<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Marzia Samini - ilPostScriptum]]></title><description><![CDATA[News, calcio, sport, società, cultura, economia, diritto, innovazione e molto altro]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link><image><url>https://www.ilpostscriptum.it/favicon.png</url><title>Marzia Samini - ilPostScriptum</title><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link></image><generator>Ghost 2.31</generator><lastBuildDate>Tue, 07 Apr 2026 15:44:38 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.ilpostscriptum.it/author/marzia/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA['Ieri e i tipo letterari]]></title><description><![CDATA[<p>Scritto da Agota Kristof, 'Ieri', presenta a un occhio attento ( e anche meno attento) una costellazione di topoi letterari che spaziano, liberamente e sollevati, dallo scrittore squattrinato, all'amore impossibile e per questo eterno fino ad arrivare a quelli della letteratura della migrazione. Quest'ultimi vengo leggitimati e assolti, dalla storia stessa</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/ieri-e-i-tipo-letterari/</link><guid isPermaLink="false">61615af6dfb4713920e2c559</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Marzia Samini]]></dc:creator><pubDate>Mon, 11 Oct 2021 07:51:12 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/10/IMG_20211008_121100.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/10/IMG_20211008_121100.jpg" alt="'Ieri e i tipo letterari"><p>Scritto da Agota Kristof, 'Ieri', presenta a un occhio attento ( e anche meno attento) una costellazione di topoi letterari che spaziano, liberamente e sollevati, dallo scrittore squattrinato, all'amore impossibile e per questo eterno fino ad arrivare a quelli della letteratura della migrazione. Quest'ultimi vengo leggitimati e assolti, dalla storia stessa della scrittrice che ha abbandonato il suo paese, l'Ungheria, nel 1956, e ad oggi vive in Svizzera; dunque il libro assume i connotati, a mano a mano sempre più visibili, dell'autobiografia: basti pensare a Tobias, il protagonista,  un operaio-scrittore, emigrato in un altro paese per cercare lavoro. Ed è proprio nel lavoro del protagonista che inciampiamo, quando ormai credevamo di esserne usciti, in un altro tipo letterario, questa volta di stampo marxista, quello del lavoro in fabbrica, del capitalista che schiaccia e opprime,  e dell'operaio alienato da tutto e tutti. Ed è così che si ritrova Tobias, perso in tinte grige, in piogge che sono pianti e nella poesia del passato. Ossessionato da fantasmi che promettono amore e morti che non hanno più parole. Una trappola di sangue e rassegnazione, gesti folli che come tutto risultano inutili o devastanti.</p><p>Seppur tempestato, minato, di cliché, l'opera è una poesia narrativa, ogni parola è un sasso destinato a rimanere impressa nella mente di chi legge, le scene sono drappreggi e la.storia...vi aspetta un finale a sorpresa!</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La bella estate: Pavese racconta Torino]]></title><description><![CDATA[<p>Più che un racconto, 'La bella estate,  è un dipinto o, ancora meglio un ritratto; il ritratto della Torino borghese e di quella dei lavoratori, di queste due realtà contrastanti che s'incontrano, si mescolano e si confondono a vicenda come le persone che la popolano.  Ambienti culturali, salotti borghesi,camere</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-bella-estate-pavese-racconta-torino/</link><guid isPermaLink="false">612f4444938e830dcbed3c40</guid><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Marzia Samini]]></dc:creator><pubDate>Mon, 06 Sep 2021 06:13:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/IMG_20210901_113419.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/09/IMG_20210901_113419.jpg" alt="La bella estate: Pavese racconta Torino"><p>Più che un racconto, 'La bella estate,  è un dipinto o, ancora meglio un ritratto; il ritratto della Torino borghese e di quella dei lavoratori, di queste due realtà contrastanti che s'incontrano, si mescolano e si confondono a vicenda come le persone che la popolano.  Ambienti culturali, salotti borghesi,camere di pittori e poi i portici torinesi, le campagne fuori città, e musica e fumo e alcool, questi sono gli ambienti e le situazioni tipo in cui i personaggi, principalmente ragazzi adolescenti si muovono.</p><p>Bisogna dire, per correttezza di forma che, il racconto 'La bella estate, può essere inserito ( e molto spesso lo è) in una trilogia di racconti ( gli altri due sono 'Il diavolo delle colline' e 'Tre donne sole') che hanno come tema portante Torino nel post guerra. E così anche il nostro racconto, che racconta la ripresa economica e gli anni '50 attraverso gli occhi della protagonista, grande lavoratrice che, dopo i sacrifici della guerra, si concede finalmente gli sfizi estivi di un'adolescente comune. I ricordi della guerra sembrano essere cancellati dentro risate e balli incantevoli, mentre l'erotismo e la libertà che cela dentro di sé, sembrano scoppiare nel caldo di un estate in città.</p><p>Come sempre il linguaggio pavesiano rimane criptico nella sua limpidezza e nasconde una malinconia nelle parole più comuni o nelle situazioni più felici. Tutto sembra camminare sul filo del rasoio, ad ogni passaggio senti che ogni cosa potrebbe sgretolarsi e poi la maestria di Pavese nel raccontare l'insoluto, sorprendendo con l'inatteso come fa la bellezza in un giorno qualunque.</p><p>Inutile dire altro, sarebbe superfluo e rischierebbe di rovinare la magia di qualche cosa di perfetto.</p><p>Impossibile non leggerlo almeno una volta nella vita.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA['La ragazza dello sputnik' è la trama del serpente]]></title><description><![CDATA[<p>La prosa di Murakami si percepisce vibrante, come sempre, dietro ogni parola, tutto nel suo libro sembra filare liscio, forse anche troppo. Ma facciamo un passo indietro e prima della prosa pensiamo alla trama che ruota intorno alle vite di tre personaggi che a volte sono pianeti e a volte</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-ragazza-dello-sputnik-e-la-trama-del-serpente/</link><guid isPermaLink="false">610109518432d91264fe9262</guid><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Marzia Samini]]></dc:creator><pubDate>Thu, 29 Jul 2021 06:38:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/20210728_095738.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/07/20210728_095738.jpg" alt="'La ragazza dello sputnik' è la trama del serpente"><p>La prosa di Murakami si percepisce vibrante, come sempre, dietro ogni parola, tutto nel suo libro sembra filare liscio, forse anche troppo. Ma facciamo un passo indietro e prima della prosa pensiamo alla trama che ruota intorno alle vite di tre personaggi che a volte sono pianeti e a volte sono orbite, alternando compagnia e solitudine,  intrecciandosi come i lacci della Necessità e sciogliendosi come, nolente o dolente, fanno tutti i nodi. E magari a questo punto starete pensando 'tutto qui'?! Non c'è veramente altro da dire?</p><p>Purtroppo no. Perché la trama di Murakami è come il serpente di Nietzsche che mangia la sua coda, rimanendo sempre uguale a se stessa, tornando dove è già stata. Affascinante ti attrae ( merito della scrittura dell'autore che liscia, ti permette di scivolare sopra ogni superficie. Il problema è poi scoprire che è tutto e solo superficie) ti porta lontano, promettendo chissà cosa, avvincente ti inganna per poi attoccigliarsi su se stessa, perdendosi dietro descrizioni che sembrano voler dilatare la suspense ma che non hanno altro effetto di aumentare delle aspettative destinate a essere deluse.</p><p>Impressionante la capacità descrittiva, il pennello del pittore che disegna e svela ogni dettaglio. Un po' meno l'intreccio, il senso che, volendo essere a tutti i costi profondo risulta confuso, sbilenco, un riflesso di un'idea andata perduta nelle spire della trama. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sniper: l'occhio del male]]></title><description><![CDATA[<p>Scritto dal Pavel Hack, Sniper è il libro più terribile, crudo e realistico che potrete trovare in circolazione. Come si evince già dal titolo, l'opera parla e racconta la guerra vista con gli occhio o meglio l'occhio del cecchino, un uomo sadico, indifferente al mondo e alla sofferenza che uccide</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/sniper-locchio-del-male/</link><guid isPermaLink="false">60d9f969dde7940d9e0185af</guid><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Marzia Samini]]></dc:creator><pubDate>Tue, 29 Jun 2021 13:20:41 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/Sniper.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/Sniper.jpg" alt="Sniper: l'occhio del male"><p>Scritto dal Pavel Hack, Sniper è il libro più terribile, crudo e realistico che potrete trovare in circolazione. Come si evince già dal titolo, l'opera parla e racconta la guerra vista con gli occhio o meglio l'occhio del cecchino, un uomo sadico, indifferente al mondo e alla sofferenza che uccide per il gusto di uccidere, uccide perchè è il suo lavoro, uccide perchè non crede più a nulla, soltanto alla morte. Non è l'unico personaggio presente nel libro, perchè Hack indagando il male dall'interno necessità di due punti di vista: chi lo fa e chi lo subisce. Dunque troviamo il punto di vista dei soldati, la loro violenza mentale ma soprattutto fisica che devasta come cavallette tutto ciò che incontra, specialmente il sesso femminile. E poi ci sono le vittime: i messaggeri che il cecchino uccide con un colpo secco in testa, i civili seviziati e anch'essi uccisi dal cecchino che, senza pietà, aspetta la loro fame o la sete che li stani, per poi poterli uccidere. E infine le donne, violentate e guerriere, ultimo barlume di speranze, bambine che ritrovano la loro famiglia e riescono a passare il confine e altre donne, prigioniere di guerra che riescono a scappare ai loro carnefici usando la migliore arma a doppio taglio: il sesso. Quello che rende interessante questo libro, oltre all'indagine del male senza veli, giustificazioni o altre boe di salvataggio della coscienza, è che l'autore non dice mai in quale guerra ci troviamo ne, chiaramente il periodo storico in cui ci troviamo. Un espediente sottile quanto intelligente che vuole alludere e stringere l'occhio all'illimitato concetto del male, che non sta da una parte o l'altra, ne in un tempo piuttosto che un altro ma si trova ovunque e dentro ogni uomo, perchè il male siamo noi e la nostra violenza che ci porta a fare guerre su guerre e calpestare la vita. E Hack ci vuole far vedere, più che insegnare, che davanti al male non esistono scuse, o lavaggi di coscienza che riescono a cancellare tutto il dolore che noi stessi creiamo.</p><p>Un libro spietato e senza via d'uscita, non adatto ai più impressionabili ma necessario per vedere senza prendere mai più la mira.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA['La canzone di Achille' e la sensualità dei corpi]]></title><description><![CDATA[<p>Un romanzo unico, nato da una  gestazione di dieci anni, un periodo lungo tanto quello della guerra che racconta: la guerra di Troia. Ma non lasciateci ingannare dall'epicità dell'argomento, perchè Madeline Miller, grazie al suo tocco femminile e al suo studio accurato fino al più infimo dettaglio, riesce a dare</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-canzone-di-achille-e-la-sensualita-dei-corpi/</link><guid isPermaLink="false">60cf42afdde7940d9e018219</guid><category><![CDATA[Libri e Fumetti]]></category><dc:creator><![CDATA[Marzia Samini]]></dc:creator><pubDate>Mon, 21 Jun 2021 16:53:43 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/20210620_153545.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/06/20210620_153545.jpg" alt="'La canzone di Achille' e la sensualità dei corpi"><p>Un romanzo unico, nato da una  gestazione di dieci anni, un periodo lungo tanto quello della guerra che racconta: la guerra di Troia. Ma non lasciateci ingannare dall'epicità dell'argomento, perchè Madeline Miller, grazie al suo tocco femminile e al suo studio accurato fino al più infimo dettaglio, riesce a dare alla famosa guerra, un respiro nuovo, avvolgendolo nella delicatezza dell'amore e nella passione dei corpi che si scontrano e si incontrano fuori dal campo di battaglia. Infatti, al di là di ogni aspettativa, la Miller decide, coraggiosamente, di raccontare la famosa storia dal punto di vista di Patroclo, un personaggio che la storia e la letteratura hanno sempre trattato con la sufficienza dell'accompagnatore, sfiorandolo con l'appellativo di 'amante' e con questa parola, quasi fosse un insulto, lasciare che il sipario calasse sulla sua figura e fino ad ora questa era l'unica cosa che sapevamo di lui. Già, fino ad ora. Perchè la Miller, ci fornisce un ritratto completamente nuovo di Patroclo, uomo coraggioso a suo modo, animo sensibile, femmineo, sempre fuori luogo tranne che al fianco di Achille, del suo Achille. E ora, grazie al Patroclo, anche la figura del principe Achille s'illumina di nuovo luce, mostrando tratti fino a d ora sconosciuti o mai delineati: un uomo, un ragazzo destinato alla gloria, non un assassino a sangue freddo ma semplicemente un predestinato che non può e non sa far altro che quello...uccidere. Sotto la penna della Miller, la guerra di Troia, si trasforma in una storia d'amore e non quella più comune e famosa tra Elena e Paride, ma quella più sotterranea, silenziosa e per questo più forte tra Patroclo e il suo Achille. Il finale lo conosciamo tutti, ma la maestria viene fuori dove regna il prevedibile e lo scontato e la scrittura della Miller non lascia spazio al conosciuto ma spalanca la finestra sull'emozione che spezza il fiato e tiene sospesi.</p><p>Un libro, 'La canzone di Achille', che ha venduto milioni di copie e spezzato altrettanti cuori. Sexy e travolgente, non può mancare agli appassionati di epica e di storie d'amore. In un ultima battuta: imperdibile.</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>