienza infinita del missionario olandese per tranquillizzare gli indigeni e spiegare che in realtà non è così, ma che  sono appunto  gli aviatori venuti da un posto molto lontano per tranquillizzare la tribù e riportare la calma.

Quale viaggio l’ha colpita di piu’??

Sicuramente la cosiddetta crociera aerea dei 55.000 km.  Quindi da Roma a  Melbourne-Tokyo-Roma, rimane assolutamente l'impresa con la I maiuscola. Però non meno importante, sarà poi quella a cui Campanelli prenderà parte nel 1926. Quest’anno ne ricorre il centenario: ovvero il primo volo panamericano da New York a Buenos Aires a bordo di un idrovolante italiano l'S59.

Qui Campanelli è richiesto dal governo argentino proprio in virtù delle sue competenze tecniche come motorista. Il volo è finanziato dal miliardario argentino Bernanrdo Duggan e ha come pilota l’oriundo italiano Alfredo Olivero, che già nella Prima guerra mondiale combattè in Italia nella squadriglia di Francesco Baracca. Fondamentalmente, il governo italiano manda in prestito Campanelli per questa nuova impresa.È un volo pieno difficoltà. Chi conosce il libro di Antoine dè  Sant’Exupéry, Volo di notte,  può tranquillamente immedesimarsi più o meno in quello che subiscono Campanelli, Duggan e Olivero,durante questo raid aereo. A causa di un violento temporale, si perdono, non si hanno più notizie di loro per più di due settimane. Vengono quindi dati, prima per dispersi, poi dichiarati morti. Il governo argentino sospende le ricerche, ma la moglie di Duggan implora il governo di riprenderle e utilizza anche parte del loro patrimonio per finanziarle. Miracolosamente sono avvistati e recuperati col loro aereo da un pescatore indigeno di fronte alle coste del Brasile. Il volo può riprendere ma le difficoltà sono state enormi.

Vuol parlarci dell’arrivo a Roma con premiazione di Mussolini?

Vuol parlarci dell’arrivo a Roma con premiazione di Mussolini?

L’arrivo a Roma è previsto intorno alle 15:30 del 7 novembre del 1925. L’avvenimento richiama praticamente tutti i romani sopra i ponti del fiume Tevere. C'è da considerare però, che tutti sanno che deve arrivare ma non sanno l'orario preciso e da quale direzione. Non ci sono i moderni mezzi di comunicazione aerea di cui noi oggi disponiamo, quindi, sono un po' tutti sul chi va là. Tra la folla c'è la moglie di Campanelli coi suoi due bambini Iside e Augusto, il padre di De' Pinedo e tantissime autorità civili e militari. Ovviamente vi è anche Mussolini, Presidente del Consiglio e lo si vede  nei filmati anche all'interno del documentario e nelle foto del libro: non indossa la tradizionale uniforme militare, a cui i libri di storia ci hanno abituati, ma è ancora in veste borghese. Non appena questo piccolo puntino nero, l'idrovolante, appare nei cieli di Roma e si  avvicina sempre più al Tevere, la folla col naso all’insù esplode in un boato di gioia.

I presenti si tolgono il cappello e lo salutano. Mussolini agita il suo cilindro in aria per salutare gli aviatori in arrivo. In segno di riconoscenza Mussolini emette, cito letteralmente la Stampa dell'epoca: All'ordine del giorno della nazione De' Pinedo e Campanelli. Campanelli viene nominato Cavaliere e De' Pinedo riceve una promozione in grado.

Ricordando la citazione di ERODOTO: L’essenziale è assicurarsi che il tempo non cancelli il ricordo delle azioni umane e che le grandi e meravigliose gesta compiute non cadano nell’oblio.

Un libro dedicato agli aviatori italiani che,  con le loro audaci imprese,  resero grande il nome ITALIA in terre lontane, affinchè i loro nomi e  loro gesta, risorgano nell’oblio del tempo e da quello più doloroso degli uomini

Si ringrazia per le fotografie: Courtesy of the Royal Australian Air force Museum, Point Cook, Melbourne.

Gioia Logiri