<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Giorgia Balbi - ilPostScriptum]]></title><description><![CDATA[News, calcio, sport, società, cultura, economia, diritto, innovazione e molto altro]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link><image><url>https://www.ilpostscriptum.it/favicon.png</url><title>Giorgia Balbi - ilPostScriptum</title><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link></image><generator>Ghost 2.31</generator><lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 15:14:40 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.ilpostscriptum.it/author/giorgia/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA['' Un po' sudata ma profumo lo stesso'']]></title><description><![CDATA[<p>Anni fa rimasi incantata da una piccola, leggera frase pronunciata con allegria, mentre partecipavo ad un incontro organizzato dalla scuola che frequentavo, insieme ad alcune professoresse e il mio gruppo classe. '' Forse sono un po' sudata, ma profumo lo stesso''. Sembrerà forse banale, di poca rilevanza, ma quell' affermazione</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/un-po-sudata-ma-profumo-lo-stesso/</link><guid isPermaLink="false">61561723dfb4713920e2bf09</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 04 Oct 2021 09:43:52 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Anni fa rimasi incantata da una piccola, leggera frase pronunciata con allegria, mentre partecipavo ad un incontro organizzato dalla scuola che frequentavo, insieme ad alcune professoresse e il mio gruppo classe. '' Forse sono un po' sudata, ma profumo lo stesso''. Sembrerà forse banale, di poca rilevanza, ma quell' affermazione venne pronunciata da una ragazza che soffre di autismo e in quella sede voleva presentare sé stessa come portatrice di difficoltà quotidiane che sapeva affrontare e risolvere giornalmente, dando prova del suo coraggio nelle sfide della vita. Una ragazza che riesce nonostante tutto a trovare delle ragioni per continuare a lottare, di fronte ad un mondo che, spesso, vorrebbe annullare le difficoltà. Ma forse proprio le fragilità di ognuno danno colore alla vita e ci rendono unici. Fortunatamente, anche se a rilento, si incomincia a percepire piccole note di cambiamento nel mondo, in grado di portare, spero, alla comprensione che le differenze individuali rendono tutto più bello, accettando le difficoltà e riconoscendo a tutti la possibilità di integrarsi a pieno.</p><p>L'autismo è una di quelle situazioni particolari che qualcuno potrebbe giudicare pericolose ma che in realtà fanno parte della nostra quotidianità e vanno per questo comprese ed accettate, al fine di poter permettere a chiunque di vivere serenamente, in un contesto che accoglie le piccole diversità di ognuno e i propri problemi. </p><p>Esistono diversi tipi di autismo(evidenziati nel DMS, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) :il disturbo autistico, la sindrome di Asperger, il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato e il disturbo disintegrato dell'infanzia. Ognuna di esse, anche se differenziate le une dalle altre per alcuni motivi, è caratterizzata dalla difficoltà nell'integrazione sociale, comportamenti limitati e ripetitivi e può essere classificata in base a tre livelli di gravità, dalla più invalidante al sintomo più compatibile con una vita serena. Esiste, inoltre, l'autismo '' ad alto funzionamento'', ove l' individuo gode di attive e brillanti abilità cognitive.</p><p>Nella mia vita ho avuto la possibilità di incontrare molte persone, le quali soffrono di autismo, ma che hanno saputo integrarsi benissimo in società. Bisogna certamente imparare a convivere con loro e a rispettarli sin da piccoli, l'educazione che riceviamo dovrebbe pertanto portare ad una progressiva accettazione delle diversità poiché, in fondo, ognuno di noi ne ha. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Spritz che volano e porte sbagliate]]></title><description><![CDATA[<p>Ho scelto di dare questo titolo alla mia esperienza a Napoli, ove sono rimasta una settimana e dove ho scoperto di nuovo cosa vuol dire viaggiare: per me è la vita. Mi sono permessa di entrare in una realtà diversa dalla mia solita routine: ho così capito che tutto può</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/spritz-che-volano-e-porte-sbagliate/</link><guid isPermaLink="false">6137d8e2dfb4713920e2ada1</guid><category><![CDATA[Viaggio]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 08 Sep 2021 10:53:44 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1581242125825-f9faf0f350bd?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fG5hcG9saXxlbnwwfHx8fDE2MzEwOTgzNjU&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1581242125825-f9faf0f350bd?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fG5hcG9saXxlbnwwfHx8fDE2MzEwOTgzNjU&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="Spritz che volano e porte sbagliate"><p>Ho scelto di dare questo titolo alla mia esperienza a Napoli, ove sono rimasta una settimana e dove ho scoperto di nuovo cosa vuol dire viaggiare: per me è la vita. Mi sono permessa di entrare in una realtà diversa dalla mia solita routine: ho così capito che tutto può essere nuovo e che nulla è banale. È stata una vacanza tranquilla, ho riso molto insieme al mio ragazzo, quella volta, ad esempio, che ha urtato il tavolino facendo quasi cadere il mio spritz a terra; dico quasi perché io, con una mossa da karateka, sono riuscita a prenderlo al volo. Un'altra scena divertente è stato quando, entrambi convinti di essere giunti nell'appartamento prenotato, abbiamo quasi rotto le chiavi tentando di entrare dalla porta sbagliata! Incidenti di percorso ma pur sempre indimenticabili. Mi piacciono queste piccole banalità che rendono tutto vero. A Napoli ho potuto ridere, esplorare e conoscere nuove cose; ho nuotato, camminato, vissuto di nuovo. La pandemia ci aveva fatto dimenticare tutto ciò.</p><p>Ma cosa vuol dire tutto questo è difficile da capire: non ero più abituata alla spontaneità delle persone o alla semplice scoperta di nuovi sapori e culture.</p><p>Napoli è tutto questo e anche di più. Il centro è intrinseco di storia e amore per la propria terra natia, con uno spiccato senso di orgoglio per i prodotti locali, mischiati i quali nascono i piatti più prelibati. È pieno di colori e suoni, le persone sono vivaci e cortesi, il mare brilla sotto il sole, che di giorno scalda fin troppo un paesaggio pittoresco. Ho visto Capri e i suoi negozietti, non facendomi mancare un tuffo in mare. Sono andata in barca e ho preso più volte la circumvesuviana,cioè la storica ferrovia, anche per giungere a Pompei. Insomma, molte esperienze e tante emozioni. </p><p>Con la speranza che ognuno di noi possa piano piano riprendere a scoprire la vita, inviti a riflettere sui problemi che si possono risolvere grazie a tutto questo. La solitudine che abbiamo sperimentato ha spesso portato all'isolamento. È stato scientificamente provato, per l'appunto, che sono cresciuti i casi di disturbi comportamentali quali la depressione, l'ansia, lo stress, i disturbi alimentari o l'aggressività. Alcune persone hanno avuto problemi a lavoro e tanti bambini e ragazzi si sono persi esperienze e la possibilità di integrarsi in un mondo già così difficile. </p><p>Ora, fortunatamente, sembrerebbe che le cose siano in miglioramento, sotto alcuni punti di vista. Invito pertanto, chi non l'avesse ancora fatto, a concedersi quel ritorno alla vita che tanto ci era mancato. Staccarsi dalla routine semplicemente andando al cinema per esempio. </p><p>L'ostacolo principale però rimane sempre di sottofondo, ovvero la malattia che continua a circolare, anche se si fa meno letale. Ecco che qui scatta l'obbligo del Green Pass, per preservare tutti. Crescono così anche i pareri discordanti su ciò, chi non vuole vaccinarsi e chi lo indica invece come un dovere civile. Purtroppo non possiamo frenare le idee o cambiarle a nostro piacimento, nemmeno possiamo cancellare l'evidenza che il vaccino serva davvero a limitare la pandemia. Mi piacerebbe semplicemente che anche chi non volesse farsi il vaccino, per suoi motivi personali, almeno accettasse l'idea che quest'ultimo effettivamente è efficace e serve davvero a qualcosa e, anche se dura,capire che il green pass può essere l'unica via di ritorno alla nostra vita, così, un giorno, tutti potremmo di nuovo andare in vacanza. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'agire]]></title><description><![CDATA[<p>Cosa spinge le persone ad abitare alcuni luoghi così difficili come un deserto o un'isola sperduta, magari soggetta all'azione di un vulcano, dove tutto è incerto e precario, dove non si hanno sicurezze, è un interrogativo che spesso mi pongo. Eppure, mi dico, quali località possono dirsi davvero sicure,e</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/lagire/</link><guid isPermaLink="false">6119976b8432d91264fe9cdd</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 23 Aug 2021 16:06:29 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Cosa spinge le persone ad abitare alcuni luoghi così difficili come un deserto o un'isola sperduta, magari soggetta all'azione di un vulcano, dove tutto è incerto e precario, dove non si hanno sicurezze, è un interrogativo che spesso mi pongo. Eppure, mi dico, quali località possono dirsi davvero sicure,e , sul nostro pianeta, quali aree non sono abitate, forse nessuna.</p><p>Nel corso della sua storia l'uomo si è potuto e dovuto adattare ai climi più difficili, alle situazioni più improbabili, ad oggi forse ancora peggiori a causa del cambiamento climatico. Mai però ha tentennato, anche quando forse avrebbe dovuto.</p><p>Dico questo perché gli ultimi fatti di cronaca su Haiti mi hanno turbato molto. Ultimamente un terremoto violentissimo ha generato una strage in tutto paese, causando morti e feriti e distruggendo palazzi e strutture, ad undici anni dal violento terremoto che tutti ricorderanno sempre nella stessa zona. Ora, è allerta uragano. Solo nel 2021 molti sono stati i disastri ambientali che hanno causato ingenti danni. Poco tempo fa si sentiva parlare delle alluvioni che hanno portato via non solo oggetti ma anche il coraggio e l'allegria nel nord Europa. In molti hanno inoltre patito il caldo estremo, che in tanti casi ha provocato incendi, o le piogge violente in diversi paesi del mondo.</p><p>Tutti questi eventi mi hanno indotta a chiedermi come mai l'uomo ha sempre avuto voglia di scoprire nuovi luoghi e nuove rotte, senza mai indietreggiare davanti ad una natura ostile. La mia prima risposta è stata: la curiosità. L'università statunitense Vanderbilt, a Nashville, nel Tennessee, asserisce, in virtù di alcuni studi compiuti, come la curiosità sarebbe scatenata dalla "zona incerta" nel cervello, il cui nome deriverebbe dal fatto che per molto tempo è stata l'area meno nota ai ricercatori. La curiosità risulta, come la fame, il sonno o la paura, qualcosa di innato nell'uomo. La questione sul perché l'uomo rimanga nei luoghi in cui ha incontrato moltissime difficoltà, rimane però aperta. Alla base di tutto sta il fatto che da sempre ci siamo dovuti adattare alla natura nella quale eravamo nati, la cosa che è cambiata, a mio parere, negli ultimi centinaia di anni, è quella per la quale sembrerebbe la natura a doversi adattare all'uomo. Questo però risulta essere un'utopia. L'uomo da secoli popola il mondo e per altrettanto tempo è stato lui a doversi adattare alla natura, così come tutte le specie. Ecco perché abitiamo gli angoli più impensabili della Terra, perché da sempre lo facciamo. La cosa che sembrerebbe cambiata è il fatto che adesso vorremmo piegare la natura a nostro vantaggio, facendo in modo che essa ci venga incontro, ma non è così facile. Quando questo divenne un'idea umana, in quell'istante avremmo voluto invertire il rapporto natura-uomo ma era impossibile. Il sistema nel quale viviamo è più potente di quanto immaginiamo. Se, ad esempio, si costruisce una diga, non dovremmo sorprenderci, se il fiume devia il suo percorso e nemmeno se un giorno questa diga crollerà, perché è la natura che cerca di riprendersi i suoi spazi. </p><p>Ora, se chiediamo ad un abitante di un luogo particolarmente soggetto a rischio sismico o con climi terribili, se vuole, per tale motivo, cambiare residenza, è ovvio che non vorrà lasciare le proprie abitudini per vivere altrove. Forse dovremmo semplicemente capire che la natura non vuole adattarsi a noi e non ci saranno mai luoghi sicuri al 100%. È bene riconoscere che molte cose sono cambiate a causa dell'inquinamento, il quale ha portato a situazioni terrificanti, ma anche che la natura non ha mai voluto adattarsi all'uomo, ella è consapevole di essere più forte di noi, dovremmo solo accettarlo. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Destinazioni bizzarre]]></title><description><![CDATA[<p>Durante il periodo estivo la mente non può far altro che viaggiare con la fantasia per portarci nei luoghi dove vorremmo essere.</p><p>Personalmente, mi piacerebbe poter vedere il mondo nella sua totale meraviglia e per questo provo interesse verso tutte quelle strutture che ci permettono di visitare davvero una destinazione,</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/destinazioni-bizzarre-2/</link><guid isPermaLink="false">611a53278432d91264fe9cea</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[Viaggio]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 16 Aug 2021 17:50:47 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Durante il periodo estivo la mente non può far altro che viaggiare con la fantasia per portarci nei luoghi dove vorremmo essere.</p><p>Personalmente, mi piacerebbe poter vedere il mondo nella sua totale meraviglia e per questo provo interesse verso tutte quelle strutture che ci permettono di visitare davvero una destinazione, permettendoci comunque nuove esperienze, anche durante il soggiorno vero e proprio!</p><p>A Nairobi, capitale del Kenya, esiste un bellissimo hotel che offre ai turisti l'opportunità di vivere a tu per tu con le giraffe. La città è meta di turismo per svariati motivi e, in particolar modo, per le sue riserve naturali e le specie che popolano queste zone. Una struttura che permette ai visitatori di godere di tutto questo è perciò l'ideale! L'hotel è proprietà di The Safari Collection e risale agli anni '30. Nel suo stile elegante la cosa che più colpisce sono però le giraffe che accompagnano il visitatore nella sua esperienza. Una delle sue particolarità è proprio quella di poter offrire un' esperienza culinaria senza eguali, con le giraffe che possono presentarsi a sorpresa mentre consumi il pasto, regalandoci un'emozione unica e un'occasione irripetibile. L'unica pecca è forse il prezzo ma, per gli avventurosi, è un luogo che sicuramente varrà la pena.</p><p>Per gli amanti del fresco sarà bello sapere che esiste un hotel, in Svezia, più precisamente a Jukkasjarvi, che è costituito interamente da ghiaccio! Non è l'unico esistente ma il primo ad essere stato inaugurato nel 1991. La sua particolarità risulta perciò essere quella di essere un "hotel mutevole", poiché ogni anno c'è bisogno di ricostruirlo da zero, accingendo dal fiume Torne i blocchi di ghiaccio necessari. In alcuni mesi sarà pronta una struttura meravigliosa.</p><p>Un altro materiale assai particolare per la costruzione di un edificio è il sale, ma anche questa volta l'uomo ha saputo utilizzarlo a suo vantaggio. Il risultato è il vastissimo Palacio De Sal in Bolivia, dove ogni anno turisti incuriositi si recano per conoscere i segreti e le potenzialità di questo materiale, in passato così prezioso da essere usato come merce di scambio di altissimo valore. Il sale non è solo l'anima dell'edificio, costruito interamente con esso, ma anche l'attrazione principale nei dintorni. Poco lontano è infatti presente il deserto di sale più grande al mondo: il Salar De Uyuni.</p><p>Tornando per un attimo in Svezia, altra struttura sicuramente da tenere in considerazione è il suggestivo Tree Hotel, particolare perché i turisti amanti della natura avranno la possibilità di soggiornare in baite sospese sugli alberi di una foresta! La cosa migliore è che è a basso impatto ambientale. Perfetto per una vacanza particolare e rispettosa della natura.</p><p>Per chiunque avesse voglia di sognare, immaginandosi con una noce di cocco in riva al mare alle isole Fiji, voglio dare un ulteriore motivo per tenere saldi i risparmi per le vacanze: il Poseidon Undersea resort. Oltre alle splendide palafitte sul mare e alle villette lungo la costa, il resort offre anche l'opportunità di fingersi per un po' sirenette e vivere all'interno di abitazioni a 12 metri di profondità, assolutamente magnifico!</p><p>Volevo ancora parlare di un hotel assai particolare, dove chi non è troppo amante della socializzazione si troverebbe sicuramente a proprio agio. Sto parlando dell'hotel Henn-na in Giappone, dove vi lavorano solo robot! In realtà queste macchine sono del tutto in grado di interagire e svolgono i loro compiti come fossero umani. Anche se mi piacerebbe provare l'esperienza questo mi porta a pormi svariati interrogativi sul ruolo sempre più emergente della tecnologia nel nostro mondo. Questo hotel può essere un buono spunto da cui partire per una riflessione in merito. </p><p>Ovviamente, se parliamo di hotel stravaganti, potremmo andare avanti ore elencandoli, poiché sono molto più diffusi di quel che si pensi. Ovviamente i costi e la stranezza a volte fanno optare le persone a scegliere mete meno particolari, ma è pur sempre bene sapere che a volte, una vacanza, può anche essere divertente e unica nel suo genere. Sostengo inoltre che ognuno di noi abbia il diritto di concedersi di staccare la spina almeno una volta l'anno, per alcuni forse farlo in queste strutture, può essere la soluzione migliore e più divertente. Il mio consiglio è quello di non farsi abbandonare alla routine quotidiana ma di esprimere se stessi in contesti diversi, ove è possibile sperimentare altre sfaccettature della vita.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Vivere con loro]]></title><description><![CDATA[<p>Vi sono due diverse opinioni quando si tratta di dire se gli animali hanno o meno un'anima: alcuni sono convinti di ciò, mentre altri lo negano. Questo è un quesito che mi pongo da molto tempo, da quando, da piccolina, mi imbattei nella scrittrice Silvana De Mari, la quale nel</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/vivere-con-loro/</link><guid isPermaLink="false">611426468432d91264fe98c7</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><category><![CDATA[società]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 12 Aug 2021 14:05:30 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1529778873920-4da4926a72c2?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGFuaW1hbHN8ZW58MHx8fHwxNjI4Nzc3MTIy&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1529778873920-4da4926a72c2?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGFuaW1hbHN8ZW58MHx8fHwxNjI4Nzc3MTIy&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="Vivere con loro"><p>Vi sono due diverse opinioni quando si tratta di dire se gli animali hanno o meno un'anima: alcuni sono convinti di ciò, mentre altri lo negano. Questo è un quesito che mi pongo da molto tempo, da quando, da piccolina, mi imbattei nella scrittrice Silvana De Mari, la quale nel suo libro "L'ultimo Elfo" si poneva il dubbio.</p><p>Alcune religioni hanno tra i loro capisaldi la credenza che gli animali siano talmente importanti da dover necessariamente essere animati e che anche loro si inseriscono nel ciclo delle rinascita divine. Tra queste, l'Induismo e il Buddhismo ad esempio.</p><p>Quello che è certo è che da sempre gli animali hanno costituito una parte importante della nostra realtà. Il semplice fatto di mangiare carne animale è un esempio. L'uomo anche su questo si trova a fare una scelta, alimentarsi o meno di carne, pesce o prodotti di derivazione animale, che, se pur siano elementi indispensabili in una dieta ricca e completa, portano l'essere umano a prendere una decisione che andrà ad influire sulla sua moralità. In alcune religioni è proprio su questo che si basa il sacrificio, ovvero sull'accettare la morte dell'animale sacrificato in virtù di un bene divino superiore, a giustificare il consumo della sua carne.</p><p>Dunque, l'animale è visto, in ogni caso, come un essere partecipe della nostra realtà. Questo non solo per via religiosa o motivo alimentare ma, anche, come compagnia preziosa nelle nostre giornate. Chiunque, in un momento particolare della sua vita, ha provato gioia nel vedere un animale, un essere così particolare, allegro e fondamentale nel nostro ecosistema, deve per forza indurci a provare rispetto nei suoi confronti. Purtroppo alle volte non è così. Ancora molti sono coloro che maltrattato o abbandonano un animale, senza rendersi conto di compiere un vero e proprio crimine contro il mondo. Il picco di abbandono di animali risulta nel periodo estivo, per le difficoltà incontrate dai proprietari nel momento della partenza per le vacanze, in particolare, arrivano al 25-30% dei casi. Un altro crimine nei loro confronti possono essere gli allevamenti intensivi, dove non vengono curati e dove questi sono sfruttati e maltrattati. Un consiglio per tutti è quello di evitare carne proveniente da quest'ultimi e cercare, per quanto possibile, di comprare carne, latte, uova o altri beni di consumo animale da fonti certe e certificate. La scelta se consumare o meno questi prodotti è libera, sta però ad ognuno impegnarsi affinché l'acquisto di tali beni non vada ad alimentare un mercato sbagliato.</p><p>Gli animali sono anche importantissimi nella nostra quotidianità. Non solo i tipici compagni di casa nostra, come gatti o cani ma anche criceti, cavalli, caprette, serpenti o pappagalli! Conosco molte persone che si circondano di animali molto particolari e che ne ricevono benefici intensi e duraturi. L'animale è pur sempre un essere vivente e bisogna ricordare sempre che ha bisogno di attenzioni e cura, ma proprio queste a volte riescono a donarci allegria, immagino la gioia che si prova a fare il bagno al proprio pappagallino mediante uno spruzzino!</p><p>L'animale che vive con noi è di fatto un benessere immenso e molti sono gli studi scientifici a dimostrazione di ciò. Sul Journal of Personality and Social Psychology, ad esempio, è apparso uno studio che dimostrerebbe come chi possiede animali sia maggiormente attivo nei rapporti sociali.</p><p>Non solo, gli animali risultano indispensabili quando si trattano di accompagnare anziani o persone con diverse disabilità. Sempre maggiori sono i cosiddetti "animali guida" per i non vedenti. Quest'ultimi vengono addestrati in modo da diventare come gli occhi della persona, accompagnandola ovunque e facendo in modo da evitare gli ostacoli durante il percorso. </p><p>Inoltre, avere un animale, gioverebbe nei casi di depressione, in aumento sono i casi di patologie di questo genere curate con la pet-therapy. Alcuni studi dimostrano anche che l'accarezzare un animale aumenterebbe la seratonina, ovvero l'"ormone della felicità", riducendo anche la pressione arteriosa. </p><p>Per quanto riguarda il nostro interrogativo iniziale forse mai sapremo se gli animali hanno o meno un'anima, una cosa è però certa: sanno donarci allegria in qualsiasi occasione, se siamo portati ad accoglierli. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La cultura Americana]]></title><description><![CDATA[<p>"L'America è non solo una nazione ma una nazione di nazioni" diceva Lyndon B. Johnson, 36° presidente degli Stati Uniti d'America. Il detto ci aiuta a comprendere meglio questo vasto continente, formato da una moltitudine di culture, ideali e persone diverse. L'america non è solo quella raccontata in televisione ma</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-cultura-americana/</link><guid isPermaLink="false">610d6f578432d91264fe9656</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 09 Aug 2021 08:20:56 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>"L'America è non solo una nazione ma una nazione di nazioni" diceva Lyndon B. Johnson, 36° presidente degli Stati Uniti d'America. Il detto ci aiuta a comprendere meglio questo vasto continente, formato da una moltitudine di culture, ideali e persone diverse. L'america non è solo quella raccontata in televisione ma racchiude tantissimo, storie di crisi, speranza e difficoltà. A volte ci lasciamo ingannare dall'idea del "sogno americano" senza tenere in considerazione che, in questo enigmatico paese, esistono anche contesti difficili, fatti di fatica, lavoro duro e grosse problematiche. </p><p>Se saliamo a nord troviamo, a dominare il panorama culturale, uno stato difficile da raggiungere, non solo per noi europei ma per chiunque volesse trasferirvisi, ovvero il Canada, con i suoi paesaggi meravigliosi e incontaminati e il suo simbolico sciroppo d'acero, prodotto tipico del paese. Proprio in virtù del fatto che servano numerosi visti e permessi per potervi accedere può farci pensare ad una realtà dominata dalla disparità e dal razzismo ma non è così. Al suo interno risulta comunque fondato su una lunga storia di migrazione anche recente che rende la sua cultura mista e libera da pregiudizi. L'unica vera difficoltà risulta perciò entrare, burocraticamente parlando. Aspetti negativi risultano essere però il clima rigido e la complicata realtà di paese che si distanzia molto dalla vita cittadina, poiché nei piccoli paesini si vive in maniera più isolata e spesso lontana da molte comodità. La loro società è bilingue, convivono infatti l'inglese e il francese, un'eredità coloniale, per la quale risultano essere anche portati verso le arti quali cinema, teatro o danza e musica. Dal punto di vista culinario si districano tra quello che la terra può offrire e quello che hanno appreso dai colonizzatori, per cui non vi sono prodotti tipici di particolare rilievo, tranne forse il già citato sciroppo d'acero e delle patatine ricoperte con varie salse chiamato poutine. Lo sport è invece parte integrante nella vita dei canadesi. Un esempio è rappresentato dal l'importanza dell'hockey su ghiaccio. I loro usi e costumi fanno perciò del Canada una nazione fresca e accogliente, anche gli abitanti sono portati alla cordialità e all'integrazione, non hanno paura di conoscere nuove realtà e sono quindi disposti ad aprirsi al mondo. </p><p>Spostandoci più verso sud, ma comunque parlando del nord America, vi troviamo un grande protagonista della storia:gli Stati Uniti d'America,meta di moltissimi turisti da tutto il mondo. Se gli USA sono visti in maniera a volte idilliaca, presentandosi nei film e nei teatri come portatrici di valori saldi, di college prestigiosi e di tanto patriottismo, senza escludere che essa sia anche tutto ciò, è però fondamentale analizzarne le criticità e la precarietà che si respira. Solo ascoltando la sua "voce" possiamo capirne davvero lo spirito. Ci troviamo infatti in un mondo formato da più carratteristiche. Ascoltando pertanto la sua vera natura riusciamo a comprenderla davvero. Molti rapper, ad esempio, ci cantano della fatica che si può provare ad essere americani, in primo luogo perché risulta essere un paese ancora portato verso la discriminazione e al razzismo e in seguito anche per le incertezze che nascono dal fatto di non avere punti saldi a cui aggrapparsi, come l'assistenza sanitaria che in pochi possono permettersi. Non tutti hanno la possibilità di curarsi in maniera adeguata. D'altra parte esistono anche numerose realtà "di strada", di quartieri lontani alle grandi metropoli, dove si respira aria di malessere. Stiamo infatti parlando di una nazione in cui emergere tendenzialmente è difficile. Al di là di questo ci inoltriamo in un paese molto diverso dal nostro, ove l'alcol, ad esempio, è visto, fin dai tempi del proibizionismo, come una grossa piaga sociale e dove la mancia, soprattutto ai camerieri, è resa quasi obbligatoria poiché per loro costituisce il miglior modo per ottenere un compenso ragionevole. Sono inoltre persone, gli statunitensi, i quali difficilmente si immergono nella conoscenza di ciò che non conoscono, hanno molte feste particolari come la tradizionale festa del ringraziamento o halloween e tengono molto alla patria. Tutto questo ci porta a capire quanto la nostra cultura sia diversa dalla loro e quanto quest'ultimi possano essere spaesati una volta giunti nel nostro continente. </p><p>L'america è, come già accennato, un paese enorme e non vi troviamo poche o semplici realtà ma una vasta gamma di culture e tradizioni. </p><p>L'America meridionale è anch'essa un contesto da prendere in considerazione. La loro storia è travagliata, fatta di battaglie e sacrifici per ottenere una vita migliore, cosa che purtroppo non è ovunque vera, come ad esempio, nelle favelas, quartieri poveri, dove le persone spesso si arrendono alla loro condizione e vivono nella miseria. Se vogliamo capirne però la vitalità che comunque tende a caratterizzare i popoli ricordiamo come in America Latina siano caratteristiche le festività, come il carnevale o il ballo. La popolazione si identifica principalmente in tre sottogruppi culturali, ovvero gli amerindi, gli atzechi e gli afro-americani collocati in modo diverso nel territorio. È un mondo che però presenta molti tratti in comune e tra questi riscontriamo purtroppo alcune tematiche di crisi, come quella ambientale, dovuta in particolare alla deforestazione causata dallo sfruttamento intensivo della foresta amazzonica. </p><p>Prendendo velocemente in considerazione queste caratteristiche generali ho potuto rendermi conto di quanto l'america sembri un luogo diverso nelle sue parti, dalle mille sfumature, fatte di un passato difficile, che però ha dovuto porsi di fronte ad uno straniero, principalmente i conquistatori europei, che spesso hanno sfruttato le popolazioni locali e le hanno piano piano estirpate dai loro luoghi d'origine. Mi chiedo cosa sarebbe successo se, invece che una lotta continua, ci fossero stati incontri più pacifici e di integrazione. Forse ci si sarebbe resi conto che la vera ricchezza non veniva dall'oro di quei paesi o dallo sfruttamento delle sue risorse umane e ambientali, bensì dall'ascolto di racconti di un passato formato da culture diverse e preziose, modellate su società altrettanto importanti. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La cultura asiatica]]></title><description><![CDATA[<p>Dopo aver analizzato insieme la figura del mediatore culturale calato nella realtà africana (vedere articolo precedente "la cultura africana") anche per quanto riguarda l'Asia e le sue mille sfumature è possibile comprenderne meglio le peculiarità.</p><p>Questo è infatti un continente estremamente ampio, teatro di numerose realtà culturali che non primeggiano</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-cultura-asiatica/</link><guid isPermaLink="false">60feeba48432d91264fe8b26</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 29 Jul 2021 06:39:00 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1535139262971-c51845709a48?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fEFzaWF8ZW58MHx8fHwxNjI3NDA3MjM0&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1535139262971-c51845709a48?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fEFzaWF8ZW58MHx8fHwxNjI3NDA3MjM0&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="La cultura asiatica"><p>Dopo aver analizzato insieme la figura del mediatore culturale calato nella realtà africana (vedere articolo precedente "la cultura africana") anche per quanto riguarda l'Asia e le sue mille sfumature è possibile comprenderne meglio le peculiarità.</p><p>Questo è infatti un continente estremamente ampio, teatro di numerose realtà culturali che non primeggiano le une sulle altre ma si combinano a vicenda, vi troviamo un mix talvolta eterogeneo e altre frammentato di usi e costumi locali.</p><p>Superando i 3 milioni di abitanti, distribuiti in maniera disomogenea nel territorio, rimane il continente più grande con sfaccettature climatiche, ambientali e sociali tra le più diversificate.</p><p>Vi sono due grandi gruppi etnici: mongoloide, prevalente in Cina o Giappone, così come in Mongolia, Indochina o Indonesia ed europide, prevalente nei territori mediterranei fino all'India. Entrambi i gruppi hanno particolarità fisiche e strutturali diverse. Qui vorrei prendere in considerazione anche i territori più a nord, ove rimane la Russia, composta da più gruppi etnici data la sua vastità.</p><p>Una teoria conosciuta, la quale mette in campo la realtà che vogliamo analizzare, è quella degli "Shared values", ovvero l'insieme di istituzioni e le ideologie politiche asiatiche. Secondo questa teoria la cultura asiatica è estremamente diversificata e complessa e include le influenze di numerose religioni e filosofie. I condizionamenti arriverebbero infatti dal Buddhismo, dal Taoismo, dal Confucianesimo, dall'Induismo e dall'Islam, oltre che dalla spiritualità zen e la filosofia yoga. Questi "valori asiatici", grazie ai quali ne comprendiamo le idee e le caratteristiche, anche calati nella realtà italiana, dove molti appartenenti a questa cultura vivono e convivono con noi, sono numerosi. Essi comprendono una predisposizione verso una tipologia di governo a partito unico, la voglia di mantenere l'armonia sociale, la preferenza verso il bene collettivo, la lealtà e il rispetto per le autorità come genitori, insegnanti o il governo, il sostegno ai governi autoritari, come accade ad oggi in Corea, la preoccupazione per la società e l'economia, piuttosto che le libertà civili o i diritti umani. Un esempio di tutto ciò è dato dalla legge, da poco abolita, del figlio unico per le famiglie, in virtù del mantenimento di una certa soglia di popolazione per evitare il sovraffollamento. Una richiesta che noi possiamo valutare disumana e contro natura in Cina è stata invece accolta, poiché la loro visione del mondo si basa sulla preferenza a fare il bene comune, nel rispetto delle autorità.</p><p>Anche le loro usanze, come i costumi locali, sono le più diverse. Ad esempio in molti stati, come il Giappone, vi è una marcata preferenza verso le pelli chiare e candide. Il bianco è anche il colore del lutto a differenza nostra. Uno dei luoghi comuni più diffuso è quello di vedere gli asiatici come coloro che "non usano la carta igienica" quando, in realtà, sono le fognature locali a non essere adatte allo smaltimento di quest'ultima e loro, per la pulizia, usano direttamente l'acqua. Inoltre, quando ci approcciamo loro, è bene ricordarsi che non amano come noi il contatto fisico o gli abbracci. Gli orientali, in genere, sono portati all'autoaccusa, alimentando i sensi di colpa ma anche ad un pensiero che si distanza dai beni terreni e materiali. Guardano più l'insieme che il dettaglio e, per queste loro attitudini di pensiero, hanno dato vita alla "mindfulness", una tecnica ben realizzata di meditazione, autoriflessione e rilassamento che è molto usata nella cura di disturbi emotivi come la depressione. Questo perché la persona è importante ed è tale poiché messa in relazione con le forze del mondo esterno e gli altri, che vanno rispettati.</p><p>Anche gli antichi testi cinesi e orientali, a differenza dei nostri che esaltano gli eroi individuali che salvano il mondo, mettono invece l'accento sull'armonia nello stare con gli altri e la natura.</p><p>In Giappone e Cina ritroviamo, quasi a simbolo della loro cultura, i famosi "manga" e "anime", i quali sono, rispettivamente, i fumetti e i film. Vi sono pertanto diverse tipologie di questi e si differenziano per il target e i temi analizzati.un esempio carino, che spiega la profondità di tematiche che a volte vengono da noi ignorate, è dato dal film "Il mio vicino Totoro" di Hayao Miyazaki, che però racchiude un significato profondo, Totoro è infatti un essere peloso e animalesco che rappresenterebbe la morte. </p><p>Anche il fenomeno di Bollywood in India è simbolo dell'importanza dell'arte della rappresentazione visiva per l'Oriente. </p><p>Altri elementi importanti nella cultura asiatica sono la cucina, anche qui notevolmente diversificata e complessa e lo sport, come il karate o lo Judo negli stati più ad oriente o la lotta equestre e marziale in generale nel resto del continente. </p><p>La Russia, in tutto ciò, rappresenta anch'essa un'importante fetta dell'Asia. Il "carattere russo" è intrinseco di cordialità,misericordia, generosità e semplicità, anche se noi spesso li immaginiamo aggressivi o rudi. La resilienza è comunque un tratto comune molto importante. I costumi tradizionali e le feste di questo popolo lo distinguono anche da altri. </p><p>Avendo qui parlato di una parte così vasta del nostro pianeta, spero vivamente che il messaggio che sia trapelato sia questo: la vita di ognuno è complessa proprio perché viviamo in un mondo di simboli e attitudini diverse le une alle altre, da non condannare ma accettare e imparare ad amare. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La cultura africana]]></title><description><![CDATA[<p>In pochi si rendono conto di quanto sia fondamentale, a livello scolastico, lavorativo ma anche sociale, la figura del mediatore culturale. Quest'ultimo è possibile definirlo come un individuo il quale ha il ruolo di mediare, per l'appunto, tra varie culture, permettendo uno scambio diretto e sincero tra i partecipanti di</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-cultura-africana/</link><guid isPermaLink="false">60fd31c2dde7940d9e018f79</guid><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 28 Jul 2021 06:37:00 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1547471080-7cc2caa01a7e?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGFmcmljYXxlbnwwfHx8fDE2Mjc0MDcyNjA&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1547471080-7cc2caa01a7e?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGFmcmljYXxlbnwwfHx8fDE2Mjc0MDcyNjA&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="La cultura africana"><p>In pochi si rendono conto di quanto sia fondamentale, a livello scolastico, lavorativo ma anche sociale, la figura del mediatore culturale. Quest'ultimo è possibile definirlo come un individuo il quale ha il ruolo di mediare, per l'appunto, tra varie culture, permettendo uno scambio diretto e sincero tra i partecipanti di una conversazione o di un approccio conoscitivo. Non solo, entrare a far parte di un mondo sociale diverso da quello di nascita, può spesso causare incomprensioni tra i diversi partecipanti al contesto. Un esempio concreto è dato dalla difficoltà che alcuni bambini, trasferitosi da altre nazioni, hanno di inserirsi in una classe di alunni della stessa età ma con radici culturali molto diverse. Ciò può infatti causare uno scompenso educativo che si distanza dalla semplice difficoltà legata al linguaggio. Il lavoro del mediatore può essere considerato scontato o di poca importanza ma non è così. La storia ci dimostra il contrario se pensiamo ad esempio al grande potere esercitato sui popoli dall'impero romano. Il loro segreto era infatti uno:il rispetto delle varie ideologie locali, senza pretendere ai popoli di modificare il loro pensiero o il loro credo, rimanendo fedeli a sé stessi. Solo così facendo l'impero ha avuto un saldo e duraturo potere.</p><p>Tutto questo sta ad evidenziare il fatto che è molto importante considerare l'altra persona come un individuo dotato di un pensiero nato in una determinata società e perciò soggetto ad interpretazioni del mondo proprie e soggettive.</p><p>Ora, vorrei focalizzarmi in particolar modo sulla cultura africana.</p><p>Sul sito di Amref Health Africa, organizzazione che offre supporto alle popolazioni africane, troviamo vari spunti interessanti. Mi ha colpito in particolar modo ciò che viene detto a proposito di come può essere vista l'Africa attraverso i social, la TV o i giornali; ricerca svolta dall'organizzazione in collaborazione con l'osservatorio di Pavia. Rispetto al 2019, ci sono state circa il - 55% di notizie di cui il 51% si occupa dell'Africa in Italia e il 34% hanno come tema il terrorismo o la guerra. Vi è, perciò, ogni 58 ore, un solo riferimento al continente africano. Nei post, su un campione di 8mila analizzati, il 28% riguarda la Libia. In TV solo 2 produzioni su 30 presentano una totale immersione culturale.</p><p>Nei giovani è stato visto, attraverso una simpatica intervista realizzata insieme ai ragazzi nelle scuole, come essi vedano l'africa. Alla domanda su cosa provassero quando sentivano nominare "Africa" , quest' ultimi rispondono "caldo", "povertà", "scarsità di risorse", "deserto", "malattia", "tristezza" e riferiscono come le deduzioni vengano indotte da film o dalle reti di informazione. L'accento viene messo sulle pubblicità, in grado di far provare pena, verso queste realtà, inducendo alla donazione di soldi per l'aiuto.</p><p>Per quanto concerne il mio vissuto personale, posso dire che spesso gli africani vengano vissuti come intrusi, sporchi, inferiori, andando ad alimentare il razzismo e le discriminazioni.</p><p>Le persone sono però molto più complesse di così. Parlando con numerose donne, ad esempio, dell'usanza da noi europei spesso criticata di portare il velo, loro non ci raccontano di angoscia o timore, ma ci fanno capire come per loro questo gesto sia importante. Esso ha un significato profondo, raccontano, '' è espressione del nostro credo e dell'amore che proviamo verso i nostri uomini, i quali sono gli unici a cui concediamo l'onore di ammirare una parte così bella di noi come i capelli''. Gli africani, in generale, hanno a cuore le loro usanze e sono persone estremamente spirituali. La loro cultura è inoltre caratterizzata da una cucina tipica, dagli aromi forti e sono inoltre considerati un popolo festoso. La loro vitalità è pertanto caratterizzata da una moltitudine di usi e costumi che perciò non possono essere stigmatizzati entro categorie chiuse o prive di ampia visione, non possiamo perciò dire '' tanto sono tutti uguali'' poiché umanamente e culturalmente non è affatto così. </p><p>Storicamente parlando è anche scorretto valutare gli altri popoli come "completamente altro" da noi, siccome la culla dell' umanità è stata l'Africa. Citando lo studioso Guido Barbujani "gli africani siamo noi". Allontanarci dal nostro sguardo spesso etnocentrico è d'aiuto nella valutazione più corretta e oggettiva dell'"altro". Purtroppo un'altra ragione che può indurre al razzismo sono le migrazioni, valutate come un pericolo alla nostra realtà culturale. Riprendendo a ciò che abbiamo accennato prima si può invece ricalcare l'idea che l'uomo da sempre si sposta ed è solo grazie a questi che è nata l'umanità come la conosciamo oggi. </p><p>Allontaniamoci dagli stereotipi, valutiamo i bisogni altrui come importanti e non giudichiamo a priori. Solo dallo scambio e dall'aiuto reciproci ne traiamo davvero qualcosa. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[R. I. P. plastica]]></title><description><![CDATA[<p>In quest'ultimo periodo spesso sento parlare dell'eventualità di abbandonare la plastica o, almeno, quella non riciclata. In molti si chiedono se, effettivamente, le future azioni del governo andranno a gestire questa situazione e come si procederà. La cosa certa è che ci sembra impossibile un mondo senza questo materiale, il</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/r-i-p-plastica/</link><guid isPermaLink="false">60f5c92edde7940d9e018c66</guid><category><![CDATA[ambiente]]></category><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:05:00 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1571727153934-b9e0059b7ab2?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fHBsYXN0aWN8ZW58MHx8fHwxNjI2ODE3MjE1&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1571727153934-b9e0059b7ab2?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDJ8fHBsYXN0aWN8ZW58MHx8fHwxNjI2ODE3MjE1&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="R. I. P. plastica"><p>In quest'ultimo periodo spesso sento parlare dell'eventualità di abbandonare la plastica o, almeno, quella non riciclata. In molti si chiedono se, effettivamente, le future azioni del governo andranno a gestire questa situazione e come si procederà. La cosa certa è che ci sembra impossibile un mondo senza questo materiale, il quale compone anche gli oggetti più inaspettati. Se ci pensiamo forse mai diremmo che elementi in plastica compongono le salviette umidificate, lo smalto,alcune bustine di the, tessuti sintetici, scontrini o chewing gum, ancora meno ipotizziamo che microplastiche si annidano nel sale da cucina che usiamo abitualmente, eppure, una ricerca di Greenpeace e dell'università sudcoreana di Incheon dimostrerebbe quest'ultimo fatto. Non solo, ulteriori ricerche condotte dal sito di informazione no profit Orb Media, testando 159 campioni d'acqua potabile di diverse città ha confermato che microplastiche sono contenute addirittura in ciò che beviamo, per non parlare del cibo introdotto.</p><p>D'altronde, se ci fermiamo a pensare, la plastica è ovunque, rappresentando il 94% dei rifiuti urbani italiani. Sul sito del WWF è inoltre evidenziato come la produzione mondiale sia passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali.</p><p>La plastica si trova pertanto negli oceani, nei ghiacciai e nei luoghi più inaspettati. È, inoltre, il terzo materiale più diffuso al mondo dopo l'acciaio e il cemento, con la differenza che è molto più dannosa e dispersiva.</p><p>La plastica è un materiale essenziale in certe misure ma quello che preoccupa è quando quest'ultima viene utilizzata in eccesso e soprattutto disperdendola nell'ambiente. Essa è composta da carbonio e idrogeno derivati dal petrolio e dal metano e perciò risulta dannosa agli esseri viventi. </p><p>L'Europa ha deciso di muoversi verso alcuni cambiamenti. Il parlamento ha da poco approvato una nuova legge che vieta l'uso di articoli in plastica monouso come piatti, posate o cannucce con 560 voti favorevoli, 35 contrari e 28 astenuti. Inoltre maggiori controlli sul reciclaggio e sulla produzione, introducendo multe verso chi non rispetta l'ambiente o il recupero.  Gli stati si impegnano inoltre a raggiungere la raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2029, le quali dovranno essere costituite per il 25% di materiale di recupero entro il 2025. Un passo in avanti verso un'economia circolare. </p><p>Nel nostro piccolo alcune azioni possono aiutare a limitare il consumo di plastica. Ad esempio  riutilizzando bottiglie di vetro riempiendo con acqua proveniente dagli appositi erogatori, di recente messi a disposizione in molti paesi, a basso costo, oppure riducendo l'acquisto e l'utilizzo di prodotti in plastica, in particolar modo non riciclata. Evitare di usare buste in plastica e comprare alimenti sfusi sono altre idee. </p><p>Anche se ci sbra impossibile vivere senza basta pensare a quando questa era quasi assente nella quotidianità e riflettere su ciò che significherebbe davvero vivere in un mondo soggetto alla plastica. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Fare una scelta]]></title><description><![CDATA[<p>'' Picnic all'inferno</p><p>‌‌Siamo cotti a fuoco lento‌‌</p><p>Siamo carne per avvoltoi‌‌</p><p>E gira e gira siamo sempre noi‌‌</p><p>Picnic all'inferno</p><p>‌‌Mangio plastica e cemento‌‌</p><p>Siamo nudi e siamo armati‌‌</p><p>Siamo quelli che si sono alzati‌‌</p><p>Picnic sull'ascensore per l'inferno</p><p>‌‌Piccola guerriera‌‌</p><p>Figlia della luna‌‌</p><p>L'uomo è l'animale più feroce</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/fare-una-scelta/</link><guid isPermaLink="false">60f4875edde7940d9e018bb7</guid><category><![CDATA[società]]></category><category><![CDATA[scienza]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 19 Jul 2021 09:33:49 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1616943412395-5ecf65f437d1?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDN8fHNtb2d8ZW58MHx8fHwxNjI2Njg3MTc0&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1616943412395-5ecf65f437d1?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDN8fHNtb2d8ZW58MHx8fHwxNjI2Njg3MTc0&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="Fare una scelta"><p>'' Picnic all'inferno</p><p>‌‌Siamo cotti a fuoco lento‌‌</p><p>Siamo carne per avvoltoi‌‌</p><p>E gira e gira siamo sempre noi‌‌</p><p>Picnic all'inferno</p><p>‌‌Mangio plastica e cemento‌‌</p><p>Siamo nudi e siamo armati‌‌</p><p>Siamo quelli che si sono alzati‌‌</p><p>Picnic sull'ascensore per l'inferno</p><p>‌‌Piccola guerriera‌‌</p><p>Figlia della luna‌‌</p><p>L'uomo è l'animale più feroce sulla terra‌‌</p><p>Siamo sempre in guerra‌‌</p><p>Contro l'indifferenza''</p><p>Cantava Piero Pelù nel 2019. La mia anima rock vuole qui ricordare queste parole come un mantra, un invito a fermarci e riflettere sulla nostra condizione di vita e il nostro impegno ambientale. Come associare natura e cultura, come realizzare che non siamo soli nel mondo, che di pianeta Terra ne esiste solo uno e che proprio per questo dobbiamo tenerci attivi nella lotta contro i cambiamenti climatici, rimangono incognite troppo spesso ignorate. Nel nostro piccolo in realtà tante sono le azioni che potremmo svolgere: rispettare le norme cercando di consumare meno o gestire al meglio la raccolta differenziata, ridurre consumi e spostamenti in auto, riutilizzare, mangiare meno carne evitando in particolare quelle derivanti da allevamenti intensivi ad alto consumo, utilizzare meno acqua, magari spegnendo il getto quando non è indispensabile, se possibile usufruire di energie rinnovabili. Sicuramente, per i più volenterosi, anche seguire o iscriversi ad associazioni quali Greenpeace oppure WWF, ad oggi molto attive nella lotta contro i cambiamenti climatici e le specie in via d'estinzione. Proprio il WWF ha infatti posto l'accento sul comportamento di alcuni animali i quali sarebbero stati influenzati dall'inquinamento e dal riscaldamento globale. Alcuni hanno infatti cambiato luoghi o periodi di migrazione, altri si spostano verso habitat diversi e climi più consoni alla sopravvivenza. Inoltre numerosi sono i casi in cui si è riscontrato la fioritura anticipata di organismi vegetali, rispetto alle solite tempistiche. </p><p>Anche gli uomini sono esseri viventi i quali vanno ad inserirsi in una catena biologica e ambientale che si sta modificando a causa delle variazioni ambientali e l'inquinamento. Proprio perché questi cambiamenti sono stati così repentini l'evoluzione non ha permesso al pianeta e alle specie di adattarsi e numerosi sono i casi in cui è aumentata la sofferenza. L'idea umana attuale è stata spesso quella di essere l'essere maggiormente sviluppato andando quasi a giustificare l'atto in sé, senza rendersi conto di quanto potesse provocare a lungo termine. Sembrerebbe quasi che sia l'ambiente a doversi adeguare all'uomo quando proprio la nostra storia evolutiva ci racconta l'ppposto. L'OMS (organizzazione mondiale della sanità) ha infatti stimato che i fattori di stress ambientali siano responsabili per il 12-18% dei decessi nei paesi aderenti in Europa. </p><p>Anche l'essere umano è un animale in fondo e anche noi per secoli abbiamo dovuto adattarci all'ambiente in cui viviamo, ora sembra quasi l'opposto, ma è di per sé utopico pensarlo. </p><p>L'anidride carbonica è aumentata del 147%, il metano del 259% e il protossido di azoto del 123% rispetto ai livelli preindustriali. La nuova impostazione economica vuole pertanto affrontare di petto queste problematiche, puntando ad abbandonare gradualmente il carbonio ma sicuramente molta strada è ancora da percorrere e l'impegno di tutti rimane fondamentale. </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il colore che attira]]></title><description><![CDATA[<p>Sul vocabolario, alla parola '' colore'', viene associata una lunga spiegazione scientifica che forse non rispecchia in assoluto quello che per noi rappresenta davvero questo elemento. Se parlassimo con un artista ci direbbe che per lui il colore è il cuore dipinto, che essi siano scuri o chiari in qualche</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-colore-che-attira/</link><guid isPermaLink="false">60ec9267dde7940d9e0189d6</guid><category><![CDATA[società]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 13 Jul 2021 10:58:14 GMT</pubDate><media:content url="https://images.unsplash.com/photo-1502691876148-a84978e59af8?crop=entropy&amp;cs=tinysrgb&amp;fit=max&amp;fm=jpg&amp;ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGNvbG9yc3xlbnwwfHx8fDE2MjYxNzM4NzA&amp;ixlib=rb-1.2.1&amp;q=80&amp;w=2000" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://images.unsplash.com/photo-1502691876148-a84978e59af8?crop=entropy&cs=tinysrgb&fit=max&fm=jpg&ixid=MnwxMTc3M3wwfDF8c2VhcmNofDF8fGNvbG9yc3xlbnwwfHx8fDE2MjYxNzM4NzA&ixlib=rb-1.2.1&q=80&w=2000" alt="Il colore che attira"><p>Sul vocabolario, alla parola '' colore'', viene associata una lunga spiegazione scientifica che forse non rispecchia in assoluto quello che per noi rappresenta davvero questo elemento. Se parlassimo con un artista ci direbbe che per lui il colore è il cuore dipinto, che essi siano scuri o chiari in qualche modo ci trasmettono qualcosa, ci attirano e emozionano.</p><p>Anche se oggi vedere '' a colori'' è per noi scontato, non è sempre stato così. Per prima cosa voglio sfatare un mito: i neonati non percepiscono i colori in maniera completa, come se vedessero in bianco e nero quegli stralci di mondo che riescono a scrutare. Solo successivamente infatti si sviluppano i fotorecettori sensibili alle variazioni cromatiche della luce. Così, anche molti animali non vedono i colori. Detto ciò è più facile accettare il fatto che l'essere umano non ci ha sempre '' visto chiaro''. I nostri antenati percepivano semplicemente il bianco e il nero e, nel corso dell' evoluzione, passando attraverso diverse fasi, che vanno dalla vista del rosso e dell'ultravioletto, per poi passare al verde e infine al blu si è giunti ad una capacità visiva straordinaria.</p><p>Gli studi vennero pubblicati da un biologo della Emary University di Atlanta, Yokoyana, il quale scoprì che questo importante passo evolutivo si compì grazie a 5 classi di proteine che si trovano nei fotorecettori della retina dei mammiferi e che hanno permesso a questi animali di modificare la loro percezione cromatica. In 60 milioni di anni perciò l'uomo è passato da una visione con sensibilità ridotta al rosso e all'ultravioletto fino a comprendere tutta la gamma di colori dello spettro, ultravioletti esclusi.</p><p>Quindi per noi, ad oggi, anche se può sembrare scontato, non è difficile capire l'importanza che i colori rappresentano, non solo a livello visivo, ma anche emotivo. Alcuni studi hanno infatti rivelato che alcuni di essi hanno la capacità di influenzare noi stessi e le nostre emozioni. Ad esempio è stato visto come il rosso abbia la capacità di far aumentare la frequenza cardiaca mentre altri ci farebbero rilassare. Il nostro cervello è perciò in grado di associare delle sensazioni a un particolare colore. Il bianco ci dona pulito e purezza, il blu confidenza e lealtà, il verde è il colore della crescita e della pace, ancora vediamo associare il giallo alla felicità.</p><p>Un altro esempio dell'importanza dei colori è dato dalla cultura, poiché quest'ultima è in grado di plasmare le nostri menti e contribuisce perciò all'associazione di determinati colori a significati, persone, simboli. Basti pensare a quando nasce un bambino e subito lo si associa ad un colore in base al sesso, scelta puramente arbitraria ma che ora è la normalità. Un ulteriore esempio è dato dal noto simbolo dei cerchi olimpici, ove ad ogni colore viene associato un continente e avremo perciò il verde per l'Europa, il rosso per l'America, il giallo per l'Asia, il nero per l'africa e il blu dell'Oceania. </p><p>Quindi i colori sono importanti da molti punti di vista, nella quotidianità ormai non facciamo più caso a loro, ma ogni tanto sarebbe bello potersi fermare ad osservare le cose e pensare a quanto siamo fortunati: vediamo i colori e le loro sfumature! </p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Cosa si può nascondere dietro un fiocchetto lilla]]></title><description><![CDATA[<p>Mi piace pensare spesso che le persone incontrate siano felici o spensierate ma la maggior parte delle volte non è proprio così: tanti possono essere i motivi per cui qualcuno può star male e ciò mi fa riflettere su quanto un sorriso sia una grande dimostrazione di coraggio, sempre e</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/cosa-si-puo-nascondere-dietro-un-fiocchetto-lilla/</link><guid isPermaLink="false">60e757fcdde7940d9e01885f</guid><category><![CDATA[società]]></category><category><![CDATA[Cultura]]></category><dc:creator><![CDATA[Giorgia Balbi]]></dc:creator><pubDate>Fri, 09 Jul 2021 08:51:32 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace pensare spesso che le persone incontrate siano felici o spensierate ma la maggior parte delle volte non è proprio così: tanti possono essere i motivi per cui qualcuno può star male e ciò mi fa riflettere su quanto un sorriso sia una grande dimostrazione di coraggio, sempre e comunque.</p><p>Qui vorrei parlare di un simbolo che sicuramente in molti hanno visto ma che di rado ci si sofferma ad interpretare:il fiocchetto lilla. Perchè un oggetto così banale è invece importante è presto comprensibile.</p><p>Facciamo un piccolo passo indietro, all'incirca 30 anni fa, dove in America per la prima volta veniva scelto il simbolo per diffondere, radunare, supportare, dare voce a chi si porta dietro il macigno di un "DCA", ovvero un disturbo del comportamento alimentare. Il fiocco è simbolo di quella speranza che si vuole donare a chi soffre di questa malattia subdola, molto diffusa ma sovente ignorata, non per cattiveria ma forse perchè non si conosce a sufficienza. Il simbolo significa infatti rispetto, supporto,incoraggiamento..</p><p>Dal 2012, ogni 15 marzo, si festeggia la giornata del fiocchetto lilla contro i DCA. E' stata scelta questa data, in particolare, in memoria di una ragazza deceduta a causa di questi disturbi, la quale probabilmente non era stata presa in carico in tempo da nessun curante o struttura. Proprio suo padre, affinchè nulla di tutto ciò possa più accadere, ha voluto perciò ricordarla in questo modo.</p><p>Ma cosa vuol dire avere un DCA si chiederanno in molti. E' una domanda più che legittima e molto complicata. Innanzi tutto vorrei soffermarmi sul disturbo in sè. Non si tratta solamente di anoressia nervosa, forse la più conosciuta, ove la persona è portata a rifiutare il cibo, qua si vuole parlare anche di tutte le patologie purtroppo spesso ignorate, come bulimia,binge eating(disturbo da alimentazione incontrollata) o obesità. Non si tratta nemmeno di aspetto fisico, alla base sta una sofferenza più profonda, che decide di manifestarsi in tal modo. Un'altra cosa su cui soffermarsi è quello di sfatare il mito per il quale solo le ragazze si possono ammalare, in realtà, pur essendo in prevalenza femminile, non sono pochi i casi in cui le stesse difficoltà si sono presentate in ambito maschile. Chi vive questo problema è nella condizione di dover lottare quotidianamente contro sè stesso. Il cibo è infatti qualcosa di cui on poter fare a meno per sopravvivere e il solo fatto  di averne a disposizione in quantità nella nostra società spesso non fà pensare a quest'ultimo come inavvicinabile,un nemico o come l'unica cosa in grado di riempire il vuoto dell'anima, come avviene invece in molti DCA.</p><p>Fortunatamente negli ultimi anni ci si è resi conto dell'importanza del fenomeno e tanti sono stati gli interventi a cura del sintomo. Affinchè si possa aiutare tutti è necessario un approccio terapeutico che comprenda una rieducazione alimentare affiancata da colloqui psichiatrici e di psicoterapia che, ad oggi, molti centri tentano di dare a chi soffre di questo problema.</p><p>Purtroppo un grande limite a volte può derivare dalla persona stessa, la quale soffre a tal punto da non riuscire nemmeno ad accettare l'aiuto che viene loro offerto. Ovviamente ognuno è diverso e ha una sua storia di vita allre spalle da prendere in considerazione, molti casi di persone riuscite d uscirne aiutano a sperare.</p><p>Sicuramente molti passi in avanti sono stati fatti, in particolare nell'ultimo decennio e spero che molti altri vengano portati avanti anche nella sensibilizzazione al problema.</p><p>Giorgia Balbi</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>