<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Rosy Talarico - ilPostScriptum]]></title><description><![CDATA[News, calcio, sport, società, cultura, economia, diritto, innovazione e molto altro]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link><image><url>https://www.ilpostscriptum.it/favicon.png</url><title>Rosy Talarico - ilPostScriptum</title><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link></image><generator>Ghost 2.31</generator><lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 18:18:13 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.ilpostscriptum.it/author/rosy/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[Sangue di Mezzanotte, recensione dell’opera prima di Valeria Augieri]]></title><description><![CDATA[<p>Se state cercando una lettura <strong><em>fantasy</em>, ma moderna</strong>, con un’ambientazione contemporanea, ma piena di esseri soprannaturali ho quello che fa per voi: <em>Sangue di Mezzanotte</em>, opera prima della giovane Valeria Augieri, uscito l’8 Ottobre 2021, edito dalla casa editrice <em>Albatros</em>.</p><p>Il libro inizia buttandoci direttamente nella vita della</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/sangue-di-mezzanotte-recensione-dellopera-prima-di-valeria-augieri/</link><guid isPermaLink="false">61a53d441ce6100d936fa292</guid><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Sangue di Mezzanotte]]></category><category><![CDATA[Valeria Augieri]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Mon, 29 Nov 2021 20:57:44 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/Sangue-di-Mezzanotte.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/Sangue-di-Mezzanotte.jpg" alt="Sangue di Mezzanotte, recensione dell’opera prima di Valeria Augieri"><p>Se state cercando una lettura <strong><em>fantasy</em>, ma moderna</strong>, con un’ambientazione contemporanea, ma piena di esseri soprannaturali ho quello che fa per voi: <em>Sangue di Mezzanotte</em>, opera prima della giovane Valeria Augieri, uscito l’8 Ottobre 2021, edito dalla casa editrice <em>Albatros</em>.</p><p>Il libro inizia buttandoci direttamente nella vita della protagonista, Jennifer, che sembra una ragazza come tante, ma con un segreto riguardante la sua famiglia, infatti ogni volta che si sfiora l’argomento, lei lo evita. In realtà, Jennifer <strong>era una vampira facente parte di un’intera famiglia di potenti vampiri</strong>, ma è riuscita a tornare umana e a distaccarsi da loro. Peccato che i suoi fratelli siano riusciti a rintracciarla, così la tranquilla esistenza da umana sognata da Jennifer si infrangerà per trasportarla di nuovo in <strong>un mondo popolato, oltre che da vampiri, anche da streghe, fantasmi, licantropi, cacciatori e sirene</strong>. Verranno a galla antiche rivalità e giochi di potere in un intreccio avvincente, ma purtroppo troppo breve.</p><p>Il<strong> finale è senza dubbio inaspettato</strong> e fa venire voglia di avere subito un <em>sequel </em>(sebbene l’opera possa tranquillamente considerarsi uno <em>stand alone</em>), sembra che ci siano un po’ troppi personaggi che inizialmente fanno confondere un po’ il lettore. Inoltre alcuni passaggi non godono di<strong> una spiegazione più approfondita che magari sarebbe servita</strong>, ad ogni modo si possono riempire queste spiegazioni mancanti con le ipotesi dei lettori che possono divertirsi diventando in qualche modo parte della storia.</p><p>Tuttavia, anche se a prima vista può sembrare una lettura rivolta ad un pubblico giovane, <em>Sangue di Mezzanotte</em> è un libro che <strong>si presta ad un pubblico molto più ampio e variegato</strong>. Infatti <strong>i temi toccati sono molto maturi ed anche molto attuali</strong>: abbiamo discriminazione secondo le razze che vengono fortemente stereotipate, paura nel rivelare segreti finanche alla volontà di sacrificarsi per le persone che si amano.</p><p>Il titolo ha un ruolo chiave nel libro, con un periodico rimando che lega ogni capitolo ed ogni storia, infatti <strong>ogni capitolo finisce con un <em>cliffhanger </em>che fa desiderare di leggere il successivo, di saperne di più</strong>, in questo l’autrice è stata davvero molto brava. La sua scrittura segue lo stile del <em>visually drawn</em>, che fa si che gli eventi si svolgano quasi sotto i nostri occhi senza troppe descrizioni che rallenterebbero il corso della storia. Essendo un testo piuttosto breve, <strong>la presenza di un ritmo così incalzante fa si che venga letto tutto di un fiato</strong>.</p><p>In conclusione possiamo affermare che il potenziale di base c’è, spero solo che Valeria abbia intenzione di deliziarci con un seguito o con nuove storie.</p><p><em>Rosy Talarico</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Eternals, la Marvel si addentra nel terreno di esseri superiori]]></title><description><![CDATA[<p>Il 3 novembre è arrivato nelle sale l’attesissimo <em>Eternals</em>, nuovo film <em>Marvel </em>incentrato sugli Eterni, appunto, nuovo gruppo di supereroi pronti ad arricchire il <em>Marvel Cinematic Universe</em>.</p><p>Il film <strong>è diretto da Chloè Zhao</strong>, che collabora anche nella stesura della sceneggiatura insieme a Patrick Burleigh, Ryan Firpo e Matthew</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/eternals-la-marvel-si-addentra-nel-terreno-di-esseri-superiori/</link><guid isPermaLink="false">61952d991ce6100d936f951a</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Eternals]]></category><category><![CDATA[Marvel]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Wed, 17 Nov 2021 16:42:43 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/eternals-cover.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/eternals-cover.jpg" alt="Eternals, la Marvel si addentra nel terreno di esseri superiori"><p>Il 3 novembre è arrivato nelle sale l’attesissimo <em>Eternals</em>, nuovo film <em>Marvel </em>incentrato sugli Eterni, appunto, nuovo gruppo di supereroi pronti ad arricchire il <em>Marvel Cinematic Universe</em>.</p><p>Il film <strong>è diretto da Chloè Zhao</strong>, che collabora anche nella stesura della sceneggiatura insieme a Patrick Burleigh, Ryan Firpo e Matthew K. Firpo.</p><p>I personaggi principali sono i <strong>dieci Eterni</strong>, e credo che la loro caratterizzazione sia uno dei motivi per cui il film duri così tanto (156 minuti), tuttavia si tratta di una caratterizzazione molto articolata, dal momento che non è facile rendere dieci personaggi protagonisti allo stesso modo, infatti, <strong>il tutto viene messo in scena tramite il <em>family drama</em></strong>, perché i nostri eroi si comportano proprio come una famiglia.</p><p>Si può dire che <em>Eternals </em>è il viaggio di una famiglia attraverso la storia dell’umanità, perché <strong>il film si muove attraverso svariate linee temporali</strong>: il presente, e varie epoche del passato che servono per approfondire i <em>background </em>dei singoli personaggi.</p><p>I temi portanti della pellicola sono fondamentalmente tre: <strong>libero arbitrio</strong>;<strong> confine tra bene e male</strong>, che in questa pellicola è davvero molto sfumato anche se si tratta di un <em>cinecomic</em>; ed<strong> evoluzione</strong> che spesso viene portata a compimento da un conflitto.</p><p>Gli Eterni sono stati creati dai <em>Celestiali</em>, esseri che governano l’universo nel suo apparente caos che è in realtà necessario per mantenere un equilibrio. <strong>Ogni pianeta contiene dentro sé un nuovo Celestiale che assorbirà tutte le forme di vita una volta che queste arriveranno ad un’evoluzione abbastanza elevata da dargli la scossa per emergere.</strong></p><p>Tuttavia prima dell’arrivo degli Eterni, sono stati inviati sulla Terra i <em>Devianti </em>per poter stimolare quest’evoluzione, ma quando essi stessi hanno iniziato ad evolversi, hanno rischiato di bloccarla dal momento che si cibavano delle forma di vita terrestri per evolvere sé stessi, ed <strong>è per questo motivo che sono stati creati gli Eterni</strong>, esseri immutabili, creati al solo scopo di portare a termine il loro compito che inizialmente sembra essere solo quello di eliminare i Devianti. Quando questi vengono completamente sterminati <strong>gli Eterni rimangono sulla terra ad aiutare in qualche modo l’evoluzione umana, ma a loro è assolutamente vietato intervenire in conflitti che non coinvolgano i Devianti</strong>. Qualsiasi loro intervento potrebbe ostacolare l’evoluzione e quindi anche l’<em>Emersione</em> del nuovo Celestiale.</p><p>Tuttavia <strong>anche gli Eterni sviluppano una coscienza</strong>, hanno delle relazioni e delle emozioni molto umane, così imparano e progrediscono dalle loro esperienze anche se non sono stati programmati per farlo. E alla fine andranno contro quello che è sempre stato il loro Credo e il loro compito finale.</p><p>Il gruppo degli Eterni è composto da: <strong>Sersi</strong>, interpretata da Gemma Chan: un'Eterna empatica con un'affinità per l'umanità che può manipolare la materia. È innamorata di Ikaris da secoli e finge di essere una curatrice di musei sulla Terra. Abbandonata da Ikaris secoli prima, intraprende una relazione con <strong>Dane Whitman</strong>, interpretato da Kit Harington, a cui sarà dedicata una scena <em>post-credit </em>che presume una sua futura partecipazione nell’MCU.</p><p><strong>Ikaris</strong>, con il volto di Richard Madden: il leader tattico degli Eterni che può volare, proiettare raggi di energia cosmica dagli occhi e possiede una forza sovrumana.</p><p><strong>Kingo</strong>, interpretato da Kumail Nanjiani: un Eterno che può emettere proiettili di energia cosmica dalle sue mani. Innamorato della fama, Kingo diventa un attore del cinema <em>Bollywoodiano </em>e, per mimetizzarsi sulla Terra, finge di essere discendente di una famosa stirpe di attori. Kingo è perennemente seguito da maggiordomo <strong>Karun</strong>, interpretato da Harish Patel, che ha anche il compito di documentare la sua intera vita.</p><p><strong>Sprite</strong>, portata sullo schermo dalla giovane Lia McHugh: un'Eterna che può proiettare illusioni realistiche. Sprite <strong>sembra essere una bambina di 12 anni</strong>, ma è più forte e intelligente di quanto sembri. Il suo personaggio ricorda un po’ la Claudia di <em>Intervista col Vampiro</em> visto che vive lo stesso dramma: infatti è l’unica del gruppo creata con un aspetto così infantile.</p><p><strong>Phastos</strong>, interpretato da Brian Tyree Henry: un inventore Eterno molto intelligente a propulsione cosmica, che aiuta segretamente l'umanità a progredire tecnologicamente. Ha un’eccessiva fiducia negli umani e nel loro uso delle invenzioni tecnologiche, infatti è <strong>l’unico che costruisce una famiglia</strong> rinunciando (in parte) ai suoi poteri.</p><p><strong>Makkari</strong>, impersonata da Lauren Ridloff: un'Eterna che usa la sua super velocità cosmica per esplorare i pianeti. <strong>È la prima supereroina sorda dell'MCU </strong>e, come tale, non è influenzata dai <em>boom </em>sonici che crea.</p><p><strong>Druig</strong>, reso alla perfezione da Barry Keoghan: un Eterno distaccato che può usare l'energia cosmica per controllare le menti degli altri. Si ritira dagli altri Eterni perché non è d'accordo con le loro (non) interazioni con l'umanità. Infatti quando la squadra verrà riunita, lui verrà trovato in una piccola comunità che vive ai margini della società sotto il suo controllo mentale.</p><p><strong>Gilgamesh</strong>, rappresentato da Don Lee: l'Eterno più forte, che può proiettare un esoscheletro di energia cosmica, diventa il partner di <strong>Thena </strong>nel loro esilio dagli altri Eterni; infatti Thena, interpretata da Angelina Jolie, soffre di una sorta di malattia che la porta a dissociarsi dalla realtà in modo sempre più frequente, rischiando di attaccare e uccidere i suoi compagni. È una fiera e imprevedibile guerriera degli Eterni che può creare qualsiasi arma con l'energia cosmica.<strong> Su di lei si basa la figura mitologica della dea Atena</strong>.</p><p><strong>Ajak</strong>, interpretata da Salma Hayek: la guida saggia e spirituale degli Eterni, che ha aiutato il progresso della civiltà umana ed è in grado di usare le sue capacità per guarire. <strong>Ajak può comunicare con i Celestiali</strong>. Ed è proprio Ajak la prima intenzionata a voler fermare l’<em>Emersione</em> in quanto affezionata all’umanità.</p><p>Per la prima volta non c’è un vero cattivo ad ostacolare i nostri eroi, è vero, ci sono i Devianti, ma non sono loro i veri <em>villain </em>da affrontare. <strong>Per la prima volta il conflitto messo in scena è quello fra gli eroi e un processo morale che non è netto, non c’è giusto o sbagliato</strong>, ma tutti hanno le loro ragioni.</p><p>Se proprio dobbiamo trovare un personaggio negativo, lo ritroviamo in Ikaris <strong>che è l’unico che non mette in discussione il proprio Credo</strong> e rimane bloccato nelle sue convinzioni senza avere nessuna evoluzione, appunto.</p><p><em>Eternals </em>è un<em> cinecomic atipic</em>o, senza dubbio: p<strong>er la prima volta non c’è un vero e proprio scontro</strong>, i confini fra bene e male non sono ben delineati e ogni singolo membro del gruppo di eroi è approfondito nello stesso modo, <strong>non c’è un personaggio sacrificabile tra tutti loro</strong>. </p><p>Il finale è del tutto inaspettato e <strong>le scene <em>post-credit</em> sono una vera anticipazione di ciò che potrà accadere in questa fase 4</strong> che si prospetta molto più complicata del previsto. Anche con tutti i prodotti usciti finora, pare che abbiamo solo grattato appena appena la superficie.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Freaks out, recensione degli improbabili supereroi di Gabriele Mainetti]]></title><description><![CDATA[<p>Sei anni fa uscì nelle sale <em>Lo Chiamavano Jeeg Robot</em>, film d’azione “impegnato” di Gabriele Mainetti, che cercava di dare un po’ di svolta al cinema italiano esplorando un genere diverso dal solito.</p><p>Il 28 ottobre dopo ben due slittamenti (uno dovuto ad una post-produzione più intensa di quanto</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/freaks-out-recensione-degli-improbabili-supereroi-di-gabriele-mainetti/</link><guid isPermaLink="false">618a7e4bdfb4713920e2dce8</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Freaks Out]]></category><category><![CDATA[Gabriele Mainetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Tue, 09 Nov 2021 14:08:18 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/Freaks-out.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/11/Freaks-out.jpg" alt="Freaks out, recensione degli improbabili supereroi di Gabriele Mainetti"><p>Sei anni fa uscì nelle sale <em>Lo Chiamavano Jeeg Robot</em>, film d’azione “impegnato” di Gabriele Mainetti, che cercava di dare un po’ di svolta al cinema italiano esplorando un genere diverso dal solito.</p><p>Il 28 ottobre dopo ben due slittamenti (uno dovuto ad una post-produzione più intensa di quanto previsto, e una riguardante la pandemia che ormai sembra sia presente in tutte le uscite recenti), <strong>è arrivato nelle sale il secondo lungometraggio firmato Mainetti, dal titolo <em>Freaks out</em></strong>.</p><p>La pellicola è ambientata in Italia,<strong> durante la Seconda Guerra Mondiale</strong> e i protagonisti sono questo gruppo di circensi molto particolare. Abbiamo Fulvio, interpretato dal sempre fantastico Claudio Santamaria, una specie di<strong> uomo-lupo</strong>: si tratta di un umano ricoperto totalmente da lunghi peli (esteticamente sembra un po’ <em>Chewbecca</em> della saga di <em>Star Wars</em>) e <strong>dotato di una super forza</strong>; Cencio che porta il viso del figlio d’arte Pietro Castellitto, <strong>un ragazzo albino con il potere di controllare gli insetti</strong>; Mario, interpretato da Giancarlo Martini, <strong>un piccolo ometto con poteri magnetici</strong>; infine Matilde interpretata dalla giovanissima quanto promettente Aurora Giovinazzo, <strong>una ragazzina con poteri elettrici</strong>. A guidarli abbiamo Israel , un’irriconoscibile Giorgio Tirabassi, si tratta <strong>un anziano ebreo dal cuore buono</strong>.</p><p>Purtroppo la tragedia della guerra investe anche il <em>Circo Mezza Piotta</em> e i nostri protagonisti, trovandosi improvvisamente senza la loro casa, si convincono ad andare in America a cercare fortuna. Per fare ciò Israel va a Roma, per cercare di rimediare dei documenti per tutti, necessari per il viaggio. I quattro <em>freaks</em> però lo seguono in città, non fidandosi del tutto dell’anziano, e qui scopriranno uno scenario diverso da quello che speravano. <strong>La città è infatti invasa dai nazisti</strong> e uno in particolare, il responsabile del circo tedesco Franz (Franz Rogowski), è in realtà sulle loro tracce per i loro poteri unici.</p><p>Il regista opera una <strong>fusione fra cinema italiano e cinema della cultura pop americana</strong>, creando un ibrido rischioso, ma che se dosato correttamente ha un risultato esplosivo. Ed è proprio ciò che succede con <em>Freaks out</em>.</p><p>Nonostante non si calchi troppo la mano sulla diversità dei personaggi durante il film, essa emerge costantemente. Tuttavia  il film si concentra soprattutto sul personaggio più "normale" (almeno nell'aspetto esteriore) del gruppo, ovvero Matilde. Ma anche se all’occhio appare come la più semplice,<strong> è in realtà la più straordinaria</strong>. Il suo potere non le permette di avere alcun tipo di contatto fisico perché rischia di fulminare chiunque la sfiori, così lei cerca di reprimere i suoi poteri. <strong>Ma è quando li lascia fluire che ne acquisisce davvero il controllo</strong> regalandoci una scena meravigliosa a metà fra la <em>Fenice degli X-men</em> e la <em>Madre dei Draghi di Games of Thrones</em>.</p><p>I personaggi vivono costantemente <strong>in bilico tra il fiabesco, grazie ai loro poteri straordinari, e il crudo realismo</strong>, perché questi poteri li rendono dei diversi costringendoli a vivere una vita da emarginati sociali.</p><p>Stesso dilemma dei protagonisti la vive il <em>villain</em> Franz. In lui c’è un desiderio di grandezza, unito a quello di far parte di qualcosa. Anche lui è un <em>freak </em>a suo modo. E, malgrado ci siano dei momenti in cui la sua storia porta ed empatizzare col suo personaggio, riesce comunque a rimanere un cattivo fino in fondo senza avere  nessuna evoluzione in positivo. <strong>La bravura di Rogowski sta proprio nel fare in modo che l'umanità di Franz non faccia mai passare in secondo piano la sua crudeltà</strong>, e soprattutto che non la giustifichi.</p><p>Quasi ironicamente, l’unico che si pensa non possa avere problemi in una situazione del genere <strong>sembra essere proprio Israel</strong>, che è ebreo, in un periodo in cui su tutte le “razze”, quella ebrea era tra le più discriminate. Il tema del razzismo aleggia costantemente nel film, anche se sul momento non ci si fa quasi caso, perché il contesto storico della Seconda Guerra Mondiale aiuta a demonizzare nemico nazista.</p><p>Anche la messa in scena dei personaggi secondari, come il Gobbo, interpretato da Max Mazzotta  e il resto del gruppo dei partigiani, è egregia: infatti essi sono rappresentati sia realisticamente, perché quasi tutti presentano qualche disabilità, sia con un pizzico di orgoglio perché entrano in scena come un gruppo di c<strong>orsari vendicativi.</strong></p><p>Infine bisogna dare un merito anche alle <strong>location scelte</strong>. La Roma che ci viene mostrata è veramente bellissima e, anche se all’interno del film siamo sempre a Roma, <strong>le scene dei boschi sono state girate nella Sila Calabrese che regala un’ambientazione veramente impareggiabile</strong>, sempre vista però con uno sguardo più tetro, a sottolineare la guerra che, nonostante la storia raccontata, è sempre presente. </p><p>Ma soprattutto, <strong>a farla da padrone sono le diverse ambientazioni circensi</strong>. A partire da quello dei protagonisti, ma anche e soprattutto lo <em>Zirkus Berlin</em> di Franz, un vero e proprio tempio per gli artisti. L’atmosfera giocosa e allegra della ribalta viene alternata alle scene macabre e strazianti che accadono al di fuori, creando un equilibrio parecchio disturbante.</p><p>Anche se in alcuni punti il film risulta abbastanza didascalico, <strong><em>Freaks out </em>si rivela un grande film, molto italiano ma dal profondo respiro internazionale </strong>e Mainetti si conferma un esperto della resa dei supereroi improbabili.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Venom la furia di Carnage, un cinecomic, un buddy movie o un semplice filler?]]></title><description><![CDATA[<p>A distanza di tre anni dal primo film, la <em>Sony</em> ha deciso di regalarci un sequel di <em>Venom</em>, così il 14 ottobre è uscita (in Italia) la <strong>seconda pellicola del <em>Sony’s Spiderman Universe</em>, ovvero <em>Venom la Furia di Carnage</em></strong>.</p><p>Nel ruolo di Eddie Brock/Venom vediamo tornare Tom Hardy;</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/venom-la-furia-di-carnage-un-cinecomic-un-buddy-movie-o-un-semplice-filler-2/</link><guid isPermaLink="false">617190f7dfb4713920e2cfce</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Venom la furia di Carnage]]></category><category><![CDATA[Tom Hardy]]></category><category><![CDATA[Spier-Man]]></category><category><![CDATA[Sony]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Thu, 21 Oct 2021 16:14:24 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/10/Venom-La-furia-di-Carnage.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/10/Venom-La-furia-di-Carnage.jpg" alt="Venom la furia di Carnage, un cinecomic, un buddy movie o un semplice filler?"><p>A distanza di tre anni dal primo film, la <em>Sony</em> ha deciso di regalarci un sequel di <em>Venom</em>, così il 14 ottobre è uscita (in Italia) la <strong>seconda pellicola del <em>Sony’s Spiderman Universe</em>, ovvero <em>Venom la Furia di Carnage</em></strong>.</p><p>Nel ruolo di Eddie Brock/Venom vediamo tornare Tom Hardy; Michelle Williams torna nei panni di Anne Weying, ex fidanzata di Eddie; nel ruolo di Dan Lewis, attuale fidanzato di Anne, rivediamo Reid Scott. Vengono introdotti Woody Harrelson come <strong>Cletus Kasady / Carnage</strong>, antagonista del film; Naomie Harris che interpreta <strong>Frances Barrison / Shriek</strong>, una sorta di spalla dell’antagonista anche se il suo personaggio viene gestito parecchio male e Stephen Graham come l’arrabbiatissimo <strong>detective Mulligan</strong>.</p><p>Il film è diretto Andy Serkis, mentre alla sceneggiatura abbiamo Kelly Marcel con lo stesso Tom Hardy che troviamo anche come produttore.</p><p><strong>Malgrado il film sia un successo al botteghino, visti i numeri raggiunti in un solo week-end, in realtà la storia è pressoché inesistente  e sembra tutto un’enorme filler che serve solo a raggiungere la famosa scena mid-credit di cui si sta tanto parlando sul web</strong>.</p><p>La storia inizia con una antefatto che coinvolge un giovane Cletus Kasady che osserva impotente il suo amore, Frances Barrison, venire portata via dal riformatorio di St. Estes al Ravencroft Institute, a causa del suo potere di urlo sonico.</p><p>Dopo un salto temporale di venticinque anni troviamo un <strong>Kasady condannato a morte che non vuole parlare con nessun altro se non Eddie Brock</strong>. Tuttavia, Kasady provoca Venom insultando Brock, cosa che spinge il simbionte ad attaccarlo. <strong>Kasady morde la mano di Eddie nel tentativo di liberarsi, coì facendo ingerisce una piccola parte del simbionte che si lega a lui generando in questo modo <em>Carnage</em></strong>. Grazie a questo nuovo simbionte l’esecuzione di Cletus fallisce e Kasady  riesce in questo modo, non solo ad evadere, ma anche a liberare l’amata Frances Barrison.</p><p><strong>Lo scopo di Carnage è invece, quello di eliminare Venom</strong> poiché a detta sua può esserci un solo simbionte, ma non viene spiegato bene il motivo, si tratta di un’affermazione molto nebulosa.</p><p>Nel frattempo, <strong>Venom, volendo più libertà di mangiare le persone, litiga con Brock e si stacca dal suo corpo</strong>. Il simbionte attraversa San Francisco saltando da un corpo ad un altro perché non riesce a trovare compatibilità con nessuno che non sia Eddie. Ma alla fine <strong>grazie anche all’intervento di Anne i due riescono a riappacificarsi e rifondersi per sconfiggere Carnage</strong>.</p><p>Il film assume i connotati di un <strong><em>buddy movie</em> proprio perché l’unico rapporto ben approfondito e messo in scena è quello tra Venom ed Eddie</strong>che vivono appunto in simbiosi e la loro amicizia è quasi una <em>bromance</em>. Venom consola Eddie quando viene definitivamente lasciato da Anne, lo difende quando Kasady lo provoca e si rifiuta di legarsi a lui se prima non riceve delle vere scuse.</p><p>Per quanto riguarda <strong>il <em>villain</em>, di lui sappiamo solo del suo amore per Frances Barrison</strong>, e da una piccola striscia animata di un minuto e mezzo veniamo a conoscenza del suo passato di abusi e della sua vendetta. <strong>Cletus Kasady non ha un vero legame col suo simbionte, fra loro c’è solo un accordo</strong>. Infatti, essendo i simbionti molto sensibili al suono, Carnage cerca di uccidere Barrison quando questa usa i suoi poteri più del necessario ed è in questo momento che perde la sua simbiosi con Kasady.</p><p>I personaggi sono bidimensionali e tutto ciò che accade è puramente in funzione per esigenze di sceneggiatura.</p><p>L’unica cosa che <strong>vale veramente la pena del biglietto è solo ed esclusivamente la scena dopo i primi titoli di coda</strong> dove abbiamo Venom che spiega ad Eddie come funzione la conoscenza dei simbionti: se qualcosa accade in un universo, la memoria dei simbionti degli altri universi la condividono. Durante queste allegre spiegazioni,  una luce accecante li trasporta dalla loro stanza d'albergo in quella di un'altra dimensione. <strong>Quello che accade nella stanza sembra quasi replicare i <em>glitch</em> del film animato <em>Spider-Man: Un nuovo universo </em>di Sony, che indicano uno spostamento degli universi</strong>.</p><p>Quando la stanza finisce di trasformarsi, in TV appare una notizia di J. Jonah Jameson (interpretato ancora una volta, da JK Simmons) che rivelala vera identità di Spider-Man. A questo punto l’inquadratura passa proprio sul personaggio di Peter Parker senza la maschera di Spider-Man (avvenimento accaduto in <em>Spider-Man far from home</em>).</p><p>Venom reagisce dicendo: “quel tipetto“, mentre lecca lo schermo che mostra la faccia di Peter. <strong>È del tutto possibile che Venom riconosca Spider-Man dato che la mente dell’alveare del simbionte esiste attraverso gli universi e conosce tutto</strong>. Tuttavia sembra proprio che ora Venom si trovi nell’MCU, il che significa che in precedenza non lo era ed è stato in qualche modo trasportato in un universo differente.</p><p>Sappiamo infatti che <em>Sony</em>ha stretto un accordo con i <em>Marvel Studios</em> e <em>Disney</em> per "prestare" Spider-Man in modo che il ragno potesse apparire nell’MCU. Successivamente, gli studios hanno finito per firmare un nuovo contratto che dovrebbe includere <em>Spider-Man: No Way Home</em> e un film corale.</p><p>Se Venom si unirà all’MCU, come e perché si è spostato attraverso il multiverso? <strong>Sembra che qualcun altro abbia causato il teletrasporto di Eddie</strong>. Le ipotesi sono molteplici, e partono proprio dal prossimo film su Spider-Man, dove (come si vede chiaramente nel trailer) Peter Parker e Doctor Strange affronteranno il multiverso.</p><p>Non sappiamo ancora come si evolveranno le cose. Questa scena post-credits lascia intendere che potremo rivedere Eddie Brock molto presto, e non solo in un <em>eventuale sequel di Venom</em>.</p><p>Da tempo i fan volevano vedere il Venom di Tom Hardy e lo Spider-Man di Tom Holland insieme e questa scena finale ha quasi centrato questo desiderio. <strong>Il futuro di Eddie Brock è entrato in collisione con quello di Peter Parker, e i due personaggi andranno sicuramente a incontrarsi</strong>.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Shang-chi e la leggenda dei dieci anelli, recensione dell’ultima fatica Marvel]]></title><description><![CDATA[<p>L’uno settembre è arrivato al cinema il <strong>primo film<em> Marvel</em> dedicato ad un supereroe orientale</strong>, cioè <em>Shang-chi</em>.</p><p>A differenza di molti altri <em>Cinecomic</em> questa nuova pellicola ha <strong>dei risvolti molto <em>fantasy</em></strong>, ovviamente dati dall’ambientazione delle antiche leggende cinesi che fanno da sfondo alla vicenda e, proprio riguardo a</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/shang-chi-e-la-leggenda-dei-dieci-anelli-recensione-dellultima-fatica-marvel/</link><guid isPermaLink="false">61559774dfb4713920e2bc14</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Shang-chi]]></category><category><![CDATA[Marvel]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Thu, 30 Sep 2021 11:12:38 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/shang_chi.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/shang_chi.jpg" alt="Shang-chi e la leggenda dei dieci anelli, recensione dell’ultima fatica Marvel"><p>L’uno settembre è arrivato al cinema il <strong>primo film<em> Marvel</em> dedicato ad un supereroe orientale</strong>, cioè <em>Shang-chi</em>.</p><p>A differenza di molti altri <em>Cinecomic</em> questa nuova pellicola ha <strong>dei risvolti molto <em>fantasy</em></strong>, ovviamente dati dall’ambientazione delle antiche leggende cinesi che fanno da sfondo alla vicenda e, proprio riguardo a queste c’è una scelta di regia molto particolare: sono <strong>narrate completamente in cinese</strong> (con sottotitoli ovviamente) all’inizio del film, quando viene fatto il racconto introduttivo che presenta questo nuovo personaggio.</p><p>Dopo questa introduzione viene fatto un enorme salto in avanti e ci viene presentato <strong>Shawn, un giovane uomo in fuga dal suo passato che si ritrova a dover riaffrontare le sue origini</strong>.</p><p>Le nostre aspettative su questa pellicola non erano molto alte, sembrava l’ennesimo tentativo <em>Disney </em>di “<em>strizzar l’occhio</em>” al pubblico orientale, un’operazione per fare propaganda di inclusività (molto in voga al giorno d’oggi) anche nel mondo dei supereroi. Ma queste (basse) aspettative sono state di gran lunga superate, infatti <strong><em>Shang-chi</em> è un film che mescola molto bene i tipici ingredienti del <em>cinecomic</em>: ritmo, azione e ironia, ma in qualche modo è come se li dosasse in modo diverso ed il risultato è molto più<em> dark</em> e maturo</strong> rispetto ad altri prodotti <em>Marvel</em>.</p><p>Alla regia di questa <em>origin story</em> troviamo Destin Daniel Cretton e, ad interpretare i personaggi ci sono invece: Simu Liu come il nostro protagonista Shang-Chi; Awkwafina come Katy, migliore amica di Shang; Meng'er Zhang nei panni di Xialing, sorella del protagonista; Fala Chen che interpreta Jiang Li, madre di Shang e Xialing; ritorna Ben Kingsley di nuovo a prestare il volto per Trevor Slattery direttamente da <em>Iron Man 3, </em>e Tony Leung come il nostro villain/non villain Wenwu / <em>Il Mandarino</em>.</p><p><strong>Tutti gli attori hanno messo in scena magistralmente i loro personaggi</strong>, anzi, Awkwafina, a volte ruba addirittura la scena al protagonista.</p><p>Ci troviamo di fronte ad un <em>vero e proprio fantasy</em> con tutte le caratteristiche tipiche del genere, con una <strong>perfetta fusione di canoni orientali ed occidentali</strong>.</p><p><strong>Shang-chi rappresenta l’eroe che deve raggiungere il suo destino attraverso un viaggio</strong> che culmina con la sua rinascita e <em>la grande prova finale. </em>In questo viaggio, il nostro protagonista è accompagnato da una compagnia eterogenea: la sua amica Katy e Trevor Slattery, <em>il “falso” mandarino</em>, insieme a loro anche la <em>mascotte</em>: un simpatico animaletto senza viso molto simile al poggiapiedi che si vede in <em>La Bella e la Bestia</em>.</p><p>Altro tema presente nella pellicola è quello del <em>family drama</em>: abbiamo<strong> il lu</strong><strong>tto, l’abbandono tra fratelli, l’abbandono di uno dei due figli da parte del genitore e violenza fisica e psicologica verso l'altro</strong>, che però viene fatta passare come un duro addestramento.</p><p>Jiang Li non è semplicemente la sposa per Wenwu, ma <strong>è la sua guida </strong>ed entrambi rinunciano a tutto per la famiglia. Purtroppo il passato criminale di Wenwu torna a turbare l'equilibrio familiare che avevano costruito, e con l’omicidio di Jian Li fa in modo che Wenwu cada di nuovo nelle sue abitudini criminali. Perciò a <strong>Shang viene imposto un addestramento durissimo, mente sua sorella Xialing viene completamente ignorata</strong>.</p><p>Le musiche sono spettacolari e vengono dosate bene e inserite ai punti giusti nel film. <strong>Le coreografie dei combattimenti sono meravigliose e tecnicamente perfette</strong>, non sono estremamente artefatte, ma sono <strong>molto più simili ad una danza</strong>, come d’altra parte è tipico delle arti marziali.</p><p>In conclusione possiamo affermare che Shang- Chi è uno <em>stand alone</em> un po’ atipico che fonde dentro sé molti generi diversi e mette in scena davvero moltissime <em>storyline</em> interessanti, che sicuramente verranno approfondite nei film MCU successivi come suggeriscono le <em>scene mid-credit</em> e <em>post-credit</em>.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cenerentola, here we go again…]]></title><description><![CDATA[<p>Dato che in giro le riscritture di Cenerentola erano poche, ecco la <em>Columbia Pictures</em> ne annuncia uno nuovo, diretto da Kay Cannon.</p><p>Il film fa la sua entrata in scena il 3 Settembre 2021 <em>su Amazon Prime Video</em>, con una fantastica quanto insolente protagonista interpretata da Camila Cabello, una non</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/cenerentola-here-we-go-again/</link><guid isPermaLink="false">613e0103dfb4713920e2afe7</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Filmtv]]></category><category><![CDATA[Cenerentola]]></category><category><![CDATA[Camila Cabello]]></category><category><![CDATA[AmazonPrimeVideo]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Sun, 12 Sep 2021 13:38:45 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/cenerentola2.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/cenerentola2.jpg" alt="Cenerentola, here we go again…"><p>Dato che in giro le riscritture di Cenerentola erano poche, ecco la <em>Columbia Pictures</em> ne annuncia uno nuovo, diretto da Kay Cannon.</p><p>Il film fa la sua entrata in scena il 3 Settembre 2021 <em>su Amazon Prime Video</em>, con una fantastica quanto insolente protagonista interpretata da Camila Cabello, una non così cattiva matrigna col volto di Idina Menzel e uno scoppiettante Billy Porter come Fata Madrina.</p><p>Tuttavia, malgrado la storia trita e ritrita, <strong>la pellicola risulta godibile, divertente, e innovativa</strong>. Perché se è vero che la storia l’abbiamo sentita mille volte e la conosciamo perfettamente, vengono introdotti degli <strong>elementi nuovi che la rendono in qualche modo moderna</strong>. </p><p>A cominciare dai personaggi, infatti il personaggio di Ella (detta <em>Cenerella</em>), vive nello scantinato di casa e fa effettivamente da <em>colf </em>alla matrigna e alle sorellastre, ma il suo sogno non è quello di sposarsi per sfuggire ai soprusi delle sue famigliari, ma <strong>vuole aprire una sartoria per poter provvedere a sé stessa</strong>, solo che, ogni volta che prova a vendere un suo abito, le viene risposto che “le donne non sono adatte a mettersi in affari”. Caratterialmente <strong>è molto più insolente e sfacciata della <em>Cenerentola</em> classica</strong>.</p><p>La matrigna, <strong>non è così cattiva</strong> come negli altri racconti di <em>Cenerentola</em>. Anzi, ad un certo punto viene raccontato un antefatto di cui è protagonista<strong>, spiega alla figliastra che una volta lei era una pianista, ma ha dovuto abbandonare il suo sogno per dedicarsi alla famiglia</strong>. Addirittura si scusa in qualche modo con Ella per essere stata così dura con lei. Inoltre, quando scopre che la <em>ragazza misteriosa </em>del ballo era proprio lei, non cerca di ostacolare il suo matrimonio col principe, al contrario cerca di spronarla ad accettare la proposta (anche se in questa insistenza c’è un tornaconto personale).</p><p>Il personaggio della <em>fata Madrina</em> è <em>non-binario</em> ed è interpretato da Billy Porter che lo rende  incredibilmente più spettacolare e allegro. Ho particolarmente apprezzato la <strong>battuta sui tacchi che nemmeno la magia più rendere più comodi</strong>.</p><p>Anche la famiglia reale è <strong>molto più approfondita del solito</strong>. C’è particolare <em>focus</em> sul Re e il suo bisogno di affermarsi superiore anche a sua moglie che, di contro, soffre questo essere messa sempre da parte <em>in quanto donna.</em> Oltretutto il principe non è l'unico figlio del Re e della Regina, ma hanno anche una figlia che è molto più interessata alla vita politica rispetto a suo fratello.</p><p>Il finale della storia è leggermente diverso dal solito, ma resta comunque classico.</p><p><strong>Le canzoni sono semplicemente stupende</strong>, sia quelle originali sia quelle reinterpretate, si possono riconoscere pezzi storici come <em>Seven Nation Army</em> che viene <em>mashappata</em> <em>con Whatta Man</em> nella scena del ballo creando una coreografia vivace e coloratissima, e <em>Somebody to Love </em>dei QUEEN fatta con un richiamo un po’ gospel, ma anche canzoni più recenti come <em>Perfect</em> di Ed Sheeran.</p><p><strong>Un musical estremamente  moderno nella musica e nei costumi, che strizza l’occhio al classico</strong>, con una morale leggermente femminista, che punta a tenere i “piedi per terra”, ma comunque a non rinunciare ai propri sogni.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Suicide squad – Missione Suicida, James Gunn e un nuovo gruppo di outsider, stavolta in casa DC Comics]]></title><description><![CDATA[<p>Ancor prima dell’uscita di <em>Suicide Squad</em>, nel 2016, la <em>Warner Bros</em> annunciò che il film avrebbe avuto un seguito.</p><p>Ma, sebbene il film fu un successo al botteghino, <strong>né la critica, né il <em>fandom</em> furono contenti del risultato</strong>. Qualcuno (me inclusa) lo definì addirittura “il peggior film del 2016”</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/suicide-squad-missione-suicida-james-gunn-e-un-nuovo-gruppo-di-outsider-stavolta-in-casa-dc-comics/</link><guid isPermaLink="false">612d3a85938e830dcbed3ac6</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[suicide squad]]></category><category><![CDATA[DCcomics]]></category><category><![CDATA[warner bros]]></category><category><![CDATA[james gunn]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Mon, 30 Aug 2021 20:15:12 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/08/the-suicide-squad-missione-suicida-recensione.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/08/the-suicide-squad-missione-suicida-recensione.jpeg" alt="Suicide squad – Missione Suicida, James Gunn e un nuovo gruppo di outsider, stavolta in casa DC Comics"><p>Ancor prima dell’uscita di <em>Suicide Squad</em>, nel 2016, la <em>Warner Bros</em> annunciò che il film avrebbe avuto un seguito.</p><p>Ma, sebbene il film fu un successo al botteghino, <strong>né la critica, né il <em>fandom</em> furono contenti del risultato</strong>. Qualcuno (me inclusa) lo definì addirittura “il peggior film del 2016”. L’unico merito della pellicola fu al <strong>comparto make-up che infatti si aggiudicò un Oscar</strong>.</p><p>Tuttavia, non solo il <em>sequel </em>venne realizzato (sebbene siano passati ben cinque anni fra un'uscita e l'altra), ma fu girato anche uno <em>spin-off</em> sul personaggio di Harley Quinn, interpretato da Margot Robbie, intitolato <em>Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn</em>.</p><p>Ad ogni modo l’idea di tale sequel passò di mano a diversi registi, prima di arrivare a James Gunn. E si tratta dello stesso James Gunn alla direzione di <em>Guardiani della Galassia</em> della casa di produzione concorrente, in un momento di “pausa” dal contratto con la Disney.</p><p>La mente geniale di Gunn, visti i precedenti con la critica, decise di realizzare <em>un sequel senza alcun contatto diretto con la pellicola precedente</em>.</p><p>Infatti il <strong>cast è completamente rinnovato</strong>, ad eccezione di Amanda Waller sempre interpretata da Viola Davis, Rick Flag che mantiene il viso di Joel Kinnaman e Harley Quinn che si riconferma essere interpretata da Margot Robbie.</p><p>Il film si apre con una nuova Squadra Suicida, già <strong>rinominata Task Force X</strong>, che viene direttamente buttata in missione, ma fallisce miseramente, tanto da richiedere l’intervento di una nuova squadra in missione di salvataggio (che poi si rivelerà essere la vera squadra suicida protagonista della storia) dei pochi membri sopravvissuti al massacro iniziale (tipico incipit “a bomba” di Gunn).</p><p>La nuova squadra è composta da: <em>Bloodsport</em>, interpretato da Idris Elba, un mercenario che possiede un'armatura tecnologicamente avanzata con armi utilizzabili solo da lui.</p><p><em>Peacemaker</em>, interpretato da John Cena, uno squilibrato reduce della guerra in Medio Oriente che crede nella <strong>pace ad ogni costo</strong>, arrivando a uccidere per ottenerla.</p><p><em>King Shark</em>, doppiato da Luca Ward in italiano: un ibrido uomo-squalo obeso ed infantile mangia-uomini, Steve Agee è stato usato come riferimento fisico sul set per il personaggio, creato poi in computer grafica.</p><p>Cleo Cazo alias <em>Ratcatcher II</em> interpretata da Daniela Melchiori, una ladra che ha il potere di controllare i ratti e <strong>figlia del primo Ratcatcher</strong>.</p><p>Abner Krill AKA <em>Polka-Dot Man</em> interpretato da David Dastmalchian, un criminale con un costume coperto di pois che possono essere usati come armi, con un passato traumatico alle spalle (tipicamente i personaggi DC comics hanno traumi oppure storie commoventi nel loro passato).</p><p>A questi si andranno poi ad unire Rick Flag e Harley Quinn scampati miracolosamente al bagno di sangue d’apertura, mentre verso metà film si unirà a loro un villain/non-villain: <em>Thinker</em>, interpretato da Peter Capaldi: sadico scienziato.</p><p>In questa pellicola, Gunn riesce ancora una volta a mettere insieme un <strong>gruppo eterogeneo di personaggi</strong> precedentemente bistrattati da pubblico e critica, facendo quasi la stessa operazione effettuata con <em>Guardiani della Galassia</em>, anzi, grazie alla libertà datagli da Warner <strong>la messa in scena risulta molto più violenta</strong> e politicamente scorretta rispetto a quella che si vede nel suo lavoro Disney.</p><p>La trama è semplice e lineare, ma <strong>viene resa spettacolare dalla sua messa in scena</strong>: dai dialoghi dei personaggi che creano dei siparietti esilaranti, tanta violenza, ma resa quasi in modo comico e –cosa più divertente – le didascalie che spiegano alcune collocazioni temporali o dei personaggi, non inserite come testo esterno, ma <strong>come parte integrante della scenografia</strong>, infatti le parole vengono formate da spirali di fumo oppure dai rami di alberi o da pozze di sangue e via dicendo ...</p><p>Tante sono le figure retoriche intrinseche alla trama che compongono la “morale” della storia che, mettendo in scena degli antieroi, sottolinea come a volte <strong>la controparte che si spaccia come la squadra dei “buoni” non sia che una facciata satura di ipocrisia</strong>, cosa che viene evidenziata in particolar modo dal personaggio di Peacemaker, che, non a caso, è quello che ha il costume più ridicolo e punta spesso ad auto-elogiarsi, il suo obiettivo è la pace e poco importa il modo in cui la si raggiunge o se i colpevoli non paghino per le loro azioni, poco importa se milioni di innocenti moriranno, se ciò sarà servito ad evitare una guerra.</p><p><strong>Peacemaker, in pratica, altro non è che la personificazione del simbolismo politico del film</strong> che punta a spiegare come il nemico non sia necessariamente esterno, ma spesso viene proprio dall’interno. Il vero <em>villain</em> del film, infatti, <strong>non è la creatura aliena</strong>, ma l’organizzazione che l’ha tenuta prigioniera per anni cercando di farla diventare un arma a proprio favore.</p><p><strong>La Task Force X è stata inviata da una parte dell’organizzazione per insabbiare il proprio coinvolgimento in un progetto che è sfuggito al controllo</strong>.</p><p>Che sia una metafora dell’ipocrisia Americana? Una pellicola satura di significato, ma che ci fa anche ridere, ci intrattiene e ci prende un po’ in giro <strong>perché fino alla fine non si hanno certezze sulle sorti dei protagonisti</strong>.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Loki, l’apertura della teoria del Multiverso approda in casa Marvel.]]></title><description><![CDATA[<p>Il 9 Giugno è uscita sulla piattaforma digitale Disney+ l’attesissima serie <em>Loki</em>, annunciata già nel 2018, e grazie alla quale <strong>Tom Hiddleston torna a vestire i panni del Dio dell’inganno</strong> della mitologia Norrena. Nel resto del cast troviamo: Gugu Mbatha-Raw, nei panni di <strong>Ravonna Renslayer</strong>, personaggio che ha</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/loki-lapertura-della-teoria-del-multiverso-approda-in-casa-marvel/</link><guid isPermaLink="false">60fd7697dde7940d9e01905a</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[serietv]]></category><category><![CDATA[loki]]></category><category><![CDATA[Marvel]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Sun, 25 Jul 2021 14:59:55 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/loki.png" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/loki.png" alt="Loki, l’apertura della teoria del Multiverso approda in casa Marvel."><p>Il 9 Giugno è uscita sulla piattaforma digitale Disney+ l’attesissima serie <em>Loki</em>, annunciata già nel 2018, e grazie alla quale <strong>Tom Hiddleston torna a vestire i panni del Dio dell’inganno</strong> della mitologia Norrena. Nel resto del cast troviamo: Gugu Mbatha-Raw, nei panni di <strong>Ravonna Renslayer</strong>, personaggio che ha messo a dura prova la pazienza di noi spettatori, Owen Wilson nel ruolo di <strong>Mobius</strong>, personaggio che fa uscire Wilson dalla sua <em>confort-zone</em>, una fantastica Sophia di Martino, che interpreta <strong>Sylvie, una variante al femminile di Loki</strong>, e un meraviglioso Jonathan Majors che interpreta <em>Colui che rimane</em> (per gli amici<strong> <em>Kang il Conquistatore</em></strong>).</p><p>Il tema portante della serie è stato proprio quello dell’identità infatti gli eventi di questa serie sono ambientati in una<strong> <em>timeline </em>alternativa </strong>creata dai viaggi nel tempo fatti dagli Avengers in <em>Endgame</em>, perciò questa versione di Loki  non ha vissuto gli eventi di <em>Thor: The Dark World</em> (2013) e <em>Thor: Ragnarok</em>, in cui si era redento per i suoi crimini prima di morire in <em>Avengers: Infinity War</em> (2018). Hiddleston stesso descrisse Loki come "il mutaforma per antonomasia", affermando che<strong> la sua capacità di trasformarsi rende impossibile stabilire se sia "un eroe, un cattivo o un antieroe"</strong>, e chiedendosi se, cambiando così spesso aspetto, il personaggio sappia davvero chi è e se sia davvero interessato a scoprirlo.</p><p>Finalmente <strong>vediamo questo personaggio uscire dal solito schema</strong> che lo vede acquisire la fiducia delle persone, tradire tale fiducia, diventare un cattivo e ricominciare da capo, permettendo in tal modo al personaggio di evolvere e cambiare.</p><p>La serie si presenta come un <strong>mix di generi</strong> fra avventura, fantascienza, azione ed un tocco di thriller che non fa mai male. La sceneggiatura è di Micheal Waldron (anche showrunner della serie) insieme a Elissa Karasik Eric Martin  Bisha K. Ali. Alla regia troviamo Kate Herron.</p><p>La trama si addentra nelle complicate vie dei viaggi temporali: infatti, dopo aver rubato il Tesseract durante gli eventi di <em>Avengers: Endgame</em>, una versione alternativa di Loki viene catturata dalla Time Variance Authority (TVA), un'organizzazione che esiste al di fuori dello spazio-tempo e gestisce le linee temporali. La TVA offre a Loki due opzioni: <strong>essere cancellato dall'esistenza, essendo egli una variante temporale, oppure aiutarli a fermare una pericolosa minaccia.</strong></p><p>Loki si trova così coinvolto in un'avventura che lo porterà a viaggiare per il tempo e per lo spazio. <strong>Il finale della serie apre finalmente l’universo Marvel alla teoria del <em>Multiverso</em></strong> (anche se si respirava già aria della messa in pratica di questa teoria a causa del titolo del secondo film su <em>Doctor Strange</em>,<em> Doctor Strange in the Multiverse of Madness</em>, e dai rumors sul prossimo capitolo di <em>Spider-man</em>).</p><p>È la prima serie MCU by Disney+ ad essere stata ufficialmente confermata per una seconda stagione.</p><p>Nei sei episodi che compongono la serie vediamo <strong>tutte le sfaccettature di Loki</strong>, non solo per tutte le varianti che ci vengono presentate, ma anche per il personaggio di Hiddleston che attraversa diverse fasi emotive, rese alla perfezione, visto il suo innegabile talento attoriale.</p><p>L’elemento più presente è comunque la conoscenza di sé in quanto un po’ <strong>tutti i personaggi prendono pian piano coscienza di chi sono realmente</strong>. Infatti sono evidenti (e dichiarate) diverse ispirazioni da opere preesistenti che trattano questo tema. Molto evidente è anche la <strong>dualità tra bene e male</strong>: quando sembra che si sia capito chi è nel gruppo dei buoni e chi in quello dei cattivi ecco che si capovolge di nuovo tutto e si rimette in discussione. <strong>Tutta la serie è in bilico sul filo sottile che divide utopia e distopia</strong>, bene e male e anche noi spettatori continuiamo a cambiare opinione man mano che gli eventi si svolgono. Il finale è assolutamente inaspettato e lascia aperte diverse possibilità, tutte esplorabili proprio perché col Multiverso in ballo tutto è possibile.</p><p>Non ci resta che aspettare la seconda stagione.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Black Widow, recensione dell’apertura della fase 4 del Marvel Cinematic Universe]]></title><description><![CDATA[<p>L’uscita iniziale di <em>Black Widow</em> era prevista durante la <strong>primavera del 2020</strong>, ma causa pandemia, lockdown e conseguente chiusura delle sale cinematografiche, <strong>la pellicola è riuscita a vedere la luce solo il 7 luglio 2021</strong>.</p><p>Non sapevamo bene cosa aspettarci da questo film. Eravamo sicuri che, a causa della</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/black-widow-recensione-dellapertura-della-fase-4-del-marvel-cinematic-universe/</link><guid isPermaLink="false">60f2e3c7dde7940d9e018b3b</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Black Widow]]></category><category><![CDATA[Marvel]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Sat, 17 Jul 2021 14:20:25 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/black-widow.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/black-widow.jpg" alt="Black Widow, recensione dell’apertura della fase 4 del Marvel Cinematic Universe"><p>L’uscita iniziale di <em>Black Widow</em> era prevista durante la <strong>primavera del 2020</strong>, ma causa pandemia, lockdown e conseguente chiusura delle sale cinematografiche, <strong>la pellicola è riuscita a vedere la luce solo il 7 luglio 2021</strong>.</p><p>Non sapevamo bene cosa aspettarci da questo film. Eravamo sicuri che, a causa della <strong>morte di Natasha Romanoff in <em>Endgame</em></strong>, si sarebbe trattato di un prequel e che avrebbe scavato un po’nel passato di questo misterioso personaggio fornendoci un <em>background </em>dello stesso, infatti quasi tutti gli altri personaggi MCU hanno avuto una loro <em>Origin Story</em>, cosa che con la Vedova Nera non è mai accaduta.</p><p>Si tratta di un tassello che, cronologicamente, <strong>si posiziona dopo <em>Captain America Civil War</em> e prima di <em>Avengers Infinity War</em></strong>, ma che lascia intravedere un po’ dell’enigmatico passato di Natasha, del duro addestramento al quale è stata sottoposta fin da bambina e che l’ha resa una vera e propria arma vivente. Questa parte del film è rappresentata da una sfilza di immagini che scorrono veloci e fanno da titoli di testa all’intero film. Scelta senz’altro riduttiva, ma bisognava renderla fruibile per il grande schermo senza che appesantisse troppo il risultato finale, spezzando il ritmo della storia.</p><p>Dopo questo capitolo introduttivo, troviamo Natasha braccata dal governo americano a causa della violazione dei <strong>trattati di Sokovia</strong>, avvenuta durante  <em>Civil War</em>. Nel tentativo di far perdere le sue tracce si ritrova faccia a faccia con il suo tormentato passato, che fa riemergere sia alleati, come la sua strana famiglia, sia nemici che questa volta si nascondono sotto la maschera del <em>Taskmaster</em>, un misterioso mercenario capace di replicare perfettamente lo stile di combattimento di tutti i suoi avversari.</p><p>Al di là della tanta azione che caratterizza <em>Black Widow</em>, infatti, ciò che impressiona positivamente il lavoro di Cate Shortland (alla regia della pellicola) è il modo con cui ha saputo <strong>ricostruire caratterialmente un personaggio ricco di sfaccettature come Natasha Romanoff</strong>. Ed in questo va lodato l’impegno profuso da Scarlett Johansson, sempre perfetta nel saper mostrare la forza e le debolezze del suo personaggio. Molto brava anche Florence Pugh nel ruolo di Yelena Belova, coprotagonista del film (e probabilmente prossima Vedova Nera del <em>Marvel Cinematic Universe</em>).</p><p>Dal punto di vista estetico, fotografia,  scenografie ed effetti visivi sono il fiore all’occhiello di un prodotto nato principalmente per intrattenere; non delude neppure la colonna sonora, ricca di riferimenti al passato, ma anche capace di tenere testa ad un ritmo sceneggiativo serrato.</p><p><em>Black Widow</em> è in conclusione un film che completa il personaggio di Natasha Romanoff, spiegandone l’alone di mistero che la circonda, accontentando il pubblico amante dello spettacolo, ma che strizza l’occhio anche al più giovane pubblico del futuro, <strong>“passando il testimone” ad un personaggio che quasi sicuramente raccoglierà la sua eredità</strong>, come Yelena Belova.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Strani adattamenti e scelte di doppiaggio che suscitano nello spettatore un’unica domanda]]></title><description><![CDATA[<p>Sono una grande fan della lingua italiana.</p><p>Cerco sempre di guardare film o serie tv (mie grandi passioni) in italiano, quando mi è possibile. D’altronde, si sa,<strong> i doppiatori italiani sono i migliori al mondo</strong>.</p><p>Ma a volte alcuni adattamenti ci fanno chiedere “<strong>perché?</strong>” e la cosa più estremamente</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/strani-adattamenti-e-scelte-di-doppiaggio-che-suscitano-nello-spettatore-ununica-domanda/</link><guid isPermaLink="false">60d9f618dde7940d9e018598</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[adattamento]]></category><category><![CDATA[doppiaggio]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Mon, 28 Jun 2021 16:28:24 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/book-4151164_1920.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/book-4151164_1920.jpg" alt="Strani adattamenti e scelte di doppiaggio che suscitano nello spettatore un’unica domanda"><p>Sono una grande fan della lingua italiana.</p><p>Cerco sempre di guardare film o serie tv (mie grandi passioni) in italiano, quando mi è possibile. D’altronde, si sa,<strong> i doppiatori italiani sono i migliori al mondo</strong>.</p><p>Ma a volte alcuni adattamenti ci fanno chiedere “<strong>perché?</strong>” e la cosa più estremamente fastidiosa sono anche i “<strong>fan</strong>” del prodotto che richiedono insistentemente traduzioni estremamente fedeli e nomi in lingua originale, infischiandosene altamente del fatto che bisogna fare una<strong> transazione da una lingua ad un’altra completamente diversa </strong>ed entrano in gioco assonanze, modi di dire e giochi di parole che una traduzione letterale farà inevitabilmente perdere.</p><p>Tuttavia, a volte, ci sono degli adattamenti veramente strani che ci fanno chiedere come mai una cose semplicissima è stata totalmente cambiata di significato senza che entrassero in gioco le sopraelencate motivazioni.</p><p>L’esempio più celebre di questo è la traduzione del titolo <em>Eternal sunshine of a spotless mind</em>  (traducibile come <em>L’eterno splendore di una mente candida</em>) film del 2004 diretto da Michel Gondry con Kate Winslet, Jim Carrey e Kirsten Dunst, che in italiano è stato presentato come <em>Se mi lasci ti cancello</em>,<strong> presentando un film che parla della mente e dell’importanza della memoria, come una leggerissima commediola romantica</strong>.</p><p>Un altro esempio da prendere in esame è <em>Love, Simon</em>, film del 2018 diretto da Greg Berlanti. Il film parla di un ragazzo che inizia una corrispondenza via mail con un altro ragazzo della sua scuola, senza sapere chi lui sia. Simon chiude ogni sua mail scrivendo “<em>… con amore, Simon</em>” <em>Love, Simon</em> appunto. Allora perché il titolo italiano è <em>Tuo, Simon </em>se effettivamente nel film viene detto: ”con amore”? È vero che <strong>il senso è pressoché uguale, ma è una piccola sbavatura che infastidisce un po’</strong>. Bastava tradurre anche durante il film la chiusura della lettera con: ”..tuo, Simon”, anziché che: ”... con amore”.</p><p>Ed eccoci giunti a due film Disney che onestamente mi stanno facendo arrovellare sulla scelta di tradurre o non tradurre il titolo per poi andare totalmente controcorrente alla scelta nel doppiaggio del film.</p><p>Sto parlando di <em>Maleficent</em> del 2016 (e successivo seguito del 2019) e di <em>Crudelia</em> del 2021. Per <em>Maleficent</em> si è scelto di tenere il titolo originale, per poi trovare nomi italianizzati nel film. Per <em>Crudelia</em> si è scelta la strada opposta: ovvero il titolo è stato tradotto in italiano, mentre nel film sono stati tenuti i nomi in inglese.</p><p><strong>Questi ovviamente sono solo dei piccoli esempi, ma si potrebbe andare avanti all’infinito.</strong></p><p>Sono d’accordo sul fatto che a volte la traduzione non fedele sia necessaria e onestamente penso che a volta sia necessario adattare persino i nomi del personaggi se questi devono suscitare un certo tipo di emozione nello spettatore.  Ma queste scelte sugli adattamenti dei titoli veramente non le capisco e mi fanno venire in mente un’unica domanda: “<strong><em>perché?”</em></strong></p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Crudelia, audace, oscuro e meravigliosamente anti-Disney]]></title><description><![CDATA[<p>Annunciato nel 2016 <strong>è finalmente arrivato nelle sale</strong> (da poco riaperte al pubblico per la gioia di molti cinefili come me) <strong>il lungometraggio su Crudelia Demòn</strong>, famosissima <em>villain</em> de <em>La Carica dei 101</em>, cartone animato targato Disney uscito nel 1961, basato sul romanzo <em>La carica dei 101</em> di Dodie Smith.</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/crudelia-audace-oscuro-e-meravigliosamente-anti-disney/</link><guid isPermaLink="false">60bf77a2dde7940d9e017f38</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Cinema]]></category><category><![CDATA[Crudelia]]></category><category><![CDATA[Emma Stone]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Tue, 08 Jun 2021 14:22:02 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/Crudelia.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/Crudelia.jpg" alt="Crudelia, audace, oscuro e meravigliosamente anti-Disney"><p>Annunciato nel 2016 <strong>è finalmente arrivato nelle sale</strong> (da poco riaperte al pubblico per la gioia di molti cinefili come me) <strong>il lungometraggio su Crudelia Demòn</strong>, famosissima <em>villain</em> de <em>La Carica dei 101</em>, cartone animato targato Disney uscito nel 1961, basato sul romanzo <em>La carica dei 101</em> di Dodie Smith.</p><p>Diversamente da molti altri cartoon Disney, i quali stanno vedendo la loro versione <em>live action </em>negli ultimi anni, <em>La carica dei 101</em>ha già avuto <strong>la sua versione in carne e ossa nel 1996</strong>, con <em>La carica del 101 - Questa volta è magia vera</em>, film che ha avuto addirittura un sequel: <em>La carica dei 102 – un nuovo colpo di coda.</em> In entrambi i film, <strong>la perfida Crudelia è interpretata da Glenn Close</strong>.</p><p>Il nuovo lungometraggio, proprio dal titolo <em>Crudelia</em> (in originale <em>Cruella</em>, è stato scelto di tradurre il titolo, ma non i nomi dei personaggi del film), è una vera e propria <strong><em>origin story</em> della famosissima cattiva e stavolta a vestirne i panni è la talentuosissima attrice premio oscar Emma Stone</strong>.</p><p>La pellicola inizia proprio dalla nascita della piccola Cruella, scopriamo subito che il suo vero nome è <strong>Estella</strong>, ci sarà un’evoluzione del personaggio che la porterà ad adottare come nome Cruella e da subito si vede che i suoi distintivi capelli metà neri e metà bianchi sono naturali, non una scelta di stile, come pensavano in molti.</p><p>Viene messo in scena qualche episodio della sua infanzia che fa capire subito come Estella sia una bambina particolare e creativa, che fatica a fare amicizia con gli altri ragazzini della sua età e che <strong>reagisce in modo parecchio aggressivo alle provocazioni</strong>.</p><p>Infatti è proprio sua madre ad utilizzare il nomignolo <strong>Cruella </strong>quando la piccola cede alla “parte oscura di sé” comportandosi male. Questa scelta di sceneggiatura ricorda un po’ il paradigma del supereroe che <strong>diventa letteralmente qualcun altro </strong>quando deve indossare il costume e fare scelte difficili (come uccidere un cattivo) per salvare il mondo, quindi nasconde questa "parte oscura" dietro una maschera e un nome diverso.</p><p>Inoltre già da piccola si nota <strong>il suo spiccato talento nel creare, modificare e personalizzare abiti.</strong></p><p>Uno sfortunato episodio che porta alla morte di sua madre (o di quella che sia lei in quanto protagonista della storia, sia noi in quanto spettatori crediamo tale), porta la ragazzina a conoscere due piccoli ladruncoli della sua età, che altri non sono che <strong>Jasper e Horace</strong> (Gaspare e Orazio del vecchio cartoon), che diventeranno i suoi famosi scagnozzi. In questa versione, comunque, la piccola Estella va a vivere con loro e i tre fanno squadra diventando abilissimi ladri e comportandosi come una vera e propria famiglia.</p><p>Infatti è proprio grazie a Jasper che Estella ottiene un lavoro presso i grandi magazzini <strong>Liberty </strong>di proprietà della <strong>baronessa Von Hellman </strong>(interpretata da Emma Tomphson). Estella guadagna in poco tempo la fiducia della Baronessa, diventando una sorta di “sua pupilla” e dopo alcuni giorni al suo servizio nota che<strong> il suo capo indossa una collana che un tempo apparteneva a Catherine, sua madre</strong>. Dopo che la Baronessa racconta che una volta una sua dipendente provò a rubargliela, Estella capisce l'intreccio e chiede a Jasper e Horace di aiutarla a recuperare la collana.</p><p>Estella, usando il suo soprannome Cruella, si presenta a una festa organizzata dalla baronessa per rubare la collana. In molti altri eventi mondani Estella schernisce la Baronessa apparendo in molti dei suoi raduni e mettendola in ombra nelle vesti di Cruella, indossando abiti appariscenti. </p><p>Queste sue comparse le consentono di ottenere pubblicità per il proprio nome, grazie anche alla sua amica d'infanzia Anita, giornalista di una rubrica di gossip. In seguito Estella rapisce anche i dalmata della Baronessa dopo che uno di loro ha accidentalmente ingoiato la collana di sua madre.</p><p>Una lunga serie di rocamboleschi eventi portano Estella a scoprire che la Baronessa è la sua madre biologica e che ordinò a John di far uccidere la piccola alla nascita in modo da concentrarsi solamente sulla sua carriera. John invece diede la bambina a Catherine, una delle domestiche della Baronessa, che allevò Estella in segreto.</p><p>Nel tentativo di completare la sua vendetta contro la Baronessa, dichiara a sé stessa che, nonostante la promessa fatta alla madre di rimanere buona, Estella non esisterà più; il suo nome d'ora in poi sarà solamente Cruella.</p><p>Dopo aver adottato il cognome de Vil (ispirato alla sua Panther De Ville rubata), acquisisce Hellman Hall (abbreviandolo in Hell Hall), dopo aver trasferito segretamente la fortuna della Baronessa a se stessa usando il nome di Estella.</p><p>In una scena mid-credit, Cruella regala due cuccioli dalmata (figli di uno dei dalmata della Baronessa) di nome Pongo e Perdita, rispettivamente a Roger e Anita. Adesso musicista, Roger, ispirato, inizia a comporre la canzone "Cruella de Vil".</p><p>Sebbene l’intreccio sia abbastanza intricato e a tratti confusionario, e ci siano veramente troppi eventi tutti insieme <strong>il film risulta godibile, </strong>è stato accolto positivamente anche dalla critica.</p><p>Visivamente è veramente strabiliante, i costumi sono pazzeschi e ci sono molti <strong>richiami al vecchio cartoon e agli anni ’70, </strong>ambientazione scelta per questa pellicola.</p><p>La <strong>colonna musicale </strong>è semplicemente eccezionale, diversi sono i <strong>brani storici</strong> inseriti nel film oppure reinterpretati e riarrangiati.</p><p>Il gruppo italiano dei Måneskin ha partecipato alla colonna sonora italiana del film realizzando una cover del brano <em>I Wanna Be Your Dog </em>dei The Stooges, che nella versione originale è stata invece interpretata dall'attore John McCrea.<br></p><p>Il 4 giugno 2021 è stato annunciato un Sequel in fase di sviluppo che vede tornare Gillespie e McNamara come regista e sceneggiatore.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le miniserie Marvel Cinematic Universe un “ponte” per la fase 4 o l’inizio della fase stessa?]]></title><description><![CDATA[<p>Malgrado la temporanea chiusura del cinema, Marvel e Disney hanno comunque deciso di non lasciare i fan a digiuno, dopo l’uscita dell’ultimo film della fase 3 dell’MCU, <em>Spiderman far from home</em>, e dopo le stagioni conclusive di molte serie Marvel su Netflix.</p><p>Infatti grazie a Disney+, la</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/le-miniserie-marvel-cinematic-universe-un-ponte-per-la-fase-4-o-linizio-della-fase-stessa/</link><guid isPermaLink="false">60b630c344dc876d7386e016</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Marvel]]></category><category><![CDATA[Disney]]></category><category><![CDATA[WandaVision]]></category><category><![CDATA[TheFalconandTheWinterSoldier]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Tue, 01 Jun 2021 13:34:10 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/Scudo.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/Scudo.jpg" alt="Le miniserie Marvel Cinematic Universe un “ponte” per la fase 4 o l’inizio della fase stessa?"><p>Malgrado la temporanea chiusura del cinema, Marvel e Disney hanno comunque deciso di non lasciare i fan a digiuno, dopo l’uscita dell’ultimo film della fase 3 dell’MCU, <em>Spiderman far from home</em>, e dopo le stagioni conclusive di molte serie Marvel su Netflix.</p><p>Infatti grazie a Disney+, la piattaforma streaming tutta disneyana, sono finora uscite ben due serie che si collocano all’interno del <em>Marvel Cinematic Universe</em>, segnando così l’inizio dell’attesa <em>fase 4 </em>ambientata dopo il <em>Blip</em>. Le serie in questione sono <em>WandaVision </em>e <em>The Falcon and the Winter Soldier</em>.</p><p><em>Wandavision</em> narra il tema dell’elaborazione del lutto e accettazione dello stesso, fino alla decisione di dare un taglio netto al passato, lasciarlo andare, così da voltare pagina.</p><p>La serie ha per protagonista <strong>Wanda Maximoff</strong>, AKA <strong>Scarlet Witch</strong>, interpretata da una splendida Elizabeth Olsen, che deve fare i conti con la perdita di <em>Visione</em> avvenuta durante <em>Infinity War</em> nello scontro con Thanos. Infatti, mentre molti eroi sono tornati durante <em>Endgame</em>, così non è stato per Visione, in quanto lui è morto <strong>prima </strong>del famigerato <em>schiocco</em> di Thanos che ha dimezzato la popolazione terrestre.</p><p>Wanda non riesce ad elaborare il lutto così <strong>crea attorno a sé un’idilliaca illusione della sua vita matrimoniale con Visione che coinvolge tutta la cittadina di Westview</strong>, nel New Jersey. Viene spiegato, negli ultimi episodi della serie, la passione di Wanda per le sit-com ed è per questo che <strong>ogni puntata ha le caratteristiche di una sit-com di un'epoca diversa</strong>.</p><p>I due cercano di preservare la loro felicità e il loro amore, tenendo ovviamente nascosti i loro poteri, ma Visione si rende ben presto conto che quel che sta vivendo non è reale e che Wanda tiene sotto controllo l'intera cittadina.</p><p>Nel frattempo, il capitano dello S.W.O.R.D. Monica Rambeau, l'agente dell'FBI Jimmy Woo e l'astrofisica Darcy Lewis indagano su un campo elettromagnetico che circonda Westview nel tentativo di salvare i cittadini bloccati al suo interno.</p><p><em>The Falcon and the Winter Soldier</em> ha un’impostazione ben diversa. Il tema portante della serie è stato la riappropriazione e rivendicazione storica, una critica al razzismo sistemico e alle discriminazioni.</p><p>La serie è messa in scena come se fosse un unico film su <em>Captain America</em>, chiaramente diviso in sei puntate e funge <strong>sia come passaggio di testimone e sia come <em>origin story </em>del nuovo Captain America</strong>.</p><p>Tra i protagonisti ritroviamo <strong>Bucky Barnes </strong>AKA <strong>Winter Soldier </strong>(messo in scena magistralmente da Sebastian Stan)<strong> </strong>che cerca di fare i conti col proprio passato e che cerca di adattarsi al mondo moderno senza il suo migliore amico Steve Rogers.</p><p><strong>Sam Wilson</strong>, meglio noto come <strong>Falcon </strong>(interpretato da Anthony Mackie), ha invece ricevuto lo scudo di Steve alla fine di <em>Avengers Endegame</em>, ma non lo sente <em>suo</em> così decide di donarlo al governo, il quale si sente in diritto di nominare <strong>un nuovo Captain America, trovandolo in John Walker</strong>, un ufficiale della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/United_States_Navy">US Navy</a> che soffre di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_da_stress_post-traumatico">PTSD</a>. Il personaggio è molto diverso da Steve e ritiene di poter incarnare i valori statunitensi meglio di lui. <strong>Walker rappresenta l'idea dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eccezionalismo_americano">eccezionalismo americano</a> e la necessità di metterlo in discussione</strong>. Il “nuovo” Capitain America si chiede quanto sia giusto spingersi in "aree grigie" per portare a termine il proprio lavoro o se sia suo dovere seguire l'eredità di Rogers, che invece seguiva una morale e un'etica ben precise.</p><p>Nel frattempo si organizza un gruppo antipatriottico, chiamato <em>Flag-Smashers</em>, capitanati da Karli Morgenthau, che cercano di sovvertire il sistema perché convinti che il Blip abbia accentuato la disparità tra gli abitanti della Terra in quanto le persone “blippate” vengono tutelate molto di più di quelle rimaste sulla Terra durante i famosi cinque anni. Un altro dei loro obiettivi è quello di abbattere il confine tra le Nazioni. Questa <em>storyline</em> è in realtà molto confusionaria e serve più che altro come pretesto narrativo per far muovere il personaggio di John Walker.</p><p>È una serie che esplora molto il <strong>lato umano dei personaggi</strong> in un contesto politico che dà spazio anche ad una <strong>critica sociale</strong> sebbene messa in scena in una serie di intrattenimento, in un mondo fantascientifico popolato da supereroi.</p><p>Non ci resta che attendere la serie <em>Loki</em>, prevista per il 9 giugno, e vedere come verrà sciorinato il tema dell’identità in essa. Non avrebbero potuto scegliere un personaggio migliore del Dio dell’Inganno per mettere in scena tale tematica.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Le sfide di Apollo La Torre di Nerone, recensione del tassello conclusivo delle Cronache del Campo Mezzosangue.]]></title><description><![CDATA[<p>Il 24 novembre 2020 è arrivato anche in Italia, l'attesissimo capitolo conclusivo della saga de <em>Le sfide di Apollo</em> scritta da Rick Riordan.</p><p><em>Le sfide of Apollo La Torre di Nerone</em> è stata la degna conclusione di una saga che ci ha tenuto col fiato sospeso per più di dieci</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/le-sfide-di-apollo-la-torre-di-nerone-recensione-del-tassello-conclusivo-delle-cronache-del-campo-mezzosangue/</link><guid isPermaLink="false">608e97cf44dc876d7386d8d0</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Rick Riordan]]></category><category><![CDATA[Le Sfide di Apollo]]></category><dc:creator><![CDATA[Rosy Talarico]]></dc:creator><pubDate>Sun, 02 May 2021 12:28:06 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/05/books-5937823_1920.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/05/books-5937823_1920.jpg" alt="Le sfide di Apollo La Torre di Nerone, recensione del tassello conclusivo delle Cronache del Campo Mezzosangue."><p>Il 24 novembre 2020 è arrivato anche in Italia, l'attesissimo capitolo conclusivo della saga de <em>Le sfide di Apollo</em> scritta da Rick Riordan.</p><p><em>Le sfide of Apollo La Torre di Nerone</em> è stata la degna conclusione di una saga che ci ha tenuto col fiato sospeso per più di dieci anni. Infatti <em>Le sfide di Apollo</em>, è il sequel <strong>diretto</strong> della saga Eroi <em>dell'Olimpo</em> che a sua volta è il <strong>sequel</strong> di<em> Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo</em>, universo narrativo che si è esteso ancora di più con l'arrivo di due saghe spin-off, una incentrata sulla mitologia egizia: <em>The Kane Chronicals</em> (abbastanza autonoma come trilogia anche se ci sono racconti di episodi incrociati con Percy Jackson) e una incentrata su quella norrena, ovvero <em>Magnus Chase e i Dei di Asgard</em>, il cui protagonista, Magnus appunto, altri non è che il cugino di uno dei personaggi centrali di <em>Percy Jackson</em>, ovvero Annabeth Chase, fidanzata proprio con Percy.</p><p>Ma andiamo con ordine e concentriamoci sull'ultimo tassello del puzzle.</p><p>Come sappiamo, il dio Apollo è sulla Terra, intrappolato nel corpo mortale di <strong>Lester Papadopoulus</strong>, un sedicenne cicciottello con l'acne e <strong>senza alcun talento particolare</strong>. Al suo arrivo sulla Terra è legato, suo malgrado, alla dodicenne Meg, figlia di Demetra, dea dell'agricoltura. Dopo varie avventure insieme e con l'aiuto dei protagonisti dalle saghe precedenti, i due sono finalmente riusciti a sopravvivere al re di Roma non-morto Tarquinio il Superbo, a liberare <strong>quattro</strong> Oracoli e a sconfiggere due degli imperatori del Triumvirato, Commodo e Caligola.</p><p>La guerra però non è ancora finita, Nerone, il più crudele degli imperatori, non è ancora stato sconfitto, per far sì che ciò che accada Apollo e Meg devono tornare a Manhattan e cercare di sventare l'apocalisse che l'imperatore intende scatenare. Ma Nerone non è l'unico nemico che Apollo dovrà affrontare. Infatti la sfida finale riguarda un suo acerrimo nemico Pitone, che si è impossessato dell'Oracolo di Delfi e rischia di avvelenare il futuro dell'intera umanità.</p><p><em>La Torre di Nerone</em>, risulta un libro molto introspettivo, incentrato sulle difficili scelte che Apollo dovrà affrontare, dopo la crescita esponenziale che ha avuto il suo personaggio dal primo libro della saga fino ad ora. Ed è proprio questo cambiamento ad essere il perno attorno al quale ruota tutto lo svolgimento delle sfide a lui assegnate: Apollo è diviso tra il <strong>desiderio di tornare ad essere un dio</strong> e la volontà di <strong>proteggere le persone che ama</strong>, ma al prezzo di dover rinunciare alla sua immortalità.</p><p>Probabilmente non è il finale esplosivo che ci aspettavamo tutti, ma di sicuro c'è la ricerca di qualcosa che è ben diverso rispetto alle solite battaglie epiche finali. Una conclusione degna, sobria, con un saluto finale a <strong>tutti</strong> i personaggi che ci hanno accompagnato durante <em>Le Cronache del Campo Mezzosangue</em>.</p><p>Rosy Talarico</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>