Tragedia in mare a Eraclea, turista 51enne annega: grave il figlio 16enne accorso in aiuto
ERACLEA (VE) – Un drammatico incidente in mare è avvenuto nella tarda mattinata di ieri sul litorale adriatico, precisamente nel tratto di spiaggia libera situato al confine tra Eraclea e Duna Verde di Caorle. Un turista di nazionalità irlandese di 51 anni, che alloggiava con la famiglia in un agriturismo della zona, ha perso la vita per annegamento a causa delle forti correnti e del mare particolarmente agitato. [1, 2]Nel disperato tentativo di prestare soccorso al genitore in difficoltà, si è tuffato in acqua anche il figlio di 16 anni. Il giovane, nonostante le condizioni proibitive dello specchio d'acqua, è riuscito con estrema fatica a raggiungere il padre e a trascinarlo fino a riva. [1, 2, 3]L'arrivo dei soccorsi e il quadro clinicoUna volta scattato l'allarme, sulla battigia sono intervenuti tempestivamente i bagnini del servizio di salvataggio e il personale medico del SUEM 118, supportato dall'arrivo dell'elisoccorso decollato dall'ospedale di Mestre. [1]
- Il genitore: I sanitari hanno avviato prolungate manovre di rianimazione cardio-polmonare, ma per il 51enne non è stato possibile fare altro che constatare il decesso, dovuto all'ingestione massiva di acqua e a un probabile sfinimento fisico dovuto alla risacca. [1, 2]
- Il minore: Il sedicenne, fortemente provato dallo sforzo prolungato in mare e dall'involontaria inalazione di liquidi, è stato stabilizzato sul posto ed evacuato d'urgenza a bordo dell'elicottero. Attualmente si trova ricoverato in prognosi riservata presso il reparto di terapia intensiva del nosocomio di Mestre, dove è sottoposto a costante monitoraggio respiratorio. [1, 2]
I rilievi delle autorità marittimeGli accertamenti sulla dinamica del sinistro e sui fattori ambientali sono stati affidati agli ufficiali della Guardia Costiera - Capitaneria di Porto. Secondo le prime risultanze raccolte tramite le testimonianze dei presenti, al momento dell'ingresso in acqua le condizioni meteo-marine risultavano critiche, con la presenza di onde ravvicinate e correnti di ritorno che sconsigliavano la balneazione nella zona. I militari hanno provveduto a informare l'autorità giudiziaria competente per gli adempimenti formali legati al rilascio della salma. [1, 2]