Arquata Scrivia, Matteo sedato in comunità senza alcuna prescrizione medica, si poteva salvare.

Arquata Scrivia, Matteo sedato in comunità senza alcuna prescrizione medica, si poteva salvare.
}}

Arquata Scrivia 23 Marzo 2022, si chiamava Matteo Iozzi aveva 19 anni, e poteva essere salvato, questo è ciò che sostiene il consulente medico di parte Franco Zuppichini,  incaricato dai genitori di Matteo di fare chiarezza su la morte del loro figlio, che non li ha mai convinti.

Correva l'anno 2016 il 13 luglio, quando Matteo morì presso la comunità Comunità Papa Giovanni XXIII, in cui si trovava.

Ai genitori era stato detto che la causa del decesso era da attribuirsi ad un infarto, versione a cui i genitori, non avevano mai creduto per fortuna, sporgendo denuncia alla procura di Forlì.

E' proprio in quella Procura che 6 giorni fa è stata depositata la perizia del Dottor Zoppichini di cui riportiamo uno stralcio : "se fossero stati disposti anche dei semplici esami del sangue per rilevare la grave acidosi e disidratazione che Matteo lamentava già da almeno una settimana prima del suo decesso, si sarebbe salvato".

La cosa più sconvolgente che già molti genitori vittime di un sistema di case famiglia, comunità e allontanamenti illeciti denunciano puntualmente queste pratiche indubbie e pericolose, tra queste la somministrazione di psicofarmaci presso queste strutture, senza alcuna prescrizione medica, che puntano alla distruzione dei bambini e dei ragazzi che vi sono rinchiusi.

Dalle analisi delle urine, eseguite dopo la morte di Matteo risulta la positività alle benzodiazepine, sedativi che nessun medico ha mai prescritto.

Matteo doveva seguire solo una terapia contro l'obesità, ma invece veniva imbottito di psicofarmaci.

Secondo i genitori l'incuria dei responsabili della comunità, che non solo non si sono occupati di fornire le cure adeguate a questo povero ragazzo, ma bensì lo hanno solo solo di sedato, costringendolo a vivere in uno stato d'indegna proibizione, dove non gli veniva permesso di vedere nemmeno i suoi genitori, questa è una crudeltà che si ripete in continuazione, questo sistema illecito va fermato assolutamente, i bambini ed i ragazzi vanno aiutati a casa loro, queste strutture non hanno alcuna utilità e la privazione affettiva imposta a questi poveri bambini e ragazzi vittime di questo sistema, è un'inciviltà.

Dalla stessa Categoria