<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Redazione IlPS - ilPostScriptum]]></title><description><![CDATA[News, calcio, sport, società, cultura, economia, diritto, innovazione e molto altro]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link><image><url>https://www.ilpostscriptum.it/favicon.png</url><title>Redazione IlPS - ilPostScriptum</title><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link></image><generator>Ghost 2.31</generator><lastBuildDate>Mon, 27 Apr 2026 12:00:35 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.ilpostscriptum.it/author/redazione/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[Arena di Verona 2026: chi paga il Moulin Rouge?]]></title><description><![CDATA[Il 103° Opera Festival dell'Arena di Verona debutta il 12 giugno con una Traviata inedita, coprodotta per la prima volta con il Moulin Rouge di Parigi]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/arena-di-verona-2026-chi-paga-il-moulin-rouge/</link><guid isPermaLink="false">69ee851cbc973b61a4024d77</guid><category><![CDATA[Arena di Verona, Opera Festival 2026, Moulin Rouge, fondazioni liriche, Nomisma, finanziamento cultura, Art Bonus, turismo culturale]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sun, 26 Apr 2026 21:35:00 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1697121926098-411093f95258?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=M3wxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fGFyZW5hJTIwdmVyb25hfGVufDB8fHx8MTc3NzIzOTQwN3ww&amp;ixlib=rb-4.1.0&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1697121926098-411093f95258?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=M3wxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fGFyZW5hJTIwdmVyb25hfGVufDB8fHx8MTc3NzIzOTQwN3ww&ixlib=rb-4.1.0&q=80&w=2000" alt="Arena di Verona 2026: chi paga il Moulin Rouge?"><p></p><p>Il 12 giugno 2026, nel più grande teatro all'aperto del mondo, si alza il sipario sul 103° Opera Festival dell'Arena di Verona con una prima assoluta nel suo genere: una <em>Traviata</em> verdiana coprodotta con il Moulin Rouge di Parigi, il celebre cabaret di Montmartre. Non è solo una scelta artistica. È anche una scelta economica, e politica nel senso più lato del termine. La Fondazione Arena di Verona ha commissionato alla società di consulenza Nomisma uno studio sull'impatto economico e turistico generato dal Festival, uno strumento che serve tanto a misurare il valore prodotto quanto a giustificarlo davanti ai finanziatori — pubblici e privati — che rendono possibile ogni stagione. Mentre Verona si prepara ad accogliere migliaia di spettatori da tutto il mondo, la domanda che circola tra gli addetti ai lavori è concreta: chi paga, e quanto?</p><p>---</p><h3 id="una-coproduzione-senza-precedenti-nella-storia-del-festival">Una coproduzione senza precedenti nella storia del Festival</h3><p>Nella storia centenaria dell'Arena di Verona, che ospita rappresentazioni operistiche dal 1913, non era mai accaduto che la Fondazione stringesse una coproduzione con il Moulin Rouge di Parigi. Le due istituzioni appartengono a mondi differenti per vocazione, pubblico e modello di business: l'una è una fondazione lirica di diritto privato vigilata dal Ministero della Cultura, l'altra è una società commerciale a scopo di lucro che produce spettacolo di intrattenimento di massa con una vocazione turistica consolidata da oltre un secolo. Eppure, per il 103° Opera Festival, le due realtà si incontrano sul titolo più popolare del repertorio verdiano.</p><p>La <em>Traviata</em> è un'opera che racconta di una donna che si consuma tra mondanità, amore e malattia. Il contesto drammaturgico — Parigi, la vita notturna, i salotti dell'Ottocento — la rende, almeno sulla carta, compatibile con l'estetica visiva e scenografica del Moulin Rouge, dove il lusso, la teatralità e la spettacolarità visiva sono elementi constitutivi dell'identità del luogo. La coproduzione significa, in termini pratici, condivisione di costi di produzione, scenografie, costumi e probabilmente personale creativo. Significa anche condivisione di un marchio e di una visibilità reciproca che travalica i confini nazionali.</p><p>Non si tratta, però, di un'operazione neutrale dal punto di vista culturale. Avvicinare un'opera lirica tutelata dal sistema pubblico — la Fondazione Arena riceve finanziamenti statali tramite il Fondo Unico per lo Spettacolo — a un soggetto commerciale privato pone domande che il settore degli enti lirici conosce bene: dove finisce la tutela del patrimonio artistico e dove inizia la logica del prodotto da esportare?</p><p>---</p><h3 id="nomisma-i-numeri-e-la-funzione-dello-studio-di-impatto">Nomisma, i numeri e la funzione dello studio di impatto</h3><p>La Fondazione Arena ha scelto Nomisma — società di ricerca economica con sede a Bologna, attiva da decenni nell'analisi di settore e nei rapporti commissionati da istituzioni pubbliche e private — per quantificare il valore generato dal Festival sul territorio veronese e sull'economia turistica più ampia. Non è la prima volta che un ente lirico ricorre a questo tipo di strumento. Negli ultimi anni, le fondazioni liriche italiane hanno progressivamente adottato il modello degli <em>impact study</em> per rendere visibile l'effetto moltiplicatore della cultura sull'economia locale: pernottamenti, ristorazione, trasporti, indotto commerciale, presenze straniere.</p><p>L'operazione ha una doppia valenza. Da un lato risponde a una legittima esigenza di trasparenza verso i finanziatori pubblici: se il Ministero della Cultura, la Regione Veneto e il Comune di Verona contribuiscono al bilancio della Fondazione, è ragionevole che esistano strumenti di misurazione del ritorno sociale e territoriale. Dall'altro, uno studio firmato da Nomisma ha un peso specifico nei tavoli di negoziazione con gli sponsor privati: trasforma un evento culturale in un dato economico comprensibile anche per chi ragiona in termini di ritorno sull'investimento.</p><p>Questo secondo aspetto è probabilmente quello più rilevante nell'ottica della stagione 2026. La coproduzione con il Moulin Rouge e il richiamo internazionale che essa comporta — con la prevedibile amplificazione mediatica in Francia e nei mercati anglosassoni — aumentano l'attrattività del Festival per le grandi aziende che cercano visibilità globale. Lo studio Nomisma, dunque, non è solo un documento tecnico: è uno strumento di fundraising sofisticato.</p><p>---</p><h3 id="il-modello-di-finanziamento-degli-enti-lirici-un-equilibrio-fragile">Il modello di finanziamento degli enti lirici: un equilibrio fragile</h3><p>Le fondazioni liriche italiane vivono in un regime ibrido. Sono soggetti di diritto privato, ma ricevono finanziamenti pubblici consistenti attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), gestito dal Ministero della Cultura. Accanto al contributo statale, si aggiungono i finanziamenti degli enti locali — Comune e Regione, nel caso di Verona — e le entrate proprie, che comprendono i proventi dei biglietti e le sponsorizzazioni.</p><p>La Fondazione Arena di Verona presenta una struttura delle entrate peculiare rispetto ad altre fondazioni liriche nazionali: la stagione areniana, per la sua capacità di attrazione turistica internazionale, genera ricavi da botteghino significativamente superiori alla media del settore. Questo la rende relativamente meno dipendente dal FUS rispetto a fondazioni che operano in teatri al chiuso con capienza più limitata. Ma "relativamente meno dipendente" non significa "indipendente": le sponsorizzazioni corporate e i contributi pubblici restano essenziali per chiudere i bilanci in pareggio, tanto più quando si producono co-produzioni di alto profilo con partner internazionali.</p><p>Il modello pubblico-privato che caratterizza il settore lirico italiano è oggetto di una discussione ricorrente. Da una parte, chi sostiene che il contributo pubblico sia necessario per garantire la continuità di un patrimonio culturale che non potrebbe sopravvivere alle sole logiche di mercato. Dall'altra, chi osserva che alcune fondazioni abbiano accumulato nel tempo debiti strutturali, inefficienze gestionali e dipendenza da finanziamenti straordinari, rendendo il sistema complessivamente vulnerabile. La riforma del 2010, che ha trasformato gli enti lirici in fondazioni di diritto privato, non ha risolto queste tensioni: le ha semmai cristallizzate in una forma giuridica nuova che mantiene le contraddizioni di quella precedente.</p><p>---</p><h3 id="le-sponsorizzazioni-corporate-e-il-valore-del-marchio-arena">Le sponsorizzazioni corporate e il valore del marchio Arena</h3><p>Nell'economia di un Festival come quello dell'Arena, le sponsorizzazioni private non sono un accessorio: sono una componente strutturale del modello di sostenibilità. Le grandi aziende che scelgono di associare il proprio marchio all'Arena di Verona lo fanno per ragioni precise: visibilità internazionale, associazione con un'immagine di eccellenza italiana riconosciuta a livello globale, accesso a un pubblico con alto potere d'acquisto. Il pacchetto che la Fondazione offre agli sponsor comprende tipicamente naming rights su determinate produzioni, hospitality esclusiva, presenza nei materiali di comunicazione e benefici fiscali derivanti dall'Art Bonus.</p><p>L'Art Bonus, introdotto nel 2014 e stabilizzato negli anni successivi, prevede un credito d'imposta del 65% per le erogazioni liberali a favore di enti dello spettacolo dal vivo, incluse le fondazioni liriche. Si tratta di uno degli strumenti di incentivazione alla mecenatismo culturale più generosi d'Europa, e ha contribuito a modificare la composizione del finanziamento privato nel settore: accanto ai tradizionali sponsor, sono cresciute le erogazioni di aziende che utilizzano la leva fiscale per orientare le proprie scelte di investimento culturale.</p><p>La coproduzione con il Moulin Rouge si inserisce in questo quadro come un elemento di particolare interesse. Il Moulin Rouge è un marchio globale con una riconoscibilità enorme nei mercati nordamericani, asiatici ed europei. Associare la <em>Traviata</em> areniana a quel marchio significa amplificare la portata comunicativa del Festival in segmenti di pubblico che non frequentano abitualmente l'opera lirica. Per uno sponsor corporate che ragiona in termini di reach e di brand awareness internazionale, questa co-produzione vale probabilmente più di tre stagioni ordinarie.</p><p>---</p><h3 id="verona-il-turismo-e-la-posta-in-gioco-per-il-territorio">Verona, il turismo e la posta in gioco per il territorio</h3><p>L'Arena di Verona non è solo un teatro. È un motore economico per una città che ha fatto dell'identità culturale — Romeo e Giulietta, il centro storico patrimonio UNESCO, appunto l'Arena — il proprio modello di sviluppo turistico. Ogni stagione operistica porta a Verona decine di migliaia di visitatori stranieri, molti dei quali pianificano il viaggio attorno alle serate areniane. Il valore generato si distribuisce capillarmente nel tessuto economico urbano: alberghi, ristoranti, commercio, trasporti, guide turistiche.</p><p>È precisamente questo valore che lo studio Nomisma è chiamato a misurare e documentare. Quando la Fondazione Arena presenta ai propri interlocutori istituzionali — il Ministero, la Regione, il Comune — il dossier con i dati sull'impatto economico del Festival, sta compiendo un atto di rendicontazione ma anche di legittimazione. Sta dicendo: ogni euro di finanziamento pubblico ne genera diversi di ritorno territoriale. È un argomento che funziona nei confronti degli amministratori locali, che devono giustificare le proprie scelte di bilancio davanti ai cittadini, e che funziona anche nei confronti del governo centrale, sempre più attento all'efficienza della spesa culturale.</p><p>La stagione 2026, con la <em>Traviata</em> in coproduzione con il Moulin Rouge, ha tutti i requisiti per rafforzare questi numeri: l'attrazione di pubblico francese, l'attenzione mediatica internazionale, il moltiplicatore comunicativo di un brand come quello del cabaret di Montmartre. Se lo studio Nomisma confermerà — come è lecito attendersi — un impatto economico significativo, quella ricerca diventerà un argomento negoziale prezioso per le stagioni successive.</p><p>---</p><h3 id="chiusura">Chiusura</h3><p>Chi paga il Moulin Rouge all'Arena? La risposta onesta è: tutti e nessuno in modo esclusivo. Pagano, in proporzioni diverse e con strumenti diversi, il contribuente attraverso il FUS e gli enti locali, le imprese attraverso sponsorizzazioni incentivate dall'Art Bonus, il pubblico attraverso il botteghino, e ora anche un soggetto commerciale parigino che in questa co-produzione trova un valore di immagine difficile da comprare altrimenti. È un modello che tiene insieme interessi eterogenei, e che funziona finché i numeri reggono e le produzioni attraggono pubblico.</p><p>Lo studio Nomisma servirà a misurare se il 103° Opera Festival ha tenuto. Ma la domanda più profonda — se il modello ibrido degli enti lirici italiani sia sostenibile nel lungo periodo, o se la dipendenza crescente dalla logica dello spettacolo di richiamo stia erodendo qualcosa di più difficile da quantificare — resta aperta, e nessuno studio di impatto economico può rispondervi da solo.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Mario Giordano con "Maledette Iene" ospite di Verona Domani]]></title><description><![CDATA[<p><strong>Un incontro tra giornalismo e cittadinanza: il celebre giornalista porta a Verona la sua denuncia civile e politica nel nuovo libro 'Maledette Iene'.</strong></p><p>Verona, 9 giugno 2023 - Il noto giornalista, scrittore e conduttore televisivo Mario Giordano ha presentato ieri a Verona il suo ultimo libro, "Maledette Iene - Quelli</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/mario-giordano-con-verona-domani-per-la-presentazione-di/</link><guid isPermaLink="false">6483986873b71d4f6f6b730c</guid><category><![CDATA[Cronaca Locale: Veneto e Verona]]></category><category><![CDATA[comune di verona]]></category><category><![CDATA[agsm]]></category><category><![CDATA[Mario Giordano]]></category><category><![CDATA[maledette iene]]></category><category><![CDATA[Stefano Casali]]></category><category><![CDATA[Matteo Gasparato]]></category><category><![CDATA[Verona domani]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Fri, 09 Jun 2023 21:37:31 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/06/WhatsApp-Image-2023-06-09-at-14.03.00.jpeg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/06/WhatsApp-Image-2023-06-09-at-14.03.00.jpeg" alt="Mario Giordano con "Maledette Iene" ospite di Verona Domani"><p><strong>Un incontro tra giornalismo e cittadinanza: il celebre giornalista porta a Verona la sua denuncia civile e politica nel nuovo libro 'Maledette Iene'.</strong></p><p>Verona, 9 giugno 2023 - Il noto giornalista, scrittore e conduttore televisivo Mario Giordano ha presentato ieri a Verona il suo ultimo libro, "Maledette Iene - Quelli che fanno soldi sulle nostre disgrazie". L'evento, organizzato da Verona Domani, si è svolto presso il teatro 'Santissima Trinità', a pochi passi da Piazza Cittadella. </p><p>L'evento aperto dal presidente di Verona Domani Matteo Gasparato e moderato dal giornalista di Libero Alessandro Gonzato, ha visto sul palco assieme all'autore anche Stefano Casali, ex presidente di AGSM-AIM, creando così l'occasione per discutere ulteriormente del 'caso Compago'.</p><p>Nel suo libro, Giordano affronta temi di grande attualità, raccontando con coraggio e viva voce i fatti, facendo nomi e cognomi. Questa filosofia, che lo ha portato a nuovi livelli di pubblico e successo di ascolti attraverso il programma 'Fuori Dal Coro', è stata apprezzata dal numeroso pubblico veronese presente all'evento.</p><p>Durante la presentazione, Giordano ha sottolineato l'importanza di un gesto semplice ma rivoluzionario: non girare la testa dall'altra parte. Ha affermato: “L’importanza di un gesto semplice ma, di questi tempi, rivoluzionario: non girare la testa dall’altra parte. I titoli così forti ed evocativi dei miei libri rappresentano il mio animo d’inguaribile ottimista; ognuno di noi ci può mettere del suo per cambiare le cose. Anche qui a Verona“.</p><p>In conclusione, la presentazione del libro di Mario Giordano è stata una serata di appassionata denuncia civile e politica, un momento di ritrovo per chi, come ha sottolineato lo stesso Giordano, “non vuole abbassare la testa“.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Bernardo Rossi: Il peso di un segreto mortale e la disperazione di un uomo]]></title><description><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/05/64747a5377be5.r_d.328-246-10441.jpeg" class="kg-image"><figcaption>foto Corriere del Veneto</figcaption></figure><!--kg-card-end: image--><p>Bernardo Rossi, 61enne ex titolare di una ditta di marketing, è ora al centro di un'indagine che ha sconvolto la città di Verona. Il 25 maggio, la polizia municipale si è presentata alla sua porta. Quello che hanno scoperto ha sconvolto la comunità: per cinque lunghi</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/bernardo-rossi-il-peso-di-un-segreto-mortale-e-la-disperazione-di-un-uomo/</link><guid isPermaLink="false">6476077b8355566ed5085698</guid><category><![CDATA[Cronaca]]></category><category><![CDATA[cronaca nera]]></category><category><![CDATA[verona]]></category><category><![CDATA[veneto]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Tue, 30 May 2023 14:44:36 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/05/marcopolo2-777x437.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/05/64747a5377be5.r_d.328-246-10441.jpeg" class="kg-image" alt="Bernardo Rossi: Il peso di un segreto mortale e la disperazione di un uomo"><figcaption>foto Corriere del Veneto</figcaption></figure><!--kg-card-end: image--><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2023/05/marcopolo2-777x437.jpg" alt="Bernardo Rossi: Il peso di un segreto mortale e la disperazione di un uomo"><p>Bernardo Rossi, 61enne ex titolare di una ditta di marketing, è ora al centro di un'indagine che ha sconvolto la città di Verona. Il 25 maggio, la polizia municipale si è presentata alla sua porta. Quello che hanno scoperto ha sconvolto la comunità: per cinque lunghi anni, Rossi aveva nascosto i resti della madre defunta, Helga Maria Enghbarth, continuando a incassare la sua pensione.</p><p>I resti della madre sono stati trovati all'interno di un sacco nero per l'immondizia, posato sul suo letto. Questa scoperta ha portato alla luce una realtà con cui Rossi sembra aver convissuto per anni senza esserne toccato. Coloro che conoscono Rossi assicurano che lui aveva un legame profondo con sua madre.</p><p>Tuttavia, la rivelazione di questo segreto ha avuto un impatto devastante su Rossi. È probabile che si sia sentito sopraffatto dalla vergogna e dal giudizio degli altri, sentimenti che sono stati amplificati dalla diffusione della notizia. Questa pressione insostenibile ha portato Rossi a un punto di disperazione tale da tentare il suicidio.</p><p>Il 27 maggio, Rossi si è ferito con un coltello nella sua stanza d'albergo a Verona, dove risiedeva temporaneamente dopo il sequestro del suo appartamento di famiglia a Borgo Milano. Dopo essersi ferito, ha chiamato i carabinieri, dicendo: "Mi cercate? Sono qui e mi sono ferito".</p><p>Ora, Rossi è accusato di occultamento di cadavere e di truffa aggravata nei confronti dello Stato. Queste accuse sono emerse dopo la scoperta dei resti della madre, un segreto che Rossi aveva custodito per cinque anni.</p><p>Prima di queste rivelazioni scioccanti, Rossi era noto nella comunità come un individuo gentile e disponibile. Era anche un appassionato di equitazione e faceva parte del comitato organizzatore del Carnevale veronese. Questa immagine contrasta fortemente con la realtà che è stata rivelata. La rottura di questa immagine pubblica ha ferito Rossi nel profondo, portandolo a un punto di disperazione tale da tentare il suicidio.</p><p>Ora, mentre Rossi si riprende dalle sue ferite e si prepara ad affrontare le accuse legali, la comunità di Verona cerca di venire a patti con la rivelazione di questo segreto.</p><p>Il suo tentativo di suicidio il giorno successivo all'incontro con la polizia locale ha sottolineato la gravità della situazione e la profondità della sua disperazione.</p><p>La storia di Bernardo Rossi è quella di un uomo rispettato e amato, che nascondeva un segreto così oscuro che alla fine lo ha portato al bordo del baratro. Un segreto che ha portato alla luce questioni di moralità, legalità e la fragilità della psiche umana.</p><p>La storia di Rossi ci ricorda anche l'importanza di affrontare i problemi di salute mentale e di fornire supporto a coloro che ne hanno bisogno.</p><p>La storia di Bernardo Rossi ci ricorda che ognuno di noi ha la responsabilità di guardare oltre le apparenze, di mostrare empatia e comprensione, e di offrire aiuto quando vediamo qualcuno in difficoltà. Perché dietro ogni volto che incontriamo, potrebbe esserci una storia che non ci aspettiamo.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[#psrumori la recensione settimanale di musica de IlPostScriptum]]></title><description><![CDATA[<h2 id="album-della-settimana-1984-dei-van-halen">ALBUM DELLA SETTIMANA: 1984 dei Van Halen</h2><p></p><!--kg-card-begin: embed--><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/oID_yTTx7gQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="V an H alen - 1 984 - (Full Album)"></iframe></figure><!--kg-card-end: embed--><p>Ascoltare qualche vecchio disco rimane una delle cose che più preferisco: un autentico salto indietro in una piccola porzione di storia della musica, per capire bene se troverò qualcosa di veramente innovativo, che ha anticipato suoni, tecniche e melodie. E oggi voglio parlarvi</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/psrumori/</link><guid isPermaLink="false">6342f6432e6a4b4cf0a629ed</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><category><![CDATA[rock]]></category><category><![CDATA[musica]]></category><category><![CDATA[van halen]]></category><category><![CDATA[rockabilly]]></category><category><![CDATA[1984]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sun, 09 Oct 2022 16:34:39 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1483412033650-1015ddeb83d1?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDE2fHxtdXNpY3xlbnwwfHx8fDE2NjUzMzMxNjQ&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<h2 id="album-della-settimana-1984-dei-van-halen">ALBUM DELLA SETTIMANA: 1984 dei Van Halen</h2><img src="https://images.unsplash.com/photo-1483412033650-1015ddeb83d1?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDE2fHxtdXNpY3xlbnwwfHx8fDE2NjUzMzMxNjQ&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="#psrumori la recensione settimanale di musica de IlPostScriptum"><p></p><!--kg-card-begin: embed--><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/oID_yTTx7gQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="V an H alen - 1 984 - (Full Album)"></iframe></figure><!--kg-card-end: embed--><p>Ascoltare qualche vecchio disco rimane una delle cose che più preferisco: un autentico salto indietro in una piccola porzione di storia della musica, per capire bene se troverò qualcosa di veramente innovativo, che ha anticipato suoni, tecniche e melodie. E oggi voglio parlarvi di storia.</p><p>Questo album può definirsi storico a tutti gli effetti: un nuovo livello esplorativo da parte del gruppo, un cambio di rotta verso delle sonorità più pop metal ed elettroniche rispetto ai primi lavori (ma le vecchie abitudini non sono del tutto assenti) e la decisione di consacrarsi al mondo intero, dopo la loro ascesa.</p><p>L’intero album ha una caratteristica fondamentale: il virtuosismo del chitarrista Eddie Van Halen, sia alla chitarra che nelle tastiere come si evince nei primi due brani, “1984” e “Jump”, il brano cardine dell’album, puro pezzo anni ’80, fresco, energico, che porta letteralmente a saltare quando lo si ascolta.</p><p>Un ritorno al vecchio stile si sente nelle canzoni “Panama” e “Top Jimmy”, con delle influenze rockabilly. Ora si nota la voce alta e graffiata di David Lee Roth, un marchio di fabbrica, che rende molto bene.</p><p>Altro brano da segnare è “Hot For Teacher”, la canzone più interessante di tutto l’album, soprattutto per la intro di batteria jazz e la chitarra dotata di lieve ispirazione classica. Idee Arena Rock vengono esplorate con “I’ll Wait”, non elevato come “Girl Gone Bad” e “House Of Pain”, due brani che segnano una maggiore evoluzione musicale e una degna conclusione heavy metal per l’album.</p><p>“1984”, in generale, resta un grande lavoro, con buone idee, tecnica, ma non perfetto. L’idea di inserire le tastiere ha portato frutto, regalandoci una canzone indimenticabile e anche l’evoluzione del sound più pop ha dato dei pezzi sorprendenti, di difficile composizione. Manca quella ricerca a livello di testo che prima si aveva, e ciò ha limitato questo album a un livello più basso di quello che avrebbe potuto raggiungere. Ma forse non sarebbe stato quello che è diventato, un disco consigliabile a tutti coloro che vogliono esplorare il Metal, quello più Glam, Pop, spaccone al punto giusto. Un vero culto.</p><p>Valutazione: 8/10</p><p>di Giovanni Siliotto</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Arriva la rubrica musicale de IlPostScriptum #psrumori]]></title><description><![CDATA[<p><strong>Ogni sabato una recensione, da artisti emergenti a grandi classici Giovanni Siliotto ci guiderà alla scoperta di generi, autori e rumori. </strong></p><p>ALBUM DELLA SETTIMANA: Weather Alive di Beth Orton</p><!--kg-card-begin: embed--><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/JkSBgl8278E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Beth Orton - Weather Alive (Official Music Video)"></iframe></figure><!--kg-card-end: embed--><p>Il 2022 è un anno di ritorno anche per Beth Orton, cantautrice folk inglese attiva dal 1992 con 8 album all’</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/inizia-la-rubrica-musicale-de-ilpostscriptum/</link><guid isPermaLink="false">6336b53ad2f2b81e9cb9bb37</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><category><![CDATA[musica]]></category><category><![CDATA[recensioni]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sat, 01 Oct 2022 08:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1554410482-b78cc37bbff6?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDE0fHxzb3VuZHxlbnwwfHx8fDE2NjQ1MzA1MjI&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1554410482-b78cc37bbff6?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDE0fHxzb3VuZHxlbnwwfHx8fDE2NjQ1MzA1MjI&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="Arriva la rubrica musicale de IlPostScriptum #psrumori"><p><strong>Ogni sabato una recensione, da artisti emergenti a grandi classici Giovanni Siliotto ci guiderà alla scoperta di generi, autori e rumori. </strong></p><p>ALBUM DELLA SETTIMANA: Weather Alive di Beth Orton</p><!--kg-card-begin: embed--><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/JkSBgl8278E?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Beth Orton - Weather Alive (Official Music Video)"></iframe></figure><!--kg-card-end: embed--><p>Il 2022 è un anno di ritorno anche per Beth Orton, cantautrice folk inglese attiva dal 1992 con 8 album all’attivo compreso questo. Dopo un silenzio durato 6 anni dall’ultimo album “Kidsticks” pubblicato nel 2016, ci regala un album molto interessante per la strumentalità, il sound e le tematiche.</p><p>L’album presenta poche tracce, con durate che vanno dai 7 minuti ai 4 minuti e mezzo, caratterizzate da un suono molto tranquillo e ricercato; già si capisce lo stile dalla prima canzone, “Weather Alive”, stile indirizzato verso la tranquillità, non priva però di vita.</p><p>Riconoscibile anche un sound indie-folk nella canzone “Fractals”, scritta pensando a chi non molla di fronte a nulla, creandosi di conseguenza un mondo di magia attorno a sé e non del tutto vero, il tutto narrato da una voce simile a un singhiozzo, contenente una lieve disperazione, e molto graffiata.</p><p>In “Haunted Satellite” si sente un’influenza latina nell’accompagnamento percussivo iniziale, e recuperata nella batteria, che accompagna un sound di chitarra folk molto orecchiabile, che richiama a una sensazione simile alla meraviglia di fronte alla notte.</p><p>Molto tranquillo il suono indie presente in “Lonely”, consigliato durante una camminata in completa solitudine, riflettendo sulla propria vita, accompagnata dalla melodia costante del pianoforte.</p><p>“Arms Around a Memory” si presenta come una canzone di media durata, dotata di forte espressività. L’accompagnamento percussivo lascia navigare l’udito dentro questa canzone così nostalgica, con lievi influenze urban, dove prevale la voce triste, rievocante molti ricordi.</p><!--kg-card-begin: embed--><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/tF0JFAgP0NI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Beth Orton - Unwritten (Official Audio)"></iframe></figure><!--kg-card-end: embed--><p>“Unwritten” è di difficile interpretazione, ma qui vediamo sperimentare l’artista, e dare un elemento, per dire, di sapienza all’album. Da ricordare “Fractals”, ispirata al romanzo “Il Tempo Perduto” di Proust, per descrivere a pieno questo album, di livello molto alto ma non per tutti, dato il suono molto ricercato.</p><p>Valutazione: 8,5/10<br></p><p>Articolo di Giovanni Siliotto</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[A.A.2022/2023 La doppia laurea]]></title><description><![CDATA[<p></p><p>E’ Gianluca Vitale il primo studente iscritto contemporaneamente a due corsi di laurea: Gianluca infatti risulta essere iscritto alla facoltà di Ingegneria informatica presso l’Università Mercatorum, e in  Giurisprudenza presso l’università telematica Pegaso.</p><p>Il ragazzo ha dunque sfruttato la possibilità di iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea,</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/untitled-77/</link><guid isPermaLink="false">6304e7b03ea5f70df2a9bfa9</guid><category><![CDATA[Informazione]]></category><category><![CDATA[laurea]]></category><category><![CDATA[doppia laurea]]></category><category><![CDATA[università]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Tue, 23 Aug 2022 14:47:06 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1558021211-6d1403321394?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDEwfHxzdHVkeXxlbnwwfHx8fDE2NjEyNjU4OTU&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1558021211-6d1403321394?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDEwfHxzdHVkeXxlbnwwfHx8fDE2NjEyNjU4OTU&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="A.A.2022/2023 La doppia laurea"><p></p><p>E’ Gianluca Vitale il primo studente iscritto contemporaneamente a due corsi di laurea: Gianluca infatti risulta essere iscritto alla facoltà di Ingegneria informatica presso l’Università Mercatorum, e in  Giurisprudenza presso l’università telematica Pegaso.</p><p>Il ragazzo ha dunque sfruttato la possibilità di iscriversi contemporaneamente a due corsi di laurea, di laurea magistrale o master, con l’eccezione dei corsi di specializzazione medica , anche presso più università, scuole o istituti superiori a ordinamento speciale grazie alla legge 2 Aprile2022,n.33, che sarà operativa già dal prossimo anno accademico 2022-2023,<u>ricorda una recente nota del <strong>MIUR</strong></u><strong>.</strong></p><p><em>Il provvedimento prevede infatti :”è sancita la possibilità di contemporanea iscrizione a due corsi di formazione superiore, introducendo la possibilità per lo studente di conseguire due titoli appartenenti a tipologie di corsi nella medesima finestra temporale, così rimuovendo un divieto esistente dal 1933 e allineando in tal modo la normativa nazionale alle norme europee in materia di libera circolazione ex articolo 21 TFUE, di promozione della mobilità degli studenti ex articolo 165 TFUE  e di  diritto all’istruzione ai sensi dell’articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE”.</em></p><p><em>Nella nota si ricorda che la legge prevede “la facoltà per ciascuno studente di iscriversi contemporaneamente a due diversi corsi di laurea, di laurea magistrale o  di master, anche presso due diverse istituzioni. E’ inoltre consentita l’iscrizione contemporanea a un corso di laurea o di laurea magistrale e a un corso di master, di dottorato di ricerca o di specializzazione, ad eccezione dei corsi di specializzazione medica”.</em></p><p><em>In merito alla contemporanea iscrizione a un corso di dottorato di ricerca e a un corso di specializzazione medica, la nota precisa che “si continua a far riferimento al disposto dell’art.7 del decreto ministeriale 226/2021, il quale prevede che la frequenza contestuale di corsi di dottorato e scuole di specializzazione mediche venga disciplinata da regolamenti di autonomia delle singole università nel rispetto delle specifiche condizioni ivi previste. La norma del citato art.7 risulta compatibile con quanto disposto dalla nuova legge: l’art.7 si limita, infatti, a prevedere delle condizioni per la frequenza congiunta dei due corsi. Tra queste condizioni vi è anche la possibilità di ridurre la durata del dottorato a due anni su domanda dell’interessato”.</em></p><p><em>Saranno i decreti attuativi: Decreto Ministeriale n.930 del 29/07/2022 – in materia di corsi di studio universitari;</em></p><p><em>Decreto Ministeriale n.933 del 02/08/2022 – in materia di studio AFAM</em></p><p><em>A disciplinare le modalità per consentire in concreto agli studenti la doppia iscrizione contemporanea, con particolare riferimento ai corsi che richiedono la frequenza obbligatoria, ai corsi numero programmato a livello nazionale, nonché per favorire il conseguimento di titoli finali doppi o congiunti.</em></p><p><br><br></p><p><br><em>CARMELA D’ARGENTO</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[A casa di Hans]]></title><description><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/IMG-20220615-WA0004.jpg" class="kg-image"></figure><!--kg-card-end: image--><h2 id="-grazie-al-lavoro-fotografico-di-anton-giulio-onofri-e-alla-sapiente-raccolta-di-storie-racconti-sulla-vita-l-opera-gli-incontri-e-i-viaggi-scrupolosamente-raccolti-da-gast-n-fournier-facio-e-dallo-stesso-anton-giulio-onofri-">È grazie al lavoro fotografico di Anton Giulio Onofri e alla sapiente raccolta di storie, racconti sulla vita, l’opera, gli incontri e i viaggi scrupolosamente raccolti da Gastǿn Fournier Facio e dallo stesso Anton Giulio Onofri...</h2><p></p><p>...che la casa editrice Timía ha  pubblicato un raffinato libro, per lo più</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/a-casa-di-hans/</link><guid isPermaLink="false">62d98b253ea5f70df2a9b8ca</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Hans Werner]]></category><category><![CDATA[accademia filarmonica romana]]></category><category><![CDATA[Via flaminia 118]]></category><category><![CDATA[Giardini della filarmonica]]></category><category><![CDATA[Eventi e Manifestazioni]]></category><category><![CDATA[presentazione]]></category><category><![CDATA[libro]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Thu, 21 Jul 2022 17:38:28 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/IMG-20220615-WA0004-1.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/IMG-20220615-WA0004.jpg" class="kg-image" alt="A casa di Hans"></figure><!--kg-card-end: image--><h2 id="-grazie-al-lavoro-fotografico-di-anton-giulio-onofri-e-alla-sapiente-raccolta-di-storie-racconti-sulla-vita-l-opera-gli-incontri-e-i-viaggi-scrupolosamente-raccolti-da-gast-n-fournier-facio-e-dallo-stesso-anton-giulio-onofri-">È grazie al lavoro fotografico di Anton Giulio Onofri e alla sapiente raccolta di storie, racconti sulla vita, l’opera, gli incontri e i viaggi scrupolosamente raccolti da Gastǿn Fournier Facio e dallo stesso Anton Giulio Onofri...</h2><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/IMG-20220615-WA0004-1.jpg" alt="A casa di Hans"><p></p><p>...che la casa editrice Timía ha  pubblicato un raffinato libro, per lo più fotografico, “A casa di Hans” con interventi di autorevoli  compositori, direttori d’orchestra, librettisti, registi e scenografi. Il grande compositore tedesco Hans Wener Henze amava a tal punto l’Italia che a Marino, nei Castelli Romani, fece costruire una grande villa ad appena mezz’ora da Roma. A metà degli anni ‘60 La Leprara,  di proprietà dei Colonna che ci tenevano le lepri per la caccia, fu acquistata del compositore tedesco che, con la supervisione del suo inseparabile compagno Fausto, divenne una meravigliosa dimora circondata da alberi d’ulivo, con una splendida piscina per le feste estive fonte di refrigerio per gli accaldati ospite ebbri del vino che veniva prodotto alla Leprara.</p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/19.jpg" class="kg-image" alt="A casa di Hans"></figure><!--kg-card-end: image--><p>Hans Werner Henze nacque nel luglio del 1926 in Vestfalia ma a soli 27 anni si trasferì in Italia. La sua dichiarata omosessualità e adesione al marxismo, lo costrinsero ad emigrare nel nostro paese. Lo accolsero Ischia, Napoli, Roma e Castel Gandolfo. Il compositore tedesco costruì  il suo nido, <em>La Leprara</em>nel ‘66, grazie ad una importante commissione del Festival di Salisburgo. Per sessanta anni <em>La Leprara </em>è stata il punto di incontro dei più importanti politici italiani e stranieri amanti della musica ma soprattutto dell’intellighenzia artistica di quegli anni che coniugava arte e politica e che voleva portare l’arte e la cultura al popolo. Autore di numerose Sinfonie, Opere liriche, sonate, balletti, opere teatrali, musica da camera, Henze è stato un autore straordinariamente prolifico fin quasi prima di morire. Dal 1980 ha insegnato a Colonia continuando a scrivere e ad essere eseguito in tutto il mondo.</p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/42.jpg" class="kg-image" alt="A casa di Hans"></figure><!--kg-card-end: image--><p>Un grande capolavoro architettonico e di stile fu la villa “<em>La Leprara</em>” per oltre 60 anni. La particolarità del luogo non era solo nella bellezza esterna ed interna, la cura quasi maniacale di ogni oggetto e quadro, ma nell’accoglienza che Henze, coadiuvato da Fausto, riservava ad ogni ospite. Fausto era anche un cuoco sopraffino capace di indovinare gusti culinari ed enofili di ciascun commensale. Spesso Henze coadiuvato da uno dei tanti artisti ospiti, si metteva a suonare su uno dei due Steinway gran coda che si fronteggiavano nel salone. Il salone di grandi dimensioni era stato concepito sia come sala da concerti che per le prove di sala di numerose opere del Maestro. Ben 7000 volumi di arte, filosofia e scienza coprivano l’enorme biblioteca. Dietro ai pianoforti c’era un grande scaffale con le edizioni integrali delle opere di Bach, Mozart, Schoenberg, Mahler, Stravinskij e del non troppo amato Wagner.</p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/00.jpg" class="kg-image" alt="A casa di Hans"></figure><!--kg-card-end: image--><p>Non tutte le favole hanno sempre uno splendido finale. Alla morte di Henze, l’ultimo suo assistente, non avendo più le risorse economiche per gestire il secolare uliveto, la piscina e la grande villa, dovette mettere in vendita <em>LaLeprara. Le </em>230 opere d’arte che comprendevano quadri di Vespignani e Arroyo, di chiara matrice antifascista, oltre a bozzetti,sculture e dipinti di numerosi artisti tedeschi furono raccolti nella Fondazione Henze in vista di una loro esposizione permanente. Uno strano destino quello delle case dei grandi vissuti in Italia. Non tutti sanno che la casa di Giuseppe Verdi, a causa dei litigi degli eredi, è ora incredibilmente in vendita. Forse in Italia ci sono e ci furono troppi artisti, tanto che non ci è possibile preservare per i posteri i magici luoghi dove furono concepiti straordinari capolavori? Merito del tanto bistrattato Berlusconi se la villa di Zeffirelli non sia stata venduta a qualche ricco arabo. Del resto è facilmente immaginabile che il narcisismo di Silvio trovi ampia soddisfazione nella residenza del genio fiorentino.</p><p>Henze oltre alle sue composizioni ha lasciato a Montepulciano “Il Cantiere internazionale d’arte” che è giunto ora alla sua 47ma edizione. Un incredibile festival la cui finalità, fin dal suo nascere, fu quella di far diventare tutta la città e i suoi abitanti attori, musicisti, organizzatori, attrezzisti e cantanti coinvolgendo giovani professionisti e artisti affermati come in una antica officina d’arte. Un meraviglioso e forse unico festival la cui preparazione dura tutto l’anno e che è aperto al pubblico per i quindici giorni della seconda metà di luglio. Una bellissima iniziativa che ho avuto la fortuna di vivere come segretario artistico e assistente di Gianluigi Gelmetti. Ma questa è un’altra storia.</p><p>Rosella Nobilia</p><p>Foto di Anton Giulio Onofri</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[INTERVISTA CON ALESSANDO PREZIOSI, IL “GIULIO CESARE” E LA SUA ATTUALITÀ]]></title><description><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/TEATRO-ROMANO.jpg" class="kg-image"></figure><!--kg-card-end: image--><p><em><strong>Alessandro Preziosi si racconta al Teatro Nuovo. Con il suo ultimo spettacolo vuole illustrare l’umanità, approfittando dell’ambientazione adatta.</strong></em></p><p>Gli scorsi 7 e 8 Luglio è andato in scena uno dei maggiori appuntamenti del Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese, che ha visto al Teatro Romano un ritorno al</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/intervista-con-alessando-preziosi-il-giulio-cesare-e-la-sua-attualita/</link><guid isPermaLink="false">62c9962b3ea5f70df2a9b633</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[teatro]]></category><category><![CDATA[alessandro preziosi]]></category><category><![CDATA[teatro romano]]></category><category><![CDATA[Cronaca Locale: Veneto e Verona]]></category><category><![CDATA[shakespire]]></category><category><![CDATA[estateteatrale]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sat, 09 Jul 2022 15:03:38 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/preziosi.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/TEATRO-ROMANO.jpg" class="kg-image" alt="INTERVISTA CON ALESSANDO PREZIOSI, IL “GIULIO CESARE” E LA SUA ATTUALITÀ"></figure><!--kg-card-end: image--><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/07/preziosi.jpg" alt="INTERVISTA CON ALESSANDO PREZIOSI, IL “GIULIO CESARE” E LA SUA ATTUALITÀ"><p><em><strong>Alessandro Preziosi si racconta al Teatro Nuovo. Con il suo ultimo spettacolo vuole illustrare l’umanità, approfittando dell’ambientazione adatta.</strong></em></p><p>Gli scorsi 7 e 8 Luglio è andato in scena uno dei maggiori appuntamenti del Festival Shakespeariano dell’Estate Teatrale Veronese, che ha visto al Teatro Romano un ritorno al grande <em>pathos</em>della tensione politica e delle Idi di Marzo.</p><p>Dopo “Otello dalla parte di Cassio”, rappresentato lo scorso anno, l’attore Alessandro Preziosi ha potuto trasmettere al pubblico la propria interpretazione del “Giulio Cesare”, utilizzando gli occhi e le orecchie del luogotenente Marco Antonio.</p><p>Durante l’incontro col pubblico al Teatro Nuovo, Preziosi ha avuto contatto diretto con i suoi ammiratori e con appassionati della tragedia inglese, rispondendo ai quesiti posti dal direttore artistico Carlo Mangolini e alle curiosità dei presenti.</p><p><strong>“Quanto tempo è necessario per dare vita ad uno spettacolo di questa portata?”</strong></p><p>“Lo studio di preparazione di un testo del genere in un teatro qualsiasi necessita di almeno 40-45 giorni. La nostra fortuna è stata quella di avere una location che desse forte credibilità alla rappresentazione, ci ha dato grande aiuto per raggiungere il nostro obiettivo: far rivivere l’ambientazione voluta dall’autore originale.”</p><p><strong>“Quando sali sul palco quali sono i tuoi obiettivi?”</strong></p><p>“Cerco di dare una forma di protagonismo ed egoismo ai personaggi che porto in scena. I protagonisti delle tragedie portano con sé una certa ineluttabilità: il loro carattere, le loro scelte, i loro comportamenti sono irreversibili e scolpiti nel tempo. In questo senso si può dire che siano una rappresentazione dell’umanità intera.”</p><p><strong>“Com’è stato combinare gli elementi musicali ai movimenti?”</strong></p><p>“Nel mio lavoro la musica ha un’importanza fondamentale. Partendo dall’ascolto dei Radiohead e di Thom Yorke ho ragionato su come si potesse conciliare l’elettronica con strumenti classici. Il risultato è una partitura <em>ad hoc</em>, che ha permesso una composizione varia grazie alla viola, al violoncello, al flauto ed elettronica live.”</p><p>“Il nostro obiettivo era quello di trovare un punto di vista il più neutro e distaccato dalla vicenda possibile. La scelta di Marco Antonio è dovuta a questo, alla sua mancata presenza durante l’assassinio di Cesare.” Spiega l’adattatore del testo Tommaso Mattei, anche lui presente all’incontro.</p><p>Preziosi in un’intervista esclusiva ha dato una spiegazione dell’efficacia del testo, dando un esempio dei suoi passi di maggiore importanza:</p><p>  <strong>“Non ci sono parti più significative di altre, tutto si muove a “blocchi”. Tuttavia l’orazione funebre di Marco Antonio è uno dei ritratti di demagogia più efficaci che si possano portare su un palco”.</strong></p><p>Nonostante i secoli trascorsi dalla sua prima rappresentazione, il “Giulio Cesare” di Shakespeare rappresenta ancora un campionario illustrato della personalità umana, che appoggiandosi sulla varietà dei punti di vista e l’importanza storica dei suoi personaggi resta un’opera intatta nel tempo.</p><p><br></p><p><em>di  Alessandro Bellamoli</em></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[TORNA IL TEATRO ESTIVO A VERONA]]></title><description><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/06/simonediluca_ilmercantedivenezia_rossetti_ts_DSC_7747-.jpg" class="kg-image"></figure><!--kg-card-end: image--><p><em>Il 30 Giugno a Palazzo Barbieri si annuncia il ritorno dell’Estate Teatrale Veronese, dopo due anni di limitazioni a causa della pandemia. L’apertura spetterà a “IL MERCANTE DI VENEZIA”, diretto da Paolo Valerio.</em></p><p>“Fare parte di questo grande ritorno è emozionante, continueremo ad investire nella cultura perchè Verona</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/torna-il-teatro-estivo-a-verona/</link><guid isPermaLink="false">62be21213ea5f70df2a9af91</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><category><![CDATA[shakespire]]></category><category><![CDATA[Cronaca Locale: Veneto e Verona]]></category><category><![CDATA[teatro]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Thu, 30 Jun 2022 22:25:43 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/06/presentazione-con-sindaco-e-Branciaroli.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/06/simonediluca_ilmercantedivenezia_rossetti_ts_DSC_7747-.jpg" class="kg-image" alt="TORNA IL TEATRO ESTIVO A VERONA"></figure><!--kg-card-end: image--><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/06/presentazione-con-sindaco-e-Branciaroli.jpg" alt="TORNA IL TEATRO ESTIVO A VERONA"><p><em>Il 30 Giugno a Palazzo Barbieri si annuncia il ritorno dell’Estate Teatrale Veronese, dopo due anni di limitazioni a causa della pandemia. L’apertura spetterà a “IL MERCANTE DI VENEZIA”, diretto da Paolo Valerio.</em></p><p>“Fare parte di questo grande ritorno è emozionante, continueremo ad investire nella cultura perchè Verona può diventarne punto di riferimento e alzare la voce.” Interviene così il sindaco Damiano Tommasi nella sua prima uscita in conferenza stampa, dando inizio alla stagione estiva del teatro scaligero.</p><p>Ad avviare con lui il Festival Shakesperiano 2022, nucleo centrale dell’iniziativa, erano presenti il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini e parte del cast de “Il Mercante di Venezia”, la prima commedia che andrà in scena Venerdì 1 e Sabato 2 Luglio al Teatro Romano, assieme all’adattatore e regista dell’opera Paolo Valerio.</p><p>“Questo è il primo festival che organizzo mettendo da parte le grandi restrizioni e limitazioni che ci hanno condizionato negli ultimi due anni.” Dice Mangolini per sottolineare l’entusiasmo con cui intende portare avanti sia la tradizione del drammaturgo inglese, che una produzione artistica strettamente contemporanea.</p><p>A prendere parola sono stati anche i rappresentanti dei due principali sponsor dell’iniziativa: il responsabile della Direzione Territoriale Verona e Nord Est di “Banco BPM” Alberto Melotti, e la presidente del consorzio “Lessini Durello” Diletta Tonello, che hanno ribadito l’onore di partecipare economicamente ad una così grande iniziativa artistica, che dà a tutti la concretezza di un nuovo inizio.</p><p>Parte d’eccezione del cast è il noto attore Franco Branciaroli, che citando lo studioso Harold Bloom ha spiegato come “Il Mercante di Venezia” sia l’unica opera in cui l’autore si dimostri uomo ancora legato al suo tempo. “Il protagonista ebreo, Shylock, accetta forzatamente di convertirsi al cristianesimo, e questo è qualcosa che non passerebbe mai per la mente di un fedele.”</p><p>Per completare quanto detto da Branciaroli, il regista Valerio ha mostrato come l’intento dello spettacolo sia proprio quello di rendere la figura dell’usuraio ebreo il più moderna possibile, approfondendo le tre tematiche che lo caratterizzano e che ci riportano al nostro tempo: denaro, odio e vendetta. “Si tratta di un uomo perfido che diventa soccombente, la cui tragicità arriva al culmine in una conversione forzata e che mette in risalto il presunto sacrificio cristiano di Antonio.”</p><p>La compagnia e il regista incontreranno il pubblico sabato 2 luglio, alle ore 18, al Teatro Nuovo. L’appuntamento è a ingresso libero, e dà una sensazione di vicinanza che fa ben sperare nella ripresa tanto ricercata in questa giornata di presentazione.</p><p><br></p><p><em>Di  Alessandro Bellamoli</em></p><p>foto Ufficio stampa ETV</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Festival internazionale dell’Aquilone]]></title><description><![CDATA[<p>Dal 22 Aprile al primo maggio si è svolta la 42° edizione di  Artevento  sulla spiaggia  di Pinarella di Cervia.</p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/aquiloni2.jpg" class="kg-image"></figure><!--kg-card-end: image--><p>Il Festival ARTEVENTO, che dal 1981 ospita a Cervia aquilonisti e aquiloniste provenienti da ogni angolo del pianeta, dedica la sua 42 esima edizione al tema “Un Cielo Un  Mondo”</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/festival-internazionale-dellaquilone/</link><guid isPermaLink="false">629130d3cd509e451bdc817a</guid><category><![CDATA[Eventi e Manifestazioni]]></category><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Fri, 27 May 2022 20:13:46 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/Aquiloni1.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/Aquiloni1.jpg" alt="Festival internazionale dell’Aquilone"><p>Dal 22 Aprile al primo maggio si è svolta la 42° edizione di  Artevento  sulla spiaggia  di Pinarella di Cervia.</p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/aquiloni2.jpg" class="kg-image" alt="Festival internazionale dell’Aquilone"></figure><!--kg-card-end: image--><p>Il Festival ARTEVENTO, che dal 1981 ospita a Cervia aquilonisti e aquiloniste provenienti da ogni angolo del pianeta, dedica la sua 42 esima edizione al tema “Un Cielo Un  Mondo”, per ribadire da questo cielo che la libertà, la fratellanza e l’unità nella diversità sono valori universali.</p><p>Sono tanti e arrivano da tutto il mondo gli appassionati che hanno colorato il cielo con i loro aquiloni.</p><p>Il vento come alleato, e  “in un attimo anche i più grandi riescono a tornare bambini” sulla spiaggia di Pinarella. Sono arrivate anche le famiglie ucraine ospiti della Romagna.</p><p>Il “no” alla guerra vola in alto insieme alle loro speranze.</p><p>Infatti proprio come inno alla speranza questa 42 edizione ha raggiunto un record di presenze oltre 300mila visitatori, questa gloriosa edizione ha inoltre inaugurato la media partnership di RAI Pubblica Utilità, da oggi al fianco dei progetti firmati da ARTEVENTO-Museo dell’Aquilone incluso-in quanto coerenti con gli obiettivi dell’Agenda Onu 2030,in merito ai temi della sostenibilità e dell’inclusione.</p><p>CARMELA D’ARGENTO</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[“CUORI CHE ARDONO SULLE STRADE DEL MONDO”]]></title><description><![CDATA[<p>Lo scorso 16 Ottobre, <strong>Papa Francesco</strong> ha dato inizio al “Cammino Sinodale”  che durerà due anni, fino ad Ottobre 2023.</p><p>Il “Cammino Sinodale”  coinvolgerà tutte le chiese d’Italia  e permetterà ad ogni uomo  di comprendere  l’importanza dell’altro, il “prossimo”,  di  scoprirlo come parte di se stessi , come</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/cuori-che-ardono-sulle-strade-del-mondo/</link><guid isPermaLink="false">626eacc1cd509e451bdc6ef7</guid><category><![CDATA[Religione]]></category><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sun, 01 May 2022 15:55:40 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1476461386254-61c4ff3a1cc3?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fHBvcGV8ZW58MHx8fHwxNjUxNDIwNDQ3&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1476461386254-61c4ff3a1cc3?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fHBvcGV8ZW58MHx8fHwxNjUxNDIwNDQ3&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="“CUORI CHE ARDONO SULLE STRADE DEL MONDO”"><p>Lo scorso 16 Ottobre, <strong>Papa Francesco</strong> ha dato inizio al “Cammino Sinodale”  che durerà due anni, fino ad Ottobre 2023.</p><p>Il “Cammino Sinodale”  coinvolgerà tutte le chiese d’Italia  e permetterà ad ogni uomo  di comprendere  l’importanza dell’altro, il “prossimo”,  di  scoprirlo come parte di se stessi , come il compagno di viaggio insieme al quale camminare nelle chiese d’Italia. Ed è proprio questo il significato che assume per noi Cristiani  il Cammino Sinodale, cioè  come qualcosa di dinamico, pertanto non va confuso con il Sinodo.</p><p>Papa Francesco lo ha voluto fortemente questo Cammino , poiché è da tanto tempo che le nostre chiese stanno ferme; è giunta quindi l’ora di ripartire, di mettersi in moto, di necessitare dell’altro, degli spazi altrui, di sperimentare la diversità come fonte di ricchezza e occasione di crescita. </p><p>Tale cammino va inteso come un invito ad andare avanti , a procedere anche e soprattutto verso le periferie  ad andare incontro alla genti, ai più fragili  , proprio come il Signore stesso attraverso la sua Parola  ci invia a due a due fino ai confini del mondo in modo tale da poter guardare in faccia la gente per poter stare così vicino all’altro e capire che cosa possiamo dare di noi stessi all’altro. </p><p>E quale occasione migliore se non questo periodo pandemico che stiamo ancora vivendo, come una grande “Kairos” vissuto come un moto giusto o opportuno, intenso e  drammatico. La pandemia ci ha aiutati a credere in quello che siamo e a fare delle scelte del tipo se vivere come isole oppure come comunità. L’uomo non è fatto per vivere da solo e questo isolamento è da vivere come opportunità di ritrovare un legame di amicizia e occasione per andare   incontro agli altri. Certamente questo cammino sinodale deve partire con tanta preghiera per garantire a tutti  di riuscire a saper  stare insieme;  camminare insieme qualche volta significa saper aspettare, saper imparare a far le cose insieme anche se bisogna ammettere che non è facile camminare insieme, tuttavia bisogna sforzarsi di farlo per ritrovare la bellezza di essere comunità. Papa Francesco ci ricorda che nell’amore l’altro è sempre una risorsa, è il fratello o la sorella che dobbiamo avvicinare e saper ascoltare e a cui dobbiamo dare risposte con quell’amore e quella intelligenza che il Signore ci ha messo nel cuore.</p><p>Papa Francesco è stato attento ad indicarci anche quali sono i rischi di questo Cammino Sinodale, in particolare ne ha elencati  tre: Il formalismo, l’ Intellettualismo e l’Immobilismo.</p><p>Il Papa ci dice che questo cammino  non deve essere considerato come un evento formalistico perché lui non vuole farci vivere un evento di facciata, ma  un evento di discernimento.</p><p>Secondo rischio: il Papa non vuole un cammino dove ognuno si metta a fare intellettualismo al solo scopo di far valere le proprie idee che spesso potrebbero distaccarsi dalle idee della vita della Chiesa.</p><p>Infine Papa Francesco con questo Cammino Sinodale vuole evitare l’ostacolo dell’Immobilismo  dove ognuno si ferma, si blocca, si concentra solo su se stesso e non si cura di  camminare verso l’altro. Ognuno di noi invece deve avere un cuore che arde per il prossimo.</p><p><strong>Concludo augurando ad ognuno di voi buon Cammino Sinodale!</strong></p><p>Carmela D’Argento</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[ESTATE TEATRALE VERONESE. TORNANO I BIG CON 17 SPETTACOLI INEDITI IN PRIMA NAZIONALE]]></title><description><![CDATA[<p><strong>ESTATE TEATRALE VERONESE. TORNANO I BIG CON 17 SPETTACOLI INEDITI IN PRIMA NAZIONALE, IDEATI PER IL FESTIVAL. AL ROMANO ELEONORA ABBAGNATO, PAOLINI, PREZIOSI, MOMIX E THE KINGS OF CONVENIENCE. SINDACO: “È LA GRANDE RIPARTENZA DELLA NOSTRA RASSEGNA”</strong></p><p>Elonora Abbagnato, Marco Paolini, Alessandro Preziosi, l’atteso ritorno dei Momix, del Teatro</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/estate-teatrale-veronese-tornano-i-big-con-17-spettacoli-inediti-in-prima-nazionale/</link><guid isPermaLink="false">626eaa83cd509e451bdc6ee6</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><category><![CDATA[Cronaca Locale: Veneto e Verona]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sun, 01 May 2022 15:45:19 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/20220422_114600.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/05/20220422_114600.jpg" alt="ESTATE TEATRALE VERONESE. TORNANO I BIG CON 17 SPETTACOLI INEDITI IN PRIMA NAZIONALE"><p><strong>ESTATE TEATRALE VERONESE. TORNANO I BIG CON 17 SPETTACOLI INEDITI IN PRIMA NAZIONALE, IDEATI PER IL FESTIVAL. AL ROMANO ELEONORA ABBAGNATO, PAOLINI, PREZIOSI, MOMIX E THE KINGS OF CONVENIENCE. SINDACO: “È LA GRANDE RIPARTENZA DELLA NOSTRA RASSEGNA”</strong></p><p>Elonora Abbagnato, Marco Paolini, Alessandro Preziosi, l’atteso ritorno dei Momix, del Teatro di Siracusa e l’arrivo internazionale dei The Kings of Convenience. </p><p>È l’Estate Teatrale Veronese che, per l’edizione 74, porta a Verona i big di prosa, danza e musica impegnati in 17 prime nazionali realizzate proprio per il festival scaligero. Dal 22 giugno al 15 settembre, i beniamini del pubblico tornano al Teatro Romano che, dopo due anni di restrizioni, finalmente riapre a piena capienza. Ben 1.500 posti a serata, rispetto ai 310 del 2020 e ai 550 del 2021.L’Estate Teatrale Veronese, realizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven, con il sostegno della Regione Veneto e di Agsm-Aim, si conferma uno dei festival multiculturali più apprezzato a livello nazionale. Al Teatro Romano, sede storica del festival, si affiancheranno quest’anno Forte Gisella, Camploy e Terrazza  di Giulietta, per un totale di 54 serate.A presentare l’intero programma, questa mattina in diretta streaming, il sindaco Federico Sboarina, l’assessore alla Cultura Francesca Briani, il direttore artistico dell’Estate Teatrale Veronese Carlo Mangolini e il vicedirettore di Arteven Patrizia Boscolo.</p><p><em>"E' l'estate della vera ripartenza, della ritrovata normalità</em> - spiega il sindaco Federico Sboarina -. <em>E' con grande orgoglio e soddisfazione che, dopo la prova di resistenza degli ultimi due anni, riapriamo i nostri luoghi di cultura a piena capienza. Tornando ad ospitare i migliori artisti nazionali e internazionali, nel segno della tradizione e dell'innovazione artistica. L'arte e la cultura, quindi musica, prosa e danza, fanno parte del nostro Dna. E il  palcoscenico del Teatro Romano è un gioiello che nel corso dei mesi estivi darà vita ad un cartellone di grande spessore e qualità. Per tutta l'estate il sipario sarà sempre in movimento, richiamando compagnie e professionisti, molti dei quali porteranno delle prime assolute realizzate proprio per l'Estate Teatrale Veronese. In questi anni abbiamo lavorato incessantemente, senza mai nemmeno ipotizzare di rinunciare ai nostri spettacoli, mossi dal desiderio di arrivare a questa giornata. Sarà emozionante fare un tuffo nel passato, e vedere quindi il Romano a piena capienza, e allo stesso tempo guardare al futuro, grazie ad un'impronta completamente rinnovata. Una direzione artistica che ha acceso i riflettori per un pubblico diversificato e intergenerazionale, puntando sui giovani ma valorizzando al contempo la storia del nostro Festival"</em>.</p><p><em>“Tornano i big del teatro, della danza e della musica, beniamini del pubblico che saranno chiamati ad un’impresa storica, dopo due anni di pandemia riempire il Teatro Romano a 1.500 spettatori a serata. Ma tornano con prime nazionali ideate appositamente per il nostro Festival</em> – dichiara l’assessore alla Cultura  Francesca Briani - <em>Con 54 serate per 45 titoli, di cui 17 in prima nazionale, l’Estate Veronese si conferma una delle manifestazioni più ricche e vivaci, e non solo a livello nazionale. E proprio per rimarcare la vocazione internazionale del festival quest’anno si presenta un’intera sezione con artisti provenienti da tutto il mondo, realizzata grazie alla fattiva collaborazione con il Centro Skenè dell’Università di Verona. E’ questa solo una delle tante partnership consolidate in questi anni, espressione di una vivacità culturale resa evidente anche dagli altri appuntamenti che a margine del programma principale compongono gli ‘Intrecci di programmazione’. Una finestra aperta sulle migliori proposte artistiche messe in campo nel periodo estivo, e sostenute a vario titolo dall’amministrazione comunale, che ho fortemente voluto per dare l’idea chiara di un sistema spettacolo plurale e composito. Un segnale di dialogo con le più qualificate realtà professionali del territorio, che sinterizza al meglio lo spirito di squadra e di sinergia con il quale abbiamo sempre lavorato”.</em></p><p><em>“Finalmente la normalità, è questa la sensazione che vogliamo trasmettere con grande entusiasmo</em> – afferma Mangolini - <em>Lo slogan scelto lo sottolinea, ‘Semina un nuovo inizio’ è ritorno della platea nella sua configurazione tradizionale e una programmazione che riprende dal punto in cui si era fermata prima della pandemia, riportando artisti che hanno fatto la storia di questo festival. Nomi amati dal pubblico come Marco Paolini e i Momix, ma anche attori come Franco Branciaroli, Alessandro Preziosi e Natalino Balasso, che tornano a calcare il palco del Teatro Romano in progetti originali, celebrando ancora una volta un forte legame con la città di Verona. Allo stesso tempo la nuova edizione dell’Estate Teatrale fa tesoro della lezione offerta dal biennio passato, aprendosi a proposte originali e innovative”.</em></p><p><strong>Prosa.</strong> La programmazione dedicata al teatro sarà suddivisa in due sezioni, il Festival Shakespeariano, nucleo centrale del festival, e Settembre Classico. Inaugurazione, venerdì 1 e sabato 2 luglio, con "Il mercante di Venezia" interpretato da Franco Branciaroli. E poi 7 e 8 luglio, con Alessandro Preziosi protagonista di “Il mio cuore è per Cesare”. “R+G”, lunedì 11 luglio, riscrittura contemporanea con dj set della celebre tragedia di Romeo e Giulietta, firmata da Tommaso Fermariello e diretta da Stefano Cordella. Il 15 e 16 luglio, Marco Paolini in “Boomers”. Il programma si sposterà sulla Terrazza di Giulietta al Teatro Nuovo, dal 19 al 26 luglio, con "Racconto d'inverno" di Piermario Vescovo, una fiaba per adulti. Al Camploy, invece, le compagnie internazionali, dalla Malesia all’Ucraina, rivedranno il Bardo per il Fringe Festival. A settembre debutta, in prima nazionale, "Iliade" curata da Alessandro Baricco con protagonista Natalino Balasso per la regia di Alberto Rizzi. E "Ifigenia in Tauride" con la regia di Jacopo Gassmann e con Anna Della Rosa e Ivan Alovisio, ritorno del Teatro Greco di Siracusa.</p><p><strong>Danza.</strong> Per la prima volta anche la danza sarà nel segno di Shakespeare. Eleonora Abbagnato, protagonista assieme alla figlia, martedì 19 e venerdì 22 luglio, con “Giulietta”, una serata ideata appositamente per il festival, con le partiture di Ciajkovskij, Berlioz e Prokofiev eseguite dal vivo. Martedì 26 luglio sarà la volta di "Othello tango" a cura di Luciano Padovani per la Compagnia Naturalis Labor. Giovedì 4 agosto, “Re Lear” coreografata da Michela Lucenti per il Balletto Civile. Infine, a grande richiesta, il ritorno dei Momix, dal 6 al 18 agosto. Altra location dedicata all’arte coreutica sarà Forte Gisella con Ersiliadanza, dall’1 al 3 luglio e dal 5 al 7 agosto</p><p><strong>Musica.</strong> Sei gli appuntamenti, per il jazz saliranno sul palco del Teatro Romano Paolo Fresu, mercoledì 22 giugno, Avishai Cohen, domenica 26 giugno, Al di Meola, lunedì 27 giugno; mentre per la sezione più sperimentale, Elio che omaggia Jannacci, il 23 giugno, Black Pumas, lunedì 4 luglio, e Kings of Convenience, sabato 23 luglio.Nell’arco di una decina di giorni saranno aperte tutte le prevendite. Informazioni e aggiornamenti sui canali Facebook, Instagram, Twitter e Youtube. E, a breve, su una nuova piattaforma web.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Conosciamo insieme Alda Merini]]></title><description><![CDATA[<p>Alda Merini è stata l’esempio della ricerca del significato poetico. L’uomo scrive per sè stesso donando agli altri istanti di meravigliosa gratitudine. In un’epoca in cui si soffriva tanto il giudizio dell’uomo, lei ha saputo dare libera espressione al proprio pensiero e ai suoi sentimenti, senza</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/conosciamo-insieme-alda-merini/</link><guid isPermaLink="false">626539a3cd509e451bdc6944</guid><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sun, 24 Apr 2022 12:10:54 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/04/alda-1.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/04/alda-1.jpg" alt="Conosciamo insieme Alda Merini"><p>Alda Merini è stata l’esempio della ricerca del significato poetico. L’uomo scrive per sè stesso donando agli altri istanti di meravigliosa gratitudine. In un’epoca in cui si soffriva tanto il giudizio dell’uomo, lei ha saputo dare libera espressione al proprio pensiero e ai suoi sentimenti, senza censura, manifestando la realtà attraverso i suoi occhi, con uno sguardo accurato e coscenzioso.</p><p><em>“Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perchè lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore”.</em></p><!--kg-card-begin: image--><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2022/04/alda.jpg" class="kg-image" alt="Conosciamo insieme Alda Merini"><figcaption>Alda Merini</figcaption></figure><!--kg-card-end: image--><p>La scrittrice milanese visse in un’epoca in cui la sofferenza psicologica non era ancora riconosciuta; trovandosi in uno stato di smarrimento totale e nella più completa solitudine, non venne compresa neanche dalle persone a lei più vicine.</p><p>La sua vita è stata segnata da momenti bui che riguardano l’internamento per disturbo bipolare. Nelle sue poesie le tematiche più ricorrenti riguardano l’<strong>amore</strong>, il <strong>dolore</strong>, la <strong>letteratura </strong>e naturalmente, la <strong>passione per la poesia</strong>. Quest’ultima si è rivelata una sorpresa ineguagliabile: il suo rifugio, la sua ancora di salvezza, uno scoglio a cui aggrapparsi e in cui trovare sollievo nei suoi momenti malinconici.</p><p>Alda Merini riesce a dare libera espressione ai suoi stati d’animo donando la percezione di sè e del mondo circostante ai suoi lettori, che grazie ad essa e alle sue parole riescono ad immedesimarsi.</p><p>Nasce ai Navigli, in via Mangone, a Porta Genova. Dopo la sua morte, le figlie e i suoi amici più intimi si attivarono per recuparare e tenere in custodia i suoi oggetti personali che trovarono collocazione nella ex tabaccheria di via Magolfa 32, realizzando un vero e proprio capolavoro autentico che venne definito:<em>“Il Museo di Alda Merini”.</em></p><p>Tra le vie del centro di Milano, precisamente in piazza Cardinale Andrea Ferrari e nel quartire Gallaratese, tra i vari volti ritratti trovere un murales commemorativo a lei dedicato.</p><p><strong>Rossella Tanzola</strong></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Madagascar rischia la prima carestia causata dai cambiamenti climatici]]></title><description><![CDATA[<p>Dopo la recente pubblicazione del report dell'IPCCche ha fatto il punto sullo stato del cambiamento climatico, le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme.</p><p><br>Secondo le stime dell'organizzazione intergovernativa WFP, nel Madagascar circa 14.000 persone stanno vivendo nel livello più alto di insicurezzaalimentare (livello 5) a causa della prolungata siccità</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-madagascar-rischia-la-prima-carestia-causata-dai-cambiamenti-climatici/</link><guid isPermaLink="false">614460dadfb4713920e2b2d3</guid><category><![CDATA[scienza]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Fri, 17 Sep 2021 09:37:26 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/Screenshot_20210917_113654.png" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/Screenshot_20210917_113654.png" alt="Il Madagascar rischia la prima carestia causata dai cambiamenti climatici"><p>Dopo la recente pubblicazione del report dell'IPCCche ha fatto il punto sullo stato del cambiamento climatico, le Nazioni Unite lanciano un nuovo allarme.</p><p><br>Secondo le stime dell'organizzazione intergovernativa WFP, nel Madagascar circa 14.000 persone stanno vivendo nel livello più alto di insicurezzaalimentare (livello 5) a causa della prolungata siccità che ha colpito il paese. L'attuale crisi risulta essere la peggiore degli<br>ultimi quarant'anni. Con l'arrivo della stagione dimagra, inoltre, il numero di persone al livello 5 di insicurezza alimentare potrebbe addirittura raddoppiare.</p><p><br>Il World Food Program collega l'attuale siccità aicambiamenti climatici. A fare da eco sono le dichiarazioni di molti esperti, tra cui lo scienziatomalgascio dell'Università di Cape Town Rondro Barimalala, il quale ha affermato che «conl’ultimo rapporto dell’IPCC abbiamo visto che il Madagascar ha avuto un aumento dell’aridità.E si prevede che aumenterà se il cambiamento climatico continua. Per molti versi, questopuò essere visto come un argomento molto potente per le persone a cambiarei loro modi di vivere».</p><p><br>La scarsità delle piogge degli ultimi cinque anniprovocata dal riscaldamento globale è ritenuto dunque il principale fattore alla base dellacrisi che sta vivendo l'isola.</p><p><br>Intanto molte famiglie della parte meridionale delpaese, la più colpita dalla siccità, sono state costrette ad abbandonare i villaggi rurali emigrare verso le città.</p><p><br>Francesco Junior Riccio</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[FABRIZIO DE ANDRE’ INCONTRA IL PUBBLICO DEL MASCHIO ANGIOINO]]></title><description><![CDATA[<p>“<em>La provocazione come legittima difesa”</em></p><p>Uno spettacolo che sarebbe piaciuto a <strong>Fabrizio De André,</strong> perché esce fuori dagli schemi e crea scompiglio, confusione, quella sana però, quella costruttiva. <strong>“Sia nel Giusto Sia nel Torto”</strong>ha colto di sorpresa il pubblico  presente (sold out) nel cortile del Maschio Angioino. Abituati, noi</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/fabrizio-de-andre-incontra-il-pubblico-del-maschio-angioino/</link><guid isPermaLink="false">612a38b3938e830dcbed3a68</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Redazione IlPS]]></dc:creator><pubDate>Sat, 28 Aug 2021 13:24:19 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/08/236462987_10223899137618208_6107456807526026760_n.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/08/236462987_10223899137618208_6107456807526026760_n.jpg" alt="FABRIZIO DE ANDRE’ INCONTRA IL PUBBLICO DEL MASCHIO ANGIOINO"><p>“<em>La provocazione come legittima difesa”</em></p><p>Uno spettacolo che sarebbe piaciuto a <strong>Fabrizio De André,</strong> perché esce fuori dagli schemi e crea scompiglio, confusione, quella sana però, quella costruttiva. <strong>“Sia nel Giusto Sia nel Torto”</strong>ha colto di sorpresa il pubblico  presente (sold out) nel cortile del Maschio Angioino. Abituati, noi napoletani, alle tematiche solite, in quanto i cartelloni dei teatri si creano a misura di richiesta del pubblico, ecco finalmente <strong>“chi ha, e sa, cosa dire”</strong>e coraggiosamente lo propone agli spettatori. Il copione, nato da un’idea di <strong>Anna Maria Bozza Bozza,</strong>è stato scritto a quattro mani con <strong>Franco Nappi</strong>.  Due professionisti: lui, attore, regista, autore;  lei cantante, musicista ed ora anche autrice, hanno raccontato  alcune tematiche,  liberamente ispirate ai pensieri  di Fabrizio De André. Sul palco solo quattro sedie ad attendere i talentuosi attori: <strong>Roberta Astuti</strong> (Andrea), <strong>Roberta Frascati</strong>(Vanni), <strong>Marco Serra</strong>(Matteo) e <strong>AntonioTorino</strong>( Paolo). Ad aprire,  un intenso Franco Nappi, che ha interpretato una poesia di Pasolini “ Io sono una forza del passato”. Parte così la pièce teatrale tra prosa e musica. Tanti argomenti importanti :  la Verità, l’ Incomunicabilità, l’Autenticità, La Gelosia, la Morte, il Dolore, la Libertà, e su questo ultimo concetto parte “Il suonatore Jones” di De André, con l’interpretazione colta e raffinata di Anna Maria Bozza. Applauso a scena aperta. Non solo la voce riconoscibile, limpida, profonda, narrante, suadente della Bozza,  ma da dietro le quinte anche la sua musica, con il cajon , il carillon, ed uno strumento creato ad hoc  da <strong>Roberto Bastos</strong>, maestro di percussioni della Bozza, non mancano le chitarre di <strong>Silvestro Russo</strong>a sottolineare alcuni passaggi della prosa. Il carillon stimola la meditazione, gli attori si fermano per consentire al pubblico l’attenzione su se stessi, per poter percepire sensazioni, emozioni e pensieri.  Il pubblico è attento e apprezza le interpretazioni, gli interventi musicali, accompagnati da un impeccabile Service della <strong>Produzione Gabbianellaclub</strong>. Ognuno vive lo spettacolo grazie alla propria ricchezza interiore,  e grazie alla propria conoscenza  dell’opera di De André che aiuta a riflettere su temi importanti e a porsi delle domande considerando gli  argomenti da un altro punto di vista. L’intento degli autori è anche una provocazione per coloro che rimangono spiazzati da come vengono trattati gli argomenti. Una volta terminate le storie, il pubblico rimane immobile, aspetta un canonico finale che non c’è!  Raccolgo alcune opinioni dei presenti e mi colpisce una su tutte: “Complimenti agli autori, sono veramente pazzi” e capisco  che ha colto la mancanza di convenzionalità e al suo posto, però,  Vita e Arte.</p><p><em>Laura Bufano</em></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>