<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Gino Plinius - ilPostScriptum]]></title><description><![CDATA[News, calcio, sport, società, cultura, economia, diritto, innovazione e molto altro]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link><image><url>https://www.ilpostscriptum.it/favicon.png</url><title>Gino Plinius - ilPostScriptum</title><link>https://www.ilpostscriptum.it/</link></image><generator>Ghost 2.31</generator><lastBuildDate>Sun, 05 Apr 2026 04:13:46 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.ilpostscriptum.it/author/gino/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[Il Punto: La nona sinfonia del Contismo e una lotta Champions da urlo.]]></title><description><![CDATA[Inter mani sul titolo: Conte batte il Bologna grazie a Lukaku ed approffitta dei pareggi di Milan e Juve. 
Mercoledì c'è Juve-Napoli, entrambe quarte a pari punti: sarà lo spartiacque di una lotta Champions senza precedenti con 6 squadre in 9 punti. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-la-nona-sinfonia-del-contismo-e-una-lotta-champions-da-urlo/</link><guid isPermaLink="false">606bbf0f78bee56d9a6bd08e</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Tue, 06 Apr 2021 19:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/04/Screenshot_20210406_034758.jpg" medium="image"/><content:encoded/></item><item><title><![CDATA[Il Punto: La nona sinfonia del Contismo e una lotta Champions da urlo.]]></title><description><![CDATA[Inter mani sul titolo: Batte il Bologna grazie a BigRom e in virtù dei pareggi di Milan e Juve, sigilla lo scudetto.
Mercoledì c'è Juve-Napoli, entrambe quarte a pari punti: Sarà lo spartiacque per una lotta Champions senza precedenti con 6 squadre in 9 punti. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-la-nona-sinfonia-del-contismo-e-una-lotta-champions-da-urlo-2/</link><guid isPermaLink="false">606bc11378bee56d9a6bd096</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Tue, 06 Apr 2021 07:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/04/Screenshot_20210406_034758-1.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/04/Screenshot_20210406_034758-1.jpg" alt="Il Punto: La nona sinfonia del Contismo e una lotta Champions da urlo."><p><strong>Mani sul titolo per l'Inter</strong> grazie all'importante vittoria contro il <strong>Bologna</strong>. La squadra di <strong>Conte</strong> approfitta dei due pareggi prima del <strong>Milan</strong> contro la <strong>Sampdoria</strong> e poi della <strong>Juve</strong> bloccata nel derby contro il <strong>Toro</strong> per mettere un sostanzioso sigillo sul discorso scudetto.</p><p>I nerazzurri con una gara in meno sono a <strong>+8 sul Milan e a ben +12 sulla Juve</strong>, i bianconeri anche loro hanno una gara in meno, ma ad oggi, sono praticamente fuori dalla corsa scudetto dopo 11 anni.</p><p><br></p><p>Nel sabato santo pre-pasquale, l'<strong>Inter</strong> ha giocato il posticipo serale, quindi dopo aver saputo i risultati di Milano e Torino, la pressione era maggiore. <strong>Conte</strong> voleva solo i 3 punti, sapendo di dare un'accelerata definitiva verso il titolo. E 3 punti sono arrivati.</p><p>Tutto nel nome di un dominatore: <strong>Romelu Lukaku</strong>.</p><p>Il belga realizza il gol numero 20 in campionato, realizzato alla mezz'ora di gioco su tap-in ribattendo in rete la respinta corta di <strong>Da Costa</strong> proprio sul suo colpo di testa ed è un gol di quelli pesanti, quelli che valgono un campionato. Il Bologna si sa è un cliente scomodo e l'Inter nella storia recente con i bolognesi non è sempre stata fortunata. La squadra di <strong>Mihajilovic</strong> ha tenuto il pallino del gioco in mano, ma non ha mai creato grossi pericoli alla retroguardia nerazzurra: un vero muro invalicabile.</p><p>L'unica ghiotta occasione dell'Inter è il palo di <strong>Lautaro</strong> a metà del secondo tempo, tutto il contorno solo contenimento e pragmatismo. Ed è così che la squadra di Conte ottiene la nona vittoria consecutiva in campionato, il massimo con il minimo sforzo in una partita scialba, giocata con cinismo assordante. La nona sinfonia del Contismo. Da quando Conte ha rimesso a posto la difesa, l'Inter nelle ultime 10 partite ha subito soltanto 3 gol. La ricetta del Contismo oltre all'ordine e la compattezza è: <strong>Difesa di ferro + i due davanti Lukaku e Lautaro</strong>. Con questa ricetta Conte ha fatto bottino pieno nel girone di ritorno con 27 punti su 27. Sono numeri da Scudetto. Mentre dietro perdono punti, la squadra nerazzurra procede con continuità verso la strada del titolo e ci mette le mani. L'Inter se batte il Sassuolo nel recupero mercoledì 7 Aprile, andrebbe a +11 sul Milan, sarebbero tanti, troppi per considerare una lotta al titolo. Se Conte batte il Sassuolo, lo <strong>Scudetto</strong> sarà solo una formalità.</p><p><br></p><p>L'uovo di Pasqua regala brutte sorprese a Milan e Juve che non vanno oltre il pareggio con Sampdoria e Torino.</p><p><br></p><p>I rossoneri vengono fermati da una modestissima <strong>Sampdoria</strong> a San Siro per 1-1.</p><p>Il gioiellino norvegese <strong>Hauge</strong> salva un <strong>Milan</strong> brutto e opaco, che si sveglia tardi, solo per l'ultima mezz'ora, troppo poco per scardinare la squadra di <strong>Ranieri</strong> apparsa compatta e ordinata. Quella di <strong>Pioli</strong>, è chiaramente un segno di resa verso il titolo. La verità è un'altra: la squadra rossonera ha il fiato corto. Si è vero che i nazionali sono rientrati a Milanello solo 48 ore prima della partita, però è da dire che il gol di <strong>Quagliarella</strong> (capolavoro) è causato da un retropassaggio sbagliato di <strong>Hernandez</strong>, uno che in nazionale non ci è andato. Quindi inutile appropriarsi alibi, la prostrazione è collettiva. Il Milan non vince a San Siro da 2 mesi, l'ultima contro il Crotone il 7 Febbraio, sono tante le partite senza vittorie, oltre alle gambe, contro la Samp è mancata anche la concentrazione laddove la squadra di Pioli per un'ora di gioco è apparsa inesistente. Il sogno scudetto, salvo clamorosi epiloghi, è andato, e forse basta anche parlarne di Scudetto, perché adesso il Milan deve guardarsi alle spalle e difendere l'altro sogno, quello della Champions, il vero obiettivo prefissato, lo deve anche per i rinnovi che tardano ad arrivare come quelli di <strong>Donnarumma</strong>, Romagnoli e <strong>Calhanoglu</strong> (quello di Ibra è ad un passo) come segno della continuità del progetto. Il calo è fisiologico, da dire che rossoneri non si fermano da un anno, ad Agosto hanno avuto solo 10 giorni di riposo causa preliminari di Europa League, ma ciò si doveva prevedere e acquisti di Gennaio a parte di cui è stato utile solo l'ottimo <strong>Tomori</strong>. Andava gestito meglio la rosa? Forse, ma i rossoneri sono andati oltre alle gambe e alla testa, l'unico errore da non fare adesso è quella di non smarrirsi.</p><p><br></p><p>Chi invece si sta smarrendo è la <strong>Juventus</strong>, che pareggia per 2-2 contro un bel <strong>Torino</strong> nel derby della Mole.</p><p>I bianconeri dovevano rialzarsi dopo il clamoroso KO interno contro il Benevento prima della sosta, invece incappano in un altro passo falso che pone definitivamente addio alla corsa-scudetto.</p><p>Partita bella e vibrante, proprio come da Derby si richiede. La Juve gioca bene solo all'inizio quando trova il gol del vantaggio con <strong>Chiesa</strong> (ormai uomo letale di questa squadra) e alla fine quando trova il pareggio del 2-2 con <strong>Ronaldo</strong> a 10 minuti dalla fine con una zuccata di testa (il portoghese si salva solo per il gol, ma la sua prestazione è stata davvero sottoritmo). Nel mezzo della partita solita tanta confusione e solite mancanze di idee per i bianconeri. Il <strong>Torino</strong> lo annuisce e dopo il vantaggio bianconero con testa, orgoglio e cuore, non si disunisce e gioca un'ottima partita, trovando prima il pari e poi il vantaggio grazie alla doppietta di <strong>Antonio Sanabria</strong> che conferma il suo stato di grazia con 3 gol nelle ultime 4 partite. Per il Toro non è bastato, perché Ronaldo rimedia e trova un pari che fa rammaricare tanto i granata che restano sempre più immischiati nella lotta per non retrocedere.</p><p>La Juventus viene da una settimana turbolenta, caratterizzata prima dalla positività al covid di <strong>Bonucci</strong> e <strong>Demiral</strong> contagiati in nazionale e soprattutto dall'esclusione per punizione di <strong>McKennie</strong>, <strong>Arthur</strong> e <strong>Dybala</strong> (causa festino a casa dell'americano con 15 persone violando tutte le norme anticovid). Sul campo i bianconeri hanno una discontinuità raccapricciante, non lo scopriamo di certo oggi, i problemi permangono da mesi ed ormai <strong>Pirlo</strong> è sulla graticola. Io ribadisco il concetto che le colpe partono soprattutto dall'alto, che per quanto Pirlo stia dimostrando di essere totalmente ancora acerbo per allenare in Serie A, la colpa resta sempre di chi lo ha messo, dopo 11 anni la Juve è fuori da una corsa scudetto ad Aprile iniziato, dall'alto iniziassero a fare (tanta) mea-culpa.</p><p><br></p><p>La <strong>Juve</strong> saluta lo scudetto ed è nell'inferno della lotta Champions, superata dall'<strong>Atalanta (vittoriosa per 3-2 contro l'Udinese)</strong>, adesso terza, ora i bianconeri sono agganciati al quarto posto a pari punti con il <strong>Napoli</strong> a quota 56 e finalmente mercoledì si giocherà il recupero della terza giornata <strong>Juve-Napoli</strong>. Fino a due anni fa, era una gara da lotta-scudetto, quest'anno è a tutti gli effetti uno spareggio per la Champions, ed il Napoli ci arriva meglio.</p><p><br></p><p>Il <strong>Napoli</strong> batte seppur soffrendo 4-3 il fanalino Crotone. 4°vittoria nelle ultime 4 per <strong>Gattuso</strong>, 5 vittorie nelle ultime 6 con un totale di 16 punti fatti nell'ultimo mese e mezzo.</p><p>Rino Gattuso, seppur ancora in silenzio stampa, si starà togliendo un po di sassolini dalle scarpe, ma soprattutto giova del recupero completo di <strong>Mertens</strong> ed <strong>Osimhen</strong> (in gol entrambi) e gode di un <strong>Insigne</strong> ispiratissimo, dove il capitano oltre a regalare perle di assist (quello ad Osimhen è roba da mandare in tutte le scuole calcio per la qualità del gesto tecnico), segna pure con continuità, sono 9 gol in campionato nel 2021. L'attacco c'è, la difesa un pò meno. Orfana di <strong>Koulibaly</strong>, purtroppo il duo <strong>Manolas-Maksimovic</strong>, soprattutto quest'anno, è un vero disastro per gli errori novizi che commettono, per fortuna<strong> Di Lorenzo</strong> che segna il gol del 4-3 mette in secondo piano i loro errori, ma non devono passare inosservati. Uno dei due può giocare solo con <strong>Koulibaly</strong> o <strong>Rrhamani</strong> di fianco, insieme mai più.</p><p>Il Napoli, errori difensivi a parte, è vivo e là davanti fà paura, Gattuso sa che con Insigne, Mertens, Osimhen, Zielinski, Politano e in attesa della forma di Lozano in questo stato di forma, a Torino, contro la Juve può a giocarsela ad armi pari.</p><p><br></p><p><strong>Juventus-Napoli</strong> sarà la prima di vari scontri diretti per la Champions che verranno da qui fino all'ultima giornata quando ci sarà <strong>Atalanta-Milan</strong>.</p><p><br></p><p>Tolta l'Inter, la classifica vede: Milan 60 punti, Atalanta 58 punti, Juve e Napoli 56 punti, Lazio 52 punti (con una gara in meno), Roma 51 punti.</p><p>Seppur le romane siano leggermente staccate, ci sono comunque <strong>6 squadre in 9 punti per 3 posti Champions.</strong></p><p>Se lo Scudetto ormai si avvia verso Appiano Gentile, sul campionato non ci resta che divertirci in un adone lotta Champions.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Colapesce e DiMartino: La profondità della musica leggera.]]></title><description><![CDATA[Il duo siciliano pubblica una riedizione de "I Mortali 2"
La musica leggerissima, è il biglietto da visita di un disco dal cantautorato spensierato e profondo. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/colapesce-e-dimartino-la-profondita-della-musica-leggera/</link><guid isPermaLink="false">605d2c4a78bee56d9a6bceb1</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Fri, 26 Mar 2021 09:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210326_013354.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210326_013354.jpg" alt="Colapesce e DiMartino: La profondità della musica leggera."><p><strong>Il duo siciliano all'anagrafe Lorenzo Urciullo in arte Colapesce e Antonio Di Martino in arte DiMartino</strong>, sono senza dubbio i vincitori morali del Festival di Sanremo 2021 grazie alla canzone ormai tormentone "<strong>Musica Leggerissima</strong>" (già disco di platino).</p><p>I due fanno coppia dallo scorso anno dopo 10 anni di carriere soliste e unendo le proprie capacità nel 2020 hanno realizzato e pubblicato nello scorso Giugno un disco chiamato "<strong>I Mortali</strong>". Di questo disco, lo scorso 19 Marzo è uscita una nuova riedizione chiamata proprio "<strong>I Mortali 2</strong>" con il 2 ad estratto di radice quadrata.</p><p>Un doppio disco, dove "Musica Leggerissima* è il loro biglietto da visita, con un percorso di cantautorato d'anime pure e consistenti.</p><p>‌‌<strong>Il Disco Uno</strong>:</p><p>‌‌Il primo dei due cd comprende dodici tracce. Dieci sono la tracklist originale de il primo "<strong>I Mortali</strong>" del 2020, più i due inediti, ovvero la hit "<strong>Musica Leggerissima</strong>" e "<strong>I Mortali</strong>" che chiude questo primo disco.</p><p>Il primo brano è "<strong>Il Prossimo Semestre</strong>", una canzone pop che c’interroga con ironia sul contenuto caratteriale di una persona: “<strong>Devi sembrare impegnato senza esserlo, rassicurante</strong>”. Segue l’iperconosciuta "<strong>Musica Leggerissima</strong>", la bella, bellissima sorpresa del Festival di Sanremo. La terza traccia invece è un brano che fa discutere "<strong>Rosa e Olindo</strong>", che racconta una storia d’amore con protagonisti i due autori della “Strage di Erba”.</p><p>‌‌Un fiore all'occhiello di questo primo disco è "<strong>Luna Araba</strong>" dove troviamo la meravigliosa partecipazione di Carmen Consoli, una canzone dalle sonorità rock; una vera dedica d'amore per la Sicilia (tra l'altro terra d’origine di tutti e tre gli interpreti), con le sue spiagge popolate dai bagnanti di ogni genere, età e nazionalità.</p><p>In "<strong>Cicale</strong>" si celebra la capacità del canto sofferente. Mentre le canzoni "<strong>Parole d’Acqua</strong>", "<strong>Raramente</strong>" e "<strong>L’ultimo giorno</strong>"  hanno sonorità più indie che pop dove ruotano attorno ai temi della fine e del rimpianto amoroso.</p><p>‌‌Altra chicca del disco è "<strong>Noia Mortale</strong>", canzone già conosciuta in quanto fu lanciato come singolo 7 mesi fa; il brano ha sonorità dal pop puro anni 90, dove ogni cosa sembra accomunare l'essere umano con una frase generalista "<strong>Le parole d'amore, una noia mortale</strong>."</p><p>‌‌Il duo compone anche un brano in stile rap moderno ossia "<strong>Adolescenza Nera</strong>", prodotta da Mace. "<strong>Majorana</strong>" ripercorre episodi e ricordi giovanili con un brillante suono di chitarra acustica. A chiudere il disco è il secondo inedito, la title track "<strong>I Mortali</strong>", che si amalgama bene allo stile onirico pop dell'altre.</p><p>‌‌<strong>Il Disco Due</strong>:</p><p>‌‌Il secondo cd è composto invece da 8 tracce, tutte con sonori acustici tra pianoforte e chitarra. Si apre con un'altra chicca, la malinconica e bellissima "<strong>Nati Per Vivere (Born to live)</strong>", adattamento in italiano di "Born to Live" di Marianne Faithfull, riadattato con un testo notevole ed emotivo.</p><p>Seguono tre vecchi brani di Colapesce: "<strong>Copperfield</strong>", "<strong>Totale</strong>" e "<strong>Amore sociale</strong>", e altrettante di DiMartino, tra cui la bellissima "<strong>Non Siamo Gli Alberi</strong>", "<strong>I Calendari</strong>" e "<strong>Decadenza e Panna</strong>". Canzoni riadattate e riarrangiate in chiave acustica dove il duo si esprime nel vero atrio del cantautorato vecchio stile.</p><p>L’ultimo brano è l'immensa "<strong>Povera Patria</strong>", cover di Franco Battiato già cantata dal duo durante la terza serata della kermesse sanremese dedicata alle cover. Versione ben accurata e con la grande partecipazione nel finale del maestro Battiato stesso.</p><p>‌‌‌‌Il disco "<strong>I Mortali 2</strong>" è una serie di riflessioni esistenziali, travestite da canzoni d'amore abbinate a riflessioni esistenziali. I due hanno capito che la musica leggera, fatta a modo loro con valido spessore, è un buon utensile espressivo nella musica italiana di oggi. Ne fanno il proprio punto di forza, con canzoni d'impatto ed orecchiabili ma soprattutto con testi profondi.</p><p>‌‌</p><p><strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Punto: La domenica delle streghe e dei ritorni.]]></title><description><![CDATA[Debacle Juve: Straordinaria impresa del Benevento a Torino.
Bianconeri ora si guardano dietro per la Champions: raggiunti dall'Atalanta e il Napoli è tornato a far paura mettendo KO la Roma per 0-2.
Un Milan di cuore espugna Firenze e torna a -6 dall'Inter. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-la-domenica-delle-streghe-e-dei-ritorni/</link><guid isPermaLink="false">605807df78bee56d9a6bce97</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Mon, 22 Mar 2021 09:07:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210322_032147.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210322_032147.jpg" alt="Il Punto: La domenica delle streghe e dei ritorni."><p><strong>La giornata delle Streghe</strong>, quelle vere che infrangono sogni e quelle di chi le caccia continuando a sognare.</p><p>‌‌Con l'Inter che non ha giocato causa focolaio Covid, di cui l'ATS ha disposto il rinvio per la partita contro il Sassuolo.</p><p>‌‌Lo scenario romantico e sorprendente del calcio domenicale è quello del <strong>Benevento</strong> che compie l'impresa del suo secolo calcistico andando a vincere a Torino contro la <strong>Juventus</strong> per 0-1. Una domenica che mai dimenticheranno lì nel Sannio Campano che come mascotte ha proprio la <strong>Strega</strong>.</p><p>Una Juve che vive una domenica da strega: troppo brutta per essere vera. La squadra bianconera, nonostante la settimana tipo di allenamento, ha giocato ancora una volta un primo tempo molle, fiacco e demotivato mentre nel secondo tempo sono arrivate anche le occasioni seppur la Juve attaccava in modo caotico e frenetico laddove l'unico a provarci è il solito <strong>Ronaldo</strong> (non pervenuti Kulusevski e Morata che hanno giocato partita pessima), ma che ha dovuto sbattere contro mostruoso <strong>Montipò</strong>. All'improvviso in modo spaesato, <strong>Arthur</strong>, compie un grave errore: con un passaggio in orizzontale, serve l'argentino <strong>Adolfo Gaich</strong> che batte <strong>Sczeszny</strong> portando in vantaggio la squadra campana al minuto 69. Clamoroso si direbbe, ma neanche tanto, perché il <strong>Benevento</strong> anche se fino ad allora non aveva quasi mai creato pericoli nella porta bianconera, è sempre stato ordinato e compatto. Ed è con tali qualità che ha difeso il vantaggio fino alla fine andando a vincere una partita stoica ed a tratti commovente per la volontà e il carattere messo in campo dai giocatori, dalla serie "tutti per uno, uno per tutti". Quella <strong>Strega del Benevento</strong> non vinceva da 3 mesi, ben 11 partite (ultima volta all'Epifania a Cagliari), oggi mette un tassello importante per la salvezza (in virtù anche delle sconfitte delle ultime 4 classificate). Sono grandi meriti a <strong>Filippo Inzaghi</strong> che la gara l'ha preparata benissimo.</p><p><strong>Pirlo</strong> contro il suo amico F. Inzaghi ha racimolato soltanto 1 punto, troppo poco per essere da <strong>Juve</strong>. Diciamocelo questa sconfitta è il punto più basso della stagione bianconera e bisognerà tornare indietro di 11 anni ai tempi del duo Del Neri/Ferrara per poter vedere una simile debacle.</p><p>La Juve doveva vincere per mettere pressione all'Inter che ha rinviato la gara, invece si ritrova ugualmente a 10 punti con entrambe che devono recuperare una partita. Le Streghe hanno infranto almeno per ora il sogno scudetto, perché servirà davvero un miracolo. <strong>Pirlo</strong> invece di fare polemiche inutili, pensasse a salvare la stagione e forse la sua panchina guardandosi anche alle spalle (raggiunta dall'Atalanta a 55 punti), perché questa è davvero una <strong>Juve</strong> sbandata e indifendibile.</p><p>‌‌Chi invece ha cacciato via tutte le streghe delle precedenti settimane è il <strong>Napoli</strong>.</p><p>Gli azzurri vincono a <strong>Roma</strong> per 0-2. Terza vittoria consecutiva per la squadra di <strong>Rino Gattuso</strong>, che dopo aver battuto il Milan, vince anche quest'altro scontro diretto contro i giallorossi. Partita fotocopia di quella vista a San Siro 7 giorni fa, dove il <strong>Napoli</strong> gioca un primo tempo bellissimo e di qualità, segnando i 2 gol grazie ad un ritrovato <strong>Dries Mertens</strong>, che seppur non ancora al top della forma, è tornato a fare quel che gli riesce meglio ossia segnare. Secondo tempo invece di quantità e compattezza, rischiando davvero pochissimo con il solo palo di <strong>Pellegrini</strong> a far tremare l'area azzurra, dopodiché la difesa del Napoli ha retto bene fino al fischio finale. Il <strong>Napoli</strong> è ritornato grazie anche a determinati giocatori: <strong>Mertens</strong> è tornato a segnare (133 gol con la maglia azzurra), <strong>Ruiz</strong> invece migliora partita dopo partita, <strong>Insigne</strong> e <strong>Politano</strong> (in attesa di Lozano) sono le due anime e soprattutto c'è un giocatore che nel Napoli sta illuminando più di tutti che è <strong>Zielinski</strong>. Il polacco è diventato costante ed incontenibile, ad oggi anche insostituibile.</p><p>Ennesima prova di maturità fallita per la <strong>Roma</strong> che perde nuovamente una partita contro una diretta rivale e resta di nuovo a secco contro le grandi. La squadra di <strong>Fonseca</strong> nel primo tempo è stata impresentabile, nel secondo tempo ha avuto un po più di coraggio grazie anche all'ingresso di Villar (perché non dall'inizio?) che ha dato un po di verve alla manovra offensiva ma senza mai riuscire a sfondare l'ottimo muro partenopeo. In tanti sottotono soprattutto <strong>Dzeko</strong> e <strong>Pedro</strong> che non riescono più a splendere i loro valori tecnici.</p><p>La <strong>Roma</strong> vede le streghe in quanto si allontana di 5 punti dal quarto posto. Non è certo ancora finita, ma i giallorossi devono cambiare marcia soprattutto nella mentalità. Mancano 10 partite e il tempo stringe. Forse dedicarsi alla sola Europa League non sarebbe una cattiva idea.</p><p>Il <strong>Napoli</strong> è vivo e resta aggrappato al quinto posto a soli 2 punti dal quarto ad oggi in mano all'Atalanta (vittorosia sull'ostico campo di Verona con il medesimo risultato) e alla Juve che si sfideranno il prossimo 7 Aprile nel famoso recupero in quel che sarà un vero <strong>spareggio-Champions</strong>.</p><p>I partenopei stanno tornando a mostrare le giuste reali qualità: Nelle ultime 5 partite, il Napoli ha fatto 4 vittorie e 1 solo pareggio (quello scellerato di Sassuolo). Dopo tante Streghe, a Rino Gattuso ora un po di applausi vanno fatti, soprattutto per aver ricomposto i cocci con il recupero di giocatori importanti e l'allenamento quotidiano della sua settimana tipo. Le altre concorrenti per la Champions sono avvisate: il Napoli è ritornato ad essere squadra vera.</p><p>‌‌<strong>Pagelle Roma - Napoli</strong>:</p><p>‌‌<strong>Roma</strong>: Pau Lopez: 5; Mancini: 6.5, Cristante: 5.5, Ibanez: 5; Karsdorp: 6.5, Pellegrini: 6 (83' Kumbulla: sv), Diawara: 5 (67' Villar: 6.5), Spinazzola: 5.5; El Shaarawy: 5, Pedro: 4.5 (67' Carles Perez: 5.5); Dzeko: 4 (67' Borja Mayoral: 5).</p><p>‌‌All. <strong>Fonseca: 5</strong></p><p>‌‌<strong>Napoli</strong>: Ospina: 6; Hysaij: 6.5, Maksimovic: 6 (86' Manolas: sv), Koulibaly: 7, M. Rui: 6; Ruiz: 6.5, Demme: 6.5; Politano: 6.5 (73' Lozano: sv), Zielinski: 7.5 (73' Elmas: sv), Insigne: 6.5 (86' Bakayoko: sv); Mertens: 7.5 (66' Osimhen: 5.5).</p><p>‌‌All. <strong>Gattuso: 7.5</strong></p><p>‌‌</p><p>Chi invece ha visto le streghe e si è svegliato dall'incubo è il <strong>Milan</strong> che vince in rimonta a Firenze contro la <strong>Fiorentina</strong> per 2-3</p><p>Il merito è di due ritorni, sia come gol e sia come prestazione: <strong>Ibrahimovic</strong> e <strong>Calhanoglu</strong>.</p><p><strong>Ibra</strong> porta in vantaggio i rossoneri che poi si perdono per mano di una buonissima Fiorentina che prima con <strong>Pulgar</strong> con una splendida punizione (Donnarumma così è così) e poi con il "mai vecchio" <strong>Ribery</strong> passa in vantaggio.</p><p>Il gol del francese risveglia il Milan che con determinazione la rimonta, prima con <strong>Diaz</strong> sei minuti dopo il vantaggio viola e poi con <strong>Calhanoglu</strong> che al 72' trafigge Terracciano con una rasoiata all'angolo: È il premio della riscossa di un Milan che non muore mai. La squadra di Pioli dimostra di andare oltre la stanchezza con testa e cuore, vincendo una partita importantissima. Oltre Ibra e Calhanoglu, prestazioni importanti anche di <strong>Kessie</strong> e di <strong>Tomori</strong> che conferma la sua costanza di ottime prestazioni con temperamento e talento, il Milan non dovrà farselo scappare. I rossoneri staccano la Juve di 4 punti, e tornano a - 6 dall'Inter. Sono 3 punti pesanti al termine di un ciclo terribile di partite senza sosta, scacciando via le streghe di una settimana difficile e si ritorna ad accarezzare il sogno-scudetto. Sarà sempre ed ugualmente difficile ma con il recupero di giocatori (oggi è rientrato per mezz'ora anche Bennacer) e la settimana di allenamento, sognare è soprattutto continuare a crederci non costa nulla.</p><p>‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'ira rock dei Maneskin.]]></title><description><![CDATA[Recensione del nuovo disco dei Maneskin: "Teatro D'Ira Vol. 1".
I quattro ragazzi tra ribellione e malinconia, fanno sul serio e suonano il rock progressivo con passione. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/lira-rock-dei-maneskin/</link><guid isPermaLink="false">6056214c78bee56d9a6bcdf9</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Sat, 20 Mar 2021 18:30:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210320_172204.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210320_172204.jpg" alt="L'ira rock dei Maneskin."><p><strong>Questo è il Rock, questi sono i Maneskin.</strong></p><p>Dopo aver spaccato tutto a Sanremo 2021, infrangendo il tabù dei gruppi rock che non hanno mai vinto un Festival (l'ultima canzone vincitore puramente rock fu di un cantante singolo ossia Enrico Ruggeri con la sua "Mistero" nel 1993).</p><p>I quattro ragazzi di Roma, tornano con un nuovo disco a tre anni dal pluripremiato "Il ballo della vita". Ieri, venerdì 19, è uscito il loro nuovo disco dal titolo "<strong>Teatro D'Ira vol. 1</strong>".</p><p>‌‌Dimenticatevi quel funk/pop xfactoriano visto in "Chosen" o "Morirò da Re". In questo disco i Maneskin suonano un prog/rock selvaggio e audace con ripercussioni dei gruppi anni 70/80/90. In tanti citano i Led Zeppelin o Nirvana: per me è un azzardo al giorno d'oggi (più avanti chissà), personalmente mi trasmettono suoni e ricordi tra Sex Pistols, Red Hot Chili Peppers ed Aerosmith o anche i nostri Verdena o il gruppo del loro mentore Manuel Agnelli, gli Afterhours. Mica gente qualunque… e quel stile di rock, i Maneskin lo suonano anche bene.</p><p>‌‌"<strong>Teatro D’Ira vol. 1</strong>" presenta una sorta di struttura circolare, ed è considerato come un concept album, in quanto è il primo volume di un progetto che vedrà un altro disco entro il prossimo anno.</p><p>Le tracce sono 8 (sei in italiano e due in inglese) e si apre con la sanremese "<strong>Zitti e Buoni</strong>" e si chiude con il primo singolo "<strong>Vent’anni</strong>". Due facce dell’essenza di questo disco: la voglia di ribellione giovanile e la malinconica fragilità.</p><p>‌‌Di "<strong>Zitti e Buoni</strong>" ormai la conosciamo. È una canzone arrembante in puro rock stile Sex Pistols con temperamento bestiale, "<strong>siamo fuori di testa ma diversi da loro"</strong> è l'avvertimento della generazione.</p><p>Dopo si passa a quel che per me è il miglior brano del disco: "<strong>Coraline</strong>". Un capolavoro gothic-rock, una canzone struggente, costruita con grande sapienza dove spesso si cambiano note e tonalità. Parla delle sofferenze solitarie di una ragazza come l'appasimento di un fiore: "<strong>E Coraline piange, Coraline ha l'ansia, Coraline vuole il mare ma ha paura dell'acqua e forse il mare è dentro di lei.</strong>"  Se i ragazzi saranno bravi a sfruttarla può diventare un vero classico e meriterebbe un videoclip in formato cortometraggio come facevano gli Aerosmith nei primi anni 90'.</p><p>"<strong>Lividi Sui Gomiti</strong>" sono tre minuti di rock potente con annessi più vicini agli anni 90, con qualche strofa anche in rap, canzone che parla delle sofferenze avute dai ragazzi in passato con tanto di avvertimento: "<strong>A noi il coraggio non ci manca, siamo impavidi. Siamo cresciuti con i lividi sui gomiti."</strong></p><p>‌‌‌‌Più limitati invece i due pezzi in inglese, destinati ad un mercato diverso e soprattutto a quello estero: "<strong>I Wanna Be Your Slave</strong>" un brano alla Franz Ferdinand non coinvolge, mentre "<strong>For Your Love</strong>" ha la sua potenza, ma è una canzone che ricorda troppo i Maneskin dei precedenti dischi funk/pop.</p><p>Si ritorna al rock progressivo con la veloce e ritmata "<strong>Nel Nome del Padre</strong>" con un testo duro ed autobiografico, scritto appositamente da Damiano e "<strong>La Paura del Buio</strong>" canzone che tocca anche sfumature da Verdena, dove la band scherza con l'acluofobia che hanno i due membri Thomas ed Ethan.</p><p>Il disco si chiude con il primo singolo già certificato 4 volte di Platino "<strong>Vent'anni</strong>", la ballad di successo che ha fatto da preludio a questo disco.</p><p>‌‌<strong>"Teatro d’Ira"</strong> appunto è il titolo più azzeccato per un disco incazzato e delicato, che suona con potenza effimera, caratterizzato da riffoni di chitarra e una sezione ritmica agile che si amalgama alla grande con la voce di Damiano, tipica da frontman anni 70': Il disco è promettente e soprattutto ben riuscito.</p><p>82 anni in quattro di loro e questo rock progressivo i Maneskin lo suonano molto bene e fanno sul serio. Farà da spartiacque per la loro crescita e la strada per i quattro ragazzi è quella giusta.</p><p>‌‌<strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La sottigliezza italiana in Europa si aggrappa alla Roma.]]></title><description><![CDATA[In Europa resta solo la Roma che vola ai quarti di Europa League. 
Eliminate tutte le altre: Atalanta e Lazio si aggiungono alla Juve e salutano la Champions. Mentre il Milan non riesce a superare lo scoglio Manchester: Decide Pogba. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-sottigliezza-italiana-in-europa-si-aggrappa-alla-roma/</link><guid isPermaLink="false">60540cef78bee56d9a6bcdee</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Fri, 19 Mar 2021 09:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210319_032852.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210319_032852.jpg" alt="La sottigliezza italiana in Europa si aggrappa alla Roma."><p><strong>L'Italia saluta l'Europa delle grandi a Marzo, l'Italia saluta la Champions con rammarico e se vogliamo anche dirla tutta: meritatamente</strong>. Era dall'anno 2015-2016 che ai quarti non approda a nessuna squadra italiana. All'epoca c'erano solo Juve e Roma, quest'anno ne erano ben 3 agli ottavi.</p><p>Quella che chiaramente continuerà ad emanare scalpore sarà pur sempre l'uscita della Juventus per la caratura inferiore dell'avversario.</p><p>All'eliminazione dei bianconeri, si sono aggiunte questa settimana prima l'<strong>Atalanta</strong> e poi la <strong>Lazio</strong>.</p><p><br></p><p>Alla <strong>Dea</strong> non riesce l'impresa contro il <strong>Real Madrid</strong> e perde per 3-1.</p><p>Diciamocelo, sull'<strong>Atalanta</strong> c'erano troppe aspettative e troppo ottimismo come se il Real fosse una squadretta in declino. Macché. Gente come <strong>Ramos</strong>, <strong>Benzema</strong>, Modric e Kroos, appena sentono la musichetta della Champions, non c'è declino che tenga nella loro qualità e nella loro tecnica immensa. Il Real ha fatto semplicemente il Real. È l'Atalanta che non ha giocato da Atalanta, facendo molti errori soprattutto nella finalità dell'ultimo passaggio e di impostazione dell'azione ed è proprio dalla costruzione dal basso che un rinvio sbagliato di <strong>Sportiello</strong> servendo  a <strong>Modric</strong> che passa a <strong>Benzema</strong> facendo l'1-0. È stata la chiave di rottura, sia della partita e sia nella mentalità tattica degli orobici. Di <strong>Ramos</strong> e <strong>Asensio</strong> le altre marcature, inutile il gol del momentaneo 2-1 del solito <strong>Muriel</strong>.</p><p><strong>Gasperini</strong> ha peccato nelle scelte tecniche, lasciare in panchina <strong>Ilicic</strong> e <strong>Zapata</strong> è stato un suicidio.</p><p>Senza rancore, va detto che l'Atalanta rispetto a quanto dimostrato lo scorso anno, fa un leggero passo indietro dove contro Il PSG era a 3 minuti da una storica semifinale.</p><p>E forse forse… Il Papu Gomez nella doppia sfida col Real è mancato eccome, per quanto la favola Dea resti bella e da ammirare, Gasperini faccia un po di mea culpa.</p><p><br></p><p>Fuori l'Atalanta e fuori anche la <strong>Lazio</strong> che perde 2-1 contro il <strong>Bayern Monaco</strong>.</p><p>L'impresa di ribaltare l'1-4 era pressoché quasi impossibile, la Lazio se le anche giocata, ma il ritmo partita dato il finale scontato è sembrato più da amichevole estiva che da ottavo di Champions. Finale scontato, tanto scontato che addirittura lo stesso <strong>S. Inzaghi</strong> lascia in panchina per turnover <strong>Immobile</strong>.</p><p>Alla Lazio le colpe vanno soprattutto alla scellerata partita d'andata, dove i primi 45 minuti era stata inesistente.</p><p>D'accordo solo applausi per esser arrivati agli ottavi dopo 18 anni e per giunta giocarsela contro i campioni in carica del Bayern… ma una volta in campo, bisogna giocare, soprattutto nella gara di andata in casa a Roma. La Lazio non lo ha fatto ed è stata sovrastata dalla troppa forza dei tedeschi.</p><p><br><br></p><p>L'unica squadra che va avanti nelle coppe è la <strong>Roma</strong> che accede ai quarti di Europa League per la prima volta nella storia D quando questa Coppa Uefa cambiò nome nel 2009.</p><p>Lo fa con merito e gli dobbiamo rendere onore e rispetto, passata ingiustamente inosservata in questi giorni, dove la squadra di <strong>Fonseca</strong> in Ucraina ha dettato di nuovo legge vincendo contro lo <strong>Shakthar</strong> per 1-2. Seppur forte del 3-0 dell'andata la Roma fa un pò di turnover lasciando in panchina Dzeko, Pellegrini, Mancini ed El Sharaawy (domenica c'è un'altra importante gara contro il Napoli). La partita è stata decisa da una doppietta dall'uomo di questa Roma europea: <strong>Borja Mayoral.</strong></p><p>Lo spagnolo con i due gol siglati sale a quota 7 nelle marcature di questa competizione. Tutto nella ripresa prima su colpo di testa in tap-in dopo una grande occasione di Pedro e poi su uno splendido contropiede in assist del connazionale Carles Perez. In mezzo il gol del pareggio d'orgoglio dello Shakthar firmato Junior Moraes.</p><p>I giallorossi hanno giocato una partita di contenimento e temperamento con la giusta mentalità.</p><p>Quella mentalità europea vista sia contro il Braga e sia in questo doppio confronto contro gli ucraini, che ribadisco per la caratura europea degli ucraini, i giallorossi hanno fatto un'impresa.</p><p>La <strong>Roma</strong> in Europa va forte e si giocherà i quarti di Europa League tra le favorite. Con merito e onore.</p><p><br><br></p><p>L'onore lo ha messo anche il <strong>Milan</strong> seppur sia stato eliminato dal Manchester United per 0-1.</p><p>I rossoneri escono con onore, per aver giocato alla pari, a tratti anche meglio per almeno 130 minuti contro una squadra sulla carta più forte.</p><p>Ma le assenze per <strong>Pioli</strong> erano davvero troppe, praticamente senza attacco laddove il mister di Parma si è dovuto arrangiare mettendo <strong>Castillejo</strong> falso 9.</p><p>Qualificazione degli inglesi nel nome di <strong>Paul Pogba</strong>, al rientro dall'infortunio dopo un mese e mezzo, entra nel secondo tempo e ci mette giusto 4 minuti a siglare il gol (più d'astuzia che di tecnica) che vale l'accesso ai quarti per i Red Devils.</p><p>Il Milan ha giocato un buonissimo primo tempo, ma nel secondo complice colpo psicologico del gol di Pogba e soprattutto complice la stanchezza, la squadra di Pioli non è riuscita ad arginare l'ordinata e compatta difesa inglese. <strong>Ibrahimovic</strong> è entrato per gli ultimi 25 minuti ed ha dato un po di brio alla manovra offensiva, creando tra l'altro la miglior palla-gol impegnando <strong>Henderson</strong> ad una grande parata sul suo colpo di testa, ma nulla più. Lo <strong>United</strong> ha emulato un pò la gara fatta dal Napoli proprio contro i rossoneri, dove subito dopo esser passata in vantaggio ha pensato soprattutto a tenersi stretto il risultato.</p><p>Il <strong>Milan</strong> saluta l'Europa League dopo un percorso lungo, un sogno partito dai preliminari di Agosto. Lo ha fatto con onore per tutto quello che si poteva e con il rammarico di non aver disputato queste gare con Ibra a poco servizio fisico e senza Leao, Rebic e Mandzukic. Davvero sarebbe stata dura per chiunque.</p><p>Il <strong>Milan</strong> adesso che ha assaporato lo spirito europeo, quello che più gli appartiene, adesso deve pensare al campionato e difendere con le unghie e con i denti il piazzamento Champions, che vale tantissimo per i rossoneri e per.. Ibra.</p><p><br><br></p><p>Italiane fuori dalle Coppe a Marzo, restiamo quindi aggrappati solo alla Roma.</p><p><strong>Colpa della mentalità?</strong> Certo, finché continuano a pensare che il piazzamento Champions sia un obiettivo più economico anziché sportivo, si andrà sempre incontro a queste figure.</p><p><strong>Colpa del gioco innovativo?</strong> Certo, gli errori che sono costati cari proprio a Juve, Atalanta e Lazio, nati dal passaggio sbagliato nella costruzione dal basso. Ci dobbiamo rinnovare con gioco di intensità e velocità come calcio europeo richiede ma non sempre basandosi al possesso palla di una costruzione da dietro.</p><p>La costruzione dal basso, la si può fare solo con i giocatori in grado di farlo e intendo a livello tecnico. <strong>Guardiola</strong> ha inventato questo stile di gioco, lui è un genio si sa, ma vedete con quali giocatori lo si fa e vediamo quali allenatori lo emulano: quelli che hanno giocatori da permettersi ciò.</p><p><strong>Colpa dell'inesperienza tecnica?</strong> Ovvio.</p><p>Tra le prime 7 squadre del campionato italiano, l'unico allenatore che ha vinto il campionato è Conte ed è primo in classifica con la sua Inter seppur il grave difetto di amare le coppe solo quando non ci sono obbiettivi.</p><p>Nelle 7 squadre italiane in Europa, l'unico allenatore che ha esperienza vera nel settore europeo è <strong>Paulo Fonseca</strong>. Lui, che ha portato l'unica squadra a giocarsi i quarti di Coppa, ossia la <strong>Roma</strong>.</p><p>Il resto, solo chiacchiere, i vari Pirlo, S. Inzaghi, Pioli e lo stesso Gasperini avranno modo di rifarsi altre esperienze, magari già il prossimo anno. Ma serve riflettere tanto e crescere.</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Punto: La resurrezione partenopea spinge Conte verso il titolo.]]></title><description><![CDATA[Il Napoli fa l'impresa a San Siro contro il Milan e spedisce i rossoneri a - 9 dall'Inter che batte il Torino grazie al "Toro" Lautaro: Ottava vittoria consecutiva per Conte.
Riscatto-Ronaldo: La Juve respira. 
Roma ko a Parma, sorpasso Atalanta. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-la-resurrezione-partenopea-spinge-conte-verso-il-titolo/</link><guid isPermaLink="false">604ed27678bee56d9a6bcda7</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Mon, 15 Mar 2021 09:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210315_040911.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210315_040911.jpg" alt="Il Punto: La resurrezione partenopea spinge Conte verso il titolo."><p>Il campionato ha il suo punto di svolta:</p><p>L'<strong>Inter</strong> vince a Torino contro i granata per 1-2 e volano a +9 sul <strong>Milan</strong> sconfitto contro il <strong>Napoli</strong>.</p><p>L'<strong>Inter</strong> è in netta fuga e dà una sterzata importante al campionato.</p><p>‌‌</p><p>Il merito lo si può dare anche al <strong>Napoli</strong>, che nel momento delicato della stagione, vince a San Siro contro il <strong>Milan</strong> per 0-1 grazie ad un gol di <strong>Politano</strong> (ex-Inter) al 49'.</p><p>Una vittoria da grande squadra quella degli azzurri che hanno giocato una gara arguta e pragmatica.</p><p>Il Napoli di <strong>Gattuso</strong> si sa, ormai contro le grandi inneggia al 4-1-4-1 di applicazione e pragmatismo. Il <strong>Milan</strong> all'appuntamento è arrivato scarico e stanco visto le grandi fatiche espresse a Manchester, ed è chiaro che le assenze soprattutto in questo pesano. Anche se <strong>Pioli</strong> ha recuperato <strong>Hernandez</strong> e <strong>Calhanoglu</strong>, i due non sono apparsi sotto ritmo. Partita equilibrata, ma il Napoli ha osato di più soprattutto nel primo tempo dove gli azzurri hanno creato almeno 3 buone palle gol di cui una è stato bravo Donnarumma su <strong>Zielinski</strong>.</p><p>Nel secondo tempo il Milan sembra più spigliato, ma al minuto 4 della ripresa, una fiammata improvvisa di contropiede del Napoli sempre nell'asse sinistro Hysaij - Zielinski ove quest'ultimo serve la palla a <strong>Politano</strong> che arriva dinanzi a Donnarumma e con un tiro sporco infila nell'angolino beffando il portiere rossonero. Il Napoli è avanti 0-1.</p><p>Il Milan prova a reagire, gli azzurri contengono e creano anche un'ottima occasione per lo 0-2 sprecato da <strong>Ruiz</strong>.</p><p>Pioli inserisce <strong>Rebic</strong> (poi espulso per proteste inutili), Diaz, Saelemakers e Hauge, dando più vivacità ma manca lucidità e  concretezza e alla fine il Milan spreca solo due occasioni, una clamorosa con Leao a due passi dalla porta azzurra e un colpo di testa a giro di Rebic disinnescato da Ospina. Nel Napoli entra anche <strong>Osimhen</strong> che al minuto 85 per poco non riusciva a raddoppiare con un gol stupendo. Mentre a 3 minuti dalla fine scattano le polemiche: Pasqua nonostante il Var, non da un rigore (molto) dubbio al Milan per fallo di <strong>Bakayoko</strong> su <strong>Hernandez</strong>, secondo il direttore di gara è il francese del Milan ad accentuare la caduta.</p><p>Nel mio modo di vedere calcio, quello è <strong>rigore</strong>, perché il tocco c'è stato, lieve o grande che sia. Ma il Napoli alla fine l'ha vinta con merito.</p><p>I rossoneri hanno giocato al di sotto delle loro aspettative e fin troppo sottotono, si salva solo <strong>Tomori</strong> che ancora una volta ha giocato un' ottima partita di personalità e temperamento. Più che stanchezza, <strong>Pioli</strong> sa di avere un attacco spuntato senza quegli uomini che contano e le partite senza veri uomini d'attacco come <strong>Ibrahimovic</strong>, un Rebic a mezzo servizio e Mandzukic iniziano ad esser già troppe, Leao ancora una volta stecca, avrebbe anche bisogno di riposo, ma non c'è tempo, perché giovedì si ritorna in campo per l'Europa League, per l'impresa dell'anno contro il Manchester, ma per fare quell'impresa, i rossoneri devono resettare e tornare subito quelli visti ad Old Trafford e forse con un Ibra in più.</p><p><strong>Gattuso</strong> batte il "suo" Milan e rilancia il Napoli nella corsa Champions. Molte le note positive per gli azzurri questa sera come <strong>Koulibaly</strong>, <strong>Zielinski</strong>, i soliti sacrificatori <strong>Insigne</strong> e <strong>Politano</strong>, perfino i più criticati Ruiz e Hysaij hanno giocato una buona partita. L'unico problema è forse <strong>Mertens</strong>. Il fuoriclasse belga è il fantasma di se stesso, ha bisogno di tempo per recuperare, ma ad oggi Osimhen (seppur non ancora al 100%) è più pronto per giocare lì davanti. Il Napoli ha fatto 10 punti nelle ultime 4 partite, gli azzurri agganciano la Roma al quinto posto a 50 punti e sono 2 punti dall'Atalanta quarta, ma quel che conta è che il Napoli è vivo.</p><p>‌‌</p><p><strong>Pagelle Milan - Napoli</strong>:</p><p>‌‌<strong>Milan</strong>: Donnarumma: 6.5; Dalot: 5, Tomori: 7, Gabbia: 6, Hernandez: 5.5; Kessie: 5 (67' Meite: 5.5), Tonali: 6; Castillejo: 5 (60' Saelemaekers: 6), Calhanoglu: 5 (60' Diaz: 5.5), Krunic: 6 (60' Rebic: 4); Leao: 5 (79' Hauge: sv).</p><p>‌‌All. <strong>Pioli</strong>: 5.5</p><p><strong>Napoli</strong>: Ospina: 6.5; Di Lorenzo: 6, Maksimovic: 6, Koulibaly: 7, Hysaij: 6.5; Ruiz: 6.5, Demme: 6.5 (79' Bakayoko: 4); Politano: 7 (79' Rui: sv), Zielinski: 7 (75' Elmas: 5.5), Insigne: 6.5; Mertens: 5 (58' Osimhen: 6).</p><p>All. <strong>Gattuso</strong>: 7</p><p>‌‌</p><p>La resurrezione partenopea guidata da Gattuso spinge l'amico <strong>Conte</strong> sul binario dritto dello scudetto: L'<strong>Inter</strong> è a +9 grazie alla vittoria contro il Torino.</p><p>I nerazzurri non si fermano più e vincono una partita sofferta e faticosa e si ringrazia un altro "Toro" ossia <strong>Lautaro Martinez</strong>. È lui che si procura il rigore poi trasformato da Lukaku per il momentaneo 0-1, è lui che sigla il gol vittoria dell'1-2 con un bellissimo colpo di testa su pennellata precisa di Sanchez.</p><p>Si sa che la pazienza è la virtù dei forti, è così l'Inter per vincerla ha dovuto pazientare perché il <strong>Torino</strong> di <strong>Nicola</strong> era ben messo in campo ed aveva anche trovato il gol del pareggio con <strong>Sanabria</strong>, forse proprio per questo è la classica vittoria dal doppio valore.</p><p>Una partita blanda per la squadra di <strong>Conte</strong>, ha giocato più di testa che di gambe, sottotono in molti come Barella, Hakimi, Brozovic e Perisic, anche <strong>Lukaku</strong> seppur ha segnato il gol del rigore dello 0-1 ha giocato sotto ritmo. La partita poi cambia grazie all'ingresso in campo di <strong>Eriksen</strong> e <strong>Sanchez</strong>. Grazie a loro, la squadra nerazzurra ha velocizzato la manovra ed ha giocato meglio. Il resto lo ha fatto <strong>Lautaro</strong>.</p><p>Anche questa è una vittoria del Contismo, la percezione di una maturità mentale nel vincere anche partite molto sporche come questa dell'Olimpico di Torino o come a Parma. E diciamocelo partite del genere, gli anni precedenti i nerazzurri non le vincevano; merito di un autorevolezza perfetta somministrata da <strong>Antonio Conte</strong>. Ottava vittoria consecutiva per i nerazzurri che mettono un altro mattone importante verso lo scudetto, <strong>l'Inter va come un treno sul binario 9, quello dei 9 punti che la separano dal Milan.</strong></p><p>‌‌</p><p>Chi si avvicina al Milan è la <strong>Juventus</strong>.</p><p>I bianconeri riscattano la disfatta in Champions espugnando Cagliari per 1-3. Merito dell'uomo di chi aveva bisogno più di tutti di del riscatto: <strong>Cristiano Ronaldo</strong>.</p><p>Il portoghese segna una tripletta che mette a tacere tutte le polemiche accorse durante la settimana e sono 23 reti su 23 partite. In campionato si sa, può esser sempre più semplice per un salto di pressione, ma ciò non cambia che almeno in Champions il portoghese ha deluso, questa teoria onde evitare clamorosi risvolti per il futuro non cambia.</p><p>Prima dei 3 gol, Ronaldo ha rischiato di essere espulso per un duro intervento in gioco pericoloso sul portiere Cragno, sarebbe rosso diretto tutta la vita, ma per l'arbitro <strong>Calvarese</strong> è soltanto giallo.</p><p>Dopo quel rischio, la Juve domina il primo tempo alla Sardegna Arena, e <strong>Ronaldo</strong> prima di testa, poi su rigore (fallo netto di Cragno in uscita proprio su di lui) e poi con un bel gesto tecnico porta i bianconeri sullo 0-3 a fine primo tempo. Il <strong>Cagliari</strong> reagisce solo nel secondo tempo approfittando anche del calo fisico dei bianconeri (i 120 minuti col Porto iniziano a farsi sentire), ma riescono solo ad accorciare grazie a <strong>Simeone</strong>.</p><p>La <strong>Juventus</strong> vincendo accorcia sul Milan andando a - 1 seppur restando sempre a - 10 dall'Inter. È una vittoria che da un filo di serenità a <strong>Pirlo</strong> e alla sua squadra dopo il buio dell'eliminazione contro il Porto, non cambiano gli scenari e non cambiano i pensieri, ma di certo, almeno per il campionato, guai a darla per morta.</p><p>‌‌‌‌</p><p>La sorpresa di giornata è indubbiamente la sconfitta della <strong>Roma</strong> in casa del <strong>Parma</strong> per 2-0.</p><p>Per la Roma è la prima sconfitta contro una squadra di medio-bassa classifica; nonostante il recupero di Dzeko, i giallorossi non sono mai stati in partita, poco lucidi in fase offensiva e soprattutto poco concentrati in difesa. Gli emiliani hanno fatto una partita perfetta, che li rimette 3 punti dal quart'ultimo posto occupato dal Cagliari, le reti della vittoria sono di <strong>Mihaila</strong> ed <strong>Hernani</strong> su rigore.</p><p>L'Europa League si sa, toglie tante energie fisiche e mentali, tale che la squadra di <strong>Fonseca</strong> nelle ultime 5 partite di campionato ha ottenuto solo 7 punti e adesso dovrà anche fare a meno per un mese dell'infortunato <strong>Mhikitaryan</strong>.</p><p>Fonseca in Europa sa come si fa, ma per quanto il pensiero sia di andare fino in fondo alla competizione, non può porre alibi di avere continuità in campionato. La Roma adesso scivola al sesto posto raggiunta dal <strong>Napoli</strong>, e domenica ci sarà un <strong>Roma-Napoli</strong> di puro scontro diretto Champions per cuori forti.</p><p>I giallorossi oltre ad esser stati agganciati dal Napoli sono stati sorpassati dall'<strong>Atalanta</strong>.</p><p>La Dea di <strong>Gasperini</strong> ha battuto in scioltezza lo Spezia per 3-1 nell'anticipo del venerdì, grazie ad un super <strong>Pasalic</strong> autore di una doppietta ed al solito imperioso <strong>Muriel</strong> (16 gol in stagione per lui), riscattano così la sconfitta contro l'Inter e si preparano alla gara di ritorno contro il <strong>Real Madrid</strong>, dove servirà la miglior Atalanta e dove servita la partita della vita,</p><p>Intanto si riprendono il quarto posto a quota 52, per un'altalena Champions da vertigini.</p><p>‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[La vena artistica sublime della Rappresentante Di Lista.]]></title><description><![CDATA[La recensione di "My Mamma" il quarto disco del duo La Rappresentante Di Lista.
La canzone "Amare" è soltanto un preludio di un meraviglioso viaggio musicale. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/la-vena-artistica-sublime-e/</link><guid isPermaLink="false">604b9a6578bee56d9a6bcd3d</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Fri, 12 Mar 2021 19:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210312_173224.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210312_173224.jpg" alt="La vena artistica sublime della Rappresentante Di Lista."><p><strong>Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista</strong> parlano una lingua intima e sensuale con una ritmica possente e travolgente. Da Palermo alla Toscana per stupire, per continuare a stupire.</p><p>Il 5 Marzo è uscito il loro quarto disco <strong>"My Mamma"</strong>. Stavolta non è Indie, qui si va oltre la bellezza dei suoni e con piacere. E credetemi, che <strong>"Amare"</strong> il brano portato in gara a Sanremo, è soltanto un preludio di un'opera di splendore.</p><p>‌‌</p><p><strong>“My Mamma”</strong> ha una copertina coloratissima e artistica: è stata disegnata dall’artista palermitana <strong>Manuela Di Pisa</strong>, che prende ispirazione dal realismo audace dell’opera più celebre di<strong> Gustave Courbet: “L’origine del mondo".</strong></p><p>Chissà, saranno stati proprio i colori della meravigliosa opera ad aver ispirato il duo.</p><p>‌‌‌‌</p><p>Dopo il “<strong>Preludio</strong>”, la prima traccia è “<strong>Religiosamente</strong>”, una poesia sentimentale con un tappeto sonoro che è un ottomana di Istanbul, con la voce incantevole di Veronica che ci spiega di quanto lasciare andare una persona che si ama, è sempre più difficile di quanto pensassimo. La libertà del perdono e della riconciliazione si canta in "<strong>Oh Mà, Oh Pà</strong>".</p><p>‌‌</p><p>"<strong>Alieno</strong>" invece è il primo singolo del disco, una canzone coinvolgente con un testo ardente: ‘‘Sono più forte del piacere, sono l’amore, sono più forte dell'amore, sono il dolore”, il tutto racchiuso da un insieme di rock, pop ed elettronica.</p><p>L'attrazione è fragile, come si spiega la fragilità dell'unica canzone cantata da Dario Mangiaracina in "<strong>Fragile</strong>" dove in sonoro folk/indie canta di voli spezzati accompagnato da archi, in puro stile Radiohead.</p><p>"<strong>Sarà</strong>" invece è una lettera a cuore aperto, con toni incalzanti ai problemi della terra: "Sarà che la mia terra lentamente smette di respirare."</p><p>‌‌</p><p>Poi tocca ad "<strong>Amare</strong>" il brano portato in gara al Festival di Sanremo 2021, un saliscendi pirotecnico da dance di primi anni 2000, il testo è un inno alla libertà di  sognare ed amare (senza avere tanto), a differenza degli altri brani, qui c'è Dardust che emana la solita solfa, ma il duo ne esce alla grande.</p><p>Poi si passa sempre con energia dalla libertà di sognare alla libertà di pensiero in <strong>"V. G. G. G. (Very Good Glenn Gould)"</strong>.</p><p>Arrivano poi le mie due canzoni preferite del disco: "<strong>Paesaggi Stranieri" e "Resistere".</strong></p><p>‌‌</p><p>"<strong>Paesaggi Stranieri"</strong> è una poesia profonda e romantica che con la voce di Veronica può solo accompagnarti in un sogno mentre chiudi gli occhi.</p><p>"<strong>Resistere</strong>" invece è un vero inno alla resistenza: "La mia natura è resistere, e non mi importa di perdere, quello che mi serve adesso è vivere". con suono xilofonici tipico da anni '80. Una canzone che è capace di offrire una vulnerabilità tutta umana e con questo gesto di mostrare una forza che si costruisce nel perdono, nella bellezza, nell’amore.</p><p>Il bellissimo viaggio termina con la canzone che dà il titolo al disco ossia "<strong>My Mamma</strong>" o come la si vuole chiamare Mai Mamma. Una canzone brillante, che alterna cori ad un testo delizioso da aprirne uno squarcio profondo quanto battagliero per il grido di chi teme di perdere sia l'amore e sia la propria eredità.</p><p>‌‌</p><p>"<strong>My Mamma</strong>" è un disco fantastico. Il duo de La Rappresentante di Lista ossia la voce candida di Veronica Lucchesi e il polistrumentalista Dario Mangiaracina, fanno un alto salto di qualità rispetto ai lavori passati.</p><p>"My Mamma" racchiude colore con la voglia di libertà e sognare. Scritto, suonato e cantato a <strong>regola d'arte con eleganza e bellezza.</strong></p><p><strong>‌‌Voto: 8.5</strong></p><p>‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[L'Europa delle Italiane: La disfatta della Signora. Roma imperiale e un Diavolo leggiadro]]></title><description><![CDATA[La Juventus è fuori dagli Ottavi di Champions League. Non basta la vittoria per 3-2, i perché della disfatta. 
Europa League: Una grandissima Roma travolge lo Shakthar, mentre un Milan di personalità strappa un bel pari a Manchester. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/leuropa-delle-italiane-la-disfatta-della-signora-una-roma-da-impazzire-e-un-diavolo-leggiadro/</link><guid isPermaLink="false">604ab6a278bee56d9a6bcc5c</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Fri, 12 Mar 2021 08:01:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210312_015201.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210312_015201.jpg" alt="L'Europa delle Italiane: La disfatta della Signora. Roma imperiale e un Diavolo leggiadro"><p>Una <strong>disfatta</strong> che brucia, una disfatta con aria di fallimento, una disfatta predetta seppur fino ad un mese e mezzo fa era difficile da pensare.</p><p>Eppure è successo di nuovo, per la terza volta consecutiva in 3 anni: La <strong>Juventus è fuori dagli Ottavi di Champions League per la seconda volta consecutiva. (Nel 2019 uscì ai Quarti).</strong></p><p>Eliminazione avvenuta per mano del <strong>Porto</strong>, la Juventus l'ha vinta si, ma soltanto per 3-2 ai tempi supplementari. I portoghesi di <strong>Sergio Conceicao</strong> forti del 2-1 dell'andata, si qualifica grazie ai due gol realizzati allo Stadium. E diciamoci la verità, la squadra portoghese ha meritato la qualificazione. La Juve si è svegliata troppo tardi. Se in 210 minuti, regali 135 minuti al Porto e non riesci a ribaltare per 70 minuti sul 2-1 con i portoghesi in 10 uomini, allora si, meriti di uscire. Serviva la partita della vita, serviva la partita perfetta, invece la squadra di <strong>Pirlo</strong> è stata l'esatta fotocopia della Juve vista contro la Lazio o ancor meglio della Juve vista nell'ultimo mese. Approccio sbagliato e primo tempo inesistente. Il Porto fa la sua gara di ordine e compattezza e va avanti per 0-1 grazie ad un rigore (netto) di Olivera.</p><p>Nel secondo tempo, come da copione dell'ultimo mese, un'altra Juve, e ancora da copione sale in cattedra l'uomo della provvidenza: <strong>Federico Chiesa</strong>. L'ex-Fiorentina è in netto stato di grazia e la ribalta in 15 minuti con una doppietta e porta i bianconeri sul 2-1. Situazione di pura parità con il risultato dell'andata e poco prima del 2-1 il Porto resta addirittura in 10 per l'espulsione scellerata di <strong>Temeri</strong>.</p><p>Dopo il 2-1 si gioca solo nella metà campo portoghese ma la Juve non è lucida e attacca in modo caotica, fino a che nel recupero Cuadrado (altro migliore in campo) prende una clamorosa traversa, ci si mette anche la sfortuna e si va ai supplementari.</p><p>Il Porto riprende energie mentali e alza leggermente il baricentro e la Juve (anche per la stanchezza) va in tilt. Negli ultimi 5 minuti del secondo tempo supplementare, arriva ciò che si sentiva nell'aria: rasoiata su punizione di Olivera che fa il 2-2. La Juve tenta il miracolo, ma trova solo il 3-2 di Rabiot, buono solo per la vittoria, ma la Juve è fuori, va avanti il Porto.</p><p>La barriera della Juve in occasione del 2-2 di Olivera è l'emblema di questa stagione bianconera. Una barriera aperta, scomposta ma soprattutto confusionaria, com'è stata questa Juve fino ad oggi, priva di identità e di fisionomia. Non crocifiggo Pirlo, perché le <strong>colpe</strong> partono innanzitutto dall'alto, ovverosia dall'area tecnica. Ha perso la squadra, ma questa Juve è una squadra nata male, fra scelte azzardate e molti problemi che hanno tolto sicurezza. Scelte scellerate e problemi che partono dall'Aprile del 2019, quando la Juve con Allegri uscì ai quarti di Champions contro l'Ajax. Via Marotta, resta Paratici con l'intento di fare una rivoluzione, da lì sono nati i problemi. Di uomini, di giocatori e soprattutto di mercato. Per fare una rivoluzione ci vuole soprattutto organizzazione. La Juve era stimata soprattutto per essere un vero "modello societario" per il marketing e merchandising, di quello oggi si sono perse letteralmente le tracce. Prima la scelta di Sarri che esce col Lione agli ottavi, nonostante uno scudetto, viene cacciato per Pirlo che fa addirittura peggio: fuori agli Ottavi contro il Porto, ma con uno scudetto ormai lontano visti i 10 punti di distacco dall'Inter.</p><p>Servirà rifondare, a partire dall'area tecnica, <strong>Paratici</strong> e <strong>Nedved</strong> post-Marotta hanno fatto solo danni. Servirà un cambio generalista di squadra, via le vecchie usure bianconere che ormai sono più fuori che dentro il campo, via chi ha deluso dei mercati precedenti (e parlo dei vari Rabiot, Ramsey, Alex Sandro) e bisognerà completare una squadra dove mancano determinati tasselli, soprattutto a centrocampo. Ripartire dai migliori ossia Chiesa, De Ligt, Cuadrado, Morata e io dico sempre ancora Dybala, che appena recupererà, saprà sempre dare il meglio del suo repertorio.</p><p>Pirlo non ha colpe, seppur invece sente la fiducia, ma è una fiducia a tempo, tutto dipenderà da come la Juve si rialzerà da questa disfatta, da come finirà il campionato e dalla finale di Coppa Italia.</p><p>Chi invece bisognerà bene capire di cosa fare è <strong>Ronaldo</strong>, diciamolo, gli scudetti li ha fatti vincere Dybala. Il suo arrivo alla Juve ad oggi è stato letteralmente un danno sia per la squadra e sia per le casse economiche visto i 90 milioni di ingaggio al giocatore. Preso per il sogno Champions, alla fine in 3 anni è stato decisivo solo in quella tripletta nell'Ottavo di ritorno nel Marzo 2019 contro l'Atletico Madrid. Col Porto, sia all'andata e sia al ritorno è stato neanche l'ombra di se stesso. Dopo Lione anche il Porto, chi diceva che era un rischio dopo tutto quello che ha vinto a Madrid, non è stato ascoltato. Ronaldo è un fuoriclasse e non si discute ma alla fine arriva proprio da lui, il vero equivoco della società.</p><p>‌‌‌‌Mentre in Champions (in attesa di Lazio e Atalanta) si piange, in Europa League si ride.</p><p>Partiamo dalla <strong>Roma</strong> che travolge il quotatissimo Shakthar Donestk per 3-0 e prenota i quarti di finale. Una Roma perfetta e bellissima.</p><p>Lo Shakthar era "retrocesso" dalla Champions ma aveva buttato fuori l'Inter, aveva battuto per ben due volte il Real Madrid ed è una squadra che da ormai 10 anni è protagonista di questa competizione, portata alla luce europea proprio da lui: <strong>Paulo Fonseca</strong>. Stasera la squadra ucraina è stata praticamente la brutta copia di quella vista quattro mesi fa. Merito di questa Roma.</p><p>La squadra giallorossa ha giocato una partita di quantità ma soprattutto di qualità. In gol sono andati praticamente i migliori in campo: <strong>Pellegrini</strong> che ormai è sempre più leader di questa squadra; un rinato <strong>El Shaarawy</strong> (gol pazzesco il suo) e <strong>Mancini</strong> che ha segnato così il suo quinto gol in stagione ed è diventato un giocatore vero, con attributi e applicazione difensiva da far invidia anche ai grandi. Oltre a loro nella Roma molto bene anche <strong>Mikhitariyan</strong> che nel ruolo di falso 9 si è imposto bene, <strong>Spinazzola</strong> e <strong>Cristante</strong> che nel nuovo ruolo di terzo difensore se la sta cavando benissimo. <strong>Fonseca</strong> ha lasciato in panchina i recuperati Smalling e Dzeko, saranno utili sicuramente già da domenica contro il Parma. La Roma ha ormai messo da parte tutti i problemi di Gennaio e remano tutti dalla stessa parte, sono ormai lontani i tempi delle pesanti sconfitte del Derby e di Spezia, merito dell'allenatore portoghese che con carisma, pazienza e perseveranza ha saputo ricompattare il gruppo.</p><p>La Roma in campionato la si aspetta di essere grande contro le grandi, ma di sicuro è grande, anzi grandissima in Europa.</p><p>‌‌Un leggiadro <strong>Milan</strong> strappa uno stupendo pari all' Old Trafford contro il <strong>Manchester United</strong>. E possiamo anche dirlo, il pari sta stretto ed è meritato per la squadra di Pioli. Al tempio del calcio, i rossoneri senza 6 titolari, hanno giocato un'ottima gara con personalità e coraggio; da veri <strong>Diavoli</strong>.</p><p>Partita in sé equilibratissima e tattica. Il primo tempo fatto a colpi di botta e risposta (seppur senza grandi parate da parte di Donnarumma e Henderson), con un gol meraviglioso annullato a Kessie e con un gol clamorosamente sprecato da Maguire a porta vuota. Nel secondo tempo, subito dopo 4 minuti, <strong>Amad Diallo</strong>, proprio lui, l'ivoriano ex-Atalanta classe 2002, sul lancio col goniometro di <strong>Bruno Fernandes</strong>, approfitta dell'unico svarione difensivo del Milan ed insacca di testa beffando <strong>Donnarumma</strong>. Il Milan però non si scoraggia, anzi ha almeno 3 ottime buone palle gol con Leao, Krunic e <strong>Kessie</strong>.</p><p>La squadra di Pioli c'è fino alla fine e trova il meritato pari con <strong>Kjaer</strong> a tempo praticamente scaduto con un'incornata di testa su calcio d'angolo (Henderson non impeccabile).</p><p>Sugli scudi dei rossoneri di <strong>Kjaer</strong>, <strong>Tomori</strong>, <strong>Calabria</strong> e un sontuoso <strong>Kessie</strong> che ha fatto letteralmente impazzire l'astuto centrocampo dei Red Devils. Non bene ancora una volta Leao, il portoghese continua ad essere l'eterno incompiuto in questo Milan, i colpi tecnici li ha, ma ne commette anche tanti errori dilettantistici. Pioli vuole puntare su di lui, ma si spera che Rebic, Calhanoglu e soprattutto Ibra tornino al più presto.</p><p>Tra 7 giorni il ritorno a San Siro, sarà sempre dura, perché lo United resta comunque una squadra di altra categoria ma è una partita apertissima, i rossoneri adesso tra 7 giorni avranno due risultati su 3 se non subiscono 2 gol. Pioli spera anche di recuperare pezzi importanti, adesso verrà prima il Napoli in campionato, quel che conta è che il <strong>Diavolo c'è e con orgoglio e personalità ha messo paura allo United. </strong></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Punto: Il Contismo è fuori di testa ma diverso da loro.]]></title><description><![CDATA[Un Inter solida e coesa batte l'Atalanta per 1-0 e resta a +6 sul Milan che di cuore espugna Verona.
Morata trascina la Juve mentre Insigne trascina il Napoli. La Roma non demorde.]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-il-contismo-e-fuori-di-testa-ma-diverso-da-loro/</link><guid isPermaLink="false">6046bbf778bee56d9a6bcba4</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Tue, 09 Mar 2021 09:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210309_005530.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210309_005530.jpg" alt="Il Punto: Il Contismo è fuori di testa ma diverso da loro."><p>Due giorni fa è finito il Festival di Sanremo 2021. Lo hanno vinto i giovanissimi <strong>Maneskin</strong> con la canzone "Zitti e Buoni", una canzone rock.</p><p>Il rock è un genere, rabbioso, tonico e gagliardo. E chi meglio dell'<strong>Inter</strong> sta interpretando tal ruolo racchiuso nel suo <strong>Contismo</strong> di rabbia, grinta, coesione e personalità. Dal gruppo Maneskin al gruppo Inter, il passo è simile.</p><p>L'<strong>Inter</strong> batte l'<strong>Atalanta</strong> nel big-match per 1-0. Il Contismo come il Cholismo è rock e come dicono i Maneskin nella canzone: "<strong>Sono fuori di testa, ma diverso da loro. Siamo fuori di testa ma diversi da loro</strong>".  L'Inter è diversa dalle altre per la continuità e la solidità ben oltre la testa. Capolavoro tattico difensivo da parte di <strong>Conte</strong> che ha arginato il gran bel gioco dell'Atalanta e con l'unico tiro in porta di <strong>Skriniar</strong> al minuto 54, vince una partita fondamentale soprattutto per la caratura dell'avversario.</p><p>L'Atalanta non rinuncia a giocare ma sbatte contro il muro nerazzurro: <strong>Skriniar</strong>, <strong>Bastoni</strong> e <strong>De Vrij</strong> hanno fatto una partita perfetta. L'Inter per citare un'altra canzone di Sanremo dei milanesi Coma Cose ha giocato con le fiamme negli occhi, "<strong>Hai le fiamme negli occhi ed infatti se mi guardi mi bruci</strong>" e i Gasp-boys si sono bruciati e persi per nella lucidità. Le fiamme negli occhi le aveva anche l'Atalanta per quanto bella sia stata ma non è bastato. Gasperini bisogna anche dire che lasciare <strong>Muriel</strong> e Ilicic in panchina, è stato un'azzardo, troppo, anche perché la Dea nel primo tempo è stata povera di qualità in fase offensiva con Zapata troppo solo.</p><p>L'Atalanta scivola al quinto posto, scavalcata dalla Roma e si ritrova il Napoli a 2 punti.</p><p>L'Inter risponde a gran voce alla bella vittoria del Milan contro il Verona e resta a +6. La difesa è il miglior attacco, tant'è che i nerazzurri hanno subito solo 2 gol nelle ultime 9 partite. Vittoria contro i bergamaschi di "corto muso" come direbbe Allegri, ma gli scudetti si vincono così. E Conte sa come si fa ed è per questo che è diverso da tutti. Metodo e applicazione : vedere <strong>Eriksen </strong>e <strong>Lautaro </strong>giocare di quantità e non di qualità è un'altra sua vittoria. Come dicono i Maneskin, "zitta e buona" l'Inter va dritta verso lo scudetto con la solidità del Contismo rock.</p><p>‌‌<strong>Pagelle Inter - Atalanta:</strong></p><p>‌‌<strong>Inter</strong>: Handanovic: 7.5; Skriniar: 8, De Vrij: 7.5, Bastoni: 8; Hakimi: 6.5 (84' D'Ambrosio: sv), Barella: 6.5, Brozovic: 6 (77' Gagliardini: sv), Vidal: 5 (53' Eriksen: 6.5), Perisic: 6 (85' Darmian: sv); Lukaku: 5.5, Lautaro: 7 (77' Sanchez: sv).</p><p>‌‌All. <strong>A.Conte</strong>: 7</p><p>‌‌‌‌<strong>Atalanta</strong>: Sportiello: 6; Toloi: 6, Romero: 6.5, Djimsiti: 6.5 (81' Palomino: sv); Maehle: 5.5, De Roon: 6, Freuler: 5 (81' Pasalic: sv), Gosens: 6; Pessina: 5.5 (73' Miranchuk: 5.5), Malinovski: 4.5 (46' Ilicic: 5); Zapata: 4 (70' Luis Muriel: 6).</p><p>‌‌All. <strong>Gasperini</strong>: 5</p><p>"<strong>Amare senza avere tanto, urlare dopo avere pianto, è come l'aria che non finirà</strong>" così fa il ritornello di "Amare" de La Rappresentante di Lista. E il <strong>Milan</strong> sta amando e urlando il suo sogno Champions. Con il cuore, più forte delle assenze e delle critiche (troppe e ingiuste) ricevute dopo il pari casalingo contro l'Udinese. I rossoneri battono il Verona senza 5 titolari (6 se consideriamo Kjaer in panchina), la squadra di <strong>Pioli</strong> gioca una partita pressoché perfetta per compattezza, ordine e pragmatismo, su un campo storicamente ostico e difficile (la Fatal Verona del '90 resta impressa sempre nella memoria).</p><p>In gol sono andati i due insospettabili e forse i più criticati: <strong>Krunic</strong> e <strong>Dalot</strong>. Realizzando tra l'altro due gol stupendi. L'ex-Empoli su calcio di punizione a giro alto alla Del Piero, mentre il portoghese invece con un no-look che fa fuori mezza difesa del Verona, tirando una mazzata all'incrocio dei pali. Sono capolavori, che servono ai due giocatori di sbloccarsi soprattutto mentalmente, e continuando così, Pioli avrà una due armi in più.</p><p>Il Verona di Juric non pervenuto, lo dico francamente: peggior prestazione dell'anno. Chiaro non sono abituati fisicamente alla terza gara in 7 giorni.</p><p>‌‌</p><p>Il Milan, ora si prepara per la grande sfida di livello proprio da Champions contro il Manchester United in Europa League (e poi arriva il Napoli a San Siro in campionato). La squadra rossonera ci va con la testa giusta, nell'attesa che Pioli recupera almeno parte dei suoi uomini. Per lo scudetto si resta sempre distanti 6 punti, ma intanto il suo Milan continua ad amare ed urlare chiaramente che è vivo, eccome se è vivo.</p><p>‌‌</p><p>"<strong>Metti un pò di musica leggera che ho bisogno di niente, anzi leggerissima</strong>", così fa il ritornello di "Musica Leggerissima" di Colapesce e DiMartino. Musica Leggera, anzi leggerissima, fin troppo per la <strong>Juventus</strong>, che vince il big-match del sabato contro la <strong>Lazio</strong> per 3-1 e resta aggrappata al terzo posto, ma non senza amnesie e improvvisi black-out. <strong>Ronaldo</strong> parte dalla panchina per scelta tecnica e per riposo. Scelta difficile quella di <strong>Pirlo</strong>, ma per sua fortuna è andata bene.</p><p>Partita leggerissima, di una Juve che sbaglia di nuovo approccio e nei primi 30 minuti è stata in balia della squadra di <strong>S. Inzaghi</strong>, che era passata in vantaggio con il "Tucu" <strong>Correa</strong> al 14'. Poi dal nulla, un lampo improvviso dell'uomo più criticato ossia <strong>Adrien Rabiot</strong>, che con un missile trafigge Reina e rimette le cose in parità al minuto 39. Da lì la Lazio si scioglie come neve al sole e con la sua leggerissima difesa, regala due gol alla Juve in 3 minuti, prima al 57' un contropiede perfetto iniziato da <strong>Chiesa</strong>, terminato con un gran gol di <strong>Morata</strong>, poi lo spagnolo fa il bis su rigore al 60' per fallo di Hoedt sullo stesso Chiesa. Poi la partita si è messa sul binario dell'equilibrio senza grandi occasioni.</p><p>Ennesima prova di maturità fallita per i biancocelesti di S. Inzaghi, che continuano a vivere il momento no: La Lazio, ha fatto soltanto 3 punti nelle ultime 4 partite, vincendo solo la gara con la Sampdoria. Numeri preoccupanti e la Zona Champions si allontana di 7 punti (seppur con una gara in meno), serve un cambio di rotta per i biancocelesti apparsi fragili e leggerissimi soprattutto mentalmente.</p><p>‌‌Anche <strong>Pirlo</strong> sa che la sua Juve resta comunque leggerissima, soprattutto per l'ennesimo approccio sbagliato, dove si era temuto il peggio. Si salvano la reazione, il cinismo e.. Morata. Vero, Ronaldo è entrato solo dopo il 68', ma i bianconeri hanno ritrovato la forma dello spagnolo: 3 gol nelle ultime due partite e possono contare su Chiesa;  l'ex-viola sarà discontinuo ma nelle partite che contano non manca mai. Adesso arriva il <strong>Porto</strong> in Champions, la madre di tutte le partite che farà da spartiacque per la stagione bianconera. Servirà una Juve perfetta e non leggerissima e qui posso citare anche la canzone di Arisa "<strong>Potevi fare di più</strong>" perché la Juve può deve fare di più. E Pirlo potrà finalmente contare sul recupero pieno di gente come Cuadrado, Chiellini e Bonucci. </p><p>"‌‌‌‌<strong>Ti piace così, ti piaci così e ti piace com'è</strong>" così invece fa il ritornello della canzone di Malika Ayane "Ti piaci così" per una <strong>Roma che non </strong>demorde, ed è sempre lì aggrappata al treno Champions, ritornando al quarto posto scavalcando l'Atalanta. I giallorossi battono 1-0 il <strong>Genoa</strong>, grazie ad un colpo di testa di <strong>Mancini</strong>. Partita molto tirata e tattica; il Genoa di Ballardini è una squadra arguta e arcigna, <strong>Fonseca</strong> lo sapeva e si è tenuto stretto il risultato pensando anche all'ottavo di Europa League in programma giovedì contro il suo vecchio Shakthar. Può preoccupare la mancata brillantezza, dove i giallorossi sono sembrati poco lucidi sottoporta, intanto la Roma si piace così, tale che contro le medio/piccole le vince tutte (a parte il pareggio di Benevento), avrà altre occasioni per vincere contro la grandi che le servirà per fare quel passo in più. Ma intanto si piace così com'è e sta facendo bene, perché la Roma ha 50 punti e con questi risultati, grandi o non grandi, sarà lì fino alla fine.</p><p>‌‌</p><p>"<strong>Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente</strong>" così fa invece il ritornello della canzone "Un milione di cose da dirti" di Ermal Meta (tra l'altro tifosissimo proprio del Napoli), perché proprio sul <strong>Napoli</strong> ci sarebbero davvero tante cose da dire, ma meglio non dire niente, adesso, prendendosi il risultato di questo 3-1 contro un <strong>Bologna</strong> mai domo e con la settimana tipo che servirà per prepararsi al meglio per quel trittico tremendo che parte da domenica: <strong>Milan, Juve e Roma</strong> in 7 giorni. Diciamocelo; la stagione e l'obbiettivo Champions del Napoli passa attraverso queste 3 partite.</p><p>Ci sarebbero un milione di cose da dire, ma meglio non dire niente e proviamo ad appuntare le note positive: Il Napoli nelle ultime 3 ha racimolato 7 punti (a Reggio Emilia l'aveva praticamente vinta); quinta vittoria consecutiva in casa; ci sono due giocatori in stato di grazia che sono <strong>Insigne</strong> (puro trascinatore con una doppietta) e <strong>Zielinski</strong> (che da trequartista incanta); ha recuperato <strong>Osimhen</strong> che è andato finalmente a segno con gran bel gol sfruttando la sua velocità in profondità; Rino ha capito che se Manolas non è al top, quello che deve giocare al posto suo di fianco a Koulibaly è <strong>Rrahmani</strong>; contro il Milan tornerà anche <strong>Lozano</strong>.</p><p>Ecco, le cose da dire, sarebbero tante come la modalità di gioco, su <strong>Gattuso</strong>, sui continui cambi moduli etc etc. Ma non meglio dire niente adesso. Tanto Rino ora non ha più alibi perché ha la settimana tipo di preparazione e sta recuperando gli uomini migliori. Attendiamo il trittico, la stagione del Napoli passa tutta da lì.</p><p>‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Sanremo 2021: La vittoria del Rock e il Pagellone.]]></title><description><![CDATA[I Maneskin vincono il Festival di Sanremo 2021. È la vittoria del Rock della rivoluzione del nuovo trend giovanile. Amadeus e Fiorello salutano il Festival con applausi: in queste condizioni, meglio di così non si poteva fare.
Pagellone del Festival. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/sanremo-2021-la-vittoria-del-rock-e-il-pagellone/</link><guid isPermaLink="false">6044e42478bee56d9a6bcad6</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Sun, 07 Mar 2021 16:10:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210307_024343_com.twitter.android-2.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210307_024343_com.twitter.android-2.jpg" alt="Sanremo 2021: La vittoria del Rock e il Pagellone."><p>In un Festival tra rap, indie, pop moderno, follower e influencer. Alla fine ha vinto il genere che non morirà mai: Il rock.</p><p>"Il rock è sinonimo di rivoluzione. Il rock non ha mai perso quel significato di libertà d’espressione". Così diceva Billie Joe Armstrong.</p><p>Presenza scenica, talento e rock. Signori e signori: i Maneskin. E il rock, quel rock puro e limpido d'altri tempi, i Maneskin lo suonano benissimo.</p><p>Loro, i Maneskin, 4 ragazzi di Roma, età tra i 20 anni (la bassista Victoria) e i 23 anni (del batterista Eithan), giovanissimi e trasparenti con il frontman Damiano che da sostenza e dimostra di essere un vero animale da palcoscenico. Loro, i Maneskin, che stravolgono i pronostici e con una canzone fuori dagli schemi sanremesi: vincono il <strong>Festival di Sanremo 2021.</strong></p><p>Vittoria conquistata con il progresso delle serate, grazie ad esibizioni brillanti e focose, la canzone è salita di livello ed hanno coinvolto tutti. Dalla sala stampa fino al pubblico a casa. Loro, i Maneskin, che hanno messo alle spalle il duo Fedez-Michielin arrivati secondi, canzone carina che avrà comunque il suo lungo  successo, il secondo posto lo devono al televoto-influencer della Ferragni. Al terzo posto Ermal Meta, che era diventato il favorito assoluto dopo esser stato primo nella classifica generale per tutta la settimana, alla fine si è dovuto accontentare del Premio "Giancarlo Bigazzi" per la miglior composizione musicale. Le donne favorite sono terminate tutte dietro: Annalisa 7°, Arisa 10°, Noemi 14° e Malika Ayane 15°. Mentre nei giovani nelle nuove proposte il venerdì ha trionfato <strong>Gaudiano</strong></p><p>Una band non vinceva dal 2016, allora erano gli espertissimi Stadio. Loro, i Maneskin con il rock che genera rivoluzione. La rivoluzione del Festival di Sanremo, la rivoluzione del nuovo trend giovanile. Di fatti è stato il Festival più giovane di sempre e soprattutto il più seguito proprio dai giovani. Merito della selezione di cantanti, amati dai giovani che si sono fatti apprezzare (tantissimo) al grande pubblico come Colapesce e DiMartino che tra l'altro hanno vinto il premio sala stampa "Lucio Dalla" (e la loro canzone comunque vada sarà un classico della musica italiana), Willie Peyote (che ha vinto il premio della critica "Mia Martini") e altri come Madame (che a 19 anni ha dimostrato personalità ed ha vinto il premio "Sergio Bardotti" come miglior testo), Coma Cose, La Rappresentante di Lista, Fulminacci, Fasma, Gio Evan e Aiello.</p><p>Il Festival della nuova tendenza che fa da spartiacque verso il futuro. Perché questo, è in gran parte il futuro della musica.</p><p>Merito di Amadeus e Fiorello che hanno avuto il coraggio di tale selezione e hanno avuto il coraggio di portare avanti un Festival difficilissimo, in piena pandemia con 75 pagine di protocolli e soprattutto con la platea vuota. Non era facile, ma ci sono riusciti e anche bene; a loro vanno solo applausi. Così si chiude il loro ciclo e la loro era; Amadeus ha ribadito non ci sarà un "Amarello 3". Un po dispiace, sarebbe bello se tornassero almeno per una sola sera il prossimo anno per prendersi gli applausi del pubblico in sala. E soprattutto spero che il successore (Conti? Cattelan?) potrà continuare questa linea ben tracciata: la linea del ringiovanimento.</p><p>‌‌‌‌</p><p>Pagellone del Festival.</p><p>‌‌</p><p><strong>Amadeus</strong>: È il solito Amedeo: semplice, piacione e soprattutto ingenuo per le sue gaffe. Lui è così, volente o nolente. Non era facile condurre questo Festival, lo ha fatto bene, con la sua professionalità, cimentandosi anche nel canto e in sketch-salvaserate con l'amico Fiore. Ci ha provato, questo è certo. Ma lui resta fedele a sé stesso, senza andare oltre. <strong>Voto: 7+</strong></p><p>‌‌<strong>Fiorello</strong>: Mattatore sempre con la sua unicità. Meriterebbe 10, però alle prime due serate era contratto e spuntato. Lui che vive di pubblico, si è dovuto abituare in una presenza scenica insolita e allo stesso tempo unica. Meno monologhi e più canzoni per ammazzare il tempo. Nelle ultime due sere è stato "equilibrato" e si è acceso mostrando tutto il suo repertorio "salvando" il Festival. <strong>Voto: 8.5</strong></p><p>‌‌<strong>Zlatan Ibrahimovic</strong>: Si è dovuto misurare in un contesto a lui sconosciuto. E lo ha fatto bene. Con le "pause" ricordava molto Celentano. Autoironico. Da ricordare il duetto con Mihajlovic in "Io Vagabondo" creando a detta di Fiorello "Gli Abbadeus", il monologo sugli errori nella vita che servono a crescere è da lezione di vita, mentre la frase dove "metterebbe Achille Lauro in un "garage come buttafuori" è un cult. Ai saluti ha detto ad Amadeus: "Per me è stato un onore essere qui, spero di non averti deluso". L'uomo prima del Campione. Avrei voluto vederlo più coinvolto e più co-conduttore, ma ha fatto il suo e lo ha fatto bene. Promosso. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌<strong>Achille Lauro</strong>: Non è più una sorpresa. Amato da tutto il mondo dello spettacolo. Ma anche lui cresce in serata dopo serata. Le prime due esibizioni bocciate. Tributare Renato Zero e Mina è un conto, copiarli è un altro conto e no, non serve copiare. Poi le ultime 3 serate ha messo a frutto le sue leve della creatività artistica, portando sul palcoscenico dell’Ariston, delle performance libere ed originali arricchito con discorsi sensibili. Grazie anche ad interpreti che lo hanno accompagnato. Il suo messaggio finale dice: "Dio benedica chi è. Dio benedica chi gode. Dio benedica gli incompresi. Dio benedica chi se ne frega. Dio benedica noi, esseri umani." La mia preferita, quella del giovedì con una sublime <strong>Monica Guerritore</strong> (voto 9) ed Emma in Penelope. <strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌<strong>Matilda De Angelis</strong>: Brava, bella e solare. Sta al gioco con Amadeus e Fiorello, con sfrontatezza e ironia. Bello il suo monologo "sul bacio", il duetto con Fiorello nelle vesti di Anna Oxa è una prova difficile, ma ne esce dignitosamente. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌<strong>Loredana Bertè</strong>: Medley da 10, è pur sempre la Regina della Musica Italiana, mentre la canzone nuova che sembra la brutta copia di Corazon Espinado cantata per giunta in playback, anche no. <strong>Voto: 8</strong>.</p><p>‌‌<strong>Alessia Bonari</strong>: L'infermiera della foto-simbolo del Covid sale sul palco per 10 meritati e intensi minuti, due parole di avvertimento nel "dobbiamo stare ancora attenti" e ottiene una standing ovation (dagli orchestrali) per i suoi colleghi. Solare e garbata. <strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Elodie</strong>: Beyonce? No! È miss Elodie Di Patrizi. Il paragone ci può stare tutto. Bellezza mozzafiato; commuove con le sue confessioni ed ha cantato e ballato un medley mescolando grandi successi italiani con basi di Madonna e Beyonce, ed ha anche condotto con la sua semplicità. È La consacrazione di una star di levatura internazionale. <strong>Voto: 9</strong></p><p>‌‌<strong>Bella/Leali/Cinquetti</strong>: Si ripercorre un medley per la storia della musica italiana sul Festival. La storia fa storia. Ma forse quest'avventata in stile Capodanno si poteva risparmiare. <strong>Voto: 6 di stima</strong>.</p><p>‌‌‌‌<strong>Gigi D'Alessio &amp; Friends</strong>: Anche questa è un'ospitata che francamente si poteva risparmiare. D'Alessio stesso alla fine dice: "Ho portato i bimbi al circo". Appunto, è Sanremo, non un circo. <strong>Voto: 3</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Alex Schwazer</strong>: Ridare dignità ad un campione. Punto. <strong>Voto: 6</strong> (intervista breve e fiacca).</p><p>‌‌‌‌</p><p><strong>Vittoria Ceretti</strong>: Bella, bellissima presenza, ma è un po tesa, un po cordata, un po rigida, sarà l'emozione, ma a 21 anni essere tra le modelle più importanti d'Europa, vivendo anche a Parigi, fa la sua figura, appunto di sola presenza. <strong>Voto: 6.</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Sinisa Mihajlovic</strong>: Invitato da Ibra. Parla a cuore aperto della sua lotta alla malattia poi sconfitta. Scherza, ride, si diverte e canta con Ibra e Fiorello in Io Vagabondo dei Nomadi. <strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌<strong>Valeria Fabrizi</strong>: Apparizione di 3 minuti. Con tutto il bene che le si vuole, ma.. Perché? <strong>Voto: Sv.</strong></p><p>‌‌<strong>Negramaro</strong>: Altra categoria, altro livello, altro pianeta. Incantano nella cover di Dalla e Sangiorgi cita "Anime Salve" di De André prima di cantare "Meraviglioso". Immensi. <strong>Voto: 10</strong></p><p>‌‌<strong>Beatrice Venezi</strong>: Direttore D'Orchestra e modella. Incanta e fa il suo dovere con carisma e solarità, premiando il vincitore della categoria nuove proposte Gaudiano. <strong>Voto: 7.5</strong>.</p><p>‌‌<strong>Alessandra Amoroso</strong>: Canta "Pezzo di Cuore" con Emma e poi fa un monologo con Matilde Gioli (voto 6.5) sui lavoratori dello spettacolo cantando la meravigliosa "Una Notte In Italia" di Fossati. Insipida. <strong>Voto: 6</strong></p><p>‌‌<strong>Emma Marrone</strong>: Doppia apparizione, prima nel giovedì nel "quadro" di Achille Lauro, vestita da Dea Greca e poi il venerdì nel duetto della sua canzone con Alessandra Amoroso. Senza grandi acuti <strong>Voto: 6.5</strong></p><p>‌‌<strong>Barbara Palombelli</strong>: È una grande giornalista ed il suo monologo coinvolge (voto 8), ma prende troppe arie di presunzione quasi come se fosse una Professoressa severa di scuola. <strong>Voto: 5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Enzo Avitabile</strong>: Omaggio al maestro Carosone. Tributo degnissimo. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Mahmood</strong>: Alessandro ormai è un puro talento e si è consacrato, bello davvero il suo medley che apre con una "Rapide" acappella da brividi. Ipnotico e moderno. <strong>Voto: 8.5</strong></p><p>‌‌<strong>Serena Rossi</strong>: Bella, solare e simpatica. Peccato che la sua apparizione è durata solo 10 minuti, giusto il tempo per presentare il suo prossimo show che parte Venerdì 12 Marzo e un big in gara. Meritava più spazio. <strong>Voto: 7</strong></p><p>‌‌<strong>Giovanna Botteri</strong>: Stesso discorso per Serena Rossi, apparizione di soli 10 minuti espressi con simpatia, eleganza e carisma, nel mezzo un breve intenso monologo dove lei proprio un anno e mezzo fa si trovava come inviata del TG a Wuhan, ed avvertiva l'Italia dell'arrivo di una pandemia pericolosa chiamata poi Covid. Tutti la sbeffeggiavano, ancora oggi le dobbiamo delle legittime scuse. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌<strong>Ornella Vanoni</strong>: Altra regina della Musica Italiana, incanta con il suo medley e il singolo cantanti in duetto con Francesco Gabbani (voto 7) è una delizia. Non mancano le sue gaffe di pura ironia e simpatia. Nobildonna. <strong>Voto: 10.</strong></p><p>‌‌<strong>Umberto Tozzi</strong>: Le sue hit si cantano a squarciagola, ormai è il preferito anche della serie "La Casa di Carta". Al più non si può. <strong>Voto: 6.5</strong></p><p>‌‌<strong>Fogli, Zarrillo, Vallesi</strong>: Stesso discorso per Bella, Leali, Cinguetti. Ospitata che sa di Capodanno e la si poteva risparmiare. Anche se alla canzone di Vallesi "La forza della vita" mi è scappata la lacrimuccia. <strong>Voto 6</strong> di stima</p><p>‌‌<strong>Federica Pellegrini / Alberto Tomba</strong>: Presentano a loro modo i due loghi per l'Olimpiade di Cortina 2026, davvero una bella iniziativa. Lei bella ed elegante, lui impacciato. <strong>Voto: 6.5</strong></p><p>‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Serie A]]></title><description><![CDATA[<p>L'Inter espugna il Tardini di Parma per 1-2 e vola a +6 sul Milan fermato in casa dall'Udinese.</p><p>Prima vera fuga per l'Inter che da decisamente una spallata importante al campionato.</p><p>Vittoria non facile quella dei nerazzurri contro un Parma tenace, ordinato ed orgoglioso. È bastato un buonissimo secondo tempo</p>]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/serie-a/</link><guid isPermaLink="false">6042523078bee56d9a6bc9f6</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Sat, 06 Mar 2021 20:06:14 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L'Inter espugna il Tardini di Parma per 1-2 e vola a +6 sul Milan fermato in casa dall'Udinese.</p><p>Prima vera fuga per l'Inter che da decisamente una spallata importante al campionato.</p><p>Vittoria non facile quella dei nerazzurri contro un Parma tenace, ordinato ed orgoglioso. È bastato un buonissimo secondo tempo per portare a casa 3 punti importantissimi.</p><p>Sugli scudi un ritrovatissimo Alexis Sanchez. Il Nino Maravilla, segna una doppietta e sfoggia una prestazione maiuscola; bisogna dirlo, Antonio Conte dopo Eriksen e Perisic, ha recuperato almeno mentalmente anche il cileno che se continua di questo passo, diverrà una riserva di lusso. Benissimo ovviamente anche il solito Lukaku autore di due assist: la sua è stata una partita di sacrificio e altruismo.</p><p>Antonio da Lecce, ha il merito di aver creato una squadra perfetta nel suo dogma; senza mercato, senza ritocchi. Il Contismo: lavorare di testa e applicazione con gli uomini a disposizione con compattezza, solidità e cinismo. E nell'Inter scorre ormai il sangue del suo allenatore.</p><p>Conte e il suo Contismo scappano a +6 dal Milan. Sesta vittoria consecuvita in campionato, la strada è quella tracciata in un'unica retta via. Lunedì arriva l'Atalanta in una partita chiave e decisiva per la consapevolezza nerazzurra ma del resto lo possiamo dire: Ad oggi, lo scudetto, lo può perdere solo l'Inter.</p><p>‌‌‌‌‌‌</p><p>Il Milan viene fermato da una buonissima Udinese a San Siro per 1-1 e fa un passo indietro deciso rispetto alla gara di Roma.</p><p>Una partitaccia quella dei  rossoneri che non sono riusciti a scardinare l'egregia e ordinata fase difensiva dei friuliani. Alla squadra di Pioli è mancata soprattutto lucidità in fase offensiva. Assenti Ibra (che è comunque rimasto in tribuna e non a Sanremo per star vicino alla squadra) e Calhanoglu. il Milan si affida a Rebic e Leao, ma entrambi deludono le aspettative: Il croato non al meglio visto l'infortunio patito a Roma, mentre Leao continua ad essere un vero punto interrogativo di questa squadra. Il portoghese è discontinuo e saltuario, non è mai riuscito a fare il passo più lungo della gamba per esser grande.</p><p>Il Milan crea pochissimo, l'Udinese ancor peggio ma nonostante ciò trova il vantaggio grazie ad una papera di Donnarumma sul colpo di testa di Rodrigo Becao (si, ancora lui) al minuto 68'. I rossoneri provano ad attaccare, ma lo fanno in modo caotico e informe. All'ultimo secondo, una follia (perché tale va chiamata) di Larsen che staccando in area la prende con la mano causando il rigore per il Milan (si, sono 16 in stagione, ma inutile farne un pianto, se i rigori ci stanno tutti) e il solito Kessie trasforma al 97'. Partita finita, amaro in bocca per entrambe, sia all'Udinese che ha la beffa di non aver fatto bottino pieno e sia per il Milan che si vede staccarsi di nuovo la vetta e deve nuovamente guardarsi alle spalle. Ora per Pioli arriverà un'altra settimana difficile: Verona, Manchester e Napoli. Pioli deve fare i conti con un diavolo sporadico. Per guardare ancora sù, il Milan deve tornare ad esser quello di Roma.</p><p>‌‌‌‌</p><p>si affida a Rebic e Leao, ma entrambi deludono le aspettative, il croato non al meglio visto l'infortunio patito a Roma, mentre Leao continua ad essere un vero punto interrogativo di questa squadra. Il portoghese è discontinuo e saltuario, non ha mai fatto il passo decisivo per esser grande.</p><p>Il Milan crea pochissimo, l'Udinese ancor peggio ma nonostante ciò trova il vantaggio grazie ad una papera di Donnarumma sul colpo di testa di Rodrigo Becao (si, ancora lui) al minuto 68'. I rossoneri provano ad attaccare, ma lo fanno in modo caotico e informe. All'ultimo secondo, una follia (perché tale sia) di Larsen che staccando in area la prende con la mano ed è calcio di rigore per il Milan (si, sono 16 in stagione, ma inutile farne un pianto, se i rigori ci stanno tutti) e il solito Kessie trasforma al 97'. Partita finita, amaro in bocca per entrambe, sia all'Udinese che ha la beffa di non aver fatto bottino pieno e sia per il Milan che si vede staccarsi di nuovo la vetta e deve nuovamente guardarsi alle spalle. Ora per Pioli arriverà un'altra settimana difficile: Verona, Manchester e Napoli.</p><p>Il diavolo è diventato sporadico, la strada è comunque tracciata, ma per guardare in alto, il Milan dev'essere quello di Roma.</p><p>‌‌‌‌</p><p>I rossoneri devono tornare a guardarsi le spalle, perché dietro hanno vinto tutte.</p><p>La Juve si sbarazza dello Spezia per 3-0, tutto nel secondo tempo, o meglio, tutto nell'ultima mezz'ora. Tutto nel nome di Morata al 60' e cambia la Juve. Lo spagnolo segna subito, al 61' e solleva i bianconeri da un nuovo guaio. Lo Spezia subisce il colpo e crolla così che la Juve dilaga prima con Chiesa e poi Ronaldo che raggiunge Pelè come miglior marcatore della storia a quota 765 che fissano il risultato sullo 3-0.</p><p>Che sia una boccata d'ossigeno per Pirlo, lo è sicuramente, ma ora viene il bello, prima la Lazio e poi quella che sarà la partita più importante della stagione ossia il ritorno di Champions con il Porto. Diciamolo francamente, servirà tutt'altra Juve. Perché se proprio vogliamo dirla tutta, non è stata per niente una bella Juve: imprecisa e confusa per un'ora intera. In queste due partite Pirlo si gioca la stagione, lo sa e spera soprattutto di recuperare uomini, ma prima deve recuperare la testa, perché oltre le gambe, fa sempre la differenza.</p><p>‌‌</p><p>La Juve va a 49 punti a braccetto con l'Atalanta.</p><p>Una Dea straripante che demolisce il Crotone per 5-1.</p><p>I Gaspa-boys sono in forma smagliante; quarta vittoria consecutiva in campionato, e ben 12 gol segnati.</p><p>L'Atalanta è tornata ad esprimere il suo calcio totale, ma in questo periodo storico ci sono  soprattutto due giocatori stanno facendo la  differenza e sono: Muriel e Gosens.</p><p>Il colombiano ormai non è più una riserva, si è preso il posto fisso da titolare ed è salito a 14 gol in campionato, mentre il tedesco, benché sia un terzino offensivo è ormai diventato un cecchino infallibile con ben 8 reti in campionato, più di tanti centravanti di Serie A. E se Ilicic smettesse di fare la "nonna" e gioca a calcio, allora la bellezza è servita.</p><p>La Dea è al terzo posto (seppur alla pari della Juve che deve recuperare una gara) con merito, hanno ritrovato la giusta condizione e corrono, lunedì si andrà a San Siro contro l'Inter per una partita affascinante e sarà un vero test in ottica Real, che io personalmente ancora ci credo che lì a Madrid, possano fare un figurone.</p><p>‌‌</p><p>Non molla la Roma che vince in extremis a Firenze contro la Fiorentina per 1-2 e rialza la testa dopo la sconfitta subita contro il Milan domenica scorsa.</p><p>Ormai è un dato di fatto: i giallorossi contro le medio-piccole volano, sarà utile per la differenza, ma ciò non cambia che Roma per diventare grande serve altro anche se intanto sono lì, a 2 punti dal quarto posto.</p><p>‌‌</p><p>Si ferma nuovamente il Napoli che quest'anno il termine continuità è una parola pressoché sconosciuta.</p><p>Pareggia 3-3 in casa del Sassuolo al termine di una partita folle con errori folli. Il Sassuolo ha fatto la sua partita, giocandosela con le sue armi e il suo palleggio. Del Napoli forse si può salvare la reazione dopo il 2-1 e l'esser riuscito a ribattarla sul 2-3 grazie a Lorenzo Insigne, migliore in campo indiscusso: corre, lotta, gli viene annullato un gol bellissimo, fa l'assist per il 2-2 di Di Lorenzo e trasforma il rigore del 2-3. Pensare che quel rigore sia arrivato al 91', partita finita, invece un errore di disimpegno di Bakayoko e un intervento scellerato di Manolas su Haraslin creano il rigore del 3-3 per i neroverdi trasformato da Ciccio Caputo al minuto 95.</p><p>Insigne sfoggia la sua rabbia nei cartelloni del Mapei, clima rovente negli spogliatoi, ma non ha torto, sono due punti buttati da polli; d'altronde il Napoli è una squadra che ama farsi del male da solo e fin quando hai in formazione titolare Maksimovic ed Hisaij che sono in scadenza di contratto, con Manolas che entra e crea solo danni, è chiaro che a giugno ci si aspetta una rivoluzione.</p><p>‌‌‌‌‌</p><p>rossoneri devono tornare a guardarsi le spalle, perché dietro hanno vinto tutte.</p><p>La Juve si sbarazza dello Spezia per 3-0, tutto nel secondo tempo, o meglio, tutto nell'ultima mezz'ora. Tutto nel nome di Morata al 60' e cambia la Juve. Lo spagnolo segna subito, al 61' e solleva i bianconeri da un nuovo guaio. Lo Spezia subisce il colpo e crolla così che la Juve dilaga prima con Chiesa e poi Ronaldo che raggiunge Pelè come miglior marcatore della storia a quota 765 che fissano il risultato sullo 3-0.</p><p>Che sia una boccata d'ossigeno per Pirlo, lo è sicuramente, ma ora viene il bello, prima la Lazio e poi quella che sarà la partita più importante della stagione ossia il ritorno di Champions con il Porto. Diciamolo francamente, servirà tutt'altra Juve. Perché se proprio vogliamo dirla tutta, non è stata per niente una bella Juve: imprecisa e confusa per un'ora intera. In queste due partite Pirlo si gioca la stagione, lo sa e spera soprattutto di recuperare uomini, ma prima deve recuperare la testa, perché oltre le gambe, fa sempre la differenza.</p><p>‌‌</p><p>La Juve va a 49 punti a braccetto con l'Atalanta.</p><p>Una Dea straripante che demolisce il Crotone per 5-1.</p><p>I Gaspa-boys sono in forma smagliante; quarta vittoria consecutiva in campionato, e ben 12 gol segnati.</p><p>L'Atalanta è tornata ad esprimere il suo calcio totale, ma in questo periodo storico ci sono  soprattutto due giocatori stanno facendo la  differenza e sono: Muriel e Gosens.</p><p>Il colombiano ormai non è più una riserva, si è preso il posto fisso da titolare ed è salito a 14 gol in campionato, mentre il tedesco, benché sia un terzino offensivo è ormai diventato un cecchino infallibile con ben 8 reti in campionato, più di tanti centravanti di Serie A. E se Ilicic smettesse di fare la "nonna" e gioca a calcio, allora la bellezza è servita.</p><p>La Dea è al terzo posto (seppur alla pari della Juve che deve recuperare una gara) con merito, hanno ritrovato la giusta condizione e corrono, lunedì si andrà a San Siro contro l'Inter per una partita affascinante e sarà un vero test in ottica Real, che io personalmente ancora ci credo che lì a Madrid, possano fare un figurone.</p><p>‌‌</p><p>Non molla la Roma che vince in extremis a Firenze contro la Fiorentina per 1-2 e rialza la testa dopo la sconfitta subita contro il Milan domenica scorsa.</p><p>Ormai è un dato di fatto: i giallorossi contro le medio-piccole volano, sarà utile per la differenza, ma ciò non cambia che Roma per diventare grande serve altro anche se intanto sono lì, a 2 punti dal quarto posto.</p><p>‌‌</p><p>Si ferma nuovamente il Napoli che quest'anno il termine continuità è una parola pressoché sconosciuta.</p><p>Pareggia 3-3 in casa del Sassuolo al termine di una partita folle con errori folli. Il Sassuolo ha fatto la sua partita, giocandosela con le sue armi e il suo palleggio. Del Napoli forse si può salvare la reazione dopo il 2-1 e l'esser riuscito a ribattarla sul 2-3 grazie a Lorenzo Insigne, migliore in campo indiscusso: corre, lotta, gli viene annullato un gol bellissimo, fa l'assist per il 2-2 di Di Lorenzo e trasforma il rigore del 2-3. Pensare che quel rigore sia arrivato al 91', partita finita, invece un errore di disimpegno di Bakayoko e un intervento scellerato di Manolas su Haraslin creano il rigore del 3-3 per i neroverdi trasformato da Ciccio Caputo al minuto 95.</p><p>Insigne sfoggia la sua rabbia nei cartelloni del Mapei, clima rovente negli spogliatoi, ma non ha torto, sono due punti buttati da polli; d'altronde il Napoli è una squadra che ama farsi del male da solo e fin quando hai in formazione titolare Maksimovic ed Hisaij che sono in scadenza di contratto, con Manolas che entra e crea solo danni, è chiaro che a giugno ci si aspetta una rivoluzione.</p><p>Pensando al presente, il Napoli dopo il Bologna avrà il grande trittico (Milan, Juve, Roma) in 7 giorni, la Champions si allontana ulteriormente.. Ma non è del tutto perduto, basterà ripartire da quella reazione dopo il 2-1 emiliano e dalla voglia del suo capitano Lorenzo Insigne.</p><p>‌‌‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Punto: Il Contismo Maravilla scappa dal Diavolo sporadico.]]></title><description><![CDATA[L'Inter vince a Parma e va +6 sul Milan che viene bloccata dall'Udinese: È prima vera fuga-scudetto. 
Respira la Juve grazie a Morata. Atalanta straripante. La Roma non molla per la Champions. Napoli disgraziato. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto-il-contismo-maravilla-scappa-dal-diavolo-sporadico/</link><guid isPermaLink="false">604253c278bee56d9a6bca26</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Fri, 05 Mar 2021 16:25:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210305_161748.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210305_161748.jpg" alt="Il Punto: Il Contismo Maravilla scappa dal Diavolo sporadico."><p>L'Inter espugna il Tardini di Parma per 1-2 e vola a +6 sul Milan fermato in casa dall'Udinese.</p><p>Prima vera fuga per l'Inter che da decisamente una spallata importante al campionato.</p><p>Vittoria non facile quella dei nerazzurri contro un Parma tenace, ordinato ed orgoglioso. È bastato un buonissimo secondo tempo per portare a casa 3 punti importantissimi.</p><p>Sugli scudi un ritrovatissimo Alexis Sanchez. Il Nino Maravilla, segna una doppietta e sfoggia una prestazione maiuscola; bisogna dirlo, Antonio Conte dopo Eriksen e Perisic, ha recuperato almeno mentalmente anche il cileno che se continua di questo passo, diverrà una riserva di lusso. Benissimo ovviamente anche il solito Lukaku autore di due assist: la sua è stata una partita di sacrificio e altruismo.</p><p>Antonio da Lecce, ha il merito di aver creato una squadra perfetta nel suo dogma; senza mercato, senza ritocchi. Il Contismo: lavorare di testa e applicazione con gli uomini a disposizione con compattezza, solidità e cinismo. E nell'Inter scorre ormai il sangue del suo allenatore.</p><p>Conte e il suo Contismo scappano a +6 dal Milan. Sesta vittoria consecuvita in campionato, la strada è quella tracciata in un'unica retta via. Lunedì arriva l'Atalanta, in una partita chiave e decisiva per la consapevolezza nerazzurra, ma del resto lo possiamo dire: Ad oggi, lo scudetto, lo può perdere solo l'Inter.</p><p>‌‌‌‌‌‌</p><p>Il Milan viene fermato da una buonissima Udinese a San Siro per 1-1 e fa un passo indietro deciso rispetto alla gara di Roma,</p><p>Una partitaccia quella dei rossoneri che non sono riusciti a scardinare l'egregia e ordinata fase difensiva dei friuliani. Alla squadra di Pioli è mancata soprattutto lucidità offensiva. Assenti Ibra (che è comunque rimasto in tribuna e non a Sanremo per star vicino alla squadra) e Calhanoglu, il Milan si affida a Rebic e Leao, ma entrambi deludono le aspettative; il croato non al meglio visto l'infortunio patito a Roma, mentre Leao continua ad essere un vero punto interrogativo di questa squadra. Il portoghese è discontinuo e saltuario, non è mai riuscito a fare il passo decisivo per diventare grande.</p><p>Il Milan crea pochissimo, l'Udinese ancor peggio ma nonostante ciò trova il vantaggio grazie ad una papera di Donnarumma sul colpo di testa di Rodrigo Becao (si, ancora lui) al minuto 68'. I rossoneri provano ad attaccare, ma lo fanno in modo caotico e informe. All'ultimo secondo, una follia (perché tale va chiamata) di Larsen che staccando in area la prende con la mano causando il calcio di rigore per il Milan (si, sono 16 in stagione, ma inutile farne un pianto, se i rigori ci stanno tutti) che il solito Kessie trasforma al 97'. Partita finita, amaro in bocca per entrambe, sia all'Udinese che ha la beffa di non aver fatto bottino pieno e sia per il Milan che si vede staccarsi di nuovo la vetta e deve nuovamente guardarsi alle spalle. Ora per il Milan arriverà un'altra settimana difficile: Verona, Manchester e Napoli. Pioli deve fare i conti con un diavolo sporadico, se si vuole continuare a guardare in alto, il Milan dev'essere quello di Roma.</p><p>‌‌‌‌</p><p>Intanto i rossoneri ad ora dovranno tornare a guardarsi  un pochino le spalle, in quanto dietro hanno vinto tutte.</p><p>La Juventus si sbarazza dello Spezia per 3-0, tutto nel secondo tempo, o meglio, tutto nell'ultima mezz'ora. E nel nome di Morata che al 60' entra e cambia la Juve. Lo spagnolo segna subito dopo un minuto dal suo ingresso e solleva i bianconeri da un nuovo guaio. Lo Spezia subisce il colpo e crolla tale che la Juve poi dilaga prima con Chiesa e poi con Ronaldo che raggiunge Pelè come miglior marcatore della storia a quota 767 reti, fissando il risultato sullo 3-0.</p><p>Che sia una boccata d'ossigeno per Pirlo, lo è sicuramente, ma ora viene il bello: Prima la Lazio e poi quella che sarà la partita più importante della stagione ossia il ritorno di Champions con il Porto. Diciamolo francamente, servirà tutt'altra Juve. Perché quella vista nei primi 60 minuti contro lo Spezia è stata una Juve brutta, imprecisa e confusa.</p><p>In queste due partite Pirlo si gioca la stagione, lo sa e spera soprattutto di recuperare uomini, ma prima deve recuperare la testa, perché oltre le gambe, ella fa sempre la differenza.</p><p>‌‌</p><p>I bianconeri sono a 49 punti a vanno braccetto con l'Atalanta.</p><p>Una Dea straripante che demolisce il Crotone per 5-1. I Gaspa-boys sono in forma smagliante; quarta vittoria consecutiva in campionato e ben 12 gol segnati. Il merito passa soprattutto da due giocatori che stanno facendo la differenza: Muriel e Gosens.</p><p>Il colombiano ormai non è più una riserva, si è preso il posto fisso da titolare ed è salito a 14 gol in campionato, mentre il tedesco, benché sia un terzino offensivo è ormai diventato un cecchino infallibile con ben 8 reti in campionato, più di tanti centravanti di Serie A. E se Ilicic smettesse di fare la "nonna" e gioca a calcio, allora la bellezza è servita.</p><p>La Dea è al terzo posto (seppur alla pari della Juve che deve recuperare una gara) con merito, hanno ritrovato la giusta condizione e corrono tornando ad esprimere il suo calcio totale. Lunedì andrà a San Siro contro l'Inter per quel che sarà un vero test in ottica Real, ed io credo che se loro i ragazzi di Zingonia confermano tale forma, a Madrid faranno un figurone.</p><p>‌‌Non molla la Roma che vince in extremis a Firenze contro la Fiorentina per 1-2 e rialza la testa dopo la sconfitta subita contro il Milan domenica scorsa.</p><p>Ormai è un dato di fatto: i giallorossi contro le medio-piccole volano, sarà utile per la differenza, ma ciò non cambia che la Roma per diventare grande serve altro, anche se intanto sono lì a 2 punti dal quarto posto.</p><p>‌‌</p><p>Si ferma nuovamente il Napoli che quest'anno il termine continuità è una parola sconosciuta.</p><p>Pareggia 3-3 in casa del Sassuolo al termine di una partita folle con errori folli. Il Sassuolo ha fatto la sua partita giocandosela con le sue armi e il suo palleggio. Del Napoli forse si può salvare la reazione dopo il 2-1 e l'esser riuscito a ribattarla sul 2-3 grazie a Lorenzo Insigne, migliore in campo indiscusso: corre, lotta, gli viene annullato un gol bellissimo, fa l'assist per il 2-2 di Di Lorenzo e trasforma il rigore del 2-3. Pensare che quel rigore sia arrivato al 91', si direbbe partita finita, e invece un errore di disimpegno di Bakayoko e un intervento scellerato di Manolas su Haraslin creano il rigore del 3-3 per i neroverdi trasformato da Ciccio Caputo al minuto 95.</p><p>Insigne sfoggia la sua rabbia nei cartelloni del Mapei, clima rovente negli spogliatoi, ma non ha torto, sono due punti buttati da polli; d'altronde il Napoli è una squadra che ama farsi del male da solo e fin quando hai in formazione titolare giocatori in scadenza come  Maksimovic ed Hisaij, con Manolas che entra e crea solo danni. L'harakiri si espande.</p><p>Pensando al presente, il Napoli dopo il Bologna avrà il grande trittico (Milan, Juve, Roma) in 7 giorni, la Champions si allontana ulteriormente.. Ma non è del tutto perduto, basterà ripartire da quella reazione dopo il 2-1 emiliano e dalla voglia del suo capitano Lorenzo Insigne.</p><p>‌‌‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Pagellone del Festival di Sanremo 2021: Le 26 Canzoni]]></title><description><![CDATA[Le pagelle delle 26 canzoni del Festival di Sanremo 2021:. Brillano Colapesce e DiMartino, Maneskin, Coma Cosa e Willie Peyote. Noemi e Malika Ayane incantano. Meta tradizionalista. Bocciati Bugo e Renga. 
Tra le Nuove Proposte spiccano Folcast e Davide Shorty. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-pagellone-del-festival-di-sanremo-2021-le-26-canzoni/</link><guid isPermaLink="false">6041031578bee56d9a6bc9c1</guid><category><![CDATA[Arti e spettacoli]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Thu, 04 Mar 2021 16:25:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210304_165505.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210304_165505.jpg" alt="Il Pagellone del Festival di Sanremo 2021: Le 26 Canzoni"><p><strong>Arisa - Potevi fare di più</strong>: La voce di Rosalba è sempre candida ma la canzone è la solita ponderosa omologazione di Gigi D'Alessio, di cui il testo fa da sé, ma è qualcosa di troppo risentito. <strong>Voto: 5.5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Colapesce e DiMartino - Musica Leggerissima</strong>: Ventata di freschezza dal gusto retrò anni '80, con la buonissima penna di Colapesce in puro stile Daniele Silvestri. L'inizio ricorda un mix tra gli Empire Of The Sun e "Figlio di un Re" di Cremonini. Non so se vinceranno ma la canzone piace tanto e coinvolge, la sentiremo almeno fino all'estate. Ah, il loro direttore d'orchestra è un certo Davide Rossi che ha suonato i violini in mezzo "Viva La Vida" dei Coldplay. <strong>Voto: 8</strong></p><p><strong>Aiello - Ora</strong>: Il ragazzo di Cosenza ha una voce forte. Sarà l'emozione, ma sia l'esibizione e sia la canzone, deludono. Il "sesso ibuprofene" sarà tormentone. Potrà piacere ai suoi fan, ma è un lontanissimo parente dell'Aiello ammirato in "Arsenico" o "Il cielo di Roma". <strong>Voto: 5</strong></p><p><strong>Fedez e Francesca Michielin - Chiamami per nome</strong>: Si vede tanto la mano di Mahmood. La sintonia tra i due c'è. Non è ai livelli di "Magnifico" ma al loro pubblico e soprattutto alle radio piacerà, altra canzone che sentiremo ripetutamente fino all'estate. <strong>Voto: 6+</strong></p><p><strong>Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band - Il Farmacista</strong>: Il suo testo è geniale ed originale, sarebbe da 8 in pagella, così come l'interpretazione mascherato da Leonardo Da Vinci che fa tanto Elio e Le Storie Tese, ma musicalmente è un qualcosa di già sentito del suo repertorio, il beat è lo stesso di "Sotto Casa" o "Una Musica Può Fare" (altro livello intendiamoci). Ci si aspettava di più. <strong>Voto: 6+</strong></p><p><strong>Noemi - Glicine</strong>: È una pura perla. Tra le canzoni "tradizionali" sanremesi, è quella che più mi ha preso d'impatto. Testo delicato e raffinato, poi la voce intensa di Noemi fa il resto. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Madame - Voce</strong>: Brano difficile da interpretare, ha bisogno di più ascolti, con un finale orecchiabile. Da prender nota che la 19enne ha dimostrato notevole personalità e di saperci stare sul palco del Festival. <strong>Voto: 6+</strong></p><p>‌‌<strong>Maneskin - Zitti e Buoni</strong>: This is Rock 'n Roll. Canzone rock in puro stile Sex Pistols. 82 anni in 4, e dimostrano un temperamento bestiale."La gente purtroppo parla ma non sa di che cazzo parla" è una frase simbolo di generazione. Fuori dai contesti sanremesi, fuori dagli schemi, fuori di testa (Il videoclip, similissimo a "The Fly" degli U2). <strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌<strong>Ghemon - Momento Perfetto</strong>: Anche questo brano è da riascoltare meglio, canzone agrodolce, può piacere per il suo sound misto tra Soul e R'n'B. Ma a prescindere, da Ghemon ci si aspettava di più e indubbiamente "Rose Viole" portata nel 2019 era di tutt'altro pianeta. <strong>Voto: 6.</strong></p><p>‌‌<strong>Coma Cose - Fiamme Negli Occhi</strong>: I due ragazzi (lei più la vedo e più mi ricorda l'Annie Lennox degli Eurythmics) hanno dimostrato di saperci stare perfettamente sul palco dell'Ariston, portando una canzone più Pop rispetto al loro genere Urban. Con auterovolezza si sono adattati loro a Sanremo e il brano è di livello molto alto. Bellissima sorpresa. <strong>Voto: 8</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Annalisa - Dieci</strong>: Delicata, tenera, presenza scenica, voce stupenda ma la canzone sa "troppo" delle sue canzoni precedenti sanremesi. Funzionerà senz'altro alle radio. Poi vediamo fino a sabato, ma ad ora non mi ha conquistato. <strong>Voto: 6</strong></p><p>‌‌<strong>Francesco Renga - Quando Trovo Te</strong>: Lui non è questo, lui è il classico pop melodico e funziona meglio sul suo genere. Va bene mettersi in mostra, ma cambiando genere passando ad un Pop moderno del puro stile Dardust non coincide e non funziona. Bocciato. <strong>Voto: 4.5</strong></p><p>‌‌<strong>Fasma - Parlami</strong>: Canzone rap con (poco) autotune, ha una buona ritmica e un bel sound. Piacerà tanto ai suoi fan e (forse) anche alle radio. <strong>Voto: 6</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Orietta Berti - Quando Ti Sei Innamorato</strong>: Dedicata al marito Osvaldo, una canzone melodica con retrogusto vintage anni '60, poca classe, tanta noia. <strong>Voto: 5.</strong></p><p>‌‌‌‌‌‌<strong>Bugo - E Invece Sì</strong>: Il tormentone dello scorso anno "Dov'è Bugo?", stavolta ci sarebbe da chiedere: "Dov'è Morgan?". Canzone battistiana, ma che non ha né capo e né coda, stona anche. Rivedibile e rimandato. <strong>Voto: 4</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Gaia - Cuore Amaro</strong>: Spagnoleggiante, ritmo incalzato ma da testo insipido. La italo-brasiliana andrà bene per le radio e per le spiagge. Di certo, meglio della Lamborghini. <strong>Voto: 5.5</strong></p><p>‌‌<strong>Lo Stato Sociale - Combat Pop</strong>: Canzone molto simpatica ed orecchiabile, un po sullo stile del "50 Special" dei Lunapop e un po giocherelloni di parole alla Elio e le Storie Tese con tanto di trasformista sul palco. Avrà meno successo della "Vita in Vacanza" di 3 anni fa, ma in radio farà il suo buon percorso. <strong>Voto: 6.5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>La Rappresentante di Lista - Amare:</strong> Il duo palermitano Indie, non delude le attese, anche loro si adattano al palco del Festival inneggiando il Pop. La voce di Veronica è potente, peccato che per la base ci sia la solita solfa di Dardust, ma il brano piace e prenderà quota pian piano. <strong>Voto: 7+</strong></p><p>‌‌<strong>Malika Ayane - Ti Piaci Così</strong>: Elegante, raffinata e orecchiabile. La buona Malika torna al Festival con un brano degno del suo repertorio. <strong>Voto: 7</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Ermal Meta - Un Milione Di Cose Da Dirti</strong>: Classica canzone d'amore per la tradizione Sanremese, ma è una canzone d'amore pulita, senza lagne o strafalcioni. Piano, voce e archi. Da podio (per non dire papabile vincitore). <strong>Voto: 7</strong></p><p>‌‌<strong>Extraliscio ft. Davide Toffolo - Bianca Luce Nera</strong>: Punk da balera, liscio da Romagna, più che da Festival sembra meglio per la sagra della porchetta di Campolattaro. Dispiace per Davide Toffolo del gruppo dei "Tre Allegri Ragazzi Morti", passare dal rock al liscio, sa tanto di caduta libera. <strong>Voto: 4.5</strong></p><p>‌‌<strong>Random - Torno A Te:</strong> Brano acerbo, lui acerbo, forse troppo per il Festival. Canzone che non entra e forse non va da nessuna parte. <strong>Voto: 4</strong></p><p>‌‌<strong>Fulminacci - Santa Marinella</strong>: Canzone dagli scorci Calcuttiani, il testo non è male. Dal vivo non rende, seppur sia l'ideale per un falò. <strong>Voto: 6-</strong></p><p>‌‌<strong>Willie Peyote - Mai Dire Mai (La Locura):</strong> Altra piacevole sorpresa del Festival. Un rap orecchiabile che mi ha ricordato tanto Frankie hi-nrg mc, con un testo duro e realistico sulla vita sociale attualissima. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌<strong>Gio Evan - Arnica</strong>: Canzone tenera con un testo significativo, lui d'altronde è uno scrittore. Meglio come scrive che come canta. <strong>Voto: 5.5</strong></p><p>‌‌<strong>Irama - La Genesi Del Tuo Colore</strong>: Da remoto, o come si dice attualmente DaD causa quarantena. Sulla linea delle sue "Nera" e "Mediterranea", brano ultrapop con un testo significativo. Canzone che sarà amata dai suoi fan e dalle radio. <strong>Voto: 6.</strong></p><p>‌‌‌‌‌‌‌‌</p><p><strong>LE NUOVE PROPOSTE</strong></p><p>‌‌<strong>Gaudiano - Polvere Da Sparo: </strong>Canzone seppur ultrapop e moderna, buona per i lidi, con troppa insipidità. <strong>Voto: 6</strong></p><p>‌‌<strong>Elena Faggi - Che Ne So</strong>: Il palco gioca brutti scherzi, lei emozionatissima non ha reso al meglio, la canzone è molto carina, deve ancora maturare per certi livelli, ma la strada è quella giusta. <strong>Voto: 6.5</strong></p><p>‌‌<strong>Avincola - Goal</strong>: Fa un po Bersani e un po Stefano Rosso con i suoi colori e la sua ironia nel testo. <strong>Voto: 7.</strong></p><p>‌‌<strong>Folcast - Scopriti</strong>: Gran bella canzone, il ragazzo ha una voce potente, testo e musica di primo livello. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌‌‌<strong>Wrongonyou - Lezioni Di Volo</strong>: Sulla falsariga di Ed Sheeran. Canzone semplice ed orecchiabile. Non uno dei suoi migliori brani. <strong>Voto: 7</strong></p><p>‌‌<strong>Greta Zuccoli - Ogni Cosa Sa Di Te:</strong> Un pò L'Aura, un pò Elisa. Raffinata e delicata. Non passa tra le prime 4, ma la sentiremo presto nel nuovo film di Scamarcio. <strong>Voto: 6</strong></p><p>‌‌<strong>Davide Shorty - Regina</strong>: Canzone Soul-Funk, orecchiabilissima e con voce pulita, il ragazzo ex-rivelazione di X-Factor 2015, sa il fatto suo. <strong>Voto: 7.5</strong></p><p>‌‌<strong>Dellai - Io sono Luca</strong>: A proposito di Luca, ricorda tanto una canzonetta di Luca Dirisio in stile romagnolo. Acerbi. <strong>Voto: 5</strong></p><p>‌‌‌‌‌‌‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il Punto: Milano fuggi-fuggi e l'inquietudine della Signora.]]></title><description><![CDATA[Le due milanesi spaccano il campionato: Inter devastante e un grande Milan sulla Roma. 
Per la Champions ci sono 5 squadre in 3 punti, compresa la Juve che pareggia a Verona e vive un senso di malessere. Atalanta terza. Ossigeno per il Napoli. ]]></description><link>https://www.ilpostscriptum.it/post/il-punto/</link><guid isPermaLink="false">603c52621661547dea323340</guid><category><![CDATA[Sport]]></category><dc:creator><![CDATA[Gino Plinius]]></dc:creator><pubDate>Mon, 01 Mar 2021 09:00:00 GMT</pubDate><media:content url="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210301_033208.jpg" medium="image"/><content:encoded><![CDATA[<img src="https://www.ilpostscriptum.it/content/images/2021/03/Screenshot_20210301_033208.jpg" alt="Il Punto: Milano fuggi-fuggi e l'inquietudine della Signora."><p></p><p>Milano scappa, Milano va in fuga.</p><p>L'Inter batte il Genoa e il Milan vince lo scontro diretto Champions contro la Roma.</p><p>Vincono e approfittano dei passi falsi appunto della Roma e soprattutto della Juve che scivola a - 10 dall'Inter capolista, seppur con una gara in meno da giocare, ma la differenza inizia a farsi sentire.</p><p>‌‌Devastante e spietata. Questi i due aggettivi che vanno abbinati all'Inter di Antonio Conte. Una squadra che ormai ha l'equità assoluta del suo allenatore.</p><p>Il Genoa è stato annichilito dalla padronanza in campo dei nerazzurri. Pronti, via e subito Lukaku che dopo 35 secondi infila all'angolino alla destra di Perin. I nerazzurri poi amministrano, ripartano e sprecando varie occasioni con il portiere rossoblu superlativo.</p><p>Lukaku fa il solito Big Rom, Eriksen inventa, Lautaro fa tanto lavoro, Perisic incontenibile e Darmian (che ha sostituito lo squalificato Hakimi) incoercibile, ed è proprio l'ex Parma a siglare il 2-0 nel secondo tempo su assist di Lukaku al termine di un'altra grande azione personale. Fa festa anche Sanchez (entrato al posto di Lautaro) che corregge in rete il 3-0 dopo un altro grande intervento di Perin sempre sull'incontenibile Lukaku.</p><p>Conte ha ottenuto altre risposte: tutti corrono, tutti si aiutano, tutti hanno fame. Si, davvero tutti, compreso chi entra dalla panchina. Quinta vittoria consecutiva in campionato ed ha subito solo un gol nelle ultime 7 partite. Conte ha trovato la chiave di un 11 tipo perfetto ed ha creato una macchina devastante e ineccepibile. La strada è tracciata, se i nerazzurri continuano così per quelli dietro sarà molto, molto dura contrastarli.</p><p>‌‌</p><p>Il Milan resta comunque a - 4 e tiene "vivo" il campionato, vincendo contro la Roma per 1-2.</p><p>Una vittoria importantissima per la squadra di Pioli che mette alle spalle 15 giorni difficili.</p><p>Partita splendida dei rossoneri, di compattezza, personalità e lucidità mentale. Fattori che invece purtroppo non riesce ad avere la Roma quando gioca contro le big. Bottino pietoso: 8 partite giocate contro le grandi, soltanto 3 punti racimolati. Dopo l'Europa League ci si aspettava che la Roma finalmente avesse fatto quel passo in più. Niente, quest'anno non riesce a fare risultato con chi sta sopra. Il problema parte dalla testa.</p><p>Primi 30 minuti perfetti dei rossoneri, che inchiodano la Roma nella metà campo creando almeno 6 palle gol che solo uno straordinario Pau Lopez riesce a tenere a galla i giallorossi. Il meritato vantaggio dei rossoneri arriva a fine primo tempo su rigore (netto) trasformato dal solito Kessie.</p><p>Nel secondo tempo si sveglia la Roma, che gioca 20 minuti buonissimi, creando più occasioni dalla porta di Donnarumma e il pari arriva grazie ad una bella conclusione di Veretout. Partita che si viaggia nell'equilibrio e diventa bellissima con azioni da una parte e dall'altra. Ma all'improvviso uno svarione di Pau Lopez nella costruzione dal basso che regala palla a Saelemakers che serve uno strepitoso Rebic che con potenza infila nell'angolino per il nuovo vantaggio rossonero.</p><p>Il Milan cala di brillantezza, perdendo anche uomini per affaticamento muscolare come Calhanoglu, Ibrahimovic (questa sera più in palla, anche se ha sprecato due occasioni clamorose) e Rebic (il migliore in campo per distacco, una vera furia). La Roma le prova tutte assediando la porta di Donnarumma e reclama anche un rigore non dato sul contatto Mhikytharian-Hernandez, ma non basta. Lo scontro diretto va con merito al Milan. Nei rossoneri, oltre la prova di Rebic, vanno sottolineate anche le importanti prove di Hernandez che sembra esser tornato quello dei tempi migliori, di Saelemakers incontenibile sulla fascia destra e di Tomori. Il ragazzo del Chelsea, impressiona per personalità e temperamento. Pioli lo ha scelto per far riposare Romagnoli, ma questo ragazzo con tale forma, sarà difficile lasciarlo fuori. Il Milan rialza la testa e lo fa benissimo, resta in scia all'Inter, ma più che conta è che ad ora blinda il posto-Champions, andando a +6 dal duo Atalanta-Juventus. Creando un vuoto.</p><p>‌‌</p><p>Pagelle Roma - Milan:</p><p>‌‌</p><p>Roma: Pau Lopez: 6; Mancini: 6, Cristante: 5.5, Fazio: 5 (62' B. Peres: 6); Karsdop: 6, Villar: 6 (70' El Sharaawy: 5.5), Veretout: 6.5 (79' Diawara: sv), Spinazzola: 6.5; Pellegrini: 6, Mihkhitaryan: 5.5; Borja Mayoral: 5 (79' Pedro: sv)</p><p>‌‌</p><p>All: P. Fonseca: 5.5</p><p>‌‌‌‌</p><p>Milan: Donnarumma: 6; Calabria: 6.5; Tomori: 7, Kajer: 6, Hernandez: 6.5; Tonali: 6 (83' Meite: sv), Kessie: 6.5; Saelemakers : 7 (83: Castillejo: sv), Calhanoglu: 6 (46' Diaz: 6). Rebic: 8 (67' Krunic: 6); Ibrahimovic: 6.5 (56' Leao: 6).</p><p>‌‌</p><p>All: Pioli: 7.</p><p>‌‌‌‌‌‌</p><p>Le Milanesi scappano e dietro c'è una bagarre Champions d'altri tempi, con 5 squadre in soli 3 punti. In queste ovviamente c'è la Roma che resta a 44 ma scivolando al quarto posto venendo superata dall'Atalanta (vittoriosa ad ora di pranzo sul campo di Marassi contro la Samp). Oltre la Roma, c'è ovviamente la Juve.</p><p>Si, la Juve, che adesso deve lasciar andare lo scudetto che ormai sta scivolando via, trovandosi a 10 punti dall'Inter, ma i bianconeri ad oggi classifica alla mano, si sono immischiati in questa lotta per la Champions che incute malessere e inquietudine. Colpa di un altro pareggio, sul campo dell'Hellas Verona, per 1-1.</p><p>Altra prestazione opaca per i bianconeri, che erano passati anche in vantaggio con il solito Ronaldo. Del portoghese che tiene in risalto la squadra di Pirlo, va detto che oltre il gol non ha fatto altro che sbuffare e provare malcontento per il modo in cui la Juve ha giocato la sua partita lasciandolo sempre praticamente da solo.</p><p>Il Verona ha fatto la sua buonissima partita, colpendo anche due legni con Faraoni e Lazovic e giocando praticamente gli ultimi 25 minuti nella metà campo bianconera, trova il meritato pareggio con il solito Barak (7 gol in stagione per lui).</p><p>D'accordo gli alibi delle assenze, ma questa Juve non ha un'identità precisa e ci sono giocatori che da tempo giocano in modo altalenante e sono i vari Bentancur, Rabiot, Ramsey e Alex Sandro.</p><p>La Juve dopo 23 giornate ha 46 punti, ben 8 in meno di Sarri dello scorso anno e ben 20 punti in meno di Allegri di due anni fa.</p><p>Ogni anno, si va peggio. E più che Pirlo, la colpa peggiore è della società, soprattutto del duo Paratici-Nedved che in due anni e in 4 sessioni di mercato, hanno allestito una squadra traviata e soprattutto incompleta. Tali errori alla lunga si pagano e ora i conti non tornano: Lo scudetto scivola via e non si ha la certezza della Champions perché la Signora è nel gruppone della bagarre. I bianconeri devono recuperare 5 giocatori che ad oggi sono fondamentali: Chiellini, Cuadrado, Arthur, i gol di Morata e soprattutto Dybala. Il grande mistero della Joya, l'uomo degli ultimi due scudetti. La Juve lo aspetta, intanto vive una situazione particolare e difficile, la peggiore negli ultimi 10 anni. E ciò porta tanta inquietudine.</p><p>I bianconeri hanno una gara in meno, così come il Napoli che trova un pò di ossigeno grazie alla vittoria nel derby contro il Benevento per 2-0, non una grande prestazione della squadra di Gattuso, una partita sulla netta sufficienza, ma quel che conta ad oggi è il risultato. Rino ha ritrovato Mertens che torna titolare e trova subito il gol. Il belga non è ancora in condizioni ottimali ma si può aspettare, il piede è sempre lo stesso ed è quello che serve. Bene anche Ghoulam che conferma il netto miglioramento, oltre ai soliti Zielinski, Insigne e Politano (autore del gollonzo del 2-0).</p><p>Il Napoli grazie anche alle sconfitte delle romane è a 3 punti dal quarto posto. È sempre lì, in lotta, ma una rondine non fa primavera, ed avere continuità. Tale continuità sconosciuta quest'anno.</p><p>‌‌</p><p>Milano scappa, dietro arrancano ma con Atalanta e Juve 46, Roma 44, Napoli e Lazio 43; per la lotta Champions si prevedono brividi fino alla fine.</p><p>‌‌‌‌</p>]]></content:encoded></item></channel></rss>